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Il calendario del 19 Dicembre

Autore: Restelli, Silvio  Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it  E-mail: silvio.restelli@poste.it

Eventi

• 1793 - A Tolone, Napoleone Bonaparte sconfigge gli inglesi e diventa generale.

• 1842 - Gli Stati Uniti riconoscono l'indipendenza delle Hawaii.

• 1945 - L'Austria diventa una repubblica per la seconda volta, la prima era stata interrotta dall'Anschluss nazista a metà degli anni '30.

• 1946 - Ho Chi Minh attacca i francesi ad Hanoi.

• 1962 - Il Nyasaland secede dalla Rhodesia e Nyasaland.

• 1963 - Zanzibar ottiene l'indipendenza dal Regno Unito e diventa una monarchia costituzionale guidata da un sultano.

• 1972 - L'Apollo 17, ultima missione dell'uomo sulla Luna, rientra sulla Terra.

• 1974 - L'Altair 8800, il primo personal computer, viene messo in vendita.

• 1981 - La Spagna adotta la sua bandiera attuale.

• 1984 - Il Regno Unito e la Repubblica Popolare Cinese firmano la Dichiarazione congiunta Cino-Britannica, che cede Hong Kong alla sovranità cinese nel 1997.

• 1996 - Gli accordi di Schengen sono estesi a Norvegia e Islanda.

• 2000 - Al via il lavori di costruzione della Metropolitana di Torino.

• 2001
  1. - La IBM dichiara di aver implementato l'Algoritmo di Shor usando un computer quantistico a risonanza magnetica nucleare, composto da molecole in cui 7 atomi fungono da qubit.
  2. - Inizio della rivolta popolare denominata Cacerolazo in Argentina. Determinerà la caduta del presidente Fernando de la Rúa.
  3. - Torna operativo il radar di terra all'aeroporto milanese di Linate, la cui inoperatività aveva avuto un ruolo determinante nel disastro aereo avvenuto l'8 ottobre precedente.

• 2005 - Viene inaugurata la ferrovia Roma-Napoli ad alta velocità.

Anniversari

• 1111 - Abu Hāmid Mohammad ibn Mohammad al-Ghazzālī, conosciuto come Algazel nell'Europa medioevale (Tus, 1058 – Tus, 19 dicembre 1111), è stato un teologo, filosofo e mistico iraniano.
È una figura chiave nella storia del pensiero islamico e arabo. (Angelo Scarabel, Il misticismo, il Sufismo e Al-Ghazali - Treccani-Scuola)

Al-Ghazali nacque nel 1058 a Tus, una città situata nella provincia di Khorasan, in Persia. Suo padre, un seguace della corrente mistica sufi, morì quando al-Ghazali era ancora giovane; lui e suo fratello minore, Ahmad Ghazali (che diverrà assai noto come teorico dell'amore mistico), vennero seguiti, per alcuni anni, da un amico del padre. Nel 1070 i due fratelli si trasferirono a Gorgan, capitale del Golestan, ove per un periodo di sette anni, studiarono nelle scuole religiose (madrasa) locali la giurisprudenza coranica (fiqh), prima di ritornare a Tus. Intorno al 1080 si trasferì a Nishapur, nel nordest dell'Iran, dove intraprese gli studi in una famosa scuola musulmana.
Terminati gli studi, iniziò la carriera di professore presso la rinomata università musulmana di Baghdad (Nizamiyya, dal nome del celebre visir selgiuchide Nizam al-Mulk, che fu suo protettore).
Improvvisamente nel 1095, pare a seguito di una profonda crisi spirituale, abbandonò la sua carriera di docente per dedicarsi all'approfondimento dei temi della mistica o tasawwuf.
Intraprese il pellegrinaggio alla Mecca e successivamente si recò in visita a Damasco, Gerusalemme e Medina. Infine, ritornò nella sua città natale, per trascorrervi gli ultimi anni di vita attendendo al completamento del suo opus magnum, la Iyhāʾ ʿulūm al-dīn (Rivivificazione delle scienze religiose) considerato un po' la summa del sapere teologico islamico nel Medioevo.
Al-Ghazali contribuì in modo decisivo alla sistematizzazione delle dottrine del sufismo e alla sua accettazione ed integrazione nel corpo dell'ortodossia islamica. Era uno studioso dell'islam sunnita, appartenente alla scuola di diritto islamico sciafeita e alla scuola di teologia asharita. Ricevette molti titoli come Sharaf al-A'imma ossia "onore degli imam" (in arabo: شرف الائمه), Zayn al-dīn ovvero "ornamento della fede" (arabo: زین الدین), Hujjat al-Islāam, cioè "prova dell'Islam" (arabo: حجة الاسلام).
Collocabile nell'alveo della influente scuola teologica asharita (fondata nel X secolo da al-Ash'ari) se ne differenziò per alcuni aspetti, soprattutto riuscendo a integrare nella sua dottrina una marcata sensibilità mistica. Oltre ad essere stato un teologo, e un filosofo, compì studi nei campi della cosmologia, della fisica e della giurisprudenza.

Opere
Al-Ghazali scrisse più di 70 libri su scienza, filosofia e sufismo. Il suo L'incoerenza dei filosofi (Tahafut al-Falasifa) del XI secolo segnò una svolta nella epistemologia islamica, ove al-Ghazali sviluppò certi aspetti dello scetticismo filosofico che non sarebbe entrato nella filosofia occidentale se non con Cartesio, George Berkeley e David Hume.
L'incontro con lo scetticismo portò al-Ghazali ad abbracciare una forma di occasionalismo teologico, nel credere che tutti gli eventi e le interazioni causali non siano prodotte da circostanze materiali ma siano espressioni immediate e tangibili della volontà di Dio.
L' Incoerenza segnò anche un punto di svolta nella filosofia islamica con il violento rinnegamento di Aristotele e Platone.
Il libro aveva come bersaglio polemico la falsafa (temine arabo dal trasparente etimo greco), coltivata dai falasifa ovvero i filosofi islamici dal VIII secolo al XI secolo (i più famosi dei quali erano Al-Kindi, Avicenna e Al-Farabi) che si rifacevano agli antichi greci.
Al-Ghazali denunciò i filosofi greci come non-credenti ed etichettò coloro che utilizzavano i loro metodi e le loro idee come corruttori della fede islamica.
I temi principali sviluppati in quest'opera erano:
  1. - la negazione della teoria dell'eternità del mondo,
  2. - l'affermazione della conoscenza da parte di Dio delle cose particolari non solo delle leggi generali del creato,
  3. - la denuncia dell'incapacità dei filosofi di provare l'esistenza di Dio,
  4. - la confutazione della tesi dei filosofi tendente ad assegnare a Dio il ruolo di costruttore del mondo, privato, però, nello stesso tempo degli attributi divini (l'idea del Demiurgo),
  5. - l'inabilità dei filosofi a dimostrare sia l'unità di Dio, sia la spiritualità dell'anima, quest'ultima esistente in modo indipendente dal corpo.

Nel secolo successivo, Averroè scrisse una lunga refutazione della Incoerenza chiamandola la Incoerenza della Incoerenza (Tahafut al-Tahafut), tuttavia il corso epistemologico del pensiero islamico era già marcato.
L'opera capitale di Ghazali è Ihya al-'Ulum al-Din (La rinascita, o il ravvivamento, delle scienze religiose), divisa in numerosi libri che configurano una vera e propria enciclopedia del sapere teologico nell'Islam medievale. Vi sono trattati, in modo sistematico e organicamente organizzato, la giurisprudenza (fiqh), la teologia (kalam) e la mistica ispirata al sufismo. Contiene quattro sezioni principali: Atti di fede (Rub' al-'Ibadat), Norme di vita quotidiana (Rub' al-'Adatat), Le strade della perdizione (Rub' al-'Muhlikat) e Le strade della salvezza (Rub' al-'Munjiyat). Nei secoli sono stati redatti numerosi commenti ai libri dell' Ihya: «Se tutte le scienze islamiche dovessero scomparire, si potrebbero ricreare nuovamente dal Ihya'ul Ulumuddin.». Di quest'opera al-Ghazali scrisse un ampio riassunto in persiano con il titolo Alchimia della felicità (Kīmyā-ye Sa'ādat).

Altri contributi
Al-Ghazali si distinse anche per i suoi incisivi studi sulla teoria atomistica, che prendendo spunto dalle precedenti teorie greche e indiane, rilevava negli atomi, l'unica sostanza perpetua, presente nell'universo.
Nell'opera citata Ihyā 'Ulūm al-Dīn, al-Ghazali si pronunciò a favore della medicina, valutata come una disciplina scientifica lodevole, seppur non religiosa, mentre condannò le pratiche astrologiche.
Nei suoi scritti appoggiò l'uso della dissezione e lo sviluppo degli studi di anatomia, in quanto evidenziavano agli occhi dei ricercatori, le meraviglie del creato e quindi l'esistenza e la bontà dell'opera divina.
Nel settore della cosmologia al-Ghazali sostenne la teoria, appoggiata dai filosofi medievali e dai teologi, di un universo dal tempo non infinito e avente avuto un inizio, in opposizione ai filosofi greci che ritenevano il contrario.
La sua produzione nel campo della psicologia fu di notevole spessore, basti ricordare i suoi studi sul sé e sui moti psicologici dell'individuo (desideri e rabbie); fu uno dei primi studiosi a suddividere le origini sensoriali, in cinque sensi esterni e in cinque interni (immaginazione, riflessione, pensiero, associazione, dissociazione), di cui cercò di localizzare la sede nel cervello. Discusse se la conoscenza sia innata o acquisita e delineò le differenze intercorrenti fra animali e uomini, oltre a quelle fra malattia fisica e spirituale.

Influenze
L'opera di al-Ghazali ha influito sia sui filosofi musulmani che sui filosofi cristiani del medioevo che cominciarono a conoscerlo dal XI-XII secolo attraverso le traduzioni latine compiute soprattutto in Spagna presso il celebre collegio dei traduttori d Toledo. «Non vi sono dubbi che le opere di al-Ghazali furono tra le prime ad attirare l'attenzione degli studiosi europei »(Margaret Smith, Al-Ghazali: The Mistic, Londra 1944
Poi enfatizza «Il più grande degli scrittori cristiani fu San Tommaso d'Aquino (1225-1274), che studiò la lingua araba ed ammise di esserne grande debitore. Studiò all'Università di Napoli, dove l'influenza della letteratura e della cultura araba al tempo era predominante.» (Margaret Smith, Al-Ghazali: The Mistic, Londra 1944)
L'influsso di al-Ghazali è stato comparato con l'opera di San Tommaso d'Aquino per la teologia cristiana, ma i due differiscono grandemente nel metodo e nella fede. Mentre Ghazali respinge i filosofi non islamici come Aristotele e dice di non accettare i loro insegnamenti in base al loro non essere credenti, l'Aquinate considera tutti e incorpora il pensiero greco e latino nella sua filosofia.

• 1494 - Matteo Maria Boiardo (Scandiano, 1441 – Reggio nell'Emilia, 19 dicembre 1494) è stato un poeta e letterato italiano.
Matteo Maria Boiardo apparteneva alla famiglia dei conti di Scandiano, collegati al ducato di Ferrara. Quando, a dieci anni, rimase orfano, fu accolto ed educato alla corte di Ercole I. A vent'anni assunse il governo del feudo di Scandiano, e in seguito ricevette numerosi incarichi di notevole responsabilità, come il governatorato di Modena (1480-1483) e quello di Reggio Emilia (dal 1487 fino alla morte avvenuta nel 1494).
L'ambiente ferrarese era nel Quattrocento uno dei principali centri della cultura umanistica. Boiardo (nipote del poeta e umanista Tito Vespasiano Strozzi), assimilò l'amore per la letteratura classica e, oltre a tradurre opere latine (di Cornelio Nepote e Apuleio) e greche (Erodoto, Senofonte), si dedicò alla composizione di testi poetici sia in latino sia in volgare.
Tra le opere latine sono da notare i Carmina de laudibus Estensium (1463) di chiaro intento encomiastico, e Pastoralia, egloghe ispirate alle Bucoliche di Virgilio.
Sviluppò temi bucolici anche in volgare nella raccolta Pastorale; scrisse inoltre la commedia Timone, derivata da un dialogo di Luciano di Samosata.
Le opere più importanti sono la raccolta di liriche (prevalentemente sonetti e canzoni) Amorum libri tres, ispirata dall'amore per la nobildonna reggiana Antonia Caprara, e il poema cavalleresco Orlando innamorato.
La raccolta (Amorum libri tres) si compone di 180 testi, scritti fra il 1469 e il 1471, ordinati secondo uno schema preciso. Nel primo libro è espressa la gioia dell'amore corrisposto; nel secondo il dolore per il tradimento della donna amata; nel terzo l'aspirazione ad un'elevazione spirituale.
Il modello è il Canzoniere di Francesco Petrarca, ma vi sono differenze evidenti, sia nella vitalità della rappresentazione della natura (ricca di luci, colori, sensazioni), sia nel linguaggio, che conserva una forte impronta emiliana.
Il poema (Orlando Innamorato) riprende con grande fantasia e gusto narrativo i temi e i personaggi dei romanzi cortesi ancora molto diffusi e apprezzati a Ferrara e nell'Italia centro-settentrionale, tanto presso il pubblico colto quanto presso il popolo. Introduce l'innovazione di fondere i due principali filoni narrativi preesistenti, ossia la "materia di Francia" (carlo Magno e i suoi paladini) e la "materia di Bretagna" (i cavalieri della Tavola rotonda).
Il poema, in ottave, molto ampio, rimase incompiuto pochi mesi prima della morte del poeta, avvenuta in un periodo assai grave per l'Italia, con la discesa dei Francesi di Carlo VIII, cui fanno esplicito riferimento gli ultimi versi.
Il poema ebbe grande successo, poiché interpretava con sensibilità umanistica i valori cortesi dell'epoca feudale ormai al tramonto.
Il Centro Studi Matteo Maria Boiardo di Scandiano nel 2009 si è fatto promotore di un’edizione completa delle opere di Boiardo, attesa per lungo tempo da studiosi, biblioteche, scuole, università e dal mondo della cultura italiana ed europea. Oltre alle opere maggiori, la collana Studi boiardeschi edita da Interlinea comprende anche quelle mai pubblicate o apparse in stampe oggi di difficile reperimento. Tutti i testi sono previsti in edizione critica e commentata (con traduzione a fronte se latini), curati da alcuni dei più importanti studiosi di Boiardo.

• 1848 - Emily Jane Brontë (Thornton, 30 luglio 1818 – Haworth, 19 dicembre 1848) è stata una scrittrice e poetessa inglese, famosa per il suo unico romanzo Cime tempestose, unanimanente riconosciuto come uno dei classici della letteratura inglese del XIX secolo. Emily era la seconda delle tre sorelle Brontë.

• 1851 - Joseph Mallord William Turner (Londra, 23 aprile 1775 – Chelsea, 19 dicembre 1851) è stato un pittore e incisore inglese.
Appartenente al movimento romantico, si può dire che il suo stile abbia posto le basi per la nascita dell'Impressionismo. Nonostante ai suoi tempi fosse visto come una figura controversa, attualmente è considerato l'artista che ha elevato l'arte della pittura paesaggistica ad un livello tale da poter competere con la maggiormente considerata pittura storica. Anche se è diventato famoso per le sue opere ad olio, Turner è anche stato uno dei più grandi maestri britannici nella realizzazione di paesaggi all'acquerello. È conosciuto con il soprannome di Il pittore della luce.

• 1915 - Aloysius "Alois" Alzheimer (Marktbreit, 14 giugno 1864 – Breslavia (dal 1945 Wrocław), 19 dicembre 1915) è stato uno psichiatra e neuropatologo tedesco. Collega di Emil Kraepelin, Alzheimer fu il primo a descrivere un caso di "demenza senile", malattia successivamente definita da Kraepelin morbo di Alzheimer.
Durante la sua carriera scolastica dimostrò particolare propensione per le materie scientifiche. Successivamente studiò Medicina presso l'Università di Aschaffenburg, poi anche a Berlino, Tubinga e Würzburg. Si laureò nel 1887, a soli ventitré anni.
Venne nominato Assistente presso l'Ospedale Psichiatrico Irrenanstalt di Francoforte, dove iniziò ad approfondire le sue ricerche sulla corteccia del cervello umano. Agli inizi del secolo il nome di Alois Alzheimer assunse notorietà per le sue pubblicazioni sull'aterosclerosi cerebrale.
I suoi primi anni di attività come professore di Psicologia in Germania lo portarono a lavorare insieme al neurologo Franz Nissl, insieme al quale pubblicò Histologic and Histopathologic Studies of the Cerebral Cortex (Studi Istologici e Istopatologici della Corteccia Cerebrale). In seguito Alzheimer divenne assistente ricercatore di Emil Kraepelin presso la Scuola di Medicina di Monaco, dove organizzò e diresse un nuovo laboratorio per la ricerca sul cervello.
Nel tempo Alzheimer pubblicò numerosi articoli riguardanti le condizioni e le patologie del cervello, ma è del 1906 la pubblicazione che lo avrebbe reso famoso: in una donna di circa 50 anni, Auguste D., Alzheimer identificò una «malattia insolita della corteccia cerebrale», che aveva causato perdita di memoria, disorientamento e allucinazioni, conducendo infine la paziente alla morte. Nel 1907, durante il Congresso Psichiatrico di Tubinga, Alzheimer presentò il caso di questa donna, sottolineando come, successivamente all'autopsia, il cervello mostrasse "una scarsità di cellule nella corteccia cerebrale e gruppi di filamenti localizzati tra le cellule nervose". Gli studi successivi, condotti dallo stesso Alzheimer e dai suoi collaboratori (tra cui l'italiano Gaetano Perusini), permisero di definire meglio alcuni profili clinici ed anatomopatologici di tali processi.
Nel 1910 Emil Kraepelin (il più famoso psichiatra di lingua tedesca dell'epoca) ripubblicò il suo trattato Psichiatria, nel quale definì la nuova forma di demenza scoperta da Alois Alzheimer, chiamandola appunto morbo di Alzheimer.
Nel 1912, l'imperatore Guglielmo II chiamò Alzheimer all'Università di Breslavia (oggi in Polonia, ma allora capitale della Slesia ed una delle più importanti città tedesche), nominandolo professore di Psichiatria e Direttore dell'Istituto Neurologico e Psichiatrico.
Nel dicembre del 1915, Alzheimer si ammalò durante un viaggio in treno verso Breslavia. Probabilmente fu colpito da un'infezione da streptococco, con conseguente febbre reumatica e insufficienza renale. Morì a causa della conseguente insufficienza cardiaca all'età di cinquantuno anni.

• 1970 - Aristide Merloni (Fabriano, 24 ottobre 1897 – Fabriano, 19 dicembre 1970) è stato un imprenditore italiano. Fondatore della Ariston (il nome della società infatti deriva dal nome del fondatore), azienda produttrice inizialmente di scaldabagni a gas, che successivamente estese la produzione a tutte le tipologie di elettrodomestici da cucina. Nel corso della sua vita fu anche sindaco della città di Fabriano nel 1950 e senatore dal 1958. Nel corso degli anni successivi diversificò le attività dell'impresa, di cui rimase sempre amministratore, in tre rami principali, meccanica, elettrodomestici e sanitari. Alla sua morte le tre attività furono distinte in tre società, ognuna andata in gestione ad uno dei suoi figli. Tutte e tre le imprese sono ancora in attività, sotto i marchi Indesit, Merloni e MTS Group.

* 1992 - Giovanni Luigi Brera (San Zenone al Po, 8 settembre 1919 – Codogno, 19 dicembre 1992) è stato un giornalista e scrittore italiano.
Grazie alla sua inventiva e alla sua padronanza della lingua italiana, è da molti considerato colui che più di tutti ha influenzato il giornalismo sportivo italiano del XX secolo. Così presentava se stesso in un suo scritto: «Il mio vero nome è Giovanni Luigi Brera. Sono nato l'8 settembre 1919 a San Zenone Po, in provincia di Pavia, e cresciuto brado o quasi fra boschi, rive e mollenti (...). Io sono padano di riva e di golena, di boschi e di sabbioni. E mi sono scoperto figlio legittimo del Po»

* 1996 - Marcello Vincenzo Domenico Mastrojanni OMRI (Fontana Liri, 28 settembre 1924 – Parigi, 19 dicembre 1996) è stato un attore italiano.
È stato l'attore italiano più conosciuto ed apprezzato all'estero negli anni sessanta e settanta, soprattutto per le pellicole interpretate in coppia con Sophia Loren e per i ruoli da protagonista nei film di Federico Fellini e Vittorio De Sica. Attore fra i più polivalenti del nostro cinema, è stato capace di destreggiarsi perfettamente sia nei ruoli drammatici sia in quei comici. Con Vittorio Gassman, Alberto Sordi, Ugo Tognazzi e Nino Manfredi è stato uno dei "mostri" della commedia all'italiana.

* 2004 - Renata Ersilia Clotilde Tebaldi (Pesaro, 1 febbraio 1922 – San Marino città, 19 dicembre 2004) è stata un celebre soprano italiano.

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