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4 Gennaio. Bergson: un pensiero in controtendenza

Autore: Restelli, Silvio  Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it  E-mail: silvio.restelli@poste.it

Oggi, 4 gennaio, dobbiamo ricordare molti importanti anniversari.
Nel 1941 Henri Bergson, nel 1960 Albert Camus, nel 1961 Schrodinger, nel 1965 Thomas Stearn Eliot, nel 1975 Carlo Levi: 4 premi Nobel: 3 per la letteratura (Bergson, Camus e Elliot) e uno per la fisica (Schrodinger).
Sceglierne uno per ragioni di spazio è dunque molto difficile e occorre esplicitare una ragione valida.
Essa potrebbe essere collocata a livello teoretico. Bergson, infatti, vive ed insegna proprio nel periodo di affermazione della linea di tendenza fondamentale del pensiero contemporaneo, (positivismo scientistico, evoluzionismo deterministico, materialismo marxista, psicoanalisi, superominismo) che tenta di sostituire alla visione sapienziale derivante dalla metafisica classica quella che deriva dalla scienza, affermata come nuova visione del mondo destinata ad affermarsi e realizzare la massima volontà di potenza mai raggiunta dall'uomo. La ricerca di Bergson cerca di confrontarsi con tale linea di tendenza e di individuare un percorso alternativo.

Henri Louis Bergson (Parigi, 18 ottobre 1859 – Auteuil, 4 gennaio 1941) è stato un filosofo francese, voce autorevole in patria e massimo esponente dello Spiritualismo ottocentesco. Fu insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1927.
Nacque a Parigi in rue Lamartine, non lontano dall'Opéra.
Discendeva da una importante famiglia ebraica, con sangue inglese nel ramo materno. La sua famiglia visse a Londra per alcuni anni dopo la sua nascita ed egli familiarizzò presto con la lingua inglese. Prima di compiere nove anni, i suoi genitori passarono la Manica e si stabilirono in Francia; Henri fu naturalizzato cittadino della Repubblica.
La vita di Bergson fu quella tranquilla e senza grandi eventi di un professore francese; i maggiori punti di riferimento in essa sono la pubblicazione dei suoi quattro principali lavori: il primo nel 1889, l'Essai sur les données immédiates de la conscience (Saggio sui dati immediati della coscienza), quindi Matière et Memoire (Materia e Memoria) nel 1896, L'Evolution créatrice (L'evoluzione creatrice) nel 1907 e infine Les deux sources de la morale et de la religion (Le due fonti della Morale e della Religione) nel 1932
A Parigi dal 1868 al 1878 Bergson frequentò il liceo Fontaine, ora conosciuto come liceo Condorcet.
Durante quegli anni vinse un premio per un suo lavoro scientifico e un altro, quando era diciottenne, per la soluzione di un problema matematico. Questo successe nel 1877: la sua soluzione fu pubblicata l'anno seguente negli Annales de Mathématiques.
Esso è di qualche interesse essendo il suo primo lavoro pubblicato. Dopo qualche esitazione sulla sua carriera, se questa dovesse svilupparsi nel campo scientifico o negli studi umanistici, egli decise per la seconda opzione e a diciannove anni entrò nella famosa École Normale Supérieure (ove conobbe e divenne amico di Pierre Janet ed ebbe come maestro il filosofo Léon Ollé-Laprune). Qui conseguì il diploma di Licence-ès-Lettres, a questo seguì il concorso per professore associato di filosofia nel 1881.
Lo stesso anno ricevette un incarico da insegnante al liceo di Angers, la vecchia capitale dell'Anjou. Due anni dopo si stabilì al liceo Blaise Pascal di Clermont-Ferrand, capitale del dipartimento del Puy-de-Dôme.
L'anno successivo al suo arrivo a Clermont-Ferrand, Bergson diede esempio delle sue capacità nelle scienze umanistiche pubblicando una eccellente edizione di estratti da Lucrezio, con uno studio critico del testo e della filosofia del poeta (1884), un'opera le cui ripetute riedizioni sono prova sufficiente della sua importanza nel promuovere lo studio dei classici presso i giovani francesi.
Oltre a insegnare e a tenere lezioni universitarie nella regione dell'Auvergne, Bergson trovava il tempo per gli studi personali e la stesura di opere originali. Era impegnato con la sua prima grande opera: l' Essai sur les données immediates de la conscience.
Questo trattato fu consegnato, insieme a una breve tesi in latino su Aristotele, per il diploma di Docteur-ès-Lettres, a cui fu ammesso dalla Università di Parigi nel 1889. L'opera fu pubblicata nello stesso anno da Felix Alcan, l'editore parigino, nella sua collana La Bibliothèque de philosophie contemporaine.
È interessante notare che Bergson dedicò questo volume a Jules Lachelier, allora Ministro della Pubblica Istruzione, che era un ardente discepolo di Félix Ravaisson e autore di una piuttosto importante opera filosofica: Du fondement de l'Induction (Sul fondamento della Induzione, 1871).
Lachelier tentava di "sostituire ovunque la forza all'inerzia, la vita alla morte e la libertà al fatalismo."
Bergson si era allora stabilito a Parigi; dopo aver insegnato per qualche mese al Collegio Municipale, noto come il College Rollin, ricevette un incarico al liceo Henri-Quatre, dove rimase per otto anni.
Nel 1896 pubblicò la sua seconda grande opera, intitolata Matière et Mémoire.
Questa opera, piuttosto difficile ma brillante, investiga la funzione del cervello, intraprende un'analisi della percezione e della memoria, portando a una attenta considerazione dei problemi sulla relazione tra corpo e mente.
Bergson passò anni di ricerca prima di pubblicare ognuna delle sue tre grandi opere. Questo è specialmente vero per Matière et Memoire, dove egli mostra una familiarità molto profonda con la notevole quantità di ricerche mediche che erano state compiute in quegli anni, per la quale alla Francia è giustamente attribuito un rilevante merito.
Nel 1898 Bergson divenne Maître de conférences presso la sua Alma Mater, l'Ecole Normale Supérieure, e fu in seguito promosso al ruolo di professore. L'anno 1900 lo vide professore al Collège de France, dove accettò la cattedra di filosofia greca, succedendo a Charles L'Eveque.
Al Primo Congresso Internazionale di Filosofia, tenutosi a Parigi dall'1 al 5 agosto 1900, Bergson lesse un breve, ma importante, articolo Sur les origines psychologiques de notre croyance à la loi de causalité (Sulle origini psicologiche della nostra credenza alla legge della causalità).
Nel 1901 Felix Alcan pubblicò un lavoro che era precedentemente apparso nella Revue de Paris, intitolato Le rire (Il riso), una delle più importanti produzioni minori di Bergson. I principali meccanismi di produzione del comico vi vengono indagati nell'ottica del ritrovamento di tratti meccanici e ripetitivi laddove ci si aspettava grazia, sveltezza e unicità vivente e vitale. Ogni comportamento umano può essere posto in relazione al riso; si ride a fin di bene, per correggere ed educare, ma anche spinti dalla cattiveria, per umiliare e sottomettere. Nel profondo del riso si celano tracce di egoismo, di amaro e di tragico.
Nel 1901 Bergson venne eletto alla Académie des Sciences morales et politiques e divenne un membro dell'Istituto.
Nel 1903 fu pubblicato dalla Revue de metaphysique et de morale un suo articolo molto importante intitolato Introduction à la metaphysique (Introduzione alla Metafisica), che è utile come prefazione allo studio delle sue tre opere maggiori.
Alla morte di Gabriel Tarde, l'eminente sociologo, nel 1904, Bergson gli successe alla Cattedra di Filosofia Moderna. Dal 4 all'8 settembre di quell'anno era a Ginevra ad assistere al Secondo Congresso Internazionale di Filosofia, dove tenne relazioni su Le Paralogisme psycho-physiologique, o, per citare il suo nuovo titolo, Le Cerveau et la Pensée: une illusion philosophique (Il Cervello e il Pensiero: una illusione filosofica). Una malattia gli impedì di visitare la Germania per assistere al Terzo Congresso Internazionale di Filosofia tenutosi a Heidelberg.
Il suo terzo grande lavoro, L'Evolution créatrice, apparve nel 1907, ed è senza dubbio il più conosciuto e il più discusso.
Costituisce uno dei contributi più profondi e originali alla riflessione filosofica sulla teoria della evoluzione. "Un livre comme L'Evolution créatrice," osserva Imbart de la Tour, "n'est pas seulement une oeuvre, mais une date, celle d'une direction nouvelle imprimée à la pensée." (Un libro come L'Evoluzione Creatrice non è solo un'opera ma anche una data, quella di una nuova direzione impressa al pensiero).
Nel 1918, Alcan, l'editore, aveva già pubblicato ventuno edizioni, tenendo una media di due edizioni all'anno per dieci anni. A seguito della pubblicazione di quest'opera, la popolarità di Bergson aumentò enormemente, non solo negli ambienti accademici ma anche fra il grande pubblico dei lettori generici.
"L'uomo deve trasformare se stesso, evolversi oltre di sé per scorgere la vetta morale e religiosa"era la sua tesi fondamentale.
Tra i suoi illustri ammiratori ci fu William James, il filosofo americano di Harvard, che era più anziano di Bergson di diciassette anni e che era attivo nel richiamare l'attenzione del pubblico anglo-americano sul lavoro del professore francese.
A Londra nel 1908 ci fu l'interessante incontro tra i due.
Ecco le le impressioni di James su Bergson nelle sue Lettere, in data 4 ottobre 1908.
"Un uomo così modesto e senza pretese ma intellettualmente un tale genio! Ho il più fermo sospetto che la tendenza che egli ha messo a fuoco finirà col prevalere, e che la presente epoca sarà una sorta di punto di svolta nella storia della filosofia."
In aprile (dal 5 all'11) Bergson seguì il Quarto Congresso Internazionale di Filosofia svoltosi in Italia, a Bologna, dove tenne un brillante discorso su L'Intuition philosophique.
In risposta agli inviti ricevuti, tornò ancora in Inghilterra nel maggio di quell'anno e rese diverse altre successive visite all'Inghilterra. Queste visite furono sempre eventi speciali e furono segnate da importanti dichiarazioni. Molti di questi contengono contributi significativi al pensiero e gettarono nuova luce su molti passaggi delle sue tre grandi opere: Trattato sui Dati Immediati della Coscienza, Materia e Memoria, e l'Evoluzione Creatrice.
Sebbene fossero in genere affermazioni necessariamente brevi, esse erano più recenti dei suoi libri e così mostrarono come questo acuto pensatore potesse sviluppare e arricchire il suo pensiero e approfittare di simili opportunità per chiarire al pubblico inglese i princìpi fondamentali della sua filosofia.
Bergson visitò la University of Oxford, dove tenne due lezioni intitolate La Perception du Changement (La Percezione del Cambiamento), che furono pubblicate in francese nello stesso anno dalla Clarendon Press.
Bergson aveva il dono di una esposizione lucida e concisa, quando l'occasione lo richiedeva, e queste lezioni sul Cambiamento formarono un ottimo riassunto o breve trattato sui princìpi fondamentali del suo pensiero e fornirono agli studenti o al pubblico dei lettori generici una eccellente introduzione allo studio dei suoi più ponderosi volumi. Oxford rese onore al suo notevole visitatore conferendogli il titolo di Dottore.
Due giorni dopo egli tenne la "lezione Huxley" alla Università di Birmingham, prendendo come argomento La Vita e la Coscienza. Questa apparve in seguito nel The Hibbert Journal (Ottobre 1911), e, riveduta successivamente, costituisce il primo trattato nella raccolta L'Energie spirituelle.
In ottobre egli fu di nuovo in Inghilterra, dove ricevette una accoglienza entusiasta, e tenne al University College London quattro lezioni su La Nature de l'Ame.
Nel 1913 visitò gli Stati Uniti, su invito della Columbia University di New York, e tenne lezioni in diverse città statunitensi, dove fu accolto da un vasto pubblico di ascoltatori. Nel febbraio, alla Columbia University, tenne lezione sia in francese che in inglese, vertendo sugli argomenti: Spiritualité et Liberté e il Metodo della Filosofia. Di nuovo in Inghilterra nel maggio dello stesso anno, accettò la presidenza della Society for Psychical Research, tenendo presso la Società un memorabile discorso: Fantômes des Vivants et Recherche psychique (Fantasmi dei Viventi e Ricerca psichica).
Nel frattempo, la sua popolarità aumentava e traduzioni delle sue opere iniziarono ad apparire in diverse lingue: inglese, tedesco, italiano, danese, svedese, ungherese, polacco e russo. Nel 1914 i suoi concittadini gli tributarono l'onore di eleggerlo membro della Académie française. Divenne inoltre presidente della Académie des Sciences morales et politiques e infine ufficiale della Légion d'honneur e ufficiale della Instruction publique.
Bergson ebbe seguaci di diversi generi, in Francia movimenti come il Neocattolicesimo o il modernismo da una parte e il sindacalismo dall'altra, si sforzarono di assorbire e di fare proprie, per i loro scopi anche di propaganda, alcune delle idee centrali del suo insegnamento. L'importante organo teorico sindacalista, "Le Mouvement socialiste", suggerì che il realismo di Karl Marx e Pierre-Joseph Proudhon è ostile a ogni forma di intellettualismo e che, quindi, i sostenitori del socialismo marxista avrebbero dovuto accogliere bene una filosofia come quella di Bergson.
Altri autori si sforzarono di trovare consonanze tra la Cattedra di Filosofia del Collège de France con gli obiettivi della Confederation Générale du Travail. Si affermò che c'è armonia tra il flauto della meditazione filosofica personale e la tromba della rivoluzione sociale.
Mentre i rivoluzionari sociali stavano cercando di ottenere il massimo dalle idee di Bergson, molte autorità del pensiero religioso, particolarmente i teologi più liberali di ogni credo, cioè in Francia i Modernisti e il Partito Neocattolico, mostrarono un profondo interesse per i suoi scritti e molti di loro cercarono di trovare nelle sue opere incoraggiamento e stimolo.
La Chiesa cattolica tuttavia arrivò a bandire tre libri di Bergson ponendoli all'Indice dei libri proibiti (Decreto del 1º giugno 1914).
Nel 1914, le Università scozzesi organizzarono l'esposizione, da parte di Bergson, delle famose Lezioni Gifford e un corso di insegnamento fu previsto per la primavera e un altro per l'autunno.
All'inizio del 1918 egli fu ufficialmente accolto dalla Académie française, prendendo il suo posto tra i "Quaranta immortali" come successore di Emile Ollivier, l'autore della vasta e notevole opera storica L'Empire libéral.
Una sessione fu tenuta in gennaio in suo onore durante la quale tenne un discorso su Ollivier. Nella guerra, Bergson vide il conflitto della Mente e della Materia, o piuttosto della Vita e del Meccanismo; così mostra l'idea centrale della sua filosofia in azione. A nessun altro filosofo è mai successo, durante la sua vita, di avere i suoi princìpi filosofici provati così vividamente e così terribilmente.
Poiché molti scritti di Bergson per le riviste francesi non erano facilmente accessibili, egli acconsentì alla richiesta di suoi amici che questi articoli fossero riuniti e pubblicati in due volumi. Il primo di questi era in programma quando scoppiò la guerra.
Il volume apparve solo alla fine delle ostilità, nel 1919. Esso ha come titolo L'Energie spirituelle: Essais et Conférences (L'Energia Spirituale: Trattati e Lezioni). Il volume si apre con la Lezione Huxley del 1911, Vita e Coscienza, in una forma rivista e sviluppata, con il titolo di Coscienza e Vita. Vi sono manifestati i segni dell'interesse crescente di Bergson per l'etica sociale e per l'idea di una vita futura di sopravvivenza personale. È inclusa anche la lezione tenuta di fronte alla Society for Psychical Research così come quella tenuta in Francia, L'Ame et le Corps, che contiene la sostanza delle quattro lezioni londinesi sull'Anima. Il settimo e ultimo articolo è una ristampa della famosa lezione di Bergson al Congresso di Filosofia a Ginevra nel 1904, Le paralogisme psycho-physiologique (Il paralogismo psico-fisiologico), che ora è pubblicato come Le Cerveau et la Pensee: une illusion philosophique.
Altri articoli sono sul Falso Riconoscimento, sui Sogni, e sullo Sforzo Intellettuale. Il volume fu molto ben accolto e servì a riunire ciò che Bergson scrisse sulla forza mentale e sulla sua visione della "tensione" e "distensione" in quanto applicate alla relazione tra materia e mente.
Nel giugno 1920 l'Università di Cambridge gli rese l'onore del titolo di Dottore in Lettere. Per poter dedicare tutto il suo tempo alla nuova grande opera che stava preparando sull'etica, la religione e la sociologia, Bergson ebbe una dispensa dai suoi doveri legati alla Cattedra di Filosofia Moderna al Collège de France.
Mantenne la cattedra ma non tenne più lezioni; in questo fu sostituito dal suo allievo prediletto Edouard Le Roy. Vivendo con la moglie e la figlia in una modesta casa in una via tranquilla vicino alla Porte d'Auteuil a Parigi, Henri Bergson vinse il Premio Nobel per la letteratura nel 1927.
Nonostante soffrisse a partire dal 1925 di reumatismi paralizzanti, a causa dei quali dovette abbandonare gradualmente alcuni dei suoi molti incarichi, pubblicò nel 1932 e nel 1934 due nuovi grandi lavori: Les Deux Sources de la morale et de la religion (Le due Fonti della religione e della Morale) e 'La 'Pensée et le mouvant (Il Pensiero e il Movimento), che estesero le sue teorie filosofiche ai campi della morale, della religione e dell'arte.
Nonostante la malattia fisica egli mantenne saldi i propri valori fondamentali fino alla fine della sua vita; di particolare rilievo morale fu la sua scelta di rinunciare a tutte le cariche e onori che gli erano stati precedentemente attribuiti piuttosto che accettare di essere un'eccezione alle leggi antisemitiche imposte dal governo di Vichy.
Inoltre, sebbene desiderasse convertirsi al Cattolicesimo, vi rinunciò per solidarietà con i suoi correligionari ebrei verso i quali era cominciata in Germania la persecuzione nazista. Infatti, nel suo testamento, redatto nel 1937, il filosofo scriveva:
"Le mie riflessioni mi hanno portato sempre più vicino al cattolicesimo dove vedo l'inveramento completo del giudaismo. Mi sarei convertito se non avessi visto prepararsi da anni l'immane ondata d'antisemitismo che s'infrangerà sul mondo. Ho voluto restare fra quelli che saranno domani perseguitati". Per sua richiesta, fu un prete cattolico a recitare le preghiere al suo funerale. Henri Bergson è sepolto nel cimitero di Garches, Hauts-de-Seine.
Bergson

Bergson. Biobibliografia.
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