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“Impegno comune per un Irc di qualità”

Autore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it
venerdì 8 giugno 2012

Avendo partecipato al Convegno nazionale dei direttori e responsabili IRC, sul tema “Impegno comune per un Irc di qualità”, ho ascoltato con interesse le varie relazioni. Di una, in particolare, – quella del Prof. Giovanni Ferretti – sono rimasto impressionato, perché mi è parsa suggerire delle preoccupazioni e delle piste di lettura divergenti rispetto al magistero di Benedetto XVI, e di Giovanni Paolo II. In particolare l’indizione dell’anno della fede mi pare chieda a tutti noi una rilettura (sia metodologica che contenutistica) del nostro lavoro nella scuola dello stato.
Ho espresso alcune considerazioni che ho inviato a S. Em. il Card. Angelo Bagnasco, a S. Ecc. Mons. Mariano Crociata, a S. Ecc. Mons. Piero Coccia, a Mons. Vincenzo Annicchiarico e a Don Andrea Toniolo, ricevendone quasi da tutti cortese e sollecita risposta.
Le invio a tutti coloro che vorranno leggerle, approfondirle e discuterle. Gli Insegnanti di Religione Cattolica raggiungono oltre il 90 % dei giovani italiani. L’argomento quindi trattato non è insignificante per una presenza qualificata della Chiesa in Italia.

Qui riporto alcune straordinarie riflessioni del Papa Benedetto XVI, in occasione del Meeting degli IdRC del 25 aprile 2009:
Il vostro servizio, cari amici, si colloca proprio in questo fondamentale crocevia, nel quale – senza improprie invasioni o confusione di ruoli – si incontrano l’universale tensione verso la verità e la bimillenaria testimonianza offerta dai credenti nella luce della fede, le straordinarie vette di conoscenza e di arte guadagnate dallo spirito umano e la fecondità del messaggio cristiano che così profondamente innerva la cultura e la vita del popolo italiano. Con la piena e riconosciuta dignità scolastica del vostro insegnamento, voi contribuite, da una parte, a dare un’anima alla scuola e, dall’altra, ad assicurare alla fede cristiana piena cittadinanza nei luoghi dell’educazione e della cultura in generale. Grazie all’insegnamento della religione cattolica, dunque, la scuola e la società si arricchiscono di veri laboratori di cultura e di umanità, nei quali, decifrando l’apporto significativo del cristianesimo, si abilita la persona a scoprire il bene e a crescere nella responsabilità, a ricercare il confronto ed a raffinare il senso critico, ad attingere dai doni del passato per meglio comprendere il presente e proiettarsi consapevolmente verso il futuro.

Certamente uno degli aspetti principali del vostro insegnamento è la comunicazione della verità e della bellezza della Parola di Dio, e la conoscenza della Bibbia è un elemento essenziale del programma di insegnamento della religione cattolica. Esiste un nesso che lega l’insegnamento scolastico della religione e l’approfondimento esistenziale della fede, quale avviene nelle parrocchie e nelle diverse realtà ecclesiali. Tale legame è costituito dalla persona stessa dell’insegnante di religione cattolica: a voi, infatti, oltre al dovere della competenza umana, culturale e didattica propria di ogni docente, appartiene la vocazione a lasciar trasparire che quel Dio di cui parlate nelle aule scolastiche costituisce il riferimento essenziale della vostra vita. Lungi dal costituire un’interferenza o una limitazione della libertà, la vostra presenza è anzi un valido esempio di quello spirito positivo di laicità che permette di promuovere una convivenza civile costruttiva, fondata sul rispetto reciproco e sul dialogo leale, valori di cui un Paese ha sempre bisogno.
Note critiche sul Convegno IRC


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