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Il calendario del 30 Dicembre

Autore: Restelli, Silvio  Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it  E-mail: silvio.restelli@poste.it

Eventi

• 1230 - Miracolo dell'apparizione del sangue di Cristo nella chiesa di Sant'Ambrogio a Firenze

• 1460 - Guerra delle due rose: Il Duca di York viene sconfitto nella Battaglia di Wakefield

• 1797 - Papa Pio VI pubblica la Lettera Enciclica Christi Ecclesiae, su alcune modifiche, dettate dalla pericolosità dei tempi, per la preparazione del conclave che deve eleggere il nuovo Papa

• 1880 - Il Transvaal diventa una repubblica e Paul Kruger è il suo primo presidente

• 1896 - José Rizal viene giustiziato da un plotone d'esecuzione a Manila

• 1897 - Il Natal si annette lo Zululand

• 1922 - Viene costituita l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS)

• 1924 - Edwin Hubble annuncia che gran parte delle nebulose, prima osservate con telescopi meno potenti, non facevano parte della nostra galassia come si credeva, ma erano esse stesse galassie, fuori dalla nostra Via Lattea

• 1927 - La Linea Ginza, la più vecchia linea metropolitana dell'Asia, apre a Tokyo

• 1943 - Chandra Bose issa la bandiera dell'indipendenza indiana a Port Blair

• 1944 - Re Giorgio II di Grecia dichiara una reggenza, lasciando il trono vacante

• 1947 - Re Michele di Romania abdica

• 1953 - Il primo televisore a colori viene messo in vendita al prezzo di circa 1.175 dollari

• 1965 - Ferdinand Marcos diventa presidente delle Filippine

• 1968 - Frank Sinatra incide My Way

• 1972 - Guerra del Vietnam: gli Stati Uniti interrompono i pesanti bombardamenti del Vietnam del Nord

• 1987 - Papa Giovanni Paolo II pubblica la Lettera Enciclica Sollicitudo Rei Socialis, nel ventesimo anniversario della Populorum Progressio di papa Paolo VI

• 1993 - Israele e il Vaticano stabiliscono relazioni diplomatiche

• 1996 - I tagli al bilancio proposti da Benjamin Netanyahu innescano la protesta di 250.000 lavoratori che bloccano tutti i servizi di Israele

• 1997 - In Algeria il GIA uccide 400 persone in quattro villaggi

• 2000 - Una serie di bombe esplode nel giro di poche ore in diversi punti della metropolitana di Manila (Filippine) uccidendo 22 persone e ferendone un centinaio

• 2004 - Argentina: Centosettantacinque morti e oltre 800 feriti nell'incendio in una discoteca di Buenos Aires. Causa del rogo il lancio di un petardo

• 2006 - L'ex-dittatore dell'Iraq Saddam Hussein viene giustiziato mediante impiccagione

Anniversari

• 1331 - Bernardo Gui, conosciuto anche come Bernardus Guidonis (Royères, 1261 – Lauroux, 30 dicembre 1331), è stato un vescovo e scrittore francese, conosciuto come inquisitore dell'ordine Dominicano nel Tardo Medioevo. Fu vescovo di Lodève ed è considerato uno dei più prolifici scrittori del Medioevo. È noto per avere inquisito a Tolosa gli Albigesi agli ordini di papa Clemente V tra il 1307 ed il 1323.
Bernardo Gui compare come uno dei personaggi "cattivi" (ingiustamente) del romanzo di Umberto Eco Il nome della rosa, ed è stato interpretato nella trasposizione cinematografica del 1986 da F. Murray Abraham. Mentre nel romanzo torna alle sue occupazioni senza problemi, nel film trova la morte.

• 1525 - Jacob II Fugger detto "Il Ricco" (Augsburg, 6 marzo 1459 – 30 dicembre 1525) è stato un banchiere tedesco, ed il principale imprenditore tedesco dell'inizio dell'Età Moderna. E' la chiara testimonianza che non c'è inimicizia tra capitalismo e cattolicesimo, nonostante la tesi famosa di Weber (Etica protestante e spirito del capitalismo)
Figlio di un tessitore di Augusta e appartenente ad una famiglia di commercianti, a partire dal 1473 a Venezia si dedicò all’apprendimento del mestiere di commerciante. Dal 1487 acquisì un ruolo di primo piano nell’azienda di famiglia. Nell’arco di pochi anni divenne l’imprenditore più importante di tutta Europa. Le attività della sua azienda, che dirigeva insieme ai fratelli più grandi Ulrich (1441 – 1510) e Georg (14?? – 1506) andavano dalla produzione tessile, al commercio, all’industria mineraria e siderurgica agli affari finanziari. Jacob Fugger è il cittadino di Augusta più celebre di tutti i tempi.
Dal 1500 al 1524 i papi a Roma furono i suoi principali partner in affari. Tuttavia, il più importante in assoluto fu l’imperatore Massimiliano I d'Asburgo: Jacob Fugger ne divenne il primo banchiere. Egli raggiunse l’apice del potere quando nel 1519, sostenuto dai Welser di Augusta e da altri banchieri italiani, finanziò in maniera decisiva l’elezione del re spagnolo Carlo I, nipote di Massimiliano, a imperatore del Sacro Romano Impero (a seguito della quale fu chiamato Carlo V).
Nel 1498 all’età di 39 anni sposò la diciottenne di Augusta Sibilla Artzt. Poiché la coppia non ebbe figli, il successore di Jacob Fugger nella direzione dell’azienda fu suo nipote Anton Fugger. Dal punto di vista economico, Jacob Fugger fu il più abile dirigente d’impresa del suo tempo, la cui ricchezza sbalordì addirittura il re di Francia. Per la modernità dei suoi metodi, venne definito da uno scienziato “L’aurora del Moderno”.
Dal punto di vista politico egli puntò tutto sulla Casa d'Asburgo. Come gli Asburgo, anch’egli rimase fedele al vecchio credo religioso. Per questo motivo e anche perché gestiva le indulgenze dei papi, venne duramente e ripetutamente accusato da Martin Lutero e altri riformatori.
Nel 1507 ottenne il dominio di Kirchberg vicino Ulm e la piccola città di Weißenhorn. Da questo momento inizia l’ascesa dei Fugger nella nobiltà. Allo stesso Jacob Fugger fu conferito un titolo nobiliare nel 1511 e fu proclamato conte nel 1514. Intorno al 1520 Albrecht Dürer realizzò il più famoso ritratto del commerciante di Augusta.
Jakob Fugger commissionò e fondò numerose opere architettoniche di rilievo. Nel 1509, insieme a suo fratello Ulrich, fondò la Cappella Fugger nella Chiesa di Sant’Anna. La cappella sepolcrale della famiglia Fugger progettata da Albrecht Dürer fu la prima opera architettonica tedesca in stile rinascimentale italiano. Nel 1515 fece realizzare invece la prima opera architettonica profana del Rinascimento tedesco: il Cortile delle Dame nelle case Fugger. Entrambe si possono visitare.
Il 23 agosto 1521 Jacob Fugger fondò la Fuggerei di Augusta, il complesso di case popolari più antico del mondo. In cambio di un affitto annuo di 88 centesimi di euro, tuttora circa 150 cittadini di Augusta cattolici e bisognosi abitano in questo complesso di case a schiera. Essi recitano una volta al giorno tre preghiere per il fondatore e per la sua famiglia. La costruzione della Fuggerei era già iniziata nel 1516 e terminò nel 1523. Fu però ampliata in seguito: l’ultimo ampliamento risale al 1973. La Fuggerei è ancora oggi finanziata con i mezzi della fondazione di Jacob Fugger.

• 1543 - Gian Matteo Giberti (Palermo, 1495 – Verona, 30 dicembre 1543) è stato un vescovo cattolico italiano, anticipatore del Concilio di Trento e uno dei suoi principali ispiratori (con san Carlo Borromeo).
Gian Matteo nacque a Palermo, figlio naturale di una donna palermitana e di Francesco Giberti, capitano della marina genovese. Rimase con la madre circa dieci anni finché il padre, passato al servizio di Giulio II, lo chiamò con sé a Roma, dove condusse regolari studi, mostrandosi particolarmente versato nella lingua greca e latina, tanto da essere ammesso all’Accademia Romana.
Entrato al servizio di Giulio de’ Medici nel 1513, fu gratificato di diversi benefici, tra i quali quello dell’abbazia genovese di Santo Stefano e, in occasione dell’elezione al papato di Leone X, fu nominato segretario particolare del cardinale. Ordinato sacerdote nel 1521, alla morte del pontefice avvenuta il 1º dicembre di quell’anno svolse, per conto del cardinale Giulio, interessato a ricevere il sostegno alla sua Firenze delle potenze straniere, trattative diplomatiche che lo portarono nelle Fiandre, in Francia, in Inghilterra e in Spagna da dove ritornò in Italia nel gennaio 1522 insieme con il neo-papa Adriaan Florenszoon Boeyens.
Breve fu il pontificato di Adriano VI e quando nel novembre 1523 il cardinale de' Medici fu eletto papa col nome di Clemente VII ancor maggiori prospettive si aprirono per il Giberti, che fu presto nominato datario, ossia responsabile della dispensa dei benefici ecclesiastici e pochi mesi dopo, l'8 agosto 1524, titolare della diocesi di Verona, vacante in seguito alla morte del vescovo Marco Cornaro. Non prese tuttavia subito possesso della cattedra veronese - come era del resto costume allora - perché papa Clemente aveva bisogno delle sue capacità diplomatiche per tessere una rete di alleanze che isolasse la Spagna e l'Impero, eliminandone drasticamente l'influsso in Italia: fu così concordata il 22 maggio 1526 a Cognac l'alleanza tra Francia, Venezia, papato e Ducato di Milano, con la benevola neutralità dell'Inghilterra di Enrico VIII.
Giberti fece ritorno a Roma nel novembre 1526 ma intanto aveva dato disposizioni al proprio vicario a Verona di emanare le prime disposizioni per una riforma dei costumi ecclesiastici nella diocesi: «ordinava si recitassero ogni dì le ore canoniche; i benefiziati risiedessero; fosser cacciate dalle canoniche le donne sospette; i chierici radesser la barba e portasser cappuccio; vestissero con gravità; i canonici non andassero passeggiando per la cattedrale nelle ore dell'ufficio divino; non giuocassero alla palla entro le canoniche; niuno andasse a colloquii con le monache senza licenza del vescovo; il capitolo mandasse alcuni de' suoi a studiare gius canonico nell'università di Padova; niun monaco o frate vagasse per la diocesi, se non ne avea licenza dalla sede apostolica. Queste riforme ferivano molti abusi e perciò destarono molte ire ed al Giberti arrecarono lunghe molestie».
Ancor maggiori «molestie», ma d'altro genere, dovette subire con l'esito della guerra: nel maggio 1527 le truppe imperiali entravano in Roma saccheggiandola. Rifugiato dapprima in Castel Sant'Angelo con il papa e la corte, fu poi consegnato con molti altri ostaggi, radunati in Campo dei Fiori e minacciati di forca, in attesa che si trovasse il denaro richiesto dai mercenari tedeschi; rinchiuso poi a Palazzo Colonna, in novembre riuscì a evadere avventurosamente attraverso il camino, fuggendo a Verona.

Vescovo di Verona
Qui prese possesso della cattedra e iniziò a cercare di correggere i costumi ecclesiastici; tenuto per se un solo beneficio, quello dell'abbazia di Rosazzo, presso Manzano, volle che ad ogni chierico non ne fosse assegnato più di uno e che risiedessero nella parrocchie e fossero obbligati a celebrare regolarmente, ma si trovò di fronte a notevoli resistenze. Nel 1531 tentò di porre fine al malcostume delle monache i cui conventi erano regolarmente frequentati da uomini, dai quali si ebbe lamentele e nessuna collaborazione dallo stesso capitolo.

• 1572 - Galeazzo Alessi (Perugia, 1512 – Perugia, 30 dicembre 1572) è stato un architetto italiano.

Opere di Galeazzo Alessi
Perugia

• Rocca Paolina, suoi interventi nella Rocca
• Loggia-Oratorio di Sant'Angelo della Pace
• Santa Maria del Popolo (Camera di Commercio)
• Convento di Santa Giuliana (Santa Caterina)
• Portale della Villa del Leone
• Porta della facciata meridionale del Duomo (portale con le erme)
• Lavori per San Pietro
• Loggia per il palazzo dei Priori
Genova
• Villa Giustiniani-Cambiaso ad Albaro
• Basilica di Santa Maria Assunta in Carignano
• Porta del Molo (Porta Siberia), inserita nelle ultime corinte delle mura sul porto
• Cupola della Cattedrale di San Lorenzo
• Villa Pallavicini detta delle Peschiere
• Villa Grimaldi-Sauli in Bisagno
• Proposte per i palazzi di Strada Nuova
Milano
• Palazzo Marino, eseguito per il genovese Tommaso Marino, trasferitosi a Milano.
• chiesa di San Barnaba
• Auditorio delle Scuole Canobiane
• Santa Maria presso San Celso
• San Raffaele
• Vari interventi nel Duomo di Milano (monumento Arcimboldi, etc.)
• Piano generale del Sacro Monte di Varese

* 1877 - Giuseppe Mengoni (Fontanelice, 23 novembre 1829 – Milano, 30 dicembre 1877) è stato un architetto e ingegnere italiano. Fu il progettista della Galleria Vittorio Emanuele II di Milano.
Giuseppe Mengoni muore tragicamente a Milano il 30 dicembre 1877 precipitando dalla cupola centrale della Galleria Vittorio Emanuele II poco prima dell’inaugurazione.
Per evitare che ciò creasse superstizioni relative alla galleria, venne inventato il rito scaramantico di girare tre volte su se stessi mettendo un tacco nei testicoli di un toro disegnato sul pavimento proprio in quella posizione.

* 1947 - Alfred North Whitehead (Ramsgate, 15 febbraio 1861 – Cambridge, 30 dicembre 1947) è stato un filosofo e matematico britannico.
Si occupò di logica, matematica, epistemologia, teologia e metafisica. Insieme a Russell fu autore dei tre volumi di cui si compongono i Principia Mathematica.
In La scienza e il mondo moderno (1925), Processo e realtà (1929) e Avventure di idee (1933), Whitehead tentò una mediazione tra l'istanza filosofica e la visione scientifica del mondo e formulò una metafisica organicistica, basata sulle idee di Leibniz e di Bergson.
Nella visione di Whitehead l'universo è una realtà sia fisica che spirituale, che nella sua complessità, si sottrae alle rigide astrazioni della ragione e all'interno della quale si esplica l'azione creativa di un principio divino immanente.
La sua prima opera pubblicata è il Trattato di algebra universale, ripresa, in senso moderno, di quell'ideale leibniziano che basa la fondazione di tutte le scienze sul calcolo logico.
Il pensiero filosofico di Whitehead è sempre stato improntato alla negazione di ogni tipo di approccio meccanicistico nella filosofia della scienza. Sotto questo aspetto egli concepì la realtà come un processo nel quale non è possibile operare una distinzione tra soggetto e oggetto, in quanto ogni evento, siccome connesso ad altri, può presentarsi alternativamente sia come oggetto sia come soggetto; in altre parole, secondo Whitehead, il presupposto fondamentale del realismo puramente inteso è che l'oggetto della percezione (vale a dire la natura) è qualcosa di diverso dal pensiero; e ciò - ed ancora una volta alla maniera di Platone - in rapporto all'insieme di collegamenti dati dagli oggetti esterni che costituiscono il campo del possibile e dell'esistente.
Il suo modello di indagine, inseribile all'interno della "filosofia scientifica della natura", si oppose alla conoscenza frazionata e suddivisa in compartimenti-stagno, e propose, invece, una filosofia "organica" basata sulla correlatività, secondo la quale ogni fatto, richiede una analisi completa a carattere generale.
Nella sua opera Process and Reality, Whitehead sosterrà che l'esperienza, il cui divenire forma il processo, precede e condiziona la coscienza, non viceversa.
Whitehead tratterà ripetutamente di Dio, definendolo in Process and Reality, come un'entità del principio ed anche della fine, avente una natura non solo primordiale rispetto all'universo, ma anche consequenziale. La cosmologia, viene presentata da Whitehead, come il procedere del mondo verso un'unità immersa nella visione di Dio.

* 1960 - Enrico Bigatti (Crescenzago, 25 giugno 1910 – Inzago, 30 dicembre 1960) è stato un presbitero, educatore e antifascista italiano, noto soprattutto per le sue attività legate allo scautismo clandestino e alla Resistenza in Lombardia dall'inizio dell'epoca fascista fino a dopo la seconda guerra mondiale.

* 1960 - Angelo Donati (Modena, 3 febbraio 1885 – Parigi, 30 dicembre 1960) è stato un banchiere e filantropo italiano, nonché diplomatico della Repubblica di San Marino a Parigi.
Di religione ebraica, si distinse per la sua opera di salvataggio degli ebrei dalla persecuzione nazista nella parte di Francia occupata dagli italiani tra il 1942 ed il 1943 .
Proveniva da una delle famiglie più importanti della Comunità Ebraica di Modena, le cui origini risalgono alla seconda metà del Cinquecento, quando Donato Donati, allora abitante a Finale Emilia, ottenne l’autorizzazione di introdurre negli Stati Estensi il grano saraceno.

* 1981 - Franjo Šeper (Osijek, 2 ottobre 1905 – Roma, 30 dicembre 1981) è stato un cardinale croato. Fu prefetto della Congregazione per la dottrina della fede negli anni seguenti al Concilio Vaticano II.

* 1989 - Augusto Del Noce (Pistoia, 11 agosto 1910 – Roma, 30 dicembre 1989) è stato un politologo, filosofo e politico italiano di ispirazione cattolica.
«Il comunismo si presenterebbe come centro della sinistra europea, quindi lascerebbe da parte gli aspetti staliniani rivoluzionari e s'impadronirebbe di tutti gli strumenti culturali. Si avrebbe un nuovo totalitarismo che si fonderebbe non più sui campi di sterminio, ma sul dominio completo dei mezzi di comunicazione.»
«Certo i cattolici hanno un vizio maledetto: pensare alla forza della modernità e ignorare come questa modernità, nei limiti in cui pensa di voler negare la trascendenza religiosa, attraversi oggi la sua massima crisi, riconosciuta anche da certi scrittori laici.» (da Risposte alla scristianità, articolo apparso su Il Sabato il 7 giugno 1985)


È stato titolare della cattedra di "Storia delle dottrine politiche" all'Università La Sapienza di Roma.
Studioso del razionalismo cartesiano e del pensiero moderno (Hegel, Marx), analizzò le radici filosofiche e teologiche della crisi della modernità, ricostruendo con cura le contraddizioni interne dell'immanentismo.
Dimostrò l'incompatibilità con il cristianesimo dell'umanesimo, del marxismo e di tutti i sistemi di pensiero che sostengono su basi "razionali" la possibilità della liberazione secolare dell'uomo ("solo il Redentore può emancipare"). Avversò tenacemente, per tali motivi, le correnti cattoliche italiane a lui contemporanee che auspicavano un dialogo tra credenti e marxisti. Tenace antifascista e studioso del fascismo, dimostrò come il fascismo fosse in continuità con il comunismo e fosse anch'esso un momento della secolarizzazione della modernità. Mostrò inoltre i molti punti di contatto tra il fascismo e il pensiero dei sessantottini.
Filosofo della politica preconizzò la crisi del socialismo reale, mentre esso viveva la sua massima espansione sul piano internazionale. Argomentò che tale sistema, da una parte applicava coerentemente la filosofia di Marx, dall'altra negava le premesse del marxismo: ciò in quanto, mostrava Del Noce, lo stesso sistema di Marx si basava su una contraddizione (tra dialettica e materialismo storico). Ribadiva infine la necessità dei valori di verità e di moralità.
Diresse la collana «Documenti di cultura moderna», dell'editore torinese Borla (poi passata alla Rusconi) proponendo al pubblico italiano autori come Marcel de Corte, Titus Burkhardt, Manuel García Pelayo, Hans Sedlmayr ed Eric Voegelin.
Nel 1984 fu eletto senatore nelle file della Democrazia Cristiana.

• 1997 - Danilo Dolci (Sesana, 28 giugno 1924 – Trappeto, 30 dicembre 1997) è stato un sociologo, poeta e attivista della nonviolenza italiano.
Nato in territorio Sloveno già appartenuto all'Italia (tra 1919 e 1947), da madre slovena (donna religiosa) e da padre italiano (ferroviere agnostico), Danilo Dolci dopo aver effettuato gli studi a Milano, negli anni del fascismo sviluppò presto una decisa avversione alla dittatura. Arrestato a Genova nel 1943 dai nazifascisti, riuscì a fuggire.
Nel 1950 decise di abbandonare gli studi universitari e di aderire all'esperienza di Nomadelfia - comunità animata da don Zeno Saltini - a Fossoli (frazione di Carpi); dal 1952 si trasferì nella Sicilia occidentale (Trappeto, Partinico) in cui promosse lotte nonviolente contro la mafia e il sottosviluppo, per i diritti ed il lavoro: siffatto impegno sociale gli valse il soprannome di "Il Gandhi di Partinico". Subì diverse persecuzioni e processi.
È considerato una delle figure di massimo rilievo della nonviolenza nel mondo.
«Se l'occhio non si esercita, non vede. Se la pelle non tocca, non sa. Se l'uomo non immagina, si spegne.» (Danilo Dolci, da Il limone lunare)

• 2006 - Saddām Husayn ʿAbd al-Majīd al-Tikrītī (Ṣaddām Ḥusayn ʿAbd al-Majīd al-Tikrītī; Tikrit, 28 aprile 1937 – Baghdad, 30 dicembre 2006) è stato un politico iracheno, presidente dell'Iraq dal 1979 al 2003, quando venne destituito in seguito all'invasione anglo-americana in quella che è conosciuta come la seconda guerra del Golfo. La data di nascita è incerta.

È stato giustiziato per impiccagione il 30 dicembre 2006, in esecuzione di una sentenza di condanna a morte pronunziata da un tribunale speciale iracheno - confermata in appello - per crimini contro l'umanità. La sua esecuzione ha destato scalpore e polemiche in tutto il mondo.

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