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Il calendario del 17 Febbraio

Autore: Restelli, Silvio  Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it  E-mail: silvio.restelli@poste.it

Eventi

▪ 197 - Battaglia di Lugdunum, l'imperatore romano Settimio Severo sconfigge il rivale Clodio Albino, assicurandosi il pieno controllo sull'Impero Romano

▪ 1233 - Il giorno in cui vengono celebrati i sette santi fondatori

▪ 1600 - Giordano Bruno viene messo al rogo per eresia a Roma in Campo de' Fiori

▪ 1801 - Thomas Jefferson viene eletto Presidente degli Stati Uniti e Aaron Burr vice presidente, dopo che il pareggio ottenuto alle elezioni viene risolto dalla Camera dei Rappresentanti

▪ 1848 - Carlo Alberto con le Lettere Patenti riconosce ai Valdesi diritti civili e politici

▪ 1854 - Il Regno Unito riconosce l'indipendenza dello Stato Libero di Orange

▪ 1865 - Guerra di secessione americana: Columbia (Carolina del Sud) brucia mentre le truppe confederate fuggono davanti all'avanzata delle truppe unioniste

▪ 1867 - La prima nave attraversa il Canale di Suez

▪ 1925 - Esce la prima edizione dell'Enciclopedia Treccani

▪ 1933
  1. - Il Blaine Act pone fine al proibizionismo negli Stati Uniti
  2. - Il periodico Newsweek viene pubblicato per la prima volta

▪ 1944 - Seconda guerra mondiale: Inizia la Battaglia dell'Atollo Eniwetok. Finirà con una vittoria statunitense il 22 febbraio

▪ 1947 - Propaganda: Voice of America inizia le trasmissioni radio verso l'Unione Sovietica

▪ 1952 - Oslo, Norvegia: Giuliana Minuzzo è la prima italiana a vincere una medaglia (bronzo nella discesa libera) nella storia dei Giochi olimpici invernali

▪ 1972 - Le vendite del Volkswagen Maggiolino superano quelle della Ford Modello T

▪ 1977 - Luciano Lama viene violentemente contestato all'Università di Roma, da giovani aderenti a posizioni extraparlamentari

▪ 1979 - La Cina invade il Vietnam

▪ 1980 - Prima ascensione invernale dell'Everest (Leszek Cichy e Krysztof Wielicki)

▪ 1984 - Prima mondiale di C'era una volta in America di Sergio Leone in Canada

▪ 1992 - A Milano il socialista Mario Chiesa, presidente del Pio Albergo Trivulzio, viene arrestato dopo aver incassato una tangente di 7 miliardi da un'impresa di pulizia in cambio della concessione di un appalto. Comincia l'inchiesta Mani pulite.

▪ 1996 - A Filadelfia (Pennsylvania), il campione del mondo di scacchi Garry Kasparov batte il supercomputer Deep Blue

▪ 2005 - L'Università di Bologna conferisce una laurea honoris causa in Ingegneria aerospaziale a Ermanno Bazzocchi, padre dei jet d'addestramento Aermacchi MB-326 e Aermacchi MB-339

▪ 2008 - Il governo provvisorio del Kosovo proclama unilateralmente la propria indipendenza dalla Serbia, dando vita alla Repubblica del Kosovo.

* 2009 - Walter Veltroni si dimette dalla carica di segretario del Partito Democratico.

Anniversari

▪ 440 - San Mesrop Mashtots (in armeno Մեսրոպ Մաշտոց) (Hatsik, 361 – Echmiadzin, 17 febbraio 440) è stato un monaco, teologo e linguista armeno. Fu l'inventore dell'alfabeto armeno, segnando così una tappa fondamentale della storia del popolo armeno e della Chiesa Armena.

▪ 1600 - Filippo Giordano Bruno (Nola, 1548 – Roma, 17 febbraio 1600) è stato un filosofo, scrittore e frate domenicano italiano, condannato al rogo dall'Inquisizione cattolica per eresia.
Tra i punti chiave della sua concezione filosofica, che fondeva neoplatonismo e arti mnemoniche con influssi ebraici e cabalistici, la pluralità dei mondi, l'infinità dell'universo ed il rifiuto della transustanziazione. Il suo pensiero presenta un'accentuazione dell'infinitezza divina sconosciuta ai neoplatonismi precedenti. Con notevoli prestiti da Nicola Cusano, Giordano Bruno elabora una nuova teologia dove Dio è intelletto creatore e ordinatore di tutto ciò che è in natura, ma egli è nello stesso tempo Natura stessa divinizzata, in un'inscindibile unità panteistica di pensiero e materia.

LA VITA E LA CONDANNA
Giordano Bruno (il suo vero nome era Filippo Bruno, ma assunse quello di Giordano entrando nell’ordine domenicano), ebbe una vita piuttosto movimentata: nato nel 1548 a Nola, presso Napoli (dove studiò e ricevette una prima formazione di stampo aristotelico), prese i voti, ma ben presto i suoi dubbi sulla dottrina trinitaria e su quella dell’incarnazione lo misero in contrasto con gli ambienti ecclesiastici.
Allontanatosi da Napoli nel 1576, iniziò a peregrinare per l’Europa: prima a Ginevra, poi a Tolosa e a Parigi (ove godè il favore di Enrico III), dove ebbe inizio la sua produzione filosofica; quindi in Inghilterra (ove fu anche accolto dalla regina Elisabetta), dove insegnò ad Oxford e in questo periodo effettuò la stesura dei dialoghi italiani e di alcune opere latine.
Ritornato a Parigi, nuovi contrasti con gli ambienti universitari legati alla tradizione aristotelica lo costrinsero a trasferirsi in Germania, dove insegnò a Marburgo, Wittemberg e Francoforte e completò le opere latine.
Accettata infine l’ospitalità del nobile veneziano Giovanni Mocenigo, nel 1592 fu da questi denunciato all’Inquisizione e fatto arrestare per i suoi dubbi sulla funzione della religione e i sospetti di eterodossia gravanti sulle sue dottrine.
In un primo tempo riuscì ad evitare la condanna con una parziale ritrattazione, ma nel 1593 fu trasferito all’Inquisizione di Roma e, dopo sette anni di carcerazione, fu condannato a bruciare sul rogo a Campo dei Fiori (Roma) il 17 febbraio del 1600: l’imputazione mossagli fu di dubitare della trinità, della divinità di Cristo e della transustanziazione, di voler sostituire alle religioni particolari la religione della ragione come religione unica e universale e di affermare che il mondo é eterno e che vi sono infiniti mondi. ..Giordano Bruno fu di carattere particolarmente irrequieto e, come detto, fin dall’inizio non si sentì convinto da alcune verità dogmatiche della chiesa cattolica e finì per abbandonare i voti e distaccarsi dalla chiesa cattolica.
Durante le sue peregrinazioni arrivò a simpatizzare per la causa calvinista per ovvi motivi: gli sembrò essere una protesta ai danni della chiesa cattolica nella sua dimensione istituzionale; del calvinismo colse quindi soprattutto il messaggio ”liberatore".
Comunque poi abbandonò questa simpatia per il calvinismo e, paradossalmente, tornò indietro sui suoi passi accettando alcuni valori della dottrina cattolica.
Da notare che il suo processo é durato diversi anni, il che testimonia che l’inquisizione romana non era poi così efferata e malvagia come si può pensare, a differenza di quella spagnola. Dove e quando potevano i giudici della chiesa romana cercavano delle vie di compromesso: c’era una”buona volontà”nella chiesa cattolica che trovava qualche appiglio nelle posizioni di Giordano Bruno: fu lui che non ebbe alcuna intenzione di rinunciare ai principi di fondo della sua”dottrina”e quando si trovò al momento della decisione finale preferì morire ma mantenere le sue posizioni.
Ci doveva pur essere qualcosa che poteva dare adito a un confronto e a un dialogo con la chiesa cattolica se ci misero quasi otto anni a giudicarlo: la parziale accettazione del cattolicesimo, sulla base essenzialmente di posizioni averroistiche: anche con la fede si può raggiungere la verità, sebbene si tratti di una verità di second’ordine rispetto a quella filosofica, una verità insomma destinata alla massa, al volgo.
Giordano Bruno, comunque, era convinto che le religioni potevano essere buon strumento per far acquisire alla”massa”alcune verità, magari meno precise e più discutibili, e soprattutto potevano essere strumento di controllo delle masse; é evidente che Giordano Bruno rientra pienamente nell’aristocraticismo intellettuale propugnato da Averroè.
E’ ovvio che questo per i giudici dell’inquisizione non bastava per salvarlo, ma in fin dei conti poteva essere un buon punto di partenza per una sorta di trattativa. Dovendo poi scegliere tra le religioni, quella che maggiormante si confaceva alle istanze di Giordano Bruno era il cattolicesimo e non certo il calvinismo, per vari motivi: innanzitutto quella di Calvino era essenzialmente una protesta e non solo intellettuale (come voleva Giordano Bruno), ma anche ”fisica": il calvinismo divenne vero e proprio strumento di guerra e di disordine ed é quindi comprensibile che Giordano Bruno preferisse il cattolicesimo, che se non altro si prefigurava come strumento di pace.
In più Giordano Bruno non poteva accettare l’idea della predestinazione tipica del calvinismo: principio ispiratore della filosofia di Bruno é proprio la libertà e l’idea di essere predestinati dall’eternità non lasciava ad essa grande spazio.
”Ho lottato, é molto: credetti poter vincere (ma alle membra venne negata la forza dell'animo), e la sorte e la natura repressero lo studio e gli sforzi. E’ già qualcosa l'essersi cimentati; giacché vincere vedo che é nelle mani del fato. Per quel che mi riguarda ho fatto il possibile, che nessuna delle generazioni venture mi negherà; quel che un vincitore poteva metterci di suo: non aver temuto la morte, non aver ceduto con fermo viso a nessun simile, aver preferito una morte animosa a un'imbelle vita.” (De monade, numero et figura).
Per approfondire il suo pensiero le vicende della sua condanna clicca qui.

▪ 1673 - Molière (pseudonimo di Jean-Baptiste Poquelin; Parigi, 15 gennaio 1622 – Parigi, 17 febbraio 1673) è stato un drammaturgo e attore teatrale francese.
L'Accademia di Francia non accettò mai mentre era in vita, Molière tra gli immortali, perché il commediante, ancora definito guitto, era considerato culturalmente inferiore. Riparò in seguito dedicandogli una statua con l'iscrizione Nulla mancò alla sua gloria, Egli mancò alla nostra.

Poetica
Molière, attore e allo stesso tempo drammaturgo, ricercò uno stile di scrittura e recitazione meno legato alle convenzioni dell'epoca, e proteso verso una naturalezza realistica, che descrivesse al meglio le situazioni e la psicologia dei personaggi. Queste idee, che si realizzeranno in seguito nel teatro borghese, cominciano ad emergere con forza ne La scuola delle mogli e ne Il misantropo. Un nuovo stile che Molière accompagna con una critica feroce della morale dell'epoca, cosa che impedì a lungo alla commedia Il tartufo di essere rappresentata in pubblico.
La sua acuta osservazione della realtà fu spesso per Molière fonte di guai, specialmente quando i nobili oggetto delle sue satire si riconoscevano nei suoi personaggi. È nota la reazione del duca di La Feuillade che, riconosciutosi nel Marchese della Critica alla scuola delle mogli, gli strofinò sul viso con violenza i bottoni del suo vestito pronunciando la battuta del Marchese: «Torta alla crema! Torta alla crema!».
Simili incidenti accaddero con Monsieur d'Armagnac, scudiero di Francia, e con il duca di Montasieur, precettore del Delfino, che minacciò di bastonarlo a morte per averlo preso a modello nel creare il personaggio di Alceste, il misantropo, salvo poi cambiare idea e ringraziarlo dell'onore concessogli.
L'aspirazione di Molière, spesso costretto a scrivere commedie-balletto per compiacere ai gusti del re, fu quella di dedicarsi a sviluppare un nuovo tipo di commedia, che porterà in seguito alla nascita della commedia di costume moderna, ispirata agli accadimenti quotidiani, scritta in prosa e che obbedisca alla verosimiglianza. Molière può essere considerato a tutti gli effetti il precursore di quel rinnovamento teatrale che comincerà ad esprimersi compiutamente un secolo dopo, con Carlo Goldoni, fino a raggiungere la piena maturità nel teatro di Anton Čechov. Anche Dario Fo lo ha spesso indicato tra i suoi maestri e modelli.

Elenco delle opere principali
▪ Il medico volante, Le Médecin volant (1645)
▪ La gelosia dell'impiastricciato, La Jalousie du barbouillé (1650)
▪ Lo stordito, L'Étourdi ou les Contretemps (1655)
▪ Il dispetto amoroso, Le Dépit amoureux (16 dicembre 1656)
▪ Il dottore innamorato, Le Docteur amoureux (1658)
▪ Le preziose ridicole, Les Précieuses ridicules (18 novembre 1659)
▪ Sganarello o il cornuto immaginario, Sganarelle ou le Cocu imaginaire (28 maggio 1660)
▪ Don Garcia di Navarra o il principe geloso, Dom Garcie de Navarre ou le Prince jaloux (4 febbraio 1661)
▪ La scuola dei mariti, L'École des maris (24 giugno 1661)
▪ Gli importuni, Les Fâcheux (17 agosto 1661)
▪ La scuola delle mogli, L'École des femmes (26 dicembre 1662)
▪ La gelosia di Gros-René, La Jalousie du Gros-René (15 aprile 1663)
▪ La critica alla scuola delle mogli, La Critique de l'école des femmes (1 giugno 1663)
▪ L'improvvisazione di Versailles, L'Impromptu de Versailles (14 ottobre 1663)
▪ Il matrimonio forzato, Le Mariage forcé (29 gennaio 1664)
▪ Gros-René, petit enfant 27 aprile 1664
▪ La principessa d'Elide, La Princesse d'Élide (8 maggio 1664)
▪ Il Tartufo, Tartuffe ou l'Imposteur (12 maggio 1664)
▪ Don Giovanni o il convitato di pietra, Dom Juan ou le Festin de pierre (15 febbraio 1665)
▪ L'amore medico, L'Amour médecin (15 settembre 1665)
▪ Il misantropo, Le Misanthrope ou l'Atrabilaire amoureux (1666)
▪ Il medico per forza, Le Médecin malgré lui (6 agosto 1666)
▪ Melicerta, Mélicerte (2 dicembre 1666)
▪ Pastorale comica, Pastorale comique (5 gennaio 1667)
▪ Il siciliano o l'amor pittore, Le Sicilien ou l'Amour peintre (14 febbraio 1667)
▪ Anfitrione, Amphitryon (13 gennaio 1668)
▪ George Dandin o il marito confuso, George Dandin ou le Mari confondu (18 luglio 1668)
▪ L'avaro, L'Avare ou l'École du mensonge (9 settembre 1668)
▪ Il signor di Pourceaugnac, Monsieur de Pourceaugnac (6 ottobre 1669)
▪ I favolosi amanti, Les Amants magnifiques (4 febbraio 1670)
▪ Il borghese gentiluomo, Le Bourgeois Gentilhomme (14 ottobre 1670)
▪ Psiche, Psyché (17 gennaio 1671)
▪ Le furberie di Scapino, Les Fourberies de Scapin (24 maggio 1671)
▪ La Contessa d'Escarbagnas, La Comtesse d'Escarbagnas (2 dicembre 1671)
▪ Le donne intellettuali oppure Le femmine saccenti, Les Femmes Savantes (11 marzo 1672)
▪ Il malato immaginario, Le Malade imaginaire (10 febbraio 1673)

▪ 1827 - Johann Heinrich Pestalozzi (Zurigo, 12 gennaio 1746 – Brugg, 17 febbraio 1827) è stato un pedagogista e riformista svizzero. Pestalozzi è noto come educatore e riformatore del sistema scolastico ma era anche filosofo e si dedicò alla politica.

Educazione del cuore
Egli, contrariamente a Rousseau, non riteneva che l'uomo fosse necessariamente buono (infatti parla di "natura inferiore", dominata da istinti e passioni animalesche). Riteneva quindi necessario che fosse compito dell'educazione perfezionare la natura dell'uomo e che l'educatore non avesse che il compito di assisterlo durante la sua naturale evoluzione secondo un'unità di cuore, mente e mano.
Sosteneva che l'uomo attraversasse tre stadi evolutivi:
▪ naturale (nel quale segue le proprie forze istintuali),
▪ sociale (in cui la vita in comune lo obbliga a un riadattamento, non sempre positivo per l'individuo)
▪ e infine morale (il fine ultimo dell'uomo e dell'educazione: l'individuo si predispone al bene, alla solidarietà verso gli altri e all'accoglienza di Dio nel proprio spirito).

Pestalozzi introdusse il concetto di educazione del cuore (educazione all'affettività, del sentimento) e educazione familiare (es. Leonardo e Gertrude mostra la centralità nel processo educativo).
Per lui, l'ambiente deve essere un ambiente che fa proprie certe caratteristiche dell'educazione familiare e ne era talmente convinto che ha deciso di riproporlo nella vita vera, aprendo degli istituti dove poter accogliere dei giovinetti, e poterli istruire).
Per Pestalozzi, l'educazione è una finalità etica, anche perché in quegli anni molti erano i bambini che a colpa della guerra restavano orfani del padre, o erano sbandati o abbandonati.
Il pedagogista da questa esperienza giunge a concludere che non esiste solo un'infanzia materialmente abbandonata (senza genitori e senza cibo) ma ne esiste anche una moralmente abbandonata (che nonostante i bambini abbiano chi si prende cura di loro, non sono seguiti e non ricevono un'adeguata proposta educativa) altrettanto pericolosa. Il concetto che ad ogni modo rimane centrale nel pensiero di Pestalozzi è il rapporto strettissimo tra natura ed educazione, è importantissimo che l'educando possa vivere esperienze nel proprio contesto. La caratteristica prima di queste esperienze sarà che esse siano fondate sull'intuizione.
Grazie alle esperienza che va concretamente a realizzare nei suoi istituti, Pestalozzi raggiunge una fama mondiale e influenza moltissima della cultura del suo tempo, quasi più di Rousseau, proprio per il suo tentativo di non fermarsi al teorico (al contrario di Rousseau).
Sono gli anni in cui si viaggia spesso, e proprio da questi viaggi, e dai molti incontri che si sviluppano nuove idee e nuove frontiere quali i viaggi pedagogici, fatti da pedagogisti alla ricerca delle grandi esperienze educative (o le migliori) dove potranno toccare con mano l'offerta e le idee di un determinato Pedagogista o corrente di pensiero. Tra i tanti pedagogisti che si diressero in Svizzera, negli istituti aperti da Pestalozzi, c'è stato anche un giovane educatore chiamato Frobel.
Gli istituti di Pestalozzi così, poco alla volta cominciarono a diventare un importante punto di incontro per tutti i pedagogisti e gli educatori europei. Le idee pedagogiche cominciano a circolare e così cominciano a nascere nuovi modelli e nuove ipotesi; tra i nuovi modelli non si può non citare il modello del mutuo insegnamento (il quale fascino influenzò anche Pestalozzi).

▪ 1856 - Christian Johann Heinrich Heine (Düsseldorf, 13 dicembre 1797 – Parigi, 17 febbraio 1856) è stato il maggior poeta tedesco del periodo di transizione tra il romanticismo e il realismo.

▪ 1905 - Sergej Aleksandrovič Romanov (in russo: Сергей Александрович Романов; Sanpietroburgo, 29 aprile 1857 – Mosca, 17 febbraio 1905) fu granduca di Russia.
Fra il 1891 ed il 1905 fu Governatore Generale di Mosca. Conservatore radicale, applicò politiche che lo resero una figura centrale nella politica: nel 1892 eseguì un ordine con cui espulse gran parte della popolazione ebraica dalla città, la Tragedia di Chodynka nel 1896 ne offuscò la reputazione e alla fine, oggetto di molte critiche, divenne un obiettivo dei rivoluzionari e fu ucciso con una bomba al Cremlino.

▪ 1909 - Geronimo (in chiricahua Goyaałé; No-Doyohn Canyon oggi Clifton, 16 giugno 1829 – Oklahoma, 17 febbraio 1909) è stato un condottiero nativo americano, fu uno dei più importanti capi degli Apache, e per oltre 25 anni guerreggiò contro gli Stati Uniti e la loro espansione ad occidente.
Geronimo (in chiricahua Goyaałé scritto anche Goyathlay o Goyahkla, "colui che sbadiglia") nacque in quello che oggi è lo stato del Nuovo Messico e secondo le mappe era allora parte del Messico, ma che la sua famiglia considerava terra degli Apache Bedonkohe. Geronimo era invece un Apache Chiricahua. Crebbe divenendo un rispettato sciamano e un esperto guerriero, che combatté frequentemente contro le truppe messicane. I suoi avversari messicani gli diedero il soprannome di "Geronimo", la versione in lingua spagnola del nome "Girolamo".
Geronimo combatté contro un sempre maggior numero di truppe messicane e statunitensi e divenne famoso per il suo coraggio e per essere sfuggito numerose volte alla cattura.
Le forze di Geronimo divennero l'ultimo grande gruppo di combattimento di pellerossa che si rifiutarono di riconoscere il governo degli Stati Uniti nel West. Questa lotta giunse a termine il 4 settembre 1886, quando Geronimo si arrese al Generale Nelson Miles dell'esercito statunitense, a Skeleton Canyon, Arizona.
Geronimo venne mandato in prigione a Fort Pickens (Florida). Nel 1894 venne trasferito a Fort Sill (Oklahoma). In età avanzata Geronimo divenne una specie di celebrità, comparendo alle fiere e vendendo sue fotografie, ma non gli fu permesso di fare ritorno alla sua terra natia. Cavalcò durante la parata inaugurale del Presidente Theodore Roosevelt, nel 1905. Geronimo morì di polmonite a Fort Sill il 17 febbraio 1909.
Geronimo è una figura popolare del cinema e della televisione, il suo personaggio è comparso in numerosi film e telefilm. FILM:
- Geronimo (USA, 1962) di Arnold Laven, con Martin Ross, Chuck Connors (Geronimo);
- Geronimo (USA, 1994) di Walter Hill, con Jason Patric, Gene Hackman, Robert Duvall, Wes Studi (Geronimo).

▪ 1978 - Agostino Rocca (Milano, 1895 – Buenos Aires, 17 febbraio 1978) è stato un imprenditore italiano della siderurgia.
Trasferitosi in giovane età a Roma, intraprese gli studi militari, spostandosi nel 1913 a Torino per frequentare l'Accademia militare del capoluogo piemontese.
Nei primi anni venti aderì al fascismo, nello stesso periodo rientrò a Milano per laurearsi in ingegneria al Politecnico.
Dopo diverse esperienze manageriali in alcune delle maggiori aziende italiane, nel 1933 entrò a far parte del direttivo della neonata IRI. Con la qualifica di ispettore per lo sviluppo siderurgico, Rocca razionalizzerà le produzioni della Ansaldo.
Nello stesso anno assunse la carica di amministratore delegato alla Dalmine, azienda in cui era entrato a far parte fin dal 1923 in qualità di tirocinante.
Nel 1943 non aderì alla Repubblica di Salò, di conseguenza venne arrestato nel 1944, e perse ogni carica amministrativa.
Nel dopoguerra Rocca ritornò a rivestire le cariche che ricopriva prima dell'arresto, sviluppando la collaborazione con i paesi dell'America latina, con particolare attenzione alla produzione di tubi in Argentina e Messico.

▪ 1997 - Alfonso Maria Di Nola (Napoli, 9 gennaio 1926 – Roma, 17 febbraio 1997) è stato un antropologo, storico delle religioni e saggista italiano.
Cresciuto a Gragnano, è conosciuto per la sua opera di studioso di antropologia delle religioni
.
▪ 1998 - Ernst Jünger (Heidelberg, 29 marzo 1895 – Riedlingen, 17 febbraio 1998) è stato un filosofo e scrittore tedesco.

▪ 2002 - Giovanni Tabacco (Firenze, 7 novembre 1914 – Torino, 17 febbraio 2002) è stato uno storico italiano.
Professore universitario dal 1954, è stato dapprima ordinario di storia medievale e moderna presso l'università di Trieste e dal 1966 al 1985, di storia medievale alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'università di Torino. Inoltre è stato membro dell'Accademia dei Lincei, dell'Accademia delle Scienze di Torino e del direttivo del Centro studi sull'Alto Medioevo di Spoleto. Ha pubblicato vari studi storici.

▪ 2005 - Enrique Omar Sivori (San Nicolás de los Arroyos, 2 ottobre 1935 – San Nicolás de los Arroyos, 17 febbraio 2005) è stato un calciatore argentino naturalizzato italiano.


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