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+ Salina, Giorgio

Fonte: CulturaCattolica.it
Biografia
Nato nel 1938 a Milano.
Dirigente all’Ansaldo energia: Project Manager per la realizzazione di Centrali termoelettriche all’estero, anche in accordi di project financing.
Dal pensionamento, prestazioni sotto forma di volontariato come Direttore generale della CdO, quindi come collaboratore della Nunziatura Apostolica presso l’UE con sede a Bruxelles, e della Missione permanente della Santa Sede di Ginevra per l’assemblea annuale dell’ILO.
Presidente dell’Associazione europea per la Fondazione Europa.
Presidente di Paneuropa Italia. Muore a Milano il I° settembre 2010.

Ecco una breve rievocazione tratta dal sito Zenit, di cui era apprezzato collaboratore:

Giorgio Salina, una vita spesa per aiutare gli altri

di Antonio Gaspari

ROMA, giovedì, 2 settembre 2010 (ZENIT.org).- Mercoledì è morto Giorgio Salina, un amico carissimo, un collaboratore prezioso e affettuoso di ZENIT.

Già dirigente all’Ansaldo energia, Giorgio è stato project manager per la realizzazione di Centrali termoelettriche all’estero, ma non gli bastava aiutare le persone costruendo progetti di sviluppo.

Appena andato in pensione ha messo tutta la sua competenza ed esperienza umana a disposizione di opere di bene.

E’ stato direttore generale della Compagnia delle Opere (CdO), poi collaboratore della Nunziatura Apostolica presso l’Unione Europea con sede a Bruxelles, e della Missione permanente della Santa Sede di Ginevra per l’assemblea annuale dell’ILO.

Ha ricoperto l'incarico di presidente dell’Associazione europea per la Fondazione Europa e di presidente di Paneuropa Italia. E' stato inoltre vicepresidente del Centro Europeo di Studi su Popolazione, Ambiente e Sviluppo (Cespas).

Per ZENIT scriveva cronache e commenti dal Parlamento Europeo.

Giorgio era una persona sempre pronta ad ascoltare e aiutare. Gentile, sereno, allegro, propositivo, ti chiedeva scusa ogni volta che ti chiamava al telefono.

Buono come il pane, era un leone di coraggio e di determinazione quando bisognava difendere qualcuno dalle ingiustizie e dai soprusi.

Quante volte mi ha spiegato come rinnovare la fiducia e la speranza per far risplendere la cultura cattolica in Europa. Quante volte mi ha chiamato per difendere la gente del Venezuela dai soprusi del dittatore Chavez. Quante volte abbiamo discusso su come fare dell’ecologia umana il modello culturale di riferimento per l’armonia tra sviluppo e creato.

Sono state molte le occasioni in cui mi raccontava di problemi seri generati da errori e peccati, ma lui non provava mai rancore, anche nelle situazioni più complicate cercava la strada per uscirne con verità e carità.

La sua amicizia era contagiosa, si era sempre tentati di stare a parlare con lui per ore.

Poi, un giorno di alcuni mesi fa, Giorgio mi ha comunicato che la salute stava peggiorando. Gli avevano scoperto un tumore. Ha affrontato le cure con coraggio. A volte era spossato dai trattamenti chemioterapici, ciononostante proponeva idee, voleva scrivere articoli e fare interviste.

Ha combattuto con tenacia e serenità, come era lui, ma il male lo ha vinto.

Durante la malattia, in tutte le telefonate che ho scambiato con lui, non si è mai lamentato, mi parlava sempre di mille progetti, di persone da aiutare, di ingiustizie da sanare, di vite da salvare...

Sembrava quasi che la prova della malattia lo rendesse ancora più forte nel suo amore per l’umanità.

Ringraziamo il Signore di averci dato una persona così buona come Giorgio Salina, ma sappiamo che ne sentiremo molto la mancanza.



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