Proponiamo una «moratoria sulle interviste»!

Autore: Mondinelli, Andrea  Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it


mercoledì 11 gennaio 2017

Ecco una proposta provocatoria: raccogliamo firme per impedire i cardinali rilascino interviste? A leggere certe dichiarazioni viene da piangere:

Certo, mi piacerebbe vedere, come cristiano, che il Medio Oriente ritorni di nuovo cristiano come era una volta, e così anche il Nord Africa. Mi auguro ciò perché credo che il cristianesimo non è solo la mia religione personale, ma una buona religione, nonostante tutti gli errori che si sono verificati. Quindi non posso biasimare i musulmani, anche se vogliono che l’Europa sia islamica. Questo non è un mio problema (cardinale Schönborn QUI)

Il cristianesimo ridotto a buona religione da un principe della Chiesa. Caro cardinale Schönborn, il cristianesimo è la religione vera! Quindi, caro Schonborn, questo è decisamente il suo problema…

Cosa pensa della Amoris Laetitia? “Lo trovo un documento buono, da leggere in continuità col Magistero della Chiesa e gli altri testi, senza estrapolare come viene fatto, singole frasi, magari strumentalizzando. Il documento parte dal condivisibile principio che bisogna essere sempre fermi col peccato, ma misericordiosi col peccatore. E’ animato da saggia e corretta ispirazione pastorale. Porta in questo ambito un linguaggio nuovo, lasciando inalterata la dottrina. Insomma, cambia la tonalità, ma il contenuto rimane lo stesso”. (card. Romeo QUI)

Caro card. Romeo, cosa significa portare un linguaggio nuovo, lasciando inalterata la dottrina? Già “qualche annetto fa” San Vincenzo di Lerins scriveva: «E’ necessario dunque che, con il progredire dei tempi, crescano e progrediscano quanto più possibile la comprensione, la scienza e la sapienza così dei singoli come di tutti, tanto di uno solo, quanto di tutta la Chiesa. Devono però rimanere sempre uguali il genere della dottrina, la dottrina stessa, il suo significato e il suo contenuto. La religione delle anime segue la stessa legge che regola la vita dei corpi. Questi infatti, pur crescendo e sviluppandosi con l’andare degli anni, rimangono i medesimi di prima. Vi è certamente molta differenza fra il fiore della giovinezza e la messe della vecchiaia, ma sono gli stessi adolescenti di una volta quelli che diventano vecchi. Si cambia quindi l’età e la condizione, ma resta sempre il solo medesimo individuo. Unica e identica resta la natura, unica e identica la persona» (The Commonitorius of Vincent of Lérins, cap. XXII, cit., p. 89.). Quale sarebbe la novità del linguaggio nuovo in Amoris laetitia? Nuovo o confuso? Caro card. Romeo, cosa significa “cambiare la tonalità”? Come quando nell’adolescenza si perde la voce bianca, oppure qualcosa d’altro?
E per finire, anche se per ora ancora non è cardinale, l’irresistibile twitter dell’immarcescibile p. Antonio Spadaro. In un inglese maccheronico scrive:


“In teologia 2+2 può fare 5. Perché ha a che fare con Dio e la vita reale della gente”.

La religione di Mago Merlino è servita. San Tommaso & C. ringraziano per 2 mila anni di teologia buttati nel WC. Con Fides et Ratio ci accendiamo il fuoco.
Mi sorge un dubbio inquietante: che sia questo il linguaggio nuovo, che sia questo il cambio di tonalità?
Raccogliamo le firme…

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