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Il celibato ecclesiastico e la Fraternità sacerdotale nel Magistero recente della Chiesa

Autore: Marini, Mons. Mario  Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
venerdì 14 gennaio 2005



Per una lettura del "celibato", fatta dal Magistero della Chiesa ci si limita al "Magistero recente", a partire dal Concilio Vaticano II, per sottolineare una delle novità che Esso ha introdotto nella sua riflessione sul celibato.
Con tale riflessione il Magistero - reagendo a certa cultura contemporanea secolarista e riduttiva - ha costruito un ponte diretto con le fonti evangeliche, riproponendo l'immagine suggestiva che la rinuncia al matrimonio viene attuata per seguire il Signore-Gesù in una comunità apostolica, che è perciò, per tutta la Chiesa, lo specchio visibile e fecondo dell'invisibile amore trinitario. Questa visione potrebbe essere sintetizzata con la celebre e nota antichissima espressione: "apostolica vivendi forma".
Infatti, come lo affermò il Santo Padre Giovanni Paolo II nel 1981 (Discorso ai sacerdoti nell'Isola di Cebu, Filippine, 19 febbraio) "Il Celibato non è affatto marginale nella vita del sacerdote: dà testimonianza di un amore modellato sull'amore di Cristo".
I preti, a loro volta, sono nel cuore delle comunità cristiane, e dallo splendore della loro vita e del loro ministero dipende largamente la vivacità della Chiesa. Non è quindi un problema di secondo piano il modo in cui essi hanno intrapreso e vivono la loro sequela di Cristo, cioè il modo in cui il fuoco portato da Cristo arde ed illumina dai loro cuori.
Sul celibato sacerdotale si può partire dalle precise affermazioni sintetiche del Concilio Vaticano II (Optatam Totius n. 10, Presbyterorum Ordinis n.16, cfr. Lumen Gentium nn. 42 e 44, e cfr. Perfectae Caritatis n. 12), fino a giungere al Sinodo Mondiale del 1971, col quale, da parte dell'Autorità Ecclesiastica, è stata definitivamente risolta - in senso positivo - la questione sulla opportunità o meno di conservare il celibato sacerdotale come obbligatorio per il clero latino (passando attraverso la tappa intermedia dell'Enciclica "Sacerdotalis Coelibatus" del 24 giugno 1967 di Paolo VI).
Si potrebbe dire che proprio l'Enciclica "Sacerdotalis Coelibatus" presenta utilmente in modo sintetico le principali obiezioni al celibato sacerdotale, richiamandone sette:
1. Gesù non lo avrebbe imposto, ma solo proposto (n. 5)
2. le ragioni dei Padri sembrano ispirate da eccessivo pessimismo verso la "carne" (n. 6)
3. non tutti gli aspiranti al sacerdozio ne avrebbero il carisma (n. 7)
4. la sua obbligatorietà sarebbe causa di rarefazione delle vocazioni (n. 8)
5. esso sarebbe causa di disordini ed infedeltà (n. 9)
6. determinerebbe una situazione innaturale, che danneggerebbe la personalità umana, instaurando un disprezzo verso l'opera della creazione (n. 10),
7. l'attuale preparazione sarebbe inadeguata (n. 11)...

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