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Così l'Islam mostra il vero volto

Autore: Baget Bozzo, Gianni  Curatore: Buggio, Nerella
Fonte: Il Giornale
domenica 21 novembre 2004



Il terrorismo islamico ha rivelato interamente il suo volto. È un errore pensare che esso sia limitato alla questione palestinese e al problema di Israele.
Fare del terrorismo islamico una questione ebraica è dimenticare che esso è stato all'origine di una questione cristiana. Perla sua natura e per la sua vocazione, l'Islam ha il compito di superare il cristianesimo nella rivelazione definitiva di Maometto, "sigillo della profezia".
L'America è stata colpita certamente perché ha espresso la solidarietà cristiana verso Israele ma soprattutto perché è una nazione cristiana non immemore della sua origine come accade a molte nazioni europee.
Abbiamo scritto più volte che la persecuzione musulmana - dall'Algeria al Sudan, all'Afghanistan - dei cristiani è una guerra contro l'Occidente: che l'Occidente si illude se pensa di poter separare nei rapporti con l'Islam la questione cristiana dalla questione occidentale. La persecuzione dei cristiani è essenziale all'Islam come la sua ostilità all'Occidente. Oggi, nonostante l'ipocrisia dei governi, il mondo musulmano sarà in festa per l'umiliazione che il coraggio dei musulmani ha inflitto al grande Satana, come l'imam iraniano Khomeini chiamava gli Stati Uniti. Non ci si illuda: il mondo musulmano sarà in festa perché vedrà la mano di Allah nella sconfitta della più grande potenza cristiana. Ora gli Stati Uniti dovranno decidere di rispondere con atti di guerra a un atto di guerra.

Il nome di Bin Laden autore di tutti gli attentati contro gli Stati Uniti è il primo che viene alla mente. Ma occorre ricordare che i talebani sono armati dal Pakistan, che è armato dagli americani. E che la guerriglia islamista contro i sovietici venne sostenuta dagli Stati Uniti. "Gli afghani", cioè i militanti musulmani della guerra antisovietica, sono stati i promotori della guerra musulmana in Bosnia come dei massacri algerini. Ora comprendiamo meglio la guerra dei russi contro i ceceni.

Occorre ricordare che il "martirio islamico", proprio della tradizione sciita, è entrato anche nella tradizione sunnita: e che l'Occidente ha a che fare con il suicidio religioso islamico in una maniera molto più violenta e militante che con i kamikaze giapponesi. Attendiamo il pieno riconoscimento da parte della Chiesa cattolica che la risposta all'offerta di dialogo è avvenuta a New York e a Washington con un atto di guerra motivato dalla religione. È da tredici secoli che i cristiani conoscono, attraverso il dominio, la pirateria, la conversione forzosa, il martirio, la volontà islamica di sostituire con la violenza il cristianesimo nella storia.

Degli attentati di New York e di Washington, l'islamismo politico è responsabile: e, per quanto l'Occidente non voglia riconoscerlo, la guerra di religione è entrata nella storia perché l'Islam non distingue tra politica e religione. I talebani o l'Iran sono i responsabili dell'attentato di ieri: ed è certo che esso non può essere considerato l'attentato di una mafia senza padre né madre. Auguriamo all'America di non essere vile, anche se temiamo che l'Europa, ormai senza vero volto, lo sarà


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