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Il calendario del 24 Dicembre

Autore: Restelli, Silvio  Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it  E-mail: silvio.restelli@poste.it

Eventi

• 1294 - Viene eletto Papa Bonifacio VIII.

• 1500 - Conquista di Cefalonia: Consalvo di Cordova comanda una vittoria ispano-veneziana contro l'Impero Ottomano.

• 1598 - Viene registrata la maggiore piena del Tevere a Roma di sempre.

• 1672 - L'astronomo italiano Giovanni Cassini scopre Rhea, satellite di Saturno.

• 1851 - Negli Stati Uniti va a fuoco la Biblioteca del Congresso.

• 1865 - Veterani confederati della guerra di secessione americana fondano il Ku Klux Klan.

• 1871 - L'Aida viene rappresentata per la prima volta al Khedivial Opera House, Il Cairo.

• 1901 - Termina il Giubileo indetto da papa Leone XIII.

• 1914 - Prima guerra mondiale: Inizia la "Tregua di Natale".

• 1924 - L'Albania diventa una repubblica.

• 1941 - Seconda guerra mondiale: Hong Kong viene occupata dall'Esercito Imperiale Giapponese.

• 1943 - Seconda guerra mondiale: Il generale Dwight D. Eisenhower diventa comandante supremo degli Alleati.

• 1946 - Nasce la quarta repubblica francese.

• 1951 - La Libia diventa indipendente dall'Italia.

• 1954 - Il Laos diventa indipendente.

• 1968 - L'equipaggio della USS Pueblo viene rilasciato dalla Corea del Nord, dopo essere stato trattenuto per 11 mesi in quanto sospettato di spionaggio.

• 1971 - Giovanni Leone viene eletto sesto presidente della Repubblica italiana con 518 voti su 1008.

• 1979 - L'Unione Sovietica invade l'Afghanistan per appoggiare il governo filo-sovietico della nazione.

• 1991 - Debutta in Italia la sit-com animata i Simpson.

• 2003 - La polizia spagnola sventa un tentativo dell'ETA di far esplodere 50 kg di esplosivo alle 15:55, all'interno della trafficata Stazione Chamartín di Madrid.

Anniversari

• 1524 - Dom Vasco da Gama, spesso erroneamente «de Gama», conte di Vidigueira e viceré delle Indie Orientali (Sines, 1469 – Cochin, 24 dicembre 1524), è stato un esploratore portoghese e il primo europeo a navigare direttamente fino in India.

• 1541 - Andrea Carlostadio, nome con cui è noto Andreas Rudolph Bodenstein von Karlstadt (Karlstadt, 1480 circa – Basilea, 24 dicembre 1541), è stato un teologo e riformatore tedesco.
Di formazione tomistica e antinominalistica, Carlostadio ricevette il dottorato in teologia nel 1510 all'università di Wittenberg. Precedentemente, Carlostadio aveva studiato all'Università di Erfurt e a Colonia. Nel 1511 divenne canonico e docente alla cattedra di teologia di Wittenberg e nel 1512 consegnò il dottorato a Martin Lutero
Prima del 1515, Carlostadio era un sostenitore della Scolastica, benché non intrattenesse alcun legame con gli ordini monastici. Le sue idee cambiarono durante un viaggio a Roma nel 1515, dove vide l'alto grado di corruzione presente nella Chiesa Cattolica, e nel documento del 16 settembre 1516 scrisse una serie di 151 tesi. (Da non confonderle con le 95 tesi di Lutero, che trattavano lo stesso argomento)
Nel 1519, Johann Eck, teologo cattolico, sfidò Carlostadio ad un dibattito a Lipsia anche se infine dibatté con Lutero.
Il papa Leone X promulgò una bolla, "Decet Romanum Pontificem" con cui scomunicava Carlostadio, oltre a Lutero, il 3 gennaio 1521.
Dopo la Dieta di Worms (gennaio-maggio 1521), mentre Lutero si nascondeva presso il castello di Wartburg, Carlostadio lavorava per la riforma a Wittenberg. Il giorno di Natale del 1521 celebrò la messa in volgare, indossando abiti civili, omettendo l'elevazione dell'ostia consacrata.
Era contrario alla confessione orale e lasciava che i fedeli si comunicassero da soli sotto le due specie del pane e del vino.
Agli inizi di gennaio del 1522 il consiglio comunale di Wittenberg, su pressione di Carlostadio, emanò un decreto in cui autorizzava la rimozione delle immagini dalle chiese e le modifiche alla messa apportate da Carlostadio; il 19 gennaio, Carlostadio sposò Anna von Mochau, la quindicesima figlia di un nobile decaduto. Il 20 gennaio il governo imperiale e il papa stabilirono che Federico il Saggio, elettore della Sassonia, doveva ritirare i cambiamenti apportati. Federico ne ritirò molti, compreso quello che negava che l'eucaristia doveva essere somministrata nella forma cattolica.
Agli inizi di marzo, Lutero ritornò da Wartburg. Dal 9 al 16 marzo predicò otto sermoni dove era evidente la somiglianza di molte idee teologiche con quelle di Carlostadio, ma era più cauto. Questo fu il maggior punto critico nella relazione tra Lutero e Carlostadio. Quest'ultimo iniziò ad avere visioni mistiche, ad indossare i vestiti dei contadini, chiedeva di essere chiamato Fratello Andrea e ruppe con lo stile di vita accademico.
Nel maggio del 1523, Carlostadio fu invitato dalla parrocchia di Orlamünde per svolgere il pastorato. Ne approfittò per istituirvi tutte le sue riforme radicali e divenne il modello di una riforma comunale; musica e arte non erano più consentite in chiesa, veniva predicato il matrimonio dei preti e respinto il battesimo dei bambini. Ma il fatto forse più importante fu che a Orlamünde Carlostadio negò la presenza reale di Cristo nella Eucaristia.
Dalla primavera del 1524 Lutero iniziò la campagna contro Carlostadio, negandogli il diritto di stampare e predicare senza la sua autorizzazione. A giugno, Carlostadio si dimise da canonico. A luglio Lutero pubblicò la Lettera al Principe di Sassonia, dove dibatteva che Thomas Muentzer e Carlostadio avevano le stesse idee, e pertanto erano entrambi dei pericolosi settari.
Il 22 agosto 1524, Lutero predicò a Jena, Carlostadio si nascose nella folla durante la predica di Lutero e si infuriò al punto che scrisse a Lutero chiedendo di incontrarlo. L'esito del dibattito che ne seguì fu pubblicato neanche un mese dopo il fatto. Vi sono stati numerosi fraintendimenti tra i due uomini. Per esempio, Lutero fu fermamente convinto che Carlostadio premesse per quella che sarebbe passata alla storia come la Guerra dei contadini, mentre la storia mostra che era contrario alla rivolta.
Altro esempio è l'accusa infondata di Lutero secondo cui Carlostadio non era autorizzato a predicare alla chiesa cittadina di Wittenberg durante la permanenza di Lutero al castello di Wartburg. Nel settembre del 1524 Carlostadio fu esiliato dalla Sassonia da Federico il Saggio e Giorgio, duca di Sassonia.
Quando scoppiò la guerra dei contadini (1524-1525), Carlostadio fu minacciato e scrisse a Lutero chiedendogli aiuto. Lutero acconsentì e Carlostadio visse segretamente nella casa di Lutero per otto settimane. Dovette firmare una ritrattazione e non gli era più permesso di predicare. Questa ritrattazione, intitolata "Apologia" o "Apologia del Dott. Andrea Carlostadio riguardo le false accuse di insurrezione che gli sono state mosse ingiustamente" con la prefazione scritta da Lutero. Nel marzo 1526 la moglie di Lutero divenne madrina del figlio di Carlostadio, che visse da contadino in varie città della Sassonia fino al 1529, anno in cui ritirò le sue ritrattazioni e si unì all'anabattista Melchior Hofmann.
Carlostadio predicò in vari paesi e città, comprese due visite a Zurigo.
Grazie a Enrico Bullinger divenne nel 1534 professore e pastore a Basilea dove vi rimase fino alla morte, avvenuta a causa della peste, la vigilia di Natale del 1541.
Durante la sua vita, Carlostadio pubblicò circa 90 scritti in 213 edizioni. Tra gli anni 1518 e 1525 furono pubblicate in Germania 125 edizioni dei suoi lavori, più che per ogni altro scrittore dopo Lutero.

• 1863
  1. - Pietro Monaco (Macchia di Spezzano Piccolo, 2 giugno 1836 – Pedace, 24 dicembre 1863) è stato un brigante italiano della Presila, figlio di Biagio e Francesca Caruso. Si arruolò nell'esercito borbonico e si dice abbia partecipato alla cattura e all'uccisione di Carlo Pisacane, Giovan Battista Falcone di Acri e altri patrioti. Sembra, inoltre, che si trovasse a Napoli quando Agesilao Milano, un calabrese di San Benedetto Ullano, durante una parata militare attentò alla vita di re Ferdinando II di Borbone. Dopo aver disertato, divenne un garibaldino insieme a molti presilani. Monaco si unì a Garibaldi probabilmente a Soveria Mannelli, forse nel campo di Agrifoglio, a circa 8 km dal paese, dove le truppe borboniche erano state richiamate (con la promessa dell’amnistia ai disertori che si sarebbero presentati) per fronteggiare l’avanzata di Garibaldi.
    Fu proprio qui, infatti, che Garibaldi diffuse il proclama della resa borbonica: "Dite al mondo che alla testa dei miei prodi calabresi feci abbassare le armi a diecimila soldati borbonici, comandati dal generale Ghio. Trasmettete in Napoli ed ovunque la lieta novella".
    In realtà, invece di combattere Garibaldi, i soldati si erano aggregati a lui in seguito al tradimento del generale borbonico Ghio (che ebbe incarichi di governo a Napoli), ma soprattutto per le promesse di Garibaldi, fatte a Rogliano il 31 agosto 1860, di restituire le terre usurpate dai baroni ai contadini, ripristinando così gli antichi usi civici delle terre della Sila, di cui godevano le popolazioni presilane e cosentine.
    Al seguito dei mille, Monaco si distinse nella battaglia sul Volturno e a Capua, tanto da essere promosso sottotenente sul campo di battaglia. Ma tornato a casa, invece di trovare le terre da coltivare promesse da Garibaldi, fu di nuovo chiamato alle armi per completare quel servizio militare interrotto in seguito alla sua diserzione. Si diede allora alla macchia e divenne brigante nella banda dell’imprendibile Domenico Staface (alias Palma) di Longobucco. In seguito creò una propria banda, formata da briganti isolati dei paesi limitrofi, soprattutto di Serrapedace. La banda arrivò a contare circa 40 elementi e sembra che tra di loro ci fosse anche un ex-sacerdote, Federico Ferdinando di Trenta (già brigante nella banda di Nicola Rende). Commisero diversi atti di brigantaggio: la più conosciuta delle sue imprese è quella del sequestro di alcuni nobili di Acri (tra cui il fratello di Giovan Battista Falcone), insieme al vescovo di Tropea. Monaco fu ucciso nella valle di Jumiciellu (un subaffluente del Crati, nel comune di Pedace), davanti alla casa dove si intratteneva con la moglie (probabilmente la sera del 24 dicembre 1863) da tre dei suoi gregari più fidati: De Marco, Marrazzo e Celestino, tutti e tre di Serrapedace. Fece scandalo sui giornali dell’epoca il comportamento delle autorità e dei possidenti cosentini, che premiarono quei tre briganti, portandoli in trionfo e offrendo loro privilegi inaspettati. Dopo la sua morte, il deposto re Francesco rivolse a Pietro Monaco parole di stima.
    Il proclama è riportato su "Il Bruzio" di Vincenzo Padula. La moglie, Maria Oliverio, fu catturata nel febbraio successivo a Caccuri, con alcuni uomini della banda, dopo un cruento scontro a fuoco, in cui persero la vita due bersaglieri, uno squadrigliere del luogo (aggregato alle truppe piemontesi) e alcuni uomini della banda, tra cui il cugino di Pietro Monaco. Processata a Catanzaro dal Tribunale di Guerra per la Provincia di Calabria Ultra 2/a, fu condannata a morte, unica brigantessa in Italia a cui fu comminata una pena simile, che venne però poi commutata con il carcere a vita nella fortezza di Fenestrelle, vicino Torino. Morì dopo circa 15 anni.

  2. - William Makepeace Thackeray (Calcutta, 18 luglio 1811 – Londra, 24 dicembre 1863) è stato uno scrittore inglese, noto soprattutto per le sue opere satiriche, in particolare La fiera delle vanità, che delinea i tratti della società inglese a lui contemporanea. È pure noto per essere l'autore del romanzo Le memorie di Barry Lyndon, da cui è stato tratto il film Barry Lyndon di Stanley Kubrick.

* 1865 - Paola Elisabetta Cerioli (al secolo Costanza) (Soncino, 28 gennaio 1816 – Soncino, 24 dicembre 1865) è stata una religiosa italiana, fondatrice delle congregazioni dei religiosi e delle religiose della Sacra Famiglia di Bergamo. È stata proclamata santa da Giovanni Paolo II il 16 maggio 2004.

• 1886 - Antonio Michela Zucco (San Giorgio Canavese, 15 febbraio 1815 – Quassolo, 24 dicembre 1886) è stato un insegnante e inventore italiano.
Compì i suoi studi presso la Regia Accademia Albertina di Torino e si dedicò all'insegnamento presso vari Comuni del Canavese e infine ad Ivrea.
Per tutta la vita studiò, il più approfonditamente possibile per quegli anni, il linguaggio umano, gli organi anatomici preposti alla produzione dei suoni, i valori fonetici.
Classificò gli elementi occorrenti alla formazione di tutte le sillabe di cui sono composti i vocaboli e diede ad ognuno una espressione grafica, un simbolo e un valore numerico al fine di stabilirne l'esatta pronunzia.
All'epoca questo tipo di ricerche era assolutamente d'avanguardia e d'altra parte gli studi e gli esperimenti sulla scrittura fonetica sono tuttora molto recenti. Ideò un meccanismo per riuscire a registrare con assoluta precisione i simboli corrispondenti a raggruppamenti fonici con la stessa velocità con la quale fluiscono dalle labbra di chi parla. La genialità del sistema, che consiste nella diversa combinazione di soli 6 comunissimi segni con i quali si ottengono le sillabe dell'alfabeto e di conseguenza le sillabe, sta nella semplicità e nella chiarezza, caratteristiche che permisero e permettono tuttora alte velocità di registrazione.

Il Metodo Michela
Coadiuvato da abilissimi artigiani di Ivrea e di Torino e alle prese con problemi tecnici di quasi impossibile soluzione in quel periodo storico, finalmente Antonio Michela Zucco nel 1863 poté illustrare al II Congresso Pedagogico che si tenne a Milano a Palazzo Brera il suo sistema di stenografia "a processo sillabico istantaneo mediante piccolo e portatile apparecchio a tastiera".
La macchina suscitò immediatamente grande interesse perché si intuivano le sue molte possibilità di applicazione, e non solo in Italia (il Consiglio Municipale di Torino fu probabilmente il primo organo collegiale ad avere un resoconto stenografico immediato della sua seduta del 20 gennaio 1879) ma anche in Francia dove, come riportano gli "Annales Industrielles" del 27 febbraio 1881, era stata eseguita il 24 dello stesso mese una dimostrazione nell'aula del Consiglio Municipale di Parigi a Palazzo Borbone. Lo stesso Garibaldi, con lettera del 16 dicembre 1877 da Caprera, dichiarava: «Desidero che l'utilissima scoperta del professor Michela sia messa in opera»
Nel 1878 la macchina ottenne il brevetto italiano e nel 1879 quello americano dell'U.S. Patent Office. Alla grande Esposizione Universale di Parigi del 1878 le fu assegnata solo la medaglia d'argento e non d'oro, non avendo voluto l'inventore pubblicare le particolarità tecniche dell'invenzione. Nel 1881 vinse la medaglia d'oro alla Esposizione di Milano e nel 1884 a quella di Torino.
Nel 1881 fu adottata per la resocontazione stenografica dei lavori parlamentari del Senato, attività che è proseguita ininterrottamente fino ad oggi (la macchina Michela attuale è del tutto computerizzata e consente la trascrizione immediata ed in chiaro dei dibattiti).
Antonio Michela Zucco prevedeva intanto altri sviluppi della sua invenzione. Già nella relazione allegata all'attestato di privativa industriale scriveva: "Il presente processo sillabico, oltre alla stenografia, è ancora applicabile ai seguenti casi:
a) per la lettura e scrittura dei ciechi;
b) per la riproduzione di un discorso per mezzo dell' elettricità;
c) per utilizzare la recente portentosa invenzione del telefono"
.
E a questi traguardi si indirizzarono dal 1880 in poi i suoi interessi scientifici e la sua attività.
In Francia studi approfonditi sul sistema e sulla macchina erano stati compiuti dall'ing. G. A. Cassagnes, il quale negli Annales Industrielles del 27 febbraio 1881 ne aveva presentato una relazione particolareggiata. Insieme a lui l'inventore puntò all'obbiettivo di applicare il sistema Michela al telegrafo. L'interesse era vivissimo e se ne comprende il motivo guardando le cifre di rendimento dei principali apparecchi telegrafici dell'epoca (linea da 600 a 700 km): Morse semplice, 25 dispacci di 20 parole all'ora (parole 500); Hughes, 60 dispacci di 20 parole all'ora (parole 1.200); Meyer a tastiera, 25 dispacci di 20 parole all'ora (parole 500); Baudot a tastiera, 40 dispacci di 20 parole all'ora (parole 800); Wheatstone, 90 dispacci di 20 parole all'ora (parole 1.800); Stenotelegrafo Cassagnes a tastiera, 500 dispacci di 20 parole all'ora (parole 10.000). (da "La Stenotélégraphie", Impr. Chaix, Paris 1884)
Furono eseguiti numerosissimi esperimenti tra Parigi, Ministère de Télégraphes, Orleans, Tour, Le Havre e varie altre città a distanza sempre maggiore. Gli "Annales Industrièl1es" del 4 aprile 1886 ne presentano una meticolosa relazione. Le dimostrazioni ebbero tutte positivi e promettenti risultati, così le prove e gli esperimenti proseguirono. Un notevole passo avanti fu compiuto con l'applicazione di bande perforate e di trasmettitori automatici. Ne dà una dettagliata relazione tecnica "La Lumière Electrique", Journal universel d'Electricité il 28 marzo 1891. La scoperta della radio nell'anno 1896 diminuì enormemente l'interesse verso questi esperimenti per fare del telegrafo un mezzo di comunicazione e trasmissione dati di impensabile velocità ed essi cessarono. La ricerca scientifica e tecnologica prese altre strade e questa, che sarebbe stata di enorme utilità parallelamente alla radio, venne abbandonata.

• 1979
  1. - Alfred Willi Rudi Dutschke (Schönefeld, oggi Nuthe-Urstromtal, 7 marzo 1940 – Århus, 24 dicembre 1979) è stato un sociologo, attivista marxista tedesco. È stato il leader della SDS, il movimento studentesco tedesco a sfondo socialista anarchico-rivoluzionario, e del successivo movimento dei Verdi. I suoi grandi slogan erano: impegno diretto ed attivo per una rivolta contro la società, contro la struttura delle università, contro i partiti ed il loro inserimento nel sistema, contro la civiltà dei consumi e la politica delle grandi potenze.
  2. - Peggy Guggenheim, il cui vero nome era Marguerite Guggenheim, (New York, 26 agosto 1898 – Camposampiero, 24 dicembre 1979), è stata una collezionista d'arte statunitense.
  3. «Si è sempre dato per scontato che Venezia è la città ideale per una luna di miele, ma è un grave errore.
  4. Vivere a Venezia, o semplicemente visitarla, significa innamorarsene e nel cuore non resta più posto per altro.» (Peggy Guggenheim)

* 2008
  1. - Samuel Phillips Huntington (New York, 18 aprile 1927 – Martha's Vineyard, 24 dicembre 2008) è stato un politologo statunitense. È noto per la sua analisi della relazioni tra governo civile e potere militare, i suoi studi sui colpi di Stato e le sue tesi sugli attori politici principali del ventunesimo secolo: le civiltà che tendono a sostituire gli Stati-nazione.

  2. - Harold Pinter CBE (Londra, 10 ottobre 1930 – Londra, 24 dicembre 2008) è stato un drammaturgo, regista teatrale e attore teatrale britannico. Ha scritto per teatro, radio, televisione e cinema. I suoi primi lavori sono considerati fra i capolavori del teatro dell'assurdo. Fu premio Nobel per la letteratura nel 1995.


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