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Ballestra, Mauro - Giuditta l’armena. Storia di una rivolta

Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it
giovedì 14 maggio 2015

Dall Prefazione “Fra le cime del Mussa Ler” di Antonia Arslan.
Edizioni Risguardi. € 16
Quarta di copertina:
Ispirato ad un evento realmente accaduto durante il genocidio degli Armeni nel 1915, è il racconto delle gesta di una giovane donna che acquista presso il suo popolo, salito sulla montagna per sfuggire alla deportazione, una crescente considerazione fino a diventarne vera e propria coscienza morale, lungo tutto il dipanarsi degli avvenimenti descritti. E’ la narrazione della difesa estrema della propria libertà e della propria identità che si riflette in una storia antica e mitica di secoli prima.
Mauro Balestra, che qualche anno fa ci narrò la struggente stoia di Rachele l’armena creando un suggestivo e inedito personaggio femminile, ripropone in questo secondo libro le vicende dell’unica ribellione che ebbe un lieto fine nell’intera tragedia genocidaria del 1915, quando un pugno di villaggi armeni riuscì a resistere per circa cinquanta giorni all’esercito turco e a trovare salvezza sulle navi francesi: l’epopea da cui Franz Werfel trasse nel 1933 il famoso romanzo I quaranta giorni del Mussa Dagh.
E’ di nuovo protagonista una donna, la giovinetta Giuditta, che porta un altro bel nome biblico. Ma il racconto parte da lontano, dalla quieta vita campestre della gente che vive intorno alla grande montagna (qui chiamata, all’armena, Mussa Ler), ma anche dalla storia di questo antichissimo popolo, e intreccia – capitolo dopo capitolo – due episodi cruciali dell’epopea degli armeni, scegliendo due momenti speciali di resistenza e di riscatto: non solo la fuga e la resistenza sulla “loro” montagna protettrice – nel 1915 – degli umili abitanti dei sette villaggi che la circondano, ma la famosa battaglia di Avarayr del 451 d.C., quando gli Armeni, guidati dall’eroe Vartan Mamigonean che vi sacrificò la sua vita, osarono affrontare in battaglia il potente re dei Persiani, mostrandosi così fermi nella loro fede che alla fine fu loro concesso di praticarla liberamente.
L’alternarsi dei due periodi storici crea un continuo gioco di rimandi che sottilmente induce nel lettore un raffronto convincente fra i signorotti feudali, i nakharar che guidarono il valoroso popolo dell’antica Armenia, e i loro lontani discendenti, gli umili contadini dei villaggi, ignari di guerre e astuzie militari, che tuttavia comprendono il pericolo che li sovrasta e la necessità di salire sulla montagna e di fortificarsi lassù per resistere agli ordini di deportazione che li hanno raggiunti, e che equivalgono a una condanna a morte. E sentono bene, anche, la necessità di difendersi contro un nemico spietato, bramoso solo di uccidere e saccheggiare.
In entrambe le situazioni però è di nuovo una donna che li guida, e si chiama Giuditta. Con mano delicata e appassionata, l’autore racconta le due storie, dando più spazio alla palpitante avventura dei rifugiati nel 1915, ma aggiungendo a ogni capitolo il contrappunto di alcune pagine sulle vicende leggendarie dell’eroe Vartan e della sua eroina, la coraggiosa Giuditta di allora.
Alla giovane Giuditta del Mussa Ler è affidato invece il riscatto del suo piccolo popolo in pericolo, come se la sua stessa esistenza incarnasse la forza sotterranea e gentile, ma vigorosa e tenace, delle donne armene. Tenendo in fondo al cuore le parole profetiche del prete Elia sul “mare del nostro destino”, da dove verrà la salvezza, Giuditta forma un gruppo di donne guerriere che combattono al fianco dei loro uomini, pronte, coraggiose, forti, in una battaglia che tutti sanno è di vita o di morte. E così salveranno, in un altrove che è la diaspora, il loro focolare.
Giuditta è il sole a cui tutti si rivolgono: ed è anche il simbolo profondo di quella candida fede piena di forza che riscalda i cuori e muove le montagne.

Mauro Balestra, sacerdote forlivese ordinato nel 1983, da sempre si è coinvolto con i giovani sia in ambito scolastico che parrocchiale, attività dalla quale ha preso spunto per i suoi numerosi scritti. La sua passione educativa ha portato alla luce libri rivolti non solo ai ragazzi ma a tutti coloro che lo incontrano.
Ha pubblicato con CartaCanta: Il Meraviglioso Viaggio – La Divina Commedia raccontata ai ragazzi (2010) e Incontrando testimoni con la storia di Rachele l’armena (2011) e con Ares: Chi è mai costui! Il vangelo annunciato ai ragazzi (2007) e Distendi la mano – il senso religioso vissuto con i bambini (2008).
Attualmente è parroco dell’Unità Pastorale di Bagnolo, Carpinello, S.Giorgio in Forniolo, Villa Rotta e Rettore del Santuario di Fornò.


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06/05/2015 Buon pranzo
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