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Oliosi, Don Gino

Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it  E-mail: don.gino.oliosi@alice.it
Biografia – cammino spirituale
Undici anni di esperienza di ministero esorcistico di liberazione nell’orizzonte biblico - ecclesiastico

Undici anni fa il Vescovo di Verona ha dovuto richiedermi per tre volte se accettavo il mandato di esorcista. La terza volta sono andato a consigliarmi con don Giussani, ricoverato al San Raffaele. Ma che obiezioni fai? Nel Vangelo secondo Marco non ci sono memorizzati cinque esorcismi di Gesù? Mah… Ma tu non rendi presente Lui con il tuo ministero, con il mandato del Vescovo? Come anima del tuo Ministero pastorale prendi il Vangelo di Marco e come modo di pensare, il magistero della Chiesa e sarai contento per i frutti che esperimenterai e che rafforzeranno la tua fede nella presenza ecclesiale e nella potenza del Risorto. Non fare mai gli esorcismi solenni da solo ma con una fraternità anche di poche persone. Oggi sono veramente contento con 79 anni di età, 53 di ministero sacerdotale, gli ultimi 11 anni da esorcista o ministro della consolazione, come vuole chiamarlo l’attuale vescovo di Verona Mons. Giuseppe Zenti, nominandone tredici. Ricevo un centinaio di persone alla settimana e quello che mi accade con questo ministero non l’ho mai esperimentato in tutte le altre esperienze che, tra l’altro, ho dovuto lasciare per questo ministero. Vi dico la gioia di esorcista perché esperimento continuamente la presenza e l’azione ecclesiale del Risorto: veramente la fede cresce donandola, constatando l’efficacia pastorale della presenza del Risorto. C’è chi recupera la partecipazione alla Messa domenicale, sapendo e pensando che l’epiclesi nella Messa è preghiera di liberazione, la confessione mensile che è sacramento di liberazione, l’amare con l’amore di Cristo soprattutto i poveri.

Esperienza alla luce del Vangelo di Marco
Vi descrivo l’orizzonte teologico e antropologico della mia esperienza alla luce del Vangelo di Marco (lo potete trovare nel mio libretto Il Demonio come essere personale, pp. 74 – 80).
1. La credenza nei demoni e nelle possessioni diaboliche è un dato culturale comune a tutti i contemporanei di Gesù e degli evangelisti. E’ questo un primo aspetto del quadro in cui vanno lette e valutate le affermazioni di Marco. Ma Marco non si associa semplicemente alla diffusa mentalità del suo tempo. All’esuberanza della demonologia giudaica, soprattutto farisaica, Marco oppone un’insolita sobrietà che sarà la caratteristica continua del magistero cattolico: nessuna speculazione sui nomi dei demoni, la loro gerarchia, il loro habitat, la loro natura e il loro stesso peccato, lasciando tutto questo all’interesse culturale. Nessun interesse ai demoni sotto il profilo teorico speculativo. L’annotazione vale per l’intero Nuovo Testamento e quindi l’ho presa per la mia modalità pastorale cioè la maternità ecclesiale del nostro ministero di esorcisti. Il Gesù di Marco non è venuto a svelare la natura segreta degli spiriti maligni, ma ad annunciare che Dio si fa carico del nostro confronto con il male, comunque sia perché concretamente e storicamente parlando il male morale e fisico si è abbattuto sull’uomo non già per il semplice effetto della sua disobbedienza, ma sì per effetto della volontà dell’uomo stesso ma dietro l’istigazione e l’influsso di Satana. Il peccato si colloca non nella generica lotta tra il bene e il male, ma nello stesso “conflitto tra Dio e il Maligno” (Papa Francesco, Assunta), tra il regno di Dio e il tentativo di Satana di contrapporsi con il suo regno per cui senza il “più forte” Cristo, vince il “forte” il Maligno sull’uomo.. . Com’è vera, quotidianamente necessaria, la preghiera donataci da Gesù “non abbandonarci nella tentazione, liberaci dal Male”, dal Maligno, da ciò che viene dal Maligno cioè che è preternaturale. Io suggerisco sempre come preghiera di liberazione il Padre nostro la mattina e la sera sapendo e pensando mentre si prega. E in ogni incontro, dopo il Padre nostro, invitando a rafforzare la fede che quel Gesù Cristo che è nel tabernacolo agisce attraverso i sacerdoti, soprattutto con il mandato di esorcisti: o Signore, liberaci dal male e dai mali, da ogni negatività e da tutti i malefici, dal Maligno e dai maligni: è una forma di esorcismo invocativo. E’ questa una rivelazione fondamentale sia nella comprensione di chi è Dio attraverso il volto umano di Gesù Cristo e sia per comprendere chi è ogni uomo che Dio ama e come può giungere alla liberazione dal Male: l’antropologia o è cristiana o non è reale ripeteva Leone XIII chiedendo al termine di ogni Messa la preghiera a San Michele. E Papa Francesco in occasione della benedizione della statua di san Michele nei giardini vaticani con accanto Benedetto XVI: “Michele – che significa: “Chi è come Dio?” – è il campione del primato di Dio, della sua trascendenza e potenza. Michele lotta per stabilire la giustizia divina; difende il Popolo di Dio dai suoi nemici e soprattutto dal nemico per eccellenza, il Diavolo. E san Michele vince perché in lui è Dio che agisce. Questa scultura ci richiama allora che il Male è vinto, l’accusatore è smascherato, la sua testa schiacciata, perché la salvezza si è compiuta una volta per sempre nel sangue di Cristo. Anche se il Diavolo tenta sempre di scalfire il volto dell’Arcangelo e il volto dell’uomo, Dio è più forte; è la sua vittoria e la sua salvezza è offerta ad ogni uomo. Nel cammino e nelle prove della vita non siamo soli, siamo accompagnati e sostenuti dagli Angeli di Dio che offrono, per così dire, le loro ali per aiutarci a superare tanti pericoli, per poter volare alto rispetto a quelle realtà che possono appesantire la nostra vita e trascinarci in basso. Nel consacrare lo Stato della Città del Vaticano a san Michele Arcangelo, gli chiediamo che ci difenda dal Maligno e che lo getti fuori”. Dare alle persone, incontrandole personalmente, questa fiducia è un elemento importante della pastorale cioè dell’amore materno della Chiesa. Il giudaismo antico considerava prevalentemente il mondo demoniaco come un mondo frammentario, popolato da esseri diversi. Marco invece non considera la sfera del male come qualcosa di atomistico, ma come unità di Satana con i suoi “satelliti”. Le manifestazioni del male sono diverse ma dietro ogni male fisico e morale che ci colpisce si cela effettivamente l’influsso del Male cioè di Satana. Marco, di conseguenza, parla di Satana e anche molto, ma l’intenzione di questo suo discorso è indicata con precisione: rivelare la natura di ogni uomo bisognoso di redenzione divina cioè di preghiera anche di liberazione, di guarigione, di consolazione che consente a Dio di intervenire, spiegare il senso della via umana alla Verità e alla Vita cioè al Dio vivente, Padre, Figlio, Spirito Santo cioè della missione di Gesù, illustrare le esperienze e i pericoli che la comunità cristiana può ancora incontrare: “i discepoli di Gesù devono affrontare – noi tutti, tutti i discepoli di Gesù dobbiamo affrontare questa lotta” (Papa Francesco, Assunta). Papa Francesco nell’Omelia delle Palme, ricordando che la “nostra gioia non nasce dal possedere tante cose, ma dall’aver incontrato una Persona: Gesù, che è in mezzo a noi: nasce dal sapere che con Lui non siamo soli, anche nei momenti difficili, anche quando il problema della vita si scontra con problemi e ostacoli che sembrano insormontabili, e ce sono tanti! E in questo momento viene il nemico, viene il diavolo mascherato da angelo tante volte, e insidiosamente ci dice la sua parola. Non ascoltatelo”. Nell’omelia del 14 marzo ai cardinali citando una frase di Léon Bloy: “Chi non prega il Signore , prega il diavolo”. Quando non si confessa Gesù Cristo, si confessa la mondanità del diavolo, la mondanità del demonio”. La Redenzione di Cristo ci offre la via per partecipare alla sua vittoria su Satana ma non ci sottrae alla sua lotta e al possibile e diversificato influsso di Satana e dei suoi “satelliti” fino al compimento della storia. Tutto questo non è privo di attualità per una fede celebrata, compresa, vissuta e pregata fino a quella rarissima, pur sconvolgente e drammatica, azione demoniaca della possessione che strazia e tormenta i corpi. E’ scorretto qualsiasi tentativo di ricavare una sistematica demologia biblica. E la predicazione cristiana dovrebbe astenersi da ogni speculazione sull’origine e sull’essenza di Satana perché il diavolo non è un capitolo a sé della predicazione cristiana. Però una pastorale senza questo ambito nella globalità e nella gerarchia dei fattori è fallimentare. Quale riconoscimento magisteriale ci ha dato Benedetto XVI nell’udienza del 14 settembre 2005: “Saluto poi i partecipanti al Convegno Nazionale degli Esorcisti, e li incoraggio a proseguire nel loro importante (e necessario) ministero a servizio della Chiesa, sostenuti dalla vigile attenzione dei loro Vescovi e dalla incessante preghiera della comunità cristiana”.
2. E’ possibile ordinare i dati di Marco secondo uno schema storico – salvifico: il tempo di Cristo, del Gesù terreno da memorizzare continuamente come stiamo facendo e come faccio nel mio ministero e il tempo della Chiesa, della presenza sacramentale del Signore Risorto attraverso la Parola, i Sacramenti e i Sacramentali (e l’esorcismo, le preghiere di liberazione sono sacramentali), Maria che in questa lotta non ci lascia mai soli, nel vissuto fraterno di comunione, anche di pochi collaboratori per i molti. Gesù con la sua obbedienza e il suo amore donando la vita in croce fino a lasciarsi uccidere senza soccombere nella morte, è la grande speranza: l’importanza nel nostro ministero del Crocefisso, del Suo sangue! Si tratta della testimonianza di amore del Figlio di Dio, quindi del Padre nello Spirito Santo colta dal centurione. Gesù, versando il suo sangue, ha vinto definitivamente Satana alla radice del suo odio a Dio, a se stesso, agli altri. Tuttavia Satana continua, fino al compimento della storia, ad avere spazio di tentatore, di vessazione, di ossessione, di possessione di negatività che toglie la Parola, i Sacramenti e il vissuto fraterno dal cuore dell’uomo che se lo lascia togliere (“Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la Parola, ma quando l’ascoltano, subito viene Satana, e porta via la Parola seminata in loro”: 4,15) e impedisce al discepolo di comprendere (“Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: Va dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini”: 8,33). Vale per l’intero Nuovo Testamento, in tutti i passi in cui si parla della caduta di Satana, al “già” si collega il “non ancora”. Nulla è ancora definitivamente sottratto alla minaccia di Satana: né il cuore dell’uomo (“Giunsero da Gesà, videro l’indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura”: 5,15), né il mondo pagano divenuto campo di missione e di testimonianza cristiana delle meraviglie di Dio (“Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio”: 5,17), né gli stessi discepoli (8,33). Satana continua a rallentare il cammino della Parola che lo sconfigge, approfittando dell’incredulità dei geraseni (5,17) e della poca fede dei discepoli (“Egli allora disse loro: O generazione incredula! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo da me”: 9,19), soprattutto tentando di separare il Messia dal Crocefisso, la vittoria sul male dalla strada dell’obbedienza costi quel che costi, anche la vita cioè la strada dell’amore: è questa la via messianica della croce che continua. In una parola, il demonio cerca di ottenere dal discepolo ciò che non è riuscito ad ottenere dal Gesù terreno nel tentativo di distoglierlo dalla via messianica della croce cioè dell’amore fino al perdono. Nonostante tutto questo, il discorso su Satana avviene all’interno di un “canto di lode e di ringraziamento” alla vittoria della Persona di Gesù Cristo crocifisso e risorto cioè del Signore sacramentalmente, ecclesialmente presente, che dona il suo Spirito all’interno di una pressante “esortazione” alla comunione con il Signore nella sua Chiesa e a una insonne vigilanza: quanto è efficace per tutti quelli che incontriamo questo orizzonte di lode, di ringraziamento, di certezza di fede nel nostro ministero! Comunque, nel tempo della Chiesa la possibilità della vittoria su Satana resta sempre possibile per tutti, non automatica o indipendente da noi e tanto meno da noi senza la continua comunione con Lui presente in concreti vissuti fraterni di comunione: Gesù invia a due a due i suoi discepoli ad annunciare Dio che regna, anche cacciando i demoni, nella via umana di Gesù Cristo, Signore risorto cioè presente nel suo corpo che è la Chiesa e così offre agli uomini di tutti tempi e di tutti i luoghi la via di liberazione dagli spiriti maligni (“Con il potere di scacciare i demoni”:3,15;”Chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dà loro potere sugli spiriti impuri…Scacciavano molti demoni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano”: 6,7.13; “Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demoni…”: 16,17), ma a due condizioni: la fede nella presenza e nell’azione di Gesù Cristo e amando con il suo amore fino al perdono cioè la croce. Satana nel suo odio a Dio, a se stesso e agli altri, non ha più niente di rimediabile, è inferno, è appunto l’opposto di Gesù Cristo: tenta e ritenta di sottrarre gli uomini all’amore di Dio fino al perdono, all’amore di se stessi e degli altri, cioè alla vita di grazia e di allontanarli dalla via dell’obbedienza e della dedizione. Si maschera di “autosufficienza” (l’uomo autoreferenziale che conta solo su se stesso) e di “saggezza mondana” (non la via della disponibilità anche a lasciarci uccidere per amore e quindi della dedizione permanente, dell’amore fedele, ma la via del potere sugli altri, la via del successo, dell’egoismo, del piacer narcisistico). Questo orizzonte con cui ricevo personalmente ne faccio catechesi e preghiera negli incontri mensili di liberazione.
3. E’ anche possibile ordinare i dati di Marco in una seconda linea, in una sorta di “spaccato verticale”, che va dalla superficie al centro, dai sintomi alla radice. Gesù guarisce l’uomo dalla malattia. Nella concezione popolare del tempo la frontiera tra malattia per cause naturali e vessazione, possessione per causa preternaturale cioè demoniaca era molto difficile da tracciare e non è che sia facile anche oggi per cui non faccio mai l’esorcismo solenne senza premettere la valutazione autonoma della visita psichiatrica. Era diffusa l’opinione che solo i demoni fossero in qualche modo all’origine di molte malattie, specie delle varie forme di malattie mentali, le cui manifestazioni inducevano a pensare che l’ammalato non fosse più padrone di se stesso. Il Vangelo di Marco non si sottrae a questa mentalità, dati i limiti storici della medicina di allora. Il fanciullo di 9,14ss era un epilettico(?): ma la sua condizione viene attribuita a uno spirito “muto” (v.17) o “spirito immondo” (v,25), e Gesù lo guarisce mediante un esorcismo: il che vuol dire che la malattia è causata anche dal malefico. Gesù è venuto a vincere tutte le forme dell’influenza demoniaca che ci colpisce in un qualsiasi male, fisico o morale, naturale e preternatuarle. Più profondamente, però, Gesù raggiunge Satana nel suo tentativo di dividere l’uomo da Dio, da se stesso, dagli altri cioè spersonalizzarlo in una solitudine infernale. Allora il vero luogo non della semplice influenza che esercita ogni volta che ci colpisce un male ma della presenza di Satana non è solo la malattia, tutt’al più questa è un sintomo, ma il nucleo profondo di ogni persona, il cuore, l’io. E’ possibile che Satana vi si annidi annebbiando, ossessionando, facendo smarrire all’uomo la sua identità, distruggendo tutte quelle relazioni (con Dio, con gli altri, con se stesso) che la costituiscono. Si constatano persone che, pur non possedute, hanno distrutto in se stesse totalmente il desiderio della Verità e della Vita cioè di Dio e ogni disponibilità all’amore, a vissuti familiari e fraterni di comunione. Quanto è importante ascoltare per discernere! Senza la disponibilità al recupero di questo nemmeno l’esorcismo imperativo (Dio non tratta né l’uomo, né il Diavolo come un robot, ma da persona a persona) può operare. E quindi il rito sacramentale dell’esorcismo sia invocativo e sia imperativo deve avvenire all’interno di tutto un cammino di fede celebrata, di azione liturgica consapevole e partecipata. E’ una prospettiva terribile, ma alcune figure della stessa nostra esperienza, anche se la fede ci garantisce che fino al momento terminale della vita resta la possibilità misericordiosa per tutti di una conversione, di una rialzarsi, lasciano discernere in modo spaventoso profili del genere. In simili individui, come in Satana, sembra non esserci più niente di rimediabile e la distruzione del bene sembra irrevocabile: è questo che si indica, come la Spe salvi (n.45) ricorda, con la parole inferno. E’ questo il senso della pagina della guarigione dell’indemoniato geraseno (c. 5). Ma Satana si esprime e si impossessa dell’uomo anche in forme indolori e meno drammatiche: nell’indifferenza di fronte a Dio che parla continuamente nel soggetto della Sua Parola che è il Popolo di Dio (4,15) e nel rifiuto di amare fino anche a lasciarsi uccidere cioè nel rifiuto della croce (8,32). Queste sono le forme più rozze del dominio di Satana, pure reali come la possessione, ma, al contrario, le più sottili, le più nascoste, le più diffuse e che il demonio ha tutto l’interesse a tenere occulte. Il potere demoniaco, che allontana da Dio, dal prossimo, dalla carità coniugale e familiare, sociale e fino da se stessi e dissolve la persona, si esprime, infatti, soprattutto qui, nell’astuzia di una “sapienza mondana” continuamente in agguato di tutti: “Tu ragioni secondo gli uomini, non secondo Dio” (8,33). “Quando non si confessa Gesù Cristo, si confessa la mondanità del Diavolo, la mondanità del Demonio” (Papa Francesco).
4. E’ infine opportuno rivisitare i dati di Marco per accorgersi che essi rivelano, sia pure in modo frammentario, una vera e propria lettura “teologica” dell’esistenza umana e della storia. Gli esorcismi di Marco non intendono singoli casi curiosi, quanto piuttosto casi “esemplificativi” della nostra situazione storica e concreta di uomini peccatori, in balìa delle forze del male e incapaci di entrare, con le sole nostre forze, in comunione con Dio. Lo stato in cui l’uomo è caduto per influsso di Satana fin dagli inizi è uno stato di vero peccato, di vera avversione a Dio prima di ogni proprio atto e quindi di schiavitù sotto la potestà di Satana. Ogni conseguenza del peccato, alla quale tuttora noi sottostiamo, è sempre esercizio del potere di Satana sopra il mondo e sopra di noi. Tale signoria si evidenzia non solo nei nostri peccati personali, ma anche in tentazioni d’ogni sorta, in persecuzioni, tribolazioni, influssi nocivi degli elementi infraumani, infortuni, malattie di ogni genere. Come tutta la Bibbia, anche Marco concepisce ogni uomo, ogni io umano, come un essere unitario in relazione con tutti e con tutto in ciò che sente, capisce e vuole: ogni uomo appartiene al Donatore divino nel proprio e altrui essere dono, come tutto il mondo che lo circonda e quindi nel corpo e nello spirito, nel nucleo profondo di ogni essere persona unica e irripetibile come nelle relazioni e nelle manifestazioni esteriori. E il dominio di Satana colpisce l’uomo nel corpo e nell’anima, in se stesso e nelle sue relazioni diacroniche (in tutti i tempi) sincroniche (in tutto il mondo). Guarigioni ed esorcismi non sono due segni diversi della venuta del Regno, bensì due tappe del medesimo processo di liberazione. Soprattutto, l’esistenza di ogni uomo concreto nel proprio e altrui essere dono del Donatore divino è strettamente legata a Dio, ed è unicamente nell’accettazione libera, cioè per amore, di questo legame con chi non solo ama ma è l’Amore, che essa diviene una “esistenza liberata”. Ecco perché il contrasto, lo scontro non è mai soltanto tra Dio e Satana, ma questo scontro è anche un contrasto in rapporto ad ogni uomo: congiuntamente alla gloria di Dio è in gioco l’essere dono, la verità di ogni uomo vivente, la sua consistenza e la sua libertà. Sganciandosi dall’obbedienza al Signore, che è cogliere e liberamente accogliere la verità del proprio e altrui essere dono come di tutto il mondo che ci circonda e accettarsi liberamente, per amore in un progetto di esistenza da condurre nel farsi dono fino alla via della croce, l’uomo smarrisce la propria identità, il “principio architettonico” che lo unifica e lo armonizza nella libertà del proprio e altrui io, e in tutto ciò che lo circonda. Ecco perché il volto del demonio e di chi si rende sua immagine è la confusione, l’alienazione e la disgregazione. Il contrasto fra Cristo e Satana rivela, infine, non solo la verità fondamentale di ogni persona, ma una visione della storia stessa, sviluppata soprattutto nell’Apocalisse: non una generica lotta tra il bene e il male, i cui protagonisti non sono solo un mondo che, per sua natura è imperfetto, e neppure solo le cattiverie degli uomini, ma lo scontro tra Dio e Satana, tra il regno di Dio e il tentativo di Satana di realizzare il suo regno. E’ una opposizione che si manifesta a tre livelli:
- il contrasto tra Gesù e i suoi oppositori
- fra Gesù e gli indemoniati
- fra Dio e Satana
Non è un pensiero tipico di Marco, ma una costante del discorso neotestamentario cioè l’uomo biblico è convinto che i calcoli della storia non tornano, se si tiene unicamente conto di un mondo che , per sua natura, è imperfetto, del libero arbitrio di ogni uomo e di Dio: c’è anche la forza del Maligno. La lotta fra i soggetti del bene e del male coinvolge l’uomo ma lo supera. Può essere unicamente risolta dal continuo intervento, aiuto storico di Dio.
E tuttavia ogni uomo non è mai sottratto alle sue responsabilità. Secondo Marco 7,20 – 23 Gesù non riconduce i peccati degli uomini al diavolo, ma al “cuore”, ad ogni io di ogni uomo: dal dentro, dal cuore di ogni uomo escono pensieri maligni. E gli esorcismi, le preghiere di liberazione non pongono l’uomo al sicuro, ma piuttosto nella continua condizione di scegliere, di essere responsabili.

Esperienza di preghiera di liberazione cioè esorcismo, di guarigione, di consolazione nell’orizzonte ecclesiastico
Il contenuto che la Scrittura ci rivela, cioè la scontro fra Dio e Satana, tra il regno di Dio e il tentativo di Satana per il proprio regno, sono anteriori all’origine dell’uomo, ad ogni male nel mondo. Questa consapevolezza dell’origine del male nella storia è cresciuta nel e dal soggetto vivo del Popolo di Dio in cammino e vive in continuità in esso come Dio che continuamente gli parla attraverso la testimonianza della Scrittura. Il popolo di Dio – la Chiesa – è il soggetto vivo della Scrittura come Parola di Dio in continuità dinamica; in esso le parole della Bibbia sono sempre, con il dono del Suo Spirito, presenza del Signore risorto e il magistero è la garanzia del declinarsi della comunità in quanto vive. Allora lo strumento della comunicazione del vero nella vita della Chiesa, quindi anche della concezione cristiana del Demonio è la sua stessa continuità, solida e aperta, consistente e insieme dinamica, vera e tuttavia protesa ad una conoscenza sempre più profonda da offrire al mondo. Si chiama Tradizione cioè coscienza della comunità che vive ora, ricca della memoria di tutta la sua vicenda storica dall’Antico e Nuovo testamento, dai Padri della Chiesa, al Medioevo, all’età moderna, alla situazione attuale con un Magistero capace di garantire nella fede professata, celebrata, vissuta e pregata una continuità dinamica, valorizzando argomentazioni diverse e una straordinaria unità intellettuale e morale sul fondamento biblico, anima di tutto.
“Credo nell’esistenza del Demonio – il futuro Papa Francesco conversando con un rabbino – Forse il suo maggior successo in questi tempi è stato credere che non esiste”, oppure che l’insegnamento biblico ed ecclesiastico vada interpretato come una pseudo realtà, una personificazione concettuale e fantastica delle cause ignote dei nostri malanni. Così, invece, il Compendio essenzializza l’insegnamento biblico ed ecclesiastico al n. 597: “Il Male (da cui la preghiera al Padre invita a liberarci) indica la persona di Satana, che si oppone a Dio e che è “il seduttore di tutta la terra” (Ap 12,9). La vittoria sul diavolo è già conseguita da Cristo. Ma noi preghiamo affinché la famiglia umana sia liberata da Satana e dalle sue opere. Domandiamo anche il dono prezioso della pace e la grazia perseverante della venuta di Cristo, che ci libererà definitivamente dal Maligno”.
Oltre ai Vangeli, soprattutto quello secondo Marco che riporta più esorcismi, il testo biblico, per il magistero, più indicativo della sua continua presenza come realtà esistenziale sia a livello individuale e sia a livello collettivo è Efesini 6,10-16: “Rafforzatevi nel Signore nel vigore della sua potenza. Indossate l’armatura di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro la carne e il sangue ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo tenebroso, contro gli spiriti del male…Prendete dunque l’armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno cattivo e restare saldi per aver superato tutte le prove…Afferrate sempre lo scudo della fede, con il quale spegnerete tutte le frecce infuocate del Maligno”.
L’Apocalisse, l’ultimo libro con cui ascoltiamo la testimonianza ispirata della Parola di Dio, ha un senso particolarmente forte per quella che è la situazione storica della Chiesa (la donna con il bambino di fronte al Dragone, uno dei nomi del demoniaco con cui Giovanni descrive la prima persecuzione anticristiana degli imperatori da Nerone a Domiziano), di ogni Chiesa, di tutta la famiglia umana, di ciascuno di noi che stiamo andando avanti, stiamo camminando verso l’escatòn cioè verso il punto di arrivo della storia della salvezza, in una situazione conflittuale perché viviamo in due grandi schieramenti nell’ottica dell’Apocalisse: lo schieramento di Cristo e dei suoi, ai quali liberamente apparteniamo e lo schieramento antitetico cioè il gruppo terrestre portato avanti dal demoniaco: il Diavolo colui che divide, Satana che spinge all’odio, Serpente antico colui che inganna, Drago colui che vuole distruggere la creazione, la natura ed è contro la misericordia cioè l’amore del Padre attraverso il Crocefisso risorto con il dono del Suo Spirito che giunge al perdono fino al termine di questa vita temporale, per cui nessuno può essere definito, finché vive questa vita biologica, dal male che fa: ha sempre la possibilità di rendersi conto e di lasciarsi perdonare, liberare, riconoscendo il proprio peccato. Ecco il quadro di Cristo, l’orizzonte della fede: Cristo che risorto, contemporaneo attraverso la Scrittura, l’Eucaristia, i Sacramenti e i Sacramentali della Chiesa, la carità, tende a vincere il male che ci sta sulla terra e noi, accanto a Lui, suoi strumenti, suoi collaboratori cioè sacerdoti che vuol dire fiducia che Cristo nel noi del suo Corpo che è la Chiesa arriverà a vincere il Male, a collocare la sua realtà nei vuoti paurosi che oggi si formano nella storia e arriverà con le nostre gambe, attraverso di noi, attraverso la nostra collaborazione alla sua vittoria: ecco il significato del sacerdozio anche come fedeli, come battezzati. Nel Concilio Vaticano II con diciotto interventi c’è una visione chiara della realtà di Satana. Ma nella gerarchia delle verità di fede al centro c’è la vittoria di Cristo, portata a compimento con la morte e risurrezione, e che sarà completa con la sua gloriosa venuta al compimento della storia, associandoci progressivamente, se lo chiediamo e liberamente lo vogliamo, attraverso la lotta sul possibile influsso di Satana e dei suoi “satelliti”. Satana esiste realmente, opera continuamente e la nostra lotta non è solo contro la carne e il sangue, ma –ci ricorda san Paolo e noi lo esperimentiamo –anzitutto contro Satana e contro gli angeli, le potestà ribelli, che operano anche attraverso le molestie che la carne e il sangue ci infliggono. Dietro ogni male fisico, psichico e morale che ci colpisce si cela effettivamente anche l’influsso personale di Satana. Nel connubio di preghiera, sacramenti, sacramentali, gesti di carità e cure medicinali lottiamo con Cristo Signore, già vincitore: ecco la completezza, la chiarezza, la bellezza della fede cattolica che sono ciò che rendono luminosa la vita dell’uomo anche oggi e sanno dirci il vero perché dell’esistenza del male e la via di liberazione.
In questo quadro riferito a tutta la vita cristiana, a tutta la storia, nell’Apocalisse emerge proprio un luogo, una posizione, una parte che possiamo chiamare regno di Satana e dei suoi emissari che si oppone a Cristo. Questi due schieramenti dividono l’umanità, anche senza averne consapevolezza. Non è possibile essere neutri, non continuamente scegliere: o da una parte o dall’altra cioè o da parte del bene cioè di Dio anche nello spazio pubblico o da parte del male cioè di Satana. E quando siamo dalla parte di Cristo cioè di chi crede alla verità e all’amore con la sola forza della verità e dell’amore, collaboriamo in maniera piena con Lui, senza paura del Maligno. E in questo impegno a collaborare con Lui dobbiamo discernere quello che accade, capire quel che è bene e quel che è male, interpretare se naturale o soprannaturale o preternaturale cioè demoniaco, vincere con Lui. Lottare in maniera aderente, precisa, focalizzati nella sua vittoria.
Il Concilio Vaticano II, nel dialogo della Chiesa con il mondo moderno, nel n. 13 della Gaudium et spes espone chiaramente il combattimento attuale contro il male e il suo autore, Satana: “Costituito da Dio in uno stato di giustizia l’uomo, però, tentato dal maligno, fin dagli inizi della storia abusò della libertà sua erigendosi contro Dio e bramando conseguire il suo fine al di fuori di Dio (…). Così l’uomo si trova in se stesso diviso. Per questo tutta la vita umana, sia individuale e sia collettiva, presenta i caratteri di una lotta drammatica tra il bene e il male, tra la luce e le tenebre. Anzi l’uomo si trova incapace di superare efficacemente da se medesimo gli assalti del male, così che ognuno si sente come incatenato. Ma il Signore stesso è venuto a liberare l’uomo e a dargli forza, rinnovandolo nell’intimo, e scacciando “il principe di questo mondo” ( Gv 12,31), che lo teneva schiavo del peccato”. Non c’è concezione cristiana cioè della verità completa della vita di ogni uomo, della storia, se si oblitera un particolare fondamentale come quello del centro dell’opposizione continua all’avvenimento redentore di Cristo che permane nella storia, non più certo, con la possibilità di vincere che ha avuto prima dell’Incarnazione del Risorto che, sacramentalmente presente, contemporaneo in ogni momento e in ogni luogo, continua ad agire nelle via divino – umana della Chiesa. Dopo 11 anni del ministero di esorcista mi rendo conto come il demonio sia un ottimo attore, che per sviare il vero problema della sua continua presenza storica di lotta contro Dio che in Gesù risorto possiede un volto umano, presente e operante nella sua Chiesa, sia un ottimo attore, che per sviare dal vero problema della sua presenza contro l’uomo e il creato sa fare di tutto: l’attore, il venditore di falsità offerte come verità, presentando i vizi come virtù, e sa anche straziare e tormentare i corpi. Il tormento dei corpi, pur essendo una realtà sconvolgente e drammatica, non è l’attività primaria dell’azione demoniaca, e direi che è la realtà, pur mediaticamente più diffusa, che più va a suo sfavore, perché suo malgrado ci si rende conto della sua presenza e della sua azione e di conseguenza costringe Cristo – tramite la sua Chiesa – a combatterlo, costringe Cristo ad intervenire tramite i suoi ministri, gli esorcisti. Però l’attività più subdola, deleteria e devastante è altra. Le possessioni che oltretutto sono rare, le vessazioni, le ossessioni sono come la punta di un immenso iceberg. E’ della massa sommersa dell’iceberg che dobbiamo preoccuparci e non solo della punta emergente sempre cangiante e spesso distraente. Ecco come la presentazione della traduzione italiana della CEI del Rito degli Esorcismi al n. 7 si esprime: “La vigilanza deve essere esercitata soprattutto nei confronti dell’azione ordinaria di Satana, con la quale egli continua e tentare gli uomini al male. Proprio la tentazione è il pericolo più grave e dannoso in quanto si oppone direttamente al disegno salvifico di Dio e all’edificazione del Regno. Satana riesce a impadronirsi davvero dell’uomo in ciò che ha di più intimo e prezioso quando questi con atto libero e personale, si mette in suo potere con il peccato. Per questo il credente vigila per non essere ingannato e prega ogni giorno con le parole suggerite da Gesù: “”Padre, non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal Male” (Mt 6,13). Invece i fenomeni diabolici straordinari della possessione, dell’ossessione, della vessazione e dell’infestazione sono possibili, ma di fatto, a parere degli esperti, sono rari. Provocano certo grandi sofferenze, ma di per sé non allontanano da Dio e non hanno la gravità del peccato. Sarebbe quindi da stolti prestare tanta attenzione all’eventuale presenza del Maligno in alcuni fenomeni insoliti e non preoccuparci affatto della realtà quotidiana della tentazione e del peccato, in cui Satana, “omicida fin dal principio” e “padre della menzogna” (Gv 8,44), è sicuramente all’opera”. E al numero 4: “Nell’attuale temperie culturale si riscontra un diffuso e malsano interesse per la sfera del demoniaco al quale i mezzi della comunicazione sociale contribuiscono a dare risonanza e supporto. D’altra parte in ampi settori della cultura contemporanea viene spesso sottovalutata o negata la presenza e l’azione di Satana nella storia e nella vita personale. Spesso si prende pretesto dal linguaggio, immaginoso e mitico, di cui a volte si servono la Scrittura, la Tradizione e la predicazione popolare, per rifiutare, senza il necessario discernimento, insieme all’involucro verbale anche il reale contenuto della Rivelazione e della dottrina della Chiesa”. Quanto è importante non enfatizzare la possibile azione straordinaria del Maligno, senza negarla però, dimenticando quella ordinaria che è di gran lunga la più massiccia e insidiosa. Comunque occorre farsi carico in ogni momento della sofferenza di quanti si rivolgono all’esorcista per questi problemi, aiutandoli a cogliere la domanda del senso cristiano di tutte le difficoltà. Dio è il benedicente, Colui che invocato perché ci doni la sua grazia e la sua protezione nelle molteplici situazioni personali, familiari e sociali della vita. Il ministero dell’esorcista non è solo per gli esorcismi solenni, ma questi in tutto l’orizzonte dell’azione maligna. Quanto è importante sapere chi è realmente Satana, la sua natura, i suoi limiti, il suo stato creaturale (non è un dio cattivo) e come tale limitato, il suo modo di operare e i mezzi per affrontarlo e combatterlo. Certo non va sottovalutata l’opera demoniaca che è il contrastare a tutti i livelli- sino alla fine dei tempi – l’attuazione del regno di Dio, avendo come oggetto soprattutto ogni uomo. Certo nei credenti c’è un sano ottimismo fondato sulla fede che “Io ho vinto il principe di questo mondo”, “le porte degli inferi non prevarranno”, “io sarò con voi sempre”. Detto questo non si vuol dire che l’uomo venga sottratto alle sue responsabilità, ben sapendo che il peccato è una libera scelta umana e non del demonio: “è dal cuore dell’uomo che escono pensieri maligni”. Le preghiere di liberazione, gli esorcismi invocativi, solenni, imperativi, non pongono l’uomo al sicuro, ma nella condizione di scegliere liberamente. Incontrando, ascoltando, ricevendo Cristo con la Messa almeno domenicale, ogni cristiano ha tutta la forza per poter vincere pienamente.
“Il Signore è fedele; Egli vi custodirà dal Maligno”. “Se Dio è con noi, chi sarà contro di noi?” esclama Paolo in Romani 8, 31-39). E conclude: “Io sono infatti persuaso che né morte, né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze né altezze, né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore”. Tale è la certezza indistruttibile del cristiano. Egli cosciente di un’azione di Satana nel mondo e del pericolo che essa rappresenta (Ef 6,11-12), ma non vive in alcun modo nella paura, l’arma di Satana, perché è certo che in Cristo, suo Signore e Maestro, questa azione è stata definitivamente vinta con la morte e risurrezione di Gesù. Egli professa la speranza, colma di gioia e di fiducia, nella piena manifestazione della gloria di Dio e dei redenti nella Gerusalemme celeste. Nell’attesa si impegna ad essere vigilante come un padrone di casa o la vergine della parabola in attesa dello sposo (Mt 24,37.44) e a moltiplicare i talenti ricevuti in dono per essere riconosciuto come “servo buono e fedele” quando il Signore tornerà.
La demonologia e i problemi che essa pone, per quanto gravi, non rappresentano il problema principale nella gerarchia cristiana delle verità. Il primato spetta a Dio che possiede un volto umano, alla presenza del Crocefisso risorto che ci parla attraverso la Scrittura, che si fa dono in persona nell’Eucaristia, che agisce nei sacramenti e nei sacramentali della Chiesa come l’esorcismo e le preghiere di liberazione e nella carità. Satana e i demoni sono solo delle creature, non un principio equivalente a Dio o a Lui parallelo e contrapposto: come esseri creati sono assolutamente soggetti al Creatore e alla sua potenza e pur non costretti da Dio non possono in alcun modo dominare l’anima dell’uomo o cancellare la sua libertà.
Non sono pochi coloro che si rivolgono a me come esorcista e non sono praticanti o, addirittura, non credenti, non cattolici. Vivono un senso di confusione e sembrano avere delle aspettative magiche circa la possibilità che la “religione” o il “sacro” risolva automaticamente i loro problemi. Mostrano una bassa soglia critica e sono facilmente suggestionabili o per una superficiale educazione religiosa o per una personalità fragile, per avvenimenti e circostanze contingenti che li hanno duramente provati e, spesso vivono una condizione di solitudine. Sono facilmente esposti allo svilupparsi di un disturbo psicologico o a un disagio spirituale. Evidentemente in questi casi occorre un cammino di progressiva evangelizzazione per rendere vera ogni preghiera di liberazione.

Alcuni interventi ecclesiastici che mi hanno particolarmente colpito nella mia esperienza
“E siccome l’azione devastante e sottile del Diavolo e dei demoni coinvolge persone, cose, luoghi, manifestandosi in modi diversi, la Chiesa, sempre cosciente che “i giorni sono cattivi” (Ef 5,16), ha pregato e prega perché gli uomini siano liberati dalle insidie del Maligno” (Proemio del Rito).
“Secondo i dati più recenti gli “utenti di magia” in Italia sarebbero quasi di 12 milioni di persone. Il fenomeno ci preoccupa sia come indice di una grave situazione di smarrimento esistenziale, sia per i presupposti di pensiero e i comportamenti pratici che suppone” (Nota della Conferenza Episcopale Toscana, 200).
“La cultura atea dell’Occidente moderno vive ancora grazie alla libertà dalla paura dei demoni portata dal cristianesimo. Ma se questa luce redentrice del Cristo dovesse spegnersi, pur con tutta la sua sapienza e con tutta la sua tecnologia, il mondo ricadrebbe nel terrore e nella disperazione. Ci sono già i segni di ritorno di forze oscure, mentre crescono nel mondo secolarizzato i culti satanici” (Ratzinger)

L’ossessione unita a negatività e malefici. Si tratta dell’azione demoniaca contro la psiche umana, azione che può causare, accanto a ferite psichiche curabili dallo psichiatra, gravi disturbi, come la depressione, lo scoraggiamento, la sfiducia, fino al suicidio. Certo non facile è il discernimento per cogliere ferite psichiche naturali da curare con le conoscenze scientifiche dell’uomo o eventuali azioni malefiche da curare con la preghiera, incontro ecclesiale con il Signore risorto attraverso i sacramenti e i sacramentali, come l’esorcismo. Spesso dietro la ferita psichica naturale si cela anche l’influsso personale di Satana per cui occorre il connubio di preghiera e medicina.

Il cardinale Ivan Dias, allora 2008 prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei popoli: “Il tema dell’evangelizzazione va considerato nel contesto più ampio della lotta spirituale cominciata nel Giardino dell’Eden con la caduta dei nostri genitori, sulla scia delle feroci ostilità fra Dio e gli angeli ribelli. Se si ignora tale contesto a favore di una visione miope del mondo, la salvezza di Cristo viene liquidata come irrilevante. La lotta spirituale, descritta nella Genesi e nell’Apocalisse, è proseguita inesorabilmente nel corso dei secoli fino ad oggi. San Paolo ci offre una descrizione suggestiva: “La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti” (Ef 6,12). Questa lotta si combatte ferocemente anche oggi, favorita e sostenuta da sette segrete, che in realtà sono ben note, gruppi satanici e movimenti New Age, per menzionarne solo alcuni, e rivela le molto orrende teste dell’odioso mostro che lotta contro Dio: fra queste vi sono notoriamente il secolarismo, che cerca di edificare una società senza Dio, l’indifferenza spirituale, che è insensibile ai valori trascendentali del vero, del bene e del bello, il relativismo che è contrario ai principi permanenti del Vangelo. Tutte queste realtà cercano di cancellare tutti i riferimenti a Dio e alle cose soprannaturali e di sostituirli con valori e modelli di comportamento terreni che ignorano di proposito la dimensione trascendentale e divina (cioè una razionalità allargata e riaperta alle grandi questioni del vero e del bene, di Dio e su questo cammino alle utili luci sorte lungo la storia della fede cristiana e a percepire Gesù Cristo come luce che illumina la storia e aiuta a trovare la via verso il futuro). Lungi dal soddisfare gli aneliti profondi del cuore umano, promuovono una cultura di morte, sia fisica sia morale, sia spirituale sia psicologica. Esempi di questa cultura sono gli aborti volontari (o strage di nascituri innocenti), divorzi (che sciolgono i sacri vincoli coniugali benedetti da Dio), il materialismo e le aberrazioni morali (che soffocano la gioia di vivere e conducono spesso a una profonda depressione psichica), ingiustizie economiche, sociali e politiche (che violano i diritti umani), violenze, suicidi, omicidi e simili, che oggi abbondano e militano contro Cristo che venne affinché avessimo “la vita” e l’avessimo “in abbondanza” (Gv 1,10). Dietro tutto questo si cela effettivamente l’influsso personale di Satana e dei suoi “satelliti” nella storia umana non solo sui singoli ma soprattutto nella lotta contro il regno di Dio”.

Satana si esprime e si impossessa dell’uomo anche e soprattutto in forme indolori e meno drammatiche della possessione, una realtà sconvolgente straziando e tormentando i corpi, una realtà molto rara.
Agisce oltre l’ossessione, la vessazione e l’infestazione presentando i vizi come virtù e soprattutto nell’indifferenza di fronte a Dio che possiede un volto in Gesù, che ci ha amati, i singoli e la collettività fino alla fine e Risorto presente in continuità nel noi della Sua Chiesa, ci parla attraverso la Scrittura, si fa dono in persona nell’Eucaristia, agisce nei Sacramenti, ci incontra nelle relazioni di carità. Queste non sono le forme rozze, un po’ teatrali del dominio di Satana, forme che oggi hanno uno spazio enorme nei mezzi mediatici, ma reali come è la possessione, ma al contrario, le più sottili, le più nascoste, le più diffuse e che il demonio ha tutto l’interesse a tenere occulte. Il potere demoniaco, che allontana da Dio, dal prossimo, dalla carità sociale e fino da se stessi e dissolve la persona, si esprime, infatti soprattutto qui, nell’astuzia di una “sapienza mondana”, di una “mondanità” continuamente in agguato e di tutti “Tu ragioni secondo gli uomini, non secondo Dio” (Mc 8,33)
Papa Francesco, nell’Omelia delle Palme, ricordando che la nostra gioia non nasce dal possedere tante cose, ma dall’aver incontrato una Persona: Gesù, che è in mezzo a noi; nasce dal sapere che con Lui non siamo soli, anche nei momenti difficili, anche quando il cammino della vita si scontra con problemi e ostacoli che sembrano insormontabili, e ce ne sono tanti! E in questo momento viene il nemico, viene il diavolo, mascherato da angelo tante volte, e insidiosamente ci dice la sua parola. Non ascoltatelo! Seguite Gesù!Nell’omelia del 14 marzo ai cardinali, citando una frase Lèon Bloy: “Chi non prega il Signore, prega il diavolo”. Quando non si confessa Gesù Cristo, si confessa la mondanità del diavolo, la mondanità del demonio”.
E Paolo VI nel 1972 richiamando che il Male indica la Persona di Satana, osservando il predominio del Concilio mediatico anziché quello reale di fede “da qualche fessura è entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio”. “Crediamo in qualcosa di preternaturale venuto nel mondo proprio per turbare, per soffocare i frutti del Concilio ecumenico e per impedire che la Chiesa prorompesse nell’inno di gioia per aver ricevuto in pienezza la coscienza di sé”.

Nel 2007 l’omelia tenuta da Benedetto XVI nella solennità dell’Assunta a commento dell’Apocalisse (11,19a; 12,1-6a.10b) mi ha spinto ad esercitare il ministero di esorcista nell’orizzonte più subdolo e devastante dell’opera del Drago di cui i fenomeni dell’azione specifica del ministero di esorcista sono come un iceberg.
Si aprì il tempio di Dio che è nel cielo e apparve nel tempio l’arca della sua alleanza.
Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle. Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto.
Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra.
Il drago si pose davanti alla donna, che stava per partorire, in modo da divorare il bambino appena lo avesse partorito.
Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e suo figlio fu rapito verso Dio e verso il trono. La donna invece fuggì nel deserto, dove Dio le aveva preparato un rifugio.
Allora udii una voce potente nel cielo che diceva: “Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo”.
Omelia di Benedetto XVI: “Nella sua grande opera “La Città di Dio”, Sant’Agostino dice una volta che tutta la storia umana, la storia del mondo, è una lotta tra due amori: l’amore di Dio fino alla perdita di se stesso, fino al dono di se stesso, e l’amore di sé fino al disprezzo di Dio, fino all’odio degli altri. Questa stessa interpretazione della storia come lotta tra due amori, tra l’amore e l’egoismo appare anche nella lettura tratta dall’Apocalisse, che abbiamo sentito ora. Qui questi due amori appaiono in due grandi figure. Innanzitutto vi è il dragone rosso fortissimo, con una manifestazione impressionante ed inquietante del potere senza grazia, senza amore, dell’egoismo assoluto, del terrore, della violenza.
Nel momento in cui san Giovanni scrisse l’Apocalisse, per lui questo dragone era realizzato nel potere degli imperatori romani anticristiani, da Nerone fino a Domiziano. Questo potere appariva illimitato; il potere militare, politico, propagandistico dell’impero romano era tale che davanti ad esso la fede, la Chiesa appariva come una donna inerme, senza possibilità di sopravvivere, tanto meno di vincere. Chi poteva opporsi a questo potere onnipresente, che sembrava in grado di fare tutto? E tuttavia, sappiamo che alla fine ha vinto la donna inerme, ha vinto non l’egoismo, non l’odio; ha vinto l’amore di Dio e l’impero romano si è aperto alla fede cristiana.
Le parole della Sacra Scrittura trascendono sempre il momento storico. E così, questo dragone indica non soltanto il potere anticristiano dei persecutori della Chiesa di quel tempo, ma le dittature materialistiche anticristiane di tutti i periodi. Vediamo di nuovo realizzato questo potere, questa forza del dragone rosso nelle grandi dittature del secolo scorso: la dittatura del nazismo e la dittatura di Stalin avevano tutto il potere, penetravano ogni angolo, l’ultimo angolo. Appariva impossibile che, a lunga scadenza, la fede potesse sopravvivere davanti a questo dragone così forte, che voleva divorare il Dio fattosi bambino e la donna, la Chiesa. Ma in realtà, anche in questo caso alla fine, l’amore fu più forte dell’odio.
Anche oggi esiste il dragone in modi nuovi, diversi. Esiste nella forma delle ideologie materialiste che ci dicono che è assurdo pensare a Dio; è assurdo osservare i comandamenti di Dio; è cosa del tempo passato. Vale soltanto vivere la vita per sé. Prendere in questo breve momento della vita tutto quanto ci è possibile prendere. Vale solo il consumo, l’egoismo, il divertimento. Questa è la vita. Così dobbiamo vivere (Dio rimane escluso dalla cultura e dalla vita pubblica, e la fede in Lui diventa più difficile, anche perché viviamo in un mondo che si presenta quasi sempre come opera nostra, nel quale, per così dire, Dio non compare più direttamente, sembra divenire superfluo ed estraneo. In stretto rapporto con tutto questo, ha luogo una radicale riduzione dell’uomo, considerato un semplice prodotto della natura, come tale non realmente libero e di per sé suscettibile di essere trattato come ogni altro animale. Si ha così un autentico capovolgimento del punto di partenza di questa cultura, che era una rivendicazione della centralità dell’uomo e della sua libertà. Nella medesima linea, l’etica viene ricondotta entro i confini del relativismo e dell’utilitarismo, con l’esclusione di ogni principio morale che sia valido e vincolante per se stesso. Non è difficile vedere come questo tipo di cultura rappresenti un taglio radicale e profondo non solo con il cristianesimo ma più in generale con le tradizioni e morali dell’umanità: non sia quindi in grado di instaurare un vero dialogo con le altre culture, nelle quali la dimensione religiosa è fortemente presente, oltre a non poter rispondere alle domande fondamentali sul senso e sulla direzione della nostra vita. Perciò questa cultura è contrassegnata da una profonda carenza, ma anche da un grande e inutilmente nascosto bisogno di speranza”(Benedetto XVI, IV Convegno Ecclesiale Nazionale di Verona). E di nuovo, sembra assurdo, impossibile opporsi a questa mentalità dominante, con tutta la sua forza mediatica, propagandistica. Sembra impossibile oggi ancora pensare a un Dio che ha creato l’uomo e che si è fatto bambino e che sarebbe il vero dominatore del mondo.
Anche adesso questo dragone appare invincibile, ma anche adesso resta vero ( e questa è la fede!) che Dio è più forte del dragone, che l’amore vince e non l’egoismo…
L’altra immagine è la donna vestita di sole con la luna sotto i suoi piedi, circondata di dodici stelle. Anche questa immagine è multidimensionale. Un primo significato senza dubbio è che la Madonna, Maria vestita di sole, cioè di Dio, totalmente, Maria che vive in Dio, totalmente, circondata e penetrata dalla luce di Dio. Circondata dalle dodici stelle, cioè dalle dodici tribù di Israele, da tutto il Popolo di Dio, da tutta la comunione dei Santi, e ai piedi la luna, immagine della morte e della mortalità. Maria ha lasciato dietro di sé la morte; è totalmente vestita di vita, è assunta con corpo ed anima nella gloria di Dio e così, posta nella gloria, avendo superato la morte, ci dice: Coraggio, alla fine vince l’amore! La mia vita era dire: Sono la serva di Dio, la mia vita era dono di me, per Dio e per il prossimo. E questa vita di servizio arriva ora nella vera vita. Abbiate fiducia, abbiate il coraggio di vivere così anche voi, contro tutte le minacce del dragone.
Questo è il primo significato della donna che Maria è arrivata ad essere. La “donna vestita di sole” è il grande segno della vittoria dell’amore, della vittoria del bene, della vittoria di Dio. Grande segno di consolazione. Ma poi questa donna che soffre, che deve fuggire, che partorisce con un grido di dolore, è anche la Chiesa, la Chiesa pellegrina in tutti i tempi. In tutte le generazioni di nuovo essa deve partorire Cristo, portarlo al mondo con grande dolore in questo modo sofferto. In tutti tempi perseguitata, vive quasi nel deserto perseguitata dal dragone. Ma in tutti i tempi la Chiesa, il Popolo di Dio vive anche della luce di Dio e viene nutrito – come dice il vangelo – di Dio, nutrito in se stesso del pane della Santa Eucaristia. E così in tutta la tribolazione, in tutte le diverse situazioni della Chiesa nel corso dei tempi, nelle diverse parti del mondo, soffrendo vince. Ed è la presenza, la garanzia dell’amore di Dio contro tutte le ideologie dell’odio e dell’egoismo.
Vediamo certamente che anche oggi il dragone vuol divorare il Dio fattosi bambino. Non temete per questo Dio apparentemente debole. La lotta è già cosa superata. Anche oggi questo Dio debole è forte: è la vera forza. E così la festa dell’Assunta è l’invito ad avere fiducia in Dio ed è anche invito ad imitare Maria in ciò che Ella stessa ha detto: sono la serva del Signore, mi metto a disposizione del Signore. Questa è la lezione: andare sulla sua strada; dare la nostra vita e non prendere la vita. E proprio così siamo sul cammino dell’amore che è un perdersi, ma è un perdersi che in realtà è l’unico cammino per trovarsi veramente, per trovare la vera vita.
Guardiamo Maria, l’Assunta. Lasciamoci incoraggiare alla fede e alla festa della gioia: Dio vince. La fede apparentemente debole è la vera forza del mondo. L’amore è più forte dell’odio. E diciamo con Elisabetta: Benedetta sei tu fra tutte le donne. Ti preghiamo con tutta la Chiesa: Santa Maria prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra more. Amen” [Benedetto XVI, Omelia, 15 agosto 2007].



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