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Non ci vergogniamo di Maria SS.

Autore: Mangiarotti, Don Gabriele  Curatore: Saro, Luisella
Fonte: CulturaCattolica.it
sabato 20 agosto 2016

Per esperienza il Meeting è qualcosa di più grande. Ci indigna che giornalisti in malafede cerchino con ogni mezzo di infangare una esperienza significativa che in 37 anni ha dato voce a uomini liberi. Che questa storia non abbia a fermarsi
A dire il vero sembra una notizia surreale. Che al Meeting di Rimini abbiano coperto una statua della Madonna per non offendere le convinzioni religiose dei visitatori, tra l’altro in uno stand di una casa editrice, francamente mi sembra una stupidata. Surreale o bufala, frutto di incomprensione o di equivoco, è una notizia che chiede una presa di posizione immediata da parte degli organizzatori. Non si può finire in burla nel mondo della comunicazione, visto proprio che anche quest’anno il Meeting si fa forte della sua presenza sui social.

L’anno scorso, di fronte agli incontri di P. Carbone, la reazione del Meeting è stata – mi pare – istantanea (come del resto di fronte alla raccolta di firme contro la proposta di legge Scalfarotto allo stand di Tempi). E quello che ha fatto notizia è stato proprio il comunicato ufficiale. Discutibile, certo, ma inequivocabile. Credo che tale sollecitudine debba essere mostrata anche davanti a questo evento.

Sarà pur vero che alcuni spettatori della storia del Meeting e di Comunione e Liberazione parlano di una «svolta» del movimento (su CulturaCattolica.it ho riportato addirittura un articolo di una «penna» del Sussidiario che parlava di una «mutazione genetica» di CL), ma credo che, se di svolta si tratta, non debba essere comunicata dalle pagine di un giornale, qualunque sia, ma sia frutto di un cammino comunionale, che sappia dare le ragioni per indicare un approfondimento del carisma e non di una sua trasformazione.

Uno dei testi che Jaca Book aveva pubblicato anni fa parlava di come la Chiesa santa deve riformarsi continuamente, e indicava questa riforma come l’avvicinarsi alla «forma» delle origini, non a un cambiamento nella natura. Del resto il don Giuss faceva l’esempio dell’uomo che nella sua evoluzione e maturazione non perde i tratti originari e originali che lo costituiscono.
Questo tempo drammatico ci chiede intelligenza creativa e amore alla propria identità, per non sentire rivolta a noi l’accusa contenuta nell’ultima intervista del don Giuss: «Del resto già Eliot aveva qualcosa da dire con una certa sicurezza di sé quando si domandava: “È l’umanità che ha abbandonato la Chiesa o è la Chiesa che ha abbandonato l’umanità?”. Ma come fa un uomo del mio tempo, un uomo di questo tempo, parlando di cultura, usando la parola cultura, a non tener presente questa frase qui?! Dimentica i quattro quinti del mondo».
Domanda: È una critica alla Chiesa o all’umanità?
Don Giussani: «Tutti e due, tutte e due, perché innanzitutto è l’umanità che ha abbandonato la Chiesa, perché se io ho bisogno di una cosa, le corro dietro, se quella cosa va via. Nessuno correva dietro».
D: E la Chiesa quando ha abbandonato l’umanità?
dG: «La Chiesa ha cominciato a abbandonare l’umanità secondo me, secondo noi, perché ha dimenticato chi era Cristo, non ha poggiato su… ha avuto vergogna di Cristo, di dire chi è Cristo
.
(dall’intervista a don Giussani nel video sui cinquant’anni di Cl)

Aiutiamoci a non avere vergogna di Cristo né della Sua santissima Madre.

PRENDIAMO ATTO CON SODDISFAZIONE DELLA RISPOSTA DEL MEETING, IN ALLEGATO
Precisazione del Meeting


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