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Il calendario del 31 Dicembre

Autore: Restelli, Silvio  Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it  E-mail: silvio.restelli@poste.it

Eventi

• 192 - L'imperatore romano Commodo viene assassinato.

• 406 - Vandali, Alani e Suebi attraversano il Reno, dando inizio all'invasione della Gallia

• 1352 - Forte terremoto devasta le zone intorno ad Arezzo

• 1600 - Nasce la Compagnia Britannica delle Indie Orientali

• 1687 - I primi Ugonotti salpano dalla Francia verso il capo di Buona Speranza

• 1695 - In Inghilterra viene imposta una tassa sulle finestre. Molti negozianti murano le loro vetrine per evitare di pagarla

• 1775 - Guerra d'indipendenza americana: forze britanniche respingono un attacco dell'Esercito Continentale guidato dai Generali Richard Montgomery e Benedict Arnold, nella Battaglia di Quebec

• 1857 - La regina Vittoria del Regno Unito sceglie Ottawa come capitale del Canada

• 1862 - Guerra di secessione americana: Abramo Lincoln firma un atto che ammette la Virginia Occidentale nell'Unione, sanzionando quindi l'avvenuta divisione delle contee occidentali dal resto dello Stato; allo stesso tempo, si combatte la Battaglia di Stones River, nei pressi di Murfreesboro (Tennessee)

• 1879 - Thomas Edison dimostra al pubblico per la prima volta la lampada ad incandescenza

• 1944 - Seconda guerra mondiale: L'Ungheria dichiara guerra alla Germania

• 1946 - Il Presidente statunitense Harry Truman proclama ufficialmente la fine delle ostilità della seconda guerra mondiale (per quanto riguarda gli USA)

• 1955 - La General Motors diventa la prima compagnia statunitense a fatturare oltre un miliardo di dollari in un anno

• 1960 - Il farthing (moneta britannica del valore di un quarto di penny), usato in Gran Bretagna sin dal XIII secolo, cessa di avere corso legale

• 1961 - Il Piano Marshall cessa dopo aver distribuito più di 12 miliardi di dollari in aiuti per ricostruire l'Europa

• 1963 - La Federazione Centro Africana crolla ufficialmente, dando vita a Zambia, Malawi e Rhodesia

• 1968 - Marien Ngouabi assume la presidenza della Repubblica del Congo

• 1969 - Unione Europea: si conclude il periodo transitorio (12 anni) per la creazione del Mercato Europeo Comune previsto dal Trattato CEE

• 1980 - il generale dei carabinieri Enrico Riziero Galvaligi viene freddato nel suo palazzo a Roma da un commando delle Brigate Rosse formato da Remo Pancelli e Pietro Vanzi

• 1983 - Ultimo giorno di esistenza della AT&T Bell System, prima di venire divisa dal governo statunitense

• 1990 - Il russo Garry Kasparov conserva il titolo di campione del mondo degli scacchi, battendo il compatriota Anatoly Karpov

• 1991 - L'Unione Sovietica si dissolve ufficialmente

• 1999
  1. - Cinque dirottatori, che hanno tenuto in ostaggio 155 persone su un volo della Indian Airlines, lasciano l'aereo con i due religiosi islamici di cui avevano richiesto la liberazione
  2. - Il Canale di Panama finisce completamente sotto la giurisdizione di Panama
  3. - Boris Yeltsin si dimette da Presidente della Russia, verrà sostituito da Vladimir
Putin
• 2002
  1. - Stromboli viene evacuata in seguito ad una forte eruzione, con conseguente tsunami, avvenuta il giorno prima
  2. - In Cina viene inaugurato il primo tratto ferroviario (30 km) servito da un treno a levitazione magnetica. Velocità massima raggiunta: 430 km/h

• 2003 - Crac Parmalat: otto arresti, confermato il fermo di Calisto Tanzi

• 2008 - Scade il mandato dell'Italia come membro non permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite

• 2009 - eclissi lunare

Anniversari


• 192 - Lucio Elio Aurelio Commodo (latino: Lucius Aelius Aurelius Commodus; Lanuvium, 31 agosto 161 – Roma, 31 dicembre 192) è stato un imperatore romano, membro della dinastia degli Antonini; regnò dal 180 al 192.

• 1384 - John Wyclif o Wycliffe (1324 – 31 dicembre 1384) è stato un teologo inglese.
Nasce nello Yorkshire, studia a Oxford ottenendo il baccellierato e il magistero Magister Artium in filosofia e baccellierato e dottorato in teologia; insegna al Balliol College ed è direttore del Canterbury College; deposto nel 1367 invano fa ricorso a Urbano V. Nel 1370 iniziano i suoi dubbi sulla transustanziazione. Due anni dopo entra al servizio di Giovanni di Gand, figlio di Edoardo III, che lo protegge contro i procedimenti ecclesiastici. Ma entra in rottura con la corte per le sue idee sull’eucaristia, per le continue condanne e il suo atteggiamento ambiguo nella rivolta dei contadini del 1381. Si ritira nella sua parrocchia di Lutterworth dove muore il 31 dicembre 1384.

* 1705 - Caterina di Braganza, nata infanta di Portogallo (Vila Viçosa, 25 novembre 1638 – Lisbona, 31 dicembre 1705), fu regina consorte d'Inghilterra, Scozia e Irlanda, come moglie di Carlo II d'Inghilterra (1630-1685).
Essa fu figlia del duca Giovanni II di Braganza, in seguito re Giovanni IV del Portogallo (1604-1656) e della sua consorte Luisa di Guzmàn (1613-1666).
Caterina fu data in sposa a Carlo II d'Inghilterra per sostenere l'alleanza tra Portogallo e Inghilterra, in quanto, a seguito al Trattato dei Pirenei del 1659 tra Spagna e Francia, quest'ultima aveva rotto la sua alleanza con il Portogallo.
Essi si sposarono nella città di Portsmouth il 21 maggio del 1662. La sposa portò in dote le colonie portoghesi di Tangeri e di Bombay, che passarono quindi sotto il dominio britannico.
Essendo di religione cattolica Caterina, come la suocera Enrichetta Maria di Francia, non poté mai assistere alle funzioni religiose anglicane e non poté essere incoronata Regina.
Caterina non riuscì a dare un erede al Re. Quattro gravidanze terminarono tutte con un aborto, l'ultima nel 1669. La sua posizione a corte fu difficile, soprattutto perché il marito continuava ad avere figli dalle sue numerose amanti. Egli insisté perché la Regina venisse trattata con rispetto e rifiutò di divorziare da lei.
Dopo la morte di Carlo II, avvenuta nel 1685 essa restò in Inghilterra sotto il regno di Giacomo II d'Inghilterra. Fece ritorno in Portogallo sotto il regno di Guglielmo III d'Inghilterra e Maria II d'Inghilterra.
Morì a Lisbona nel 1705 dopo avere esercitato la reggenza.
Caterina introdusse in Inghilterra l'usanza di bere il tè.

* 1860 - Luigi Biagio De Sanctis (Roma, 31 dicembre 1808 – Firenze, 31 dicembre 1860) è stato un teologo italiano. Una delle maggiori personalità del protestantesimo italiano nel XIX secolo, teologo e polemista, originalmente sacerdote cattolico-romano, abbraccia il protestantesimo dopo che la pubblicazione delle sue idee politicamente liberali gli rendono ostile il Sant'Uffizio. I suoi scritti anti-cattolici hanno avuto una vasta diffusione, anche clandestina, in Italia. Sebbene non fosse un pensatore teologico o religioso originale, il suo sforzo di diffondere le idee evangeliche durante il Risorgimento gli conferisce un ruolo di primo piano per la difusione del protestantesimo in Italia.

• 1882 - Léon Gambetta (Cahors, 2 aprile 1838 – Ville d'Avray, 31 dicembre 1882) è stato un politico francese.
Si mise in luce in particolare come difensore nazionale durante la guerra franco-prussiana nel 1870 e come riformatore durante il suo governo del 1881. La sua politica dinamica si è spesso scontrata con le lobby finanziarie e con il conservatorismo degli altri uomini politici. Essa è stata tuttavia una fonte di ispirazione per altri politici, in particolare per Jean Jaurès.
È stato Primo Ministro dal 14 novembre 1881 al 26 gennaio 1882.

• 1887 - Giuseppe Pica (L'Aquila, 9 settembre 1813 – Napoli, 31 dicembre 1887) è stato un politico italiano.
È stato il promotore della "Legge Pica", emanata per tentare di porre rimedio al fenomeno del brigantaggio nel Mezzogiorno, istituendo tribunali militari nel territorio e permettendo la repressione di qualunque resistenza.

• 1936 - Miguel de Unamuno y Jugo (Bilbao, 29 settembre 1864 – Salamanca, 31 dicembre 1936) è stato un poeta, filosofo, scrittore e politico spagnolo di origini basche che, rinnovandoli, ha portato sul piano filosofico i motivi più tipici dell'ispanismo, seppure in opere non sistematiche e quasi sempre di carattere letterario. Canonicamente, viene fatto rientrare nel movimento letterario chiamato Generazione del '98, espressione del modernismo letterario spagnolo.
Il suo pensiero nasce dal contrasto fra le istanze della ragione e quelle della vita in una visione di tragica lotta, senza tregua e senza pace. Così il suo modello ideale è la figura di Don Chisciotte, cui dedica il famoso Vita di Don Chisciotte e Sancho (1903). L'eroe di Cervantes viene da lui inteso come suprema incarnazione dell'idealismo umano, che persegue una meta, ricercata ed amata non come termine di possesso, ma come miraggio.
Personalità controversa e contraddittoria, è sostanzialmente un intellettuale liberale. Nonostante questo, appoggia, agli inizi, la repubblica, ma, a causa del sentimento di delusione dovuto ad alcune scelte del nuovo governo, aderisce, in un primo tempo, al movimento franchista dopo aver sopportato sei anni di esilio (dal 1924 al 1930) per le sue idee repubblicane, ed essersi più volte scagliato contro il militarismo, da lui considerato sofisticatore del genuino concetto di patria. Resterà ben presto deluso anche dal franchismo, una volta resosi conto dei suoi obiettivi totalitari.
Essendo una personalità importante della cultura internazionale, nonché filosofo e grecista, Unamuno mantiene il suo ruolo di rettore dell'Università di Salamanca, la più prestigiosa di Spagna, anche sotto il franchismo, nonostante appoggiasse in modo tiepido il regime.
Al centro della sua tormentata tematica si pone il problema religioso, di cui parla in La mia religione (1910), Del sentimento tragico della vita (1913), L'agonia del cristianesimo (1925). Svuotando il cristianesimo di ogni struttura dogmatica, Unamuno si accanisce contro la "casta sacerdotale", monopolizzatrice del dogma e mortificatrice del genuino spirito cristiano.
Sempre in relazione con questa tematica è anche il suo romanzo Nebbia del 1914: Augusto Pérez, il protagonista di quello che Unamuno si rifiuta di chiamare romanzo e per cui inventa il nome nivola, deve infatti alla fine affrontare Unamuno stesso, il suo creatore. Da qui la concezione dello scrittore come dio dei suoi personaggi che si trasponde al concepire l'umanità come un sogno di Dio. Augusto però si ribella, affermando che è in funzione di lui che, in realtà, il suo creatore esiste.
Unanumo fu anche poeta di un lirismo rude ed efficace: celebri sono le sue Poesie (1907) e Il Cristo di Velásquez (1920).

• 1939 -Filippo Meda (Milano, 1 gennaio 1869 – 31 dicembre 1939) è stato un politico, giornalista e banchiere italiano, da sempre vicino al movimento cattolico.
Al termine dei suoi studi universitari conseguì due lauree, la prima nel 1891 in lettere, la seconda nel 1896 in giurisprudenza.
Come politico è stato consigliere provinciale per il mandamento di Rho, parlamentare della Camera dei deputati, vice presidente e poi presidente del collegio provinciale di Milano e Ministro delle Finanze durante il difficile periodo bellico (1916-19).
Come giornalista ha diretto "L'osservatore Cattolico" e del quotidiano "L'Italia".
Come banchiere è stato presidente della Banca Popolare di Milano, prima di rassegnare le proprie dimissioni in forte contrapposizione con il Partito Nazionale Fascista. In suo onore è intitolata la piazza a Milano dove ha sede la Banca Popolare di Milano, la piazza Filippo Meda (ex piazza Francesco Crispi).
Meda è stato anche uno dei fondatori dell'Università Cattolica del Sacro Cuore (n. 1869)

• 1943 - Mariano Buratti (Bassano di Sutri, 15 gennaio 1902 – Roma, 31 dicembre 1943) è stato un insegnante e partigiano italiano, insignito di medaglia d’oro al valor militare alla memoria.
Compì il servizio di leva con il grado di ufficiale di complemento presso il 26° Reggimento Fanteria “Bergamo”. Entrato nel 1924 nella Guardia di Finanza con il grado di “sottobrigadiere” aveva continuato la sua permanenza nell'esercito intervallandola con periodi dedicati alla sua vocazione all'insegnamento. Dapprima fu insegnante presso le scuole elementari e in seguito fu professore di storia e filosofia presso il Liceo “Umberto I” di Viterbo.
In seguito alle gravi tragedie che lo avevano colpito - la morte della figlia Magda e, poco dopo, quelle della moglie Cristina e della bambina che questa aveva in grembo - era stato portato ad arruolarsi, nel 1936, nella MVSN e a partecipare alla guerra d’Africa.
Tornato nel 1937, Buratti aveva ripreso gli studi e l'attività di insegnante, ma più volte, come prima della spedizione in Africa, aveva continuato a vestire la divisa della Guardia di Finanza dal 1941 al 1943. Nel frattempo aveva costruito una nuova famiglia ed era stato influenzato dalle lezioni del professore e filosofo liberale Guido De Ruggiero che, alla caduta del fascismo favoriva l'ingresso di Mariano Buratti nel Partito d'Azione.
Dopo l'8 settembre 1943 Buratti si diede alla clandestinità e organizzò una banda partigiana, la Banda Buratti che operava sui monti Cimini. Tale gruppo di partigiani era composto da ex militari suoi allievi a scuola e il cognato Vincenzo Bianchini.
Il 13 dicembre 1943 l’insegnante azionista venne catturato dai nazifascisti, sul piazzale di ponte Milvio a Roma. Venne condotto alla prigione di via Tasso, usata dall’SD, la brutale polizia politica comandata dal maggiore Herbert Kappler, e successivamente al carcere di Regina Coeli. Dopo due settimane di detenzione e torture, insieme ad altri otto patrioti e oppositori del nazifascismo, venne fucilato al Forte Bravetta.

* 1969 - Gaetano Mauro (Rogliano, 13 aprile 1888 – Montalto Uffugo, 31 dicembre 1969) è stato un sacerdote italiano, fondatore della congregazione dei Catechisti Rurali.
Dopo gli studi presso il seminario di Cosenza, venne ordinato sacerdote il 14 luglio 1912. Prestò servizio pastorale dapprima presso la parrocchia di Montalto Uffugo e poi come cappellano militare in Friuli, durante la I guerra mondiale: trascorse anche un periodo di prigionia nel campo di concentramento austriaco di Katzenau, dove si ammalò di tubercolosi.
Tornato al suo ministero in Calabria, rimase profondamente colpito dallo stato di miseria e dall'ignoranza, anche religiosa, dei contadini della sua parrocchia.
Nell'agosto del 1925 diede vita all'Associazione Religiosa degli Oratori Rurali (ARDOR), per l' insegnamento della dottrina cristiana nelle campagne: ne facevano parte sia dei sacerdoti che dei laici. Il 27 giugno 1928 l'associazione si stabilì presso l'ex convento di San Francesco di Paola di Montalto Uffugo, restaurato dallo stesso Gaetano Mauro, ed alcuni membri iniziarono vita in comune col fondatore.
L'8 dicembre 1928 venne costituita ufficialmente la Congregazione dei Catechisti Rurali, detti anche Ardorini, che ottenne l'approvazione vescovile il 27 giugno 1930. Il 28 giugno 1943 la Santa Sede decise di unire la nuova congregazione a quella più antica dei Pii Operai, fondata da Carlo Carafa nel 1602 e di cui sopravviveva un solo membro: l'istituto (che si chiamò congregazione dei Pii Operai Catechisti Rurali) venne così elevato a congregazione clericale di diritto pontificio e Gaetano Mauro ne fu il primo Superiore Generale.
Nel frattempo il sacerdote aveva fondato altri due istituti: le Suore Catechiste Rurali (1941) e le Catechiste Ausiliatrici dei Sofferenti (1959).
Padre Mauro si spense alle ore 20:12 del 31 dicembre 1969: il suo corpo venne tumolato nell chiesa di San Francesco di Paola, Casa Madre della Congregazione.

* 1980 - Enrico Galvaligi (Solbiate Arno, 11 ottobre 1920 – Roma, 31 dicembre 1980) è stato un generale italiano, dei Carabinieri, ucciso dalle Brigate Rosse durante gli anni di piombo. Medaglia d'oro al Valor civile.
Alla fine della guerra Galvaligi fu insignito di numerose decorazioni per il valore dimostrato. Nel 1949 egli conobbe a Roma Carlo Alberto Dalla Chiesa, del quale diventò buon amico; fu poi vittima della mafia all'inizio degli anni ottanta. Durante gli anni cinquanta, sessanta e settanta Galvaligi operò a Roma, a Palermo e a Torino e poi di nuovo a Roma, collaborando spesso con Dalla Chiesa e crescendo continuamente di grado: capitano, maggiore, tenente-colonnello, colonnello e generale furono le sue cariche.
Dalla Chiesa lo nominò infine responsabile del Coordinamento dei Servizi di sicurezza per gli istituti di prevenzione e pena, il rischioso incarico che lo condusse alla morte.
Questa mansione consisteva infatti nell'assicurare la sorveglianza delle carceri di massima sicurezza dove erano detenuti i più pericolosi terroristi d'Italia, tra cui i penitenziari di Trani, Fossombrone, l'Asinara, Nuoro e Cuneo.
Nel dicembre del 1980 Galvaligi si occupò di dirigere da Roma un'operazione delicata: in seguito a una rivolta scoppiata nel carcere di Trani per mano di alcuni esponenti dell'eversione armata egli ordinò ai GIS, un reparto speciale dei Carabinieri, di stroncare la sommossa con un blitz senza spargimento di sangue.
I terroristi decisero quindi di vendicare quella sconfitta e di attaccare l'importanza simbolica dell'incarico che Galvaligi ricopriva.
Pochi giorni dopo, esattamente il 31 dicembre 1980, Galvaligi fu ucciso nel suo palazzo a Roma da due terroristi delle Brigate Rosse, Remo Pancelli e Pietro Vanzi. Riposa nel piccolo cimitero di Brinzio (VA).

* 1980 - Herbert Marshall McLuhan (Edmonton, 21 luglio 1911 – Toronto, 31 dicembre 1980) è stato un sociologo canadese.
La fama di Marshall McLuhan è legata alla sua interpretazione visionaria degli effetti prodotti dalla comunicazione sia sulla società nel suo complesso sia sui comportamenti dei singoli. La sua riflessione ruota intorno all'ipotesi secondo cui il mezzo tecnologico che determina i caratteri strutturali della comunicazione produce effetti pervasivi sull'immaginario collettivo, indipendentemente dai contenuti dell'informazione di volta in volta veicolata. Di qui, la sua celebre tesi secondo cui "il mezzo è il messaggio".

• 1981 - Augusto Guerriero, noto anche con lo pseudonimo di Ricciardetto (Avellino, 16 agosto 1893 – Roma, 31 dicembre 1981), è stato un giornalista, scrittore e divulgatore storico italiano.
Augusto Guerriero era figlio di un medico. Frequenta il liceo di Avellino con il suo amico Guido Dorso. Con lui collabora a Irpinia democratica. Nel 1914 si laurea in giurisprudenza all’Università di Napoli con una tesi su ”L’anarchismo di Leone Tolstoi”.
In questo periodo si dedica alla letteratura e pubblica una prefazione ad un’edizione italiana del Maurice Maeterlinck: Tre drammi.
All’avvento della Prima Guerra Mondiale era neutralista e riteneva che Salandra commettesse un tragico errore con l’intervenire nel conflitto. Ancora sconosciuto, nel 1917 invia un articolo critico dell'interventismo alla Critica Sociale di Filippo Turati che lo pubblica (firmato A.G.). Ne pubblicherà altri due, con alcuni tagli della censura. Invia un altro articolo al Mattino di Napoli diretto da Edoardo Scarfoglio, gli viene pubblicato e ne seguì una collaborazione di carattere continuativo negli anni successivi. Nel frattempo è inviato al fronte con il grado di sottotenente.
Al termine della guerra, con la riapertura dei concorsi, entra nell’amministrazione pubblica (1920).
Legge l’inglese, il francese (ha già letto tutto Proust), il tedesco e inizia a studiare l’arabo. Nel 1922 è un funzionario del Gabinetto del Sottosegretario dell’Interno a Roma quando si fa trasferire a Bolzano.
Si trova impiegato presso quell’amministrazione civile quando, nei primi di ottobre 1922, con la marcia dei fascisti su Bolzano, preludio di quella su Roma, si verificano dei disordini. Il sindaco è rimosso e Guerriero, per la sua conoscenza del tedesco, è nominato commissario dal governo Facta. Si adopera per una conciliazione fra popolazione tedesca e la popolazione italiana. Lascia l’incarico il 24.2.1923 con gli elogi della stampa locale.
Ha letto Sorel, studia David Ricardo e John Maynard Keynes. Scrive già sul rapporto fra comunismo e religione, un tema che ricorrerà più volte nei suoi scritti fino agli ultimi anni.
Nel 1924 pubblica nel Mattino di Napoli articoli sfavorevoli al regime, in uno di essi critica lo slogan di Mussolini del “vivere pericolosamente”. Subisce la prima inchiesta ed è costretto a terminare l’attività giornalistica e a trasferirsi presso l’amministrazione civile in Tripolitania.
Nel 1929 è al Ministero delle Corporazioni e dirige l’Ufficio Industria. Suo diretto superiore è il ministro Giuseppe Bottai. Continua a subire delazioni da parte dei fascisti e Bottai lo protegge. Nel 1933 entra nella magistratura della Corte dei Conti dove rimarrà fino al 1957. Nel 1931 compie un viaggio di venti giorni in URSS. Al ritorno pubblicherà il saggio Piatiletka prevedendo il successo del piano quinquennale sovietico.
Riprende a pubblicare qualche articolo, alcuni gli vengono pubblicati nella Stampa , diretta da Curzio Malaparte. Nel 1935-36 Gorresio gli assegna una rubrica di attualità internazionali nell’ Eco del Mondo. Rubrica che sarà ripresa nel 1937 in Omnibus, primo settimanale a rotocalco italiano, dove Longanesi gli assegna lo pseudonimo di "Ricciardetto", con il quale raggiungerà la notorietà per il parlare chiaro e lo stile “secco”.
Omnibus fu soppresso nel 1939 dal Ministero della Cultura per un articolo di Guerriero. Continua a scrivere durante la guerra in periodici come Tempo dove però i suoi articoli, a sua insaputa, sono modificati per renderli accetti alla censura. Quando se ne accorge passa ad altre riviste come Settegiorni ed Oggi diretti da Mario Pannunzio e Arrigo Benedetti.
Dal 1938 scrive nel Corriere della Sera, con articoli di terza pagina. Nel 1943 pubblica una raccolta di articoli, usciti in questo periodo, nel volume Guerra e dopoguerra. In essi riesce a non parlare di Mussolini né di Hitler, e a comunicare ai lettori le sue analisi, che lasciavano presagire l’entrata in guerra dell’America, il cambio di alleanza di Stalin e la sconfitta sul fronte russo.
Nell’immediato dopoguerra scrive in Risorgimento liberale, Tempo, e nei primi numeri de Il Mondo. Richiamato al Corriere della Sera ne diviene il commentatore principe di politica estera fino a quando non viene licenziato nel 1972.
Dal 1950 inizia una fortunata rubrica, sempre di politica estera, nel settimanale di Arnoldo Mondadori, Epoca, seguita dalle Conversazioni coi lettori, che terrà fino alla fine. Subito dopo la guerra scrive articoli pieni di sdegno contro i crimini di Hitler e Stalin. Prende posizione contro l’avanzare dell’impero sovietico, e critica l’inerzia della politica militare americana. Avanza riserve invece sull’intervento in Vietnam perché ne prevede l’insuccesso. Prevede anche il distacco della Cina dall’URSS, e, unico giornalista occidentale, la caduta di Kruscev. Nel 1966 il Christian Science Monitor lo definisce il “Walter Lippmann italiano”. Pubblica in Storia Illustrata una serie di articoli di storia italiana, dalla prima guerra mondiale alla seconda,in cui attribuisce a Salandra e a Mussolini la piena responsabilità della partecipazione dell’Italia ai conflitti mondiali e dei gravi danni che ne seguirono per il paese, nei decenni successivi ad ogni guerra.
Sue battaglie su Epoca sono: difesa degli ebrei e di Israele, per la protezione degli animali e contro la vivisezione. Scrive a favore di un controllo demografico. Contro le nazionalizzazioni, contro l'istituzione delle regioni e di enti inutili.
Gli articoli di politica interna son poche decine in trenta anni. Inizia con le lodi della politica di De Gasperi per poi criticare, dal 1961 in poi, la politica della Democrazia Cristiana e del Partito Socialista che riteneva conducesse al dissesto le finanze pubbliche, alla corruzione e al dilagare della criminalità organizzata. Si occupa di scandali, come quello di Michele Sindona, chiedendo arresti e indagini più allargate.
Negli ultimi anni si è dedicato agli studi di critica neotestamentaria e della Formgeschichtliche Methode di Rudolf Bultmann. Porta quindi per la prima volta a conoscenza del grande pubblico italiano i risultati di quelle ricerche sulle origini del cristianesimo e sul Gesù storico, divulgandoli, sempre su in Epoca, che era un settimanale di grande diffusione. Raccoglierà poi questi articoli nei volumi Quaesivi et non inveni ed Inquietum est cor nostrum. Colpito nel 1970 da una grave forma di aracnoidite e da sordità, trascorse gli ultimi anni a letto o sulla sedia a rotelle. Si è spento il 31.12.1981.

* 2004 - Pinin Carpi (Milano, 11 luglio 1920 – Milano, 31 dicembre 2004) è stato uno scrittore, illustratore e poeta italiano.
Estremamente prolifico, ha pubblicato romanzi e poesie, quasi sempre accompagnando le storie con illustrazioni sue. Ha inoltre pubblicato racconti per avvicinare i bambini ai grandi pittori, come Matisse e Vermeer.

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