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“Fate questo in memoria di me”

Autore: Roda, Anna  Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it
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martedì 15 marzo 2016

“Ultima Cena” di Alberto Branca
Chiesa del SS Sudario di Torino
15-22 marzo 2016
In occasione della S.Pasqua, presso la Chiesa del SS. Sudario di Torino, per la prima volta viene presentata l’opera “Ultima Cena” del pittore torinese Alberto Branca.
Dal 15 al 22 marzo sarà esposta, a cura della Confraternita del SS. Sudario, questa commovente rappresentazione artistica dell’evento eucaristico, sul filo dell’Arte e dell’Agiografia tradizionale.
La sequenza dei dodici Apostoli suggerisce allo spettatore il tema dello smarrimento, del doloroso presentimento, dell’imminente distacco dal Maestro Gesù.
Sono volti che si cercano, si domandano, s’incrociano in una dolente ricerca di risposte. Tommaso, il primo a sinistra, s’interroga dubbioso anticipando con il suo dito puntato, il gesto che riproporrà nel costato del Cristo risorto, altri si consolano a vicenda più per raccogliere le forze che per una vera consapevolezza degli accadimenti; anche Pietro, fermo e severo, tiene la chiave come un guardiano di un regno non ancora condiviso. E poi Giuda, l’unico in piedi, come fratello incostante, pieno di contraddizioni, premuroso più delle faccende mondane che non dell’afflato spirituale. L’unico che accenna ad un’espressione quasi di serenità, un timido sorriso come di amante rasserenato, è Giovanni, fiducioso nella Provvidenza Divina che porta all’amore incondizionato nella volontà del Padre. Egli già anticipa sul suo leggìo la futura Apocalisse intesa proprio come “rivelazione”.
Dodici corpi e volti umani, molto umani, dinnanzi al Cristo Agnello che, sotto lo sguardo di un piccolo uccellino, timido ma curioso, simbolo di innocenza e fanciullezza, sta per offrirsi come segno della Nuova Alleanza.
Intensa è la suggestione emanata dal volto concentrato e misericordioso di Cristo e dalla varietà degli atteggiamenti degli apostoli. Lì si compie il sacrificio estremo, in quell'ambiente così semplice, familiare, apparentemente normale. Anche i particolari non fanno trapelare un evento così unico e decisivo della storia.
L’opera è composta da dodici tavole lignee raffiguranti gli Apostoli più il trittico dedicato al Cristo, si presenta per una lunghezza totale di sette metri e mezzo ed una altezza compresa tra i cinquanta e i cento centimetri.
La pittura è a olio su preparazione a gesso e fondo a tempera.
Una nota curiosa: il paesaggio che si intravede dalla piccola finestrella nella prima tavola a sinistra, è stata dipinta dal pittore astigiano Claudio Rabino. Un omaggio in onore di una fraterna amicizia.

Alberto Branca è un artista che sente di aver ricevuto la vocazione e anche il compito di cogliere e trasmettere la bellezza. Proprio per questo, ha fatto un profondo percorso umano, che lo ha portato a un cammino religioso, di contemplazione e comunicazione dell’Opera di Dio.
L’Ultima Cena si colloca in un’esigenza di condividere, in uno spirito di servizio, le riflessioni su un tema così fondamentale, per la vita del cristiano.
La presentazione del 15 marzo alle ore 18,00 sarà accompagnata da musiche per organo e letture didascaliche all’opera attinte dalle omelie di Papa Francesco e da autori cattolici come Mauriac, Bernanos, Péguy.





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