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"Elena" 8 - Il sogno rivelatore e il ritrovamento della Croce

Autore: Conci, Donata  Curatore: Leonardi, Enrico
Fonte: CulturaCattolica.it
sabato 10 agosto 2013

I Magi
La lunga liturgia ha inizio con l’arrivo di tre monaci che ricordano i magi venuti da Oriente.
Questo è il mio giorno- pensava- e questi tre sono come me. Come me avete tardato a venire. I pastori erano qui molto prima, e persino gli animali. Si erano uniti al coro degli angeli prima che voi vi metteste in viaggio. Per voi la disciplina primordiale dei cieli si allentò e una luce nuova brillò ardita fra le stelle sconcertate.
Quanto lavoro, quante osservazioni e calcoli vi ci vollero per arrivare qui, dove i pastori erano corsi a piedi scalzi! Siete arrivati finalmente all’ultima tappa del vostro pellegrinaggio, e la grande stella è rimasta immobile sulle vostre teste. Cos’avete fatto? Vi siete fermati a far visita a re Erode. Però siete arrivati e non vi hanno cacciato via... Non c’era bisogno dei vostri doni, ma li hanno accettati e messi da parte con cura, perché erano stati portati con amore. Siete i miei patroni speciali - disse Elena - e patroni di tutti quelli che arrivano tardi, di tutti quelli che per giungere alla verità devono fare un viaggio noioso... Cari cugini pregate per me e per il mio povero figlio troppo oberato. Possa trovare anche lui, prima della fine, un posto fra la paglia dove inginocchiarsi… Pregate per i grandi, che non periscano completamente e pregate per le anime dei miei selvaggi e ciechi antenati.


Il sogno rivelatore e il ritrovamento
Durante quella notte Waugh racconta che la vecchia imperatrice ha un sogno rivelatore: un vecchio le spiega che il legno della Croce si trova accanto ad una cisterna sotterranea abbandonata in fondo ad una scala, dove un vano si apre dietro una porta nascosta dalla terra.
La mattina Elena segue il viottolo imboccato nel sogno, sale in cima ad un cumulo di terra e dove scorge un’orma impressa sul terreno mette una piccola croce di sassolini. Di lì gli scavi dovevano ricominciare finché nel fianco occidentale del Golgota si rintracciano grandi masse delle vecchie mura della città. Alla luce delle torce si continua il febbrile lavoro di sterramento per scendere sempre più in basso arrivando verso la fine di aprile al serbatoio. Elena si fa portare una sedia e rimane in attesa per ore, guardando e pregando. Quando tutto lo stanzone appare vuoto l’anziana signora si alza e picchiando contro un muro col suo bastone, ordina di abbatterlo. Così si sfonda una porta sotterrata, si entra in un ampio vano dove sono accatastati molti pezzi di legno abbandonati.
Dunque è finita dichiara Elena prima di ritirarsi e andare a riposare.
I giorni successivi vengono analizzati i reperti e una mattina di maggio ad uno dei pali più lunghi appare appeso il cartiglio con la scritta nelle tre lingue del mondo antico. Su di esso non ci sono dubbi ed Elena è certa di trovarsi davanti al braccio verticale della Croce. Ma come individuare fra gli altri tre legni il braccio orizzontale?
Se il Signore ha guidato il suo cammino, non mancherà di darle un segno: ordina che venga accostata una moribonda ai diversi pezzi di legno che potrebbero essere la seconda parte della Croce e la vicinanza ad uno in particolare provoca la guarigione immediata.
Così adesso sappiamo, ella dice.
La Croce viene composta ed Elena si inginocchia per ringraziare.
La notizia si estende in un baleno e raggiunge tutta la cristianità. Nelle basiliche è intonato il Te Deum laudamus: il segno tangibile dell’amore del Padre e del sacrificio del Figlio è dato agli uomini ed essi potranno vedere, toccare il sacro Legno e credere.

La sua opera era compiuta e il compito assegnatole assolto. (9)
A Costantino donò due chiodi della Croce: uno fu destinato al suo elmo, simbolo del potere, l’altro al morso del suo cavallo, simbolo del freno da imporre al potere.
Le altre reliquie vennero donate dall’imperatrice a chiese e città come Treviri e Colonia.
Elena morì nel 329.

La fine del racconto
Da allora meraviglie e miracoli sono stati attribuiti a Sant’Elena e con queste parole Waugh conclude il racconto della sua vita: Aveva fatto quello che solo i santi riescono a fare. Si era conformata completamente alla volontà di Dio. Altri pochi anni prima, avevano compiuto gloriosamente il loro dovere nell’arena. Il suo era un compito meno duro, che consisteva semplicemente nel raccogliere legna. Era quello il particolare, modesto scopo, per cui era stata creata. E ora l’aveva adempiuto.

NOTE
9. Per queste scoperte e per la sua fede Ambrogio riconobbe ad Elena il merito di essere stata la guida del figlio tanto da affermare: "Grande donna, che trovò molto di più da offrire all'imperatore di quello che ricevette da lui”(Sant’Ambrogio, De obitu Theodosii, n. 41)

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