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Non confondiamoci: ecco il vero Nemico!

Autore: Amato, Avv. Gianfranco   Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it
lunedì 26 dicembre 2016

Riportiamo questo post di Mario Adinolfi: «A partire da stasera e per cinque prime serate consecutive, con un’operazione televisiva di indottrinamento forzato che non ha precedenti nella storia della TV Italiana, Raitre manderà in onda nell’orario di massimo ascolto il programma Stato Civile, dedicato alle unioni gay in Italia e alla propaganda dell’omogenitorialità. Ripeto, nella storia del servizio pubblico radiotelevisivo pagato dai soldi di milioni di famiglie italiane, ma si era osato mandare per cinque prime serate consecutive in onda la stessa produzione esterna, prodotta dalla Panama Film di Francesco Siciliano, figlio dell’ex presidente della Rai e esponente del PD, amico di Monica Cirinnà che già si è sbracciata per sostenere l’operazione voluta e pagata coi nostri soldi da Daria Bignardi. Questa vergogna di Stato è denunciata e rifiutata dal Popolo della Famiglia, non si fa indottrinamento gender a spese delle famiglie italiane nei giorni delle festività natalizie per offendere in maniera così provocatoria radici e sentimenti del popolo italiano per compiacere una piccola lobby di potenti e di amici degli amici. Questa operazione senza precedenti deve essere immediatamente fermata e ci appelliamo al presidente della Rai Monica Maggioni quale garante del servizio pubblico radiotelevisivo e al consigliere del Cda Paolo Messa che se facesse ogni tanto sentire la sua voce potrebbe persino trovare un senso nella propria permanenza a viale Mazzini. Chiediamo inoltre trasparenza sui costi dell’operazione, visto che ci risulta che il minutaggio di Stato Civile sia stato pagato il triplo di minutaggi analoghi per progetti di seconda serata di Raitre».


Quello che meraviglia in questa vicenda non è l’asservimento al Potere di quella pletora di aguzzini e kapò della propaganda goebbelsiana, che hanno la sfrontatezza di farsi chiamare “giornalisti”. Orami li abbiamo identificati, sono dei poveracci che «tengono famiglia». No, quello che provoca disgusto – fino al limite del conato di vomito – è l’atteggiamento connivente dei parlamentari sedicenti cattolici, oggi tutti impegnati a trovare un tocco di legno cui aggrapparsi nel naufragio politico cui sono finiti a causa della loro insipienza. Niente più interrogazioni, niente più interpellanze, niente più richieste di dimissioni, niente più esposti alla Commissione di Vigilanza RAI. Niente di niente. Hanno capito, i nostri, che quello è un campo minato, è un cavo ad alta tensione, roba da 30 mila volt, e chi tocca i fili muore. Per loro, naufraghi dispersi alla disperata ricerca di una scialuppa di salvataggio, rischiare di essere definiti “omofobi” significa spegnere anche l’ultimo lumicino di speranza in una ricandidatura. Significa precludersi definitivamente la prospettiva di una sopravvivenza politica.

Restano, poi, alcuni militanti pro-family che di fronte a quanto denunciato da Mario Adinolfi, dovrebbero avvertire l’esigenza di una forte mobilitazione. Che so, iniziative eclatanti e pubbliche di boicottaggio della RAI, mobilitazioni davanti alla sede di Viale Mazzini, appelli ad un mailbombing contro quelle trasmissioni televisive, eccetera, eccetera. C’è solo da aguzzare l’ingegno e accendere la fantasia.
E invece no. Quei militanti pro-family – pochi per la verità ma ugualmente dannosi – anziché mobilitarsi in questa sacrosanta battaglia, non trovano altro di meglio da fare se non perdere il loro tempo, le loro energie, le loro intelligenze, le loro risorse in un unico obiettivo che, da mesi, pare proprio ossessionarli: sparare contro il Popolo della Famiglia. A questi militanti diciamo: «Amici, risparmiate queste pallottole per il vero Nemico!». Non siate ossessionati dal bersaglio fisso del PDF ma guardatevi intorno, e vi accorgerete di quello che sta succedendo nel nostro Paese. Uniamoci nelle battaglie che riteniamo giuste, indipendentemente da chi tra di noi indica l’obiettivo. Organizziamoci per ottenere le dimissioni della Fedeli, anche se è stato Mario Adinolfi a scoprire che ha mentito. Organizziamoci per arrestare l’indottrinamento della Tv di Stato, anche se è stato Mario Adinolfi a sollevare la questione. Non è più il tempo della ripicca infantile, ma quello della riflessione adulta.

                              



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