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Il calendario del 20 Dicembre

Autore: Restelli, Silvio  Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it  E-mail: silvio.restelli@poste.it

Eventi

• 69 - Vespasiano diviene Imperatore Romano

• 1803 - Viene completato l'acquisto della Louisiana

• 1845 - L'astronomo Karl Ludwig Hencke scopre l'asteroide 5 Astraea

• 1860 - La Carolina del Sud diventa il primo stato a secedere dagli Stati Uniti

• 1915 - Prima guerra mondiale. Le ultime truppe australiane vengono evacuate da Gallipoli

• 1917 - Viene fondata la Cheka, la prima polizia segreta dell'Unione Sovietica

• 1951 - Per la prima volta viene prodotta elettricità da un reattore nucleare sperimentale (EBR-1) costruito nelle vicinanze di Arco, nell'Idaho

• 1960 - Viene costituito il Fronte Nazionale per la Liberazione del Vietnam

• 1973 - Il primo ministro spagnolo Luis Carrero Blanco muore a Madrid a seguito di un attentato dell'ETA

• 1989 - Gli Stati Uniti inviano truppe a Panama per rovesciare il governo di Manuel Noriega

• 1995
  1. - La NATO inizia le operazioni di peacekeeping in Bosnia
  2. - Il volo American Airlines 965 precipita a Cali, in Colombia, provocando la morte di 159 persone

• 1999
  1. - La Corte Suprema del Vermont stabilisce che le coppie omosessuali hanno diritto agli stessi benefici e garanzie delle coppie sposate eterosessuali
  2. - Macao viene restituita alla Repubblica Popolare Cinese dal Portogallo

• 2006 - Muore Piergiorgio Welby in Italia, il primo vero caso pubblico di eutanasia nel paese.

Anniversari

∗ 1552 − Katharina von Bora (Lippendorf, 29 gennaio 1499 – Torgau, 20 dicembre 1552) è stata una monaca tedesca convertitasi al protestantesimo e successivamente diventata la moglie di Martin Lutero, il capo della riforma protestante.
Della sua vita rimangono pochissime testimonianze oltre agli scritti di Lutero stesso e di qualche contemporaneo. Tuttavia, Katharina von Bora è una delle figure più importanti della Riforma, in quanto ha contribuito alla creazione del modello di matrimonio del clero e di famiglia protestante.

• 1766 - Giorgio Massari (Venezia, 1687 – Venezia, 20 dicembre 1766) è stato un architetto italiano.
Impegnato sia in ambito civile che religioso, il Massari fu il più importante architetto operante a Venezia della sua epoca.
In ambito civile progettò Palazzo Grassi e portò a compimento Ca' Rezzonico a Venezia, mentre in terraferma le sue opere principali sono Villa Giovannelli a Noventa Padovana e villa Cordellina a Montecchio Maggiore. Sua è anche la facciata della Scuola della Carità, ora Accademia di Belle Arti, del 1750.
Costruì anche diverse chiese, tra le quali, nella città lagunare, i Gesuati, la chiesa di San Marcuola e la chiesa della Pietà e, fuori Venezia sono la Chiesa della Pace a Brescia (1720-1746), la facciata di Sant'Antonio (1733) e la chiesa di Santo Spirito (1738) a Udine.
Di tendenze classicheggianti, il Massari seppe abilmente fondere ricordi palladiani con elementi derivati dal Longhena.

* 1815 - Pietro Cossali (Verona, 29 giugno 1748 – Padova, 20 dicembre 1815) è stato un matematico italiano.
Dopo aver studiato presso il collegio dei Gesuiti di Verona si fa teatino e studia a Milano sacra eloquenza, teologia, matematica e fisica. Dopo i voti, è inviato a Padova come predicatore.
Dopo essere tornato a Verona comincia a insegnare filosofia e fisica sperimentale. In seguito insegna astronomia, meteorologia e idraulica presso l'Università di Parma e calcolo sublime presso l'Università di Padova.
Dedica i suoi studi soprattutto all'astronomia, all'idraulica e alla matematica.
Pubblica anche un libro sulla storia della matematica (Origine, trasporto in Italia, primi progressi in essa dell'algebra. Storia critica di nuove disquisizioni analitiche e metafisiche, Parma, 1797-1799), il primo su questo argomento pubblicato in Italia (v. qui)

* 1815 - Giovanni Meli (Palermo, 6 marzo 1740 – Palermo, 20 dicembre 1815) è stato un poeta e drammaturgo italiano.
Annoverato tra le così dette "quattro coroncine", con Carlo Porta, Carlo Goldoni, Giuseppe Gioachino Belli (da affiancare alle "tre corone" di Dante, Petrarca e Boccaccio), Giovanni Meli nacque in Sicilia nel Settecento, da Antonio di professione orefice e da Vincenza Torriquas, durante il periodo della monarchia riformista di Carlo III di Borbone, che grazie al buon governo del Viceré Caracciolo favorì con una serie di riforme la rinascita della vita culturale e civile specie di Palermo, il poeta Giovanni Meli, che raggiunse notorietà in tutt'Italia, aderendo ai modi e allo stile dell'Arcadia con una dimensione tutta sua e con l'uso della lingua siciliana.

* 1836 - Paolo Costa (Ravenna, 13 giugno 1771 – Bologna, 20 dicembre 1836) è stato un poeta, filosofo e letterato italiano.

• 1882 - Guglielmo Oberdan (Trieste, 1º febbraio 1858 – 20 dicembre 1882) è stato un patriota ed esponente dell'irredentismo italiano.
Wilhelm Oberdank era figlio illegittimo di Josepha Maria Oberdank, una slovena di Gorizia, e del soldato veneto Valentino Falcier, arruolato nell'esercito austro-ungarico. Quando Falcier abbandonò la Oberdank, questa si sposò con un altro uomo, che non riconobbe Wilhelm, che mantenne pertanto il cognome della madre. In gioventù italianizzò il proprio nome e cognome in Guglielmo Oberdan per rivendicare la propria italianità.
Trascorse i primi anni di vita in una città segnata dai contrasti fra i fedeli all'Austria e gli irredentisti. Si distinse nelle attività scolastiche e nel 1877, grazie ad una borsa di studio del comune di Trieste, poté iscriversi al Politecnico di Vienna. L'anno seguente, però, avendo l'Austria proclamato la mobilitazione per occupare militarmente la Bosnia e l'Erzegovina come deciso nel Congresso di Berlino ricevette la chiamata alle armi e dovette interrompere gli studi.
Per non combattere agli ordini dell'Austria, decise subito di disertare e, aiutato da organizzazioni patriottiche italiane, abbandonò Vienna per trasferirsi a Roma dove poté iscriversi all'università e completare gli studi in ingegneria. All'ultimo anno fu però costretto ad interromperli poiché, a causa di alcune sue opinioni, il sussidio assegnatogli dallo Stato italiano gli venne revocato.
La morte di Giuseppe Garibaldi, avvenuta nel 1882, e il conseguente scoraggiamento degli esuli che avevano riposto in lui le loro speranze, spinse Oberdan a organizzare un attentato, assieme ad altri irredentisti (tra cui l'istriano Donato Ragosa, con cui si era sempre mantenuto in contatto), contro l'imperatore Francesco Giuseppe in visita a Trieste in occasione dei 500 anni di dedizione della città all'Austria. Prima che l'attentato potesse compiersi, venne arrestato a Ronchi, in seguito alla segnalazione di un messo comunale che notò il suo ingresso clandestino in territorio austriaco nei pressi di Versa. Condannato a morte dalla giustizia austriaca, che lo considerava un disertore e un cospiratore, avendo confessato le intenzioni di attentare alla vita dell'imperatore Francesco Giuseppe, fu impiccato a Trieste il 20 dicembre 1882.
L'Italia lo considera un martire dell'irredentismo, gli è stato dedicato un mausoleo che affianca il palazzo del Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia, sorto nello stesso posto dove all'epoca dei fatti si trovava la caserma in cui fu impiccato. Sempre a Trieste gli è stato dedicato un liceo scientifico, e numerose piazze, vie e istituti scolastici sono stati a lui dedicati in quasi tutte le città italiane dal dopo guerra fino ai giorni nostri. Oberdan è ricordato anche in un canto, diventato molto popolare, come La Canzone del Piave, insieme a Nazario Sauro e Cesare Battisti oltre che nell'Inno a Oberdan, cantato anche da Milva.

• 1968 - John Ernst Steinbeck (Salinas, 27 febbraio 1902 – New York, 20 dicembre 1968) è stato uno scrittore statunitense tra i più noti del XX secolo, autore di numerosi romanzi, racconti brevi e novelle. Fu per un breve periodo giornalista e cronista di guerra nella seconda guerra mondiale. Nel 1962 gli fu conferito il Premio Nobel per la letteratura con la seguente motivazione: "Per le sue scritture realistiche ed immaginative, unendo l'umore sensibile e la percezione sociale acuta".
Ha ricevuto anche la Medaglia presidenziale della libertà dal Presidente Lyndon B. Johnson il 14 settembre 1964.

• 1973 - Luis Carrero Blanco (Santoña, 4 marzo 1904[1] – Madrid, 20 dicembre 1973) è stato un militare e politico spagnolo, principale collaboratore di Francisco Franco.
Nel giugno del 1973, l'ormai 81enne Francisco Franco nominò l'ammiraglio Carrero Blanco presidente del governo, carica detenuta sino a quel momento dallo stesso Caudillo, che rimase comunque Capo dello Stato e Generalissimo degli Eserciti.
Il 20 dicembre 1973 Carrero Blanco, da molti considerato all'epoca come possibile successore del dittatore, rimase vittima di uno spettacolare attentato organizzato dall'organizzazione terrorista basca ETA: mentre tornava dalla chiesa dove ogni giorno assisteva alla messa, la sua automobile saltò in aria a causa di un ordigno collocato sotto la strada. La macchina di Carrero Blanco si sollevò da terra per oltre trenta metri, scavalcando un palazzo di sei piani ed atterrando nel cortile interno del palazzo stesso. Miracolosamente, Carrero Blanco sopravvisse, ma in seguito morì a causa delle ferite riportate. Gillo Pontecorvo, nel film Ogro, narrò la preparazione e l'esecuzione dell'attentato.

• 1991 - Walter Chiari, pseudonimo di Walter Annicchiarico (Verona, 8 marzo 1924 – Milano, 20 dicembre 1991), è stato un attore, comico e conduttore televisivo italiano.
Soprattutto sul piccolo schermo ripropone numerosi sketch tratti dalle sue riviste, il più celebre dei quali rimane quello del Sarchiapone, trasmesso per la prima volta nel 1958 durante il programma televisivo La via del successo insieme a Carlo Campanini, sua fedele "spalla"; partecipa come ospite fisso a numerose trasmissioni, su tutte Studio Uno, con la regia di Antonello Falqui.
Al cinema interpreta ancora alcuni ruoli degni di nota: ne La rimpatriata (1962) di Damiano Damiani è il ragazzone un po' strafottente che rimette insieme un gruppo di vecchi amici per una serata di evasione, e che si conclude invece con amare riflessioni; ne Il giovedì (1963) di Dino Risi è invece un uomo profondamente immaturo, alle prese con il suo improbabile ruolo di padre. Nel 1966 si fa notare per due interpretazioni molto diverse: quella del balbuziente Silence nel Falstaff firmato da Orson Welles, e di Sandro, il cinico giornalista che nel film "Io, io, io, e... gli altri", diretto da Alessandro Blasetti, conduce un'inchiesta sull'egoismo che lo spinge a riflettere sulla propria vita.
Nel 1968 conduce in televisione una delle più fortunate edizioni di Canzonissima, in trio con Mina e Paolo Panelli. Nel 1969 è protagonista con la moglie Alida Chelli del giallo-rosa Geminus, film televisivo in sei puntate diretto da Luciano Emmer.
Dopo essere stato coinvolto in questioni giudiziarie e aver attraversato momenti di notorietà alternati a periodi di emarginazione dalla scena pubblica., nel dicembre del 1991 Walter Chiari si era recato al Teatro Manzoni per applaudire il collega ed amico Gino Bramieri. All'inizio di quello stesso mese era stato ricoverato all'Ospedale San Carlo di Milano per un piccolo intervento chirurgico, peraltro senza alcun problema, e pochi giorni dopo dimesso.
Il 20 dicembre Walter Chiari aveva in programma una cena con l’impresario teatrale Libero Zibelli, suo amico da oltre vent’anni, il quale non vedendolo arrivare chiamò la stanza 50 del residence Siloe di Via Cesari, dove l'attore viveva da solo da tre anni dopo essersi separato anche da Patrizia Caselli. Non ricevendo risposta Zibelli, allarmato, si recò presso il residence e sfondò la porta, trovando il povero Walter esanime sulla poltrona con gli occhiali sul naso e la televisione ancora accesa.
L'autopsia rivelò che la causa della morte fu un infarto. Per ironia della sorte, poche ore prima di morire si era sottoposto ad un check-up completo, risultato perfettamente regolare. I funerali di Walter Chiari si svolsero presso la Chiesa di San Pietro in Sala, in Piazza Wagner, a due passi da quel Teatro Nazionale dove l’attore si esibiva spesso quando recitava a Milano, e vi partecipò una folla immensa che gli tributò un ultimo, lungo e scrosciante applauso. Sulla lapide dove riposa, presso il Cimitero Monumentale di Milano è incisa la battuta che a Dino Risi aveva confidato voleva fosse scritta: Non vi preoccupate, è tutto sonno arretrato.

• 2006
  1. - Everett Francis Briggs (Fitchburg, Massachusetts, Stati Uniti d'America, 27 gennaio 1908 – Monongah, West Virginia, Stati Uniti d'America, 20 dicembre 2006) è stato un religioso statunitense.
    Il Reverendo Everett F. Briggs è stato per mezzo secolo il parroco della Chiesa Cattolica di Nostra Signora del Rosario di Pompei a Monongah, Virginia Occidentale, Stati Uniti d’America.
    Egli ha dedicato gran parte della sua esistenza e della sua attività pastorale alla identificazione e alla commemorazione delle vittime della tragedia avvenuta il 6 dicembre 1907 nella miniera di Mononagh.
    Nella catastrofe, il più grave disastro minerario che la storia degli Stati Uniti ricordi, perirono oltre 900 minatori, la maggior parte dei quali italiani.

  2. - 2006 - Piergiorgio Welby (Roma, 26 dicembre 1945 – Roma, 20 dicembre 2006) è stato un politico e attivista italiano, impegnato per il riconoscimento legale del diritto al rifiuto dell'accanimento terapeutico in Italia e per il diritto all'eutanasia, nonché co-presidente dell'Associazione Luca Coscioni. Welby balzò alle cronache negli ultimi anni di vita quando, gravemente ammalato, nei suoi scritti chiese ripetutamente che venissero interrotte le cure che lo tenevano in vita:


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