Clicca per andare al Vangelo di Giovanni
Catechismo dell'universo quotidiano

Clemente Rebora

Voglio innanzitutto indicare la prima nota che mi ha colpito nel leggere tanti anni fa per la prima volta Clemente Rebora. E' la sua positività di uomo buono (si è convertito molto dopo la sua produzione forse anche migliore), una positività di fronte al disegno misterioso delle cose, o meglio, l'affermazione della positività del disegno misterioso. Rebora afferma un disegno, e quindi intuisce un'intelligenza nelle cose, misteriosa perciò ineffabile, non dicibile, non decifrabile, ma comunque positiva.

Mi sembra che si possa definire questo primo impatto con la poesia di Clemente Rebora l'impatto con un uomo povero; perché il «pauper evangelicus», il povero del Vangelo, è chi non avendo nulla da difendere - come diceva Dostoevskij - di fronte alla verità, registra la realtà, e la realtà si presenta come disegno (perfino a Kant veniva un dubbio sulla bontà della sua Critica della ragion pura guardando il cielo stellato). [L. Giussani, Le mie letture, BUR]





© Copyright 1995-2010 | CulturaCattolica.it | Privacy Policy |Credits