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Litanie pacifiste blasfeme

Autore: Mondinelli, Andrea  Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it
domenica 1 gennaio 2017

La parola in questione è “nonviolenza”, scritta proprio tutto attaccato. La genesi storica di tale parola è inequivocabile come il suo significato. Nonviolenza è una parola puramente ideologica che nulla ha a che vedere con la pace di Cristo, anzi proprio vi si oppone. Si potrebbe dire che nonviolenza è la sintesi della pace anticristica, la pace senza Cristo. Portabandiera di questa posizione, a dir poco, rasentante l’apostasia è Pax Christi
Dopo avere letto il 50° messaggio per la pace (qui), mi è venuto in mente un formidabile aforisma di G.K. Chesterton: “la Chiesa e le eresie hanno sempre combattuto per le parole, perché le parole sono la sola cosa che valga la pena di una lotta” [La sfera e la croce].
La parola in questione è “nonviolenza”, scritta proprio tutto attaccato. La genesi storica di tale parola è inequivocabile come il suo significato. Nonviolenza è una parola puramente ideologica che nulla ha a che vedere con la pace di Cristo, anzi proprio vi si oppone. Si potrebbe dire che nonviolenza è la sintesi della pace anticristica, la pace senza Cristo. Portabandiera di questa posizione, a dir poco, rasentante l’apostasia è Pax Christi.
Anni fa mi sono imbattuto nel documento “Vita e pace: unico Vangelo” verso il convegno ecclesiale di Verona documento del Consiglio Nazionale di Pax Christi (qui). Quando lo lessi rimasi allibito. Vi riporto una sintesi per punti:
  • La nonviolenza è sempre biofilia operante, sanità mentale, respiro del cuore. [La nonviolenza] Aiuta a vincere la paura. [La nonviolenza] Tenta la riconciliazione nella verità, risana le ferite, ricostruisce i rapporti lacerati, sa che è possibile e necessario cambiare per vivere e vivere con dignità. [La nonviolenza] Suscita la gioia di vivere e il piacere di comunicare.
  • Spetta a noi, esercitando la nostra laicità credente (sacerdotale-profetica-regale), sviluppare e approfondire la teologia e la pratica della nonviolenza. Un giorno, forse nel 50° anniversario della “Pacem in terris”, una nuova enciclica o un concilio ecumenico o un’assemblea interreligiosa proclamerà la nonviolenza come unico vero annuncio cristiano. Sarà nuovo magistero ecclesiale. La strada è aperta.


Il soggetto della frase dovrebbe essere Cristo! Altro che “nonviolenza”! La nonviolenza unico vero annuncio cristiano?! Alcune citazioni di uno dei campioni riconosciuti della nonviolenza: Aldo Capitini, ideatore della marcia della pace Perugia – Assisi:

Al posto della fede nel fatto della uscita di Gesù dalla tomba e del suo salire al cielo, poniamo il nostro vivere praticamente la compresenza. ...Ed egli ci fa fare un grande passo in avanti per intendere la compresenza di tutti e non di lui soltanto; e non si perde nulla, se egli è collocato insieme con tutti nella compresenza, dove è vostro padre, vostra madre, e i coraggiosi che avete visto e che vedete crocefissi nel mondo.” (LA COMPRESENZA DEI MORTI E DEI VIVENTI, pagg.300,299) Bisognava che la concezione religiosa tradizionale, appoggiata dall’istituzione, entrasse nella crescente crisi che la dissolve, malgrado la vittoria sul modernismo e l’appoggio dello Stato fascista e del successivo. Specialmente dopo il Concilio, altro che modernismo si diffonde! e altro che intangibilità dei dogmi! Bisognava anche che le si contrapponesse la concezione marxistica, e che il popolo italiano, specialmente in alcuni strati e in alcune zone, si politicizzasse attraverso un laicismo comunista. […] Si vedrà molto del laicismo anche notevolmente critico accettare prima o poi l’influenza americana, anche se essa si farà meno democratica, ma giudicata da quei laici pur sempre il male minore, in una certa circolazione di culture e di beni. Si vedrà anche la spinta rivoluzionaria farsi sempre più estremista, attuando anche colpi violenti se non di guerra, di guerriglia (alla faccia del pacifista! Ndr), fino alla speranza (! ndr) di un controimpero che spazzi tutto il vecchio. Non con piani di assistenza e di elargizione sarà possibile costituire una nuova società nel mondo, in cui tutto sia di tutti, con la massima naturalezza, superando il vecchio individualismo borghese che ho visto così fiorente all’inizio di questo secolo. Ci vorrà una profonda concezione religiosa che abbia arricchito l’uomo, e fors’anche una grande semplificazione nella vita, che non impedirà ai più alti valori di avere il primato, perché diventi conseguente un modo di trattare tutti, nel modo più aperto, con crescenti uguaglianze, con la gioia di portare gli ultimi tra i primi. Questa comunità nella società sarà la premessa di una vittoria sulla stessa natura, diventata al servizio di tutti. “ATTRAVERSO DUE TERZI DEL SECOLO” autobiografia di Aldo Capitini.

Qual è, di grazia, la speranza del contro impero che spazzi via tutto attuando anche colpi violenti se non di guerra? Se la speranza di pace collima con la distruzione della Chiesa Cattolica, beh non solo non ci interessa, ma rappresenta in pieno il modello di pace anticristica. L’analogia della speranza di Pax Christi di un concilio ecumenico o interreligioso che proclami la nonviolenza come unico vero annuncio cristiano con la profezia di Solov’ëv, contenuta nel “Breve racconto dell’Anticristo” scritto nel 1900 poco prima della sua morte, è terribilmente inquietante. Per inciso, H.U. von Balthasar considerava Solov’ëv: “L’autore della più universale creazione speculativa dell’età moderna, il pensatore che può essere considerato, accanto a Tommaso d’Aquino, come il più grande artefice di ordine e di organizzazione nella storia del pensiero” .
L’Anticristo era – dice Solov’ëv – “un convinto spiritualista”. Credeva nel bene e perfino in Dio. Era un asceta, uno studioso, un filantropo. Dava “altissime dimostrazioni di moderazione, di disinteresse e di attiva beneficenza”. Nella sua prima giovinezza si era segnalato come dotto e acuto esegeta: una sua voluminosa opera di critica biblica gli aveva propiziato una laurea ad honorem da parte dell’università di Tubinga. Ma il libro che gli aveva procurato fama e consenso universali porta il titolo: “La via aperta verso la pace e la prosperità universale”, dove “si uniscono il nobile rispetto per le tradizioni e i simboli antichi con un vasto e audace radicalismo di esigenze e direttive sociali e politiche, una sconfinata libertà di pensiero con la più profonda comprensione di tutto ciò che è mistico, l’assoluto individualismo con un’ardente dedizione al bene comune, il più elevato idealismo in fatto di principi direttivi con la precisione completa e la vitalità delle soluzioni pratiche”. È vero che alcuni uomini di fede si domandavano perché non vi fosse nominato nemmeno una volta il nome di Cristo; ma altri ribattevano: “Dal momento che il contenuto del libro è permeato dal vero spirito cristiano, dall’amore attivo e dalla benevolenza universale, che volete di più?”. D’altronde egli “non aveva per Cristo un’ostilità di principio”. Anzi ne apprezzava la retta intenzione e l’altissimo insegnamento. Tre cose di Gesù, però, gli riuscivano inaccettabili. Prima di tutto le sue preoccupazioni morali. “Il Cristo – affermava – col suo moralismo ha diviso gli uomini secondo il bene e il male, mentre io li unirò coi benefici che sono ugualmente necessari ai buoni e ai cattivi”. Poi non gli andava “la sua assoluta unicità”. Egli è uno dei tanti; o meglio – diceva – è stato il mio precursore, perché il salvatore perfetto e definitivo sono io, che ho purificato il suo messaggio da ciò che è inaccettabile all’uomo d’oggi. Infine, e soprattutto, non poteva sopportare il fatto che Cristo sia vivo, tanto che istericamente ripeteva: “Lui non è tra i vivi e non lo sarà mai. Non è risorto, non è risorto, non è risorto. È marcito, è marcito nel sepolcro...”. Ma dove l’esposizione di Solov’ëv si dimostra particolarmente originale e sorprendente – e merita la più approfondita riflessione – è nell’attribuzione all’Anticristo delle qualifiche di pacifista, di ecologista, di animalista, di ecumenista e pure di vegetariano! L’Anticristo di Solov’ëv promulgherà un nuovo Concilio ecumenico per la pace religiosa nel mondo!
Ciò che abbiamo di più caro nella nostra fede cristiana è Cristo stesso, altro che divinizzazione della nonviolenza.
E sono sconcertanti, ma significative di un grave stato confusionario, le litanie di Pax Christi (qui) che non sono certo quelle lauretane:
Aldo Capitini, Bertrand Russel, Leone Tolstoj, Maria Montessori pregate per noi”,

ECCO COSA PENSAVANO DI CRISTO E DELLA CHIESA ALCUNI DEI “SANTI” PREGATI NELLA LITANIA:
Aldo Capitini:
abbiamo già detto.
Bertrand Russell:
sosteneva che il Cristianesimo è esposto a difficoltà ulteriori derivanti dalla “personalità” del suo fondatore. Egli non contesta i caratteri di eccezionalità di Cristo, ma lo considera lontano dalla perfezione per i seguenti motivi: «A mio modo di vedere nel carattere morale di Cristo vi è un solo gravissimo difetto, ossia che credeva nell’inferno. Quanto a me non posso capire come qualsiasi persona, che sia realmente e profondamente umana, possa credere in un castigo che duri per sempre. Certamente Cristo, com’è dipinto nei Vangeli, credeva effettivamente in una punizione senza fine, e troviamo ripetutamente un furore vendicativo contro quelle persone che non vogliono prestare ascolto alla Sua predicazione. Non trovate questo atteggiamento in Socrate. Lo vedete [Socrate] assai gentile e urbano con le persone che non lo vogliono ascoltare» [tratto da “Perché non sono cristiano” di B. Russell]. Questa pretesa “violenza” nella predicazione del Cristo si rifletterebbe a sua volta, secondo il filosofo inglese, nell’intolleranza delle Chiese che si richiamano al suo nome, e in particolare in quella Cattolica. Di qui l’accusa, scontata, di aver dato vita all’Inquisizione e ai processi alle streghe.
Leone Tolstoj:
Nel suo “Vangelo” Tolstoj riduce tutto il cristianesimo alle cinque regole di comportamento che egli desume dal Discorso della Montagna:
  1. Non solo non devi uccidere, ma non devi neanche adirarti contro il tuo fratello.
  2. Non devi cedere alla sensualità, al punto che non devi desiderare neanche la tua propria moglie.
  3. Non devi mai vincolarti con giuramento.
  4. Non devi resistere al male, ma devi applicare fino in fondo e in ogni caso il principio della non-violenza.
  5. Ama, aiuta, servi il tuo nemico.

Questi precetti, secondo Tolstoj, vengono bensì da Cristo, ma per essere validi non hanno affatto bisogno dell’esistenza attuale del Figlio del Dio vivente. [...]
Maria Montessori:
Nel 1899, a Londra, Maria si era infatti iscritta alla Società Teosofica, che disponeva di ragguardevoli legami internazionali rafforzati da una indubbia vicinanza alla massoneria.
L’arcobaleno, che è il simbolo del New Age, porta dalla terra alla terra, quindi è una rivalutazione delle forze occulte profonde, sessuali, fondamentalmente, legate alla figura di Lucifero, che già era stato sdoganato dalla massoneria dei riti e soprattutto dalla teosofia. Madame Blavatsky, la fondatrice della Società Teosofica, dice così: “Il nostro scopo non è di ripristinare il buddismo o l’induismo, ma di cancellare il cristianesimo dalla faccia della terra”. Annié Besant, sua erede, è ancora più esplicita: “Si deve combattere Roma e i suoi preti. Si deve ovunque lottare contro il cristianesimo e scacciare Dio dai Cieli”. Maria Montessori era una loro adepta.

Ci sarebbe molto altro da aggiungere. Vi segnalo questa riflessione del Card. Biffi (qui).
Maria, Regina della Pace, prega per noi!






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