Educazione >> Strumenti per la Scuola >> I Promessi Sposi

Cap. 21 L’Innominato e Lucia

Autore: Pinna, Maria Vittoria  Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it ©
Non è facile presentare in modo efficace queste insuperabili pagine, perché occorre la commozione e il rispetto di chi è chiamato ad esser testimone di uno dei drammi più affascinanti e misteriosi: il lento ed inesorabile procedere dell'intervento di Dio per costringere alla resa un'anima che vuol far sua.
Nel breve e conciso dialogo tra l'Innominato e il Nibbio, come s'è visto, è stata introdotta una parola completamente nuova (o forse completamente dimenticata da ambedue), la compassione(…) che se uno la lascia prender possesso, non è più uomo, trovando un cuore in grave inquietudine.
Il sommesso intervento di Dio nell'anima dell'Innominato è infatti già iniziato, e ormai il nostro si ritrova indifeso anche davanti alla compassione del Nibbio. Permane però l'uomo vecchio che tenta una debole reazione: Non la voglio in casa costei egli pensa di Lucia; e, in atto di comando, ordina al capo dei suoi bravi di correre da don Rodrigo per dirgli… Ma non fa in tempo a formulare l'ordine che un altro no interno più imperioso del primo gli proibì di finire.
Le prime difese psicologiche davanti all'attacco di Chi tutto può sono state abbattute facilmente: dapprima era in gioco l'eterno problema della morte che proditoriamente si avanza nonostante lui e la sua forza; il primo no imperioso era stato assecondato quasi d'istinto; questo secondo no non teme di presentarsi più imperioso del primo,.
E' davvero un gioco affascinante per chi è spettatore e sa che le cose avranno un lieto fine: ma il protagonista non lo sa, è indifeso davanti ad una situazione del tutto imprevista e si dibatte senza capire. Così è in fondo di ogni umana esistenza: ci dibattiamo, lottiamo, soffriamo, inconsapevoli che un Altro sa bene quel che vuole e come ottenerlo dalla nostra libertà, se essa lascia aperto quel piccolissimo spiraglio di cui abbiamo già parlato.
Ma torniamo alla lotta del nostro Innominato: non lo sa, ma la sua anima è più che mai nelle mani di Dio e la sua umanità abituata a neutralizzare, con una decisione ferma della volontà cui segue l'azione, tutte le difficoltà, percepisce che ora è in gioco qualcosa di diverso e non può fare a meno di constatare: Un qualche demonio ha costei dalla sua (…) un qualche demonio, o… qualche angelo che la protegge… no, è troppo incomprensibile: Domattina di buon'ora, fuor di qui costei…
E il tentativo di formulare una decisione irrevocabile si scontra con compassione al Nibbio! – Come può aver fatto costei?(…) Voglio vederla… Eh! No… Sì, voglio vederla.
E' davvero grande l' Innominato! Le sue riflessioni non sono un girare a vuoto intorno ai propri stati d'animo che non conoscono la malinconia; siamo davanti ad un uomo d'azione: c'è un fatto imprevisto (la compassione del Nibbio) e il primo moto è l'azione: nessuno può impedirgli di fare quel che ha deciso; e così vedrà Lucia.


Alla vista dell'Innominato Lucia, che è stata accolta nella camera della vecchia del castello, sopraffatta dal terrore, ma non tanto da rinunciare alla sua dignità, reagisce in modo quasi plateale, o almeno a noi pare tale (noi che siamo abituati a misurare e calcolare tutto): son qui: m'ammazzi; e il suo è insieme un comando e una preghiera.
L'Innominato la scruta pieno di domanda e pronto ad arrendersi a quel sentimento che rende meno uomini, la compassione. Anche Lucia lo guarda negli occhi, e, pur nella drammaticità della sua situazione, intuisce che qualcosa nel cuore del suo sconosciuto interlocutore si sta muovendo… e non è che una povera contadina, ma il suo sguardo innocente è rimasto limpido e pieno di dignità nonostante l'angoscia. Non iscacci una buona ispirazione dice davanti al guizzo di incertezza dello sguardo dell'Innominato.
Ed ecco quella frase fatidica "Dio perdona tante cose per un'opera di misericordia!"detta in un momento di totale mancanza di calcolo, ma certamente solo per ripetere una verità imparata fin da piccina. E sarà quella frase, come vedremo, a salvare l'Innominato dalla disperazione suicida.



I Promessi Sposi



© Copyright 1995-2010 | CulturaCattolica.it | Privacy Policy |Credits