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Gli arabi che non si sentono su Al Jazeera

Autore: Zanzi, Mauro  Curatore: Buggio, Nerella
Fonte: CulturaCattolica.it ©
venerdì 22 ottobre 2004

Alcune voci dalla stampa araba riferite da Magdi Allam.

Abdel Rahman al-Rashed, editorialista: "Altro che scontro di civiltà, questi terroristi vogliono il potere, vogliono trasformare l'Iraq in un nuovo Afghanistan dei Talibani. Se oggi gli americani abbandonassero l'Iraq, esploderebbe una guerra civile che si protrarrebbe per vent'anni. Sarebbe come emettere una sentenza di morte nei confronti degli iracheni. Abbandonandoli alle volpi politiche e alle milizie affamate di potere. In una parola sarebbe una catastrofe".

Abdel Hamid al-Ansari, scrittore: "Dico ai fautori della moderazione e del compromesso che è giunto il momento di smetterla con la litania dell'oppressione americana e delle condizioni di oppressione e di assenza delle libertà. Il terrorismo non ha nulla a che fare con queste motivazioni e cause. Il terrorismo è un'ideologia aggressiva che odia la vita e le persone, che si radica in menti e animi squilibrati e frustrati". Al-Ansari attacca duramente le televisioni satellitari arabe "che si sono trasformate in megafoni del terrorismo, facendoci credere che questo terrorismo si giustificherebbe con la causa palestinese, la presenza straniera, la parzialità degli americani, la repressione politica e la crisi economica". Per sradicare il terrorismo "dobbiamo rivoluzionare i programmi scolastici, innestandoci il pensiero riformatore, la cultura della tolleranza, l'apertura verso le altre civiltà, l'accettazione della globalizzazione".

Mouna al-Tahhawi, direttrice di un sito Internet femminile: "Gli attentati suicidi sembrano essere diventati la scorciatoia preferita dai musulmani per risolvere i loro problemi. E' un errore ingiustificato. Indipendentemente dall'identità delle vittime. Noi dobbiamo condannare gli attentati terroristici ovunque accadano. Non possiamo limitarci a condannarli quando succedono nelle capitali musulmane e prendono di mira i musulmani sunniti. Dobbiamo condannarli anche quando le vittime sono sciiti, curdi e occidentali".


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