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Uomo & donna... un "miracolo" nella città di oggi

Autore: Genga, Glauco Maria  Curatore: Leonardi, Enrico
Fonte: CulturaCattolica.it
lunedì 4 aprile 2016

Il titolo si riferisce a La sera dei miracoli, l’originalissima canzone di Lucio Dalla che ho amato fin dalla sua uscita, nel 1980. (1)Come altre volte, anche qui il cantautore bolognese usa parole cariche di simbolismo: sera, luna, città, nave, onde, stella, luce, notte... Può piacere o meno, non è questo il punto: il suo valore è politico. Qualcuno se ne accorse circa dieci anni dopo e ne fece la sigla de La notte della Repubblica, l’inchiesta televisiva con cui Sergio Zavoli ripercorse coraggiosamente gli anni di piombo: una delle vette della cultura televisiva di quegli anni. (2)
L’avere scelto come sigla proprio questa canzone di Dalla fu una grande intuizione. Occorre ascoltarla senza fretta:
https://www.youtube.com/watch?v=uFIBhJTx7wk

Il brano fu composto in onore di Roma, una sera in cui Dalla rimase ammirato dalla grande folla che si aggirava per le strade della Capitale. (3) Non so che cosa o chi attirò la sua attenzione. Sta di fatto che i protagonisti sono: la massa, i malintenzionati, una coppia di innamorati. Tutta la città, dunque, composta da diversi legami sociali, non coincidenti né convergenti tra loro:
- anzitutto la gente che affolla i bar: “galleggia e se ne va, anche senza corrente camminerà”. Il verso dice in qualche modo la legge del moto umano, il muoversi di molti per la soddisfazione.
- Poi i malavitosi: «Ci sono anche i delinquenti, non bisogna avere paura ma stare un poco attenti». Il legame sociale non è così sicuro, è un bene che in ogni momento può trovarsi under attack. Nulla di nuovo: la notizia è che si può non averne paura.
- «A due a due gli innamorati sciolgono le vele come i pirati»: ecco il legame che fa la differenza, al punto che gli ordinamenti civili sono chiamati a tenerne conto. (4) E’ la stessa morale del capolavoro cinematografico di trent’anni prima, Mezzogiorno di fuoco (1952). (5) Il miracolo per eccellenza è che uomo e donna, quando fanno l’amore, fanno… il diritto: come i pirati alzano le vele, essi lavorano per il profitto. Già anni fa G.B. Contri osservava come la famiglia sia paragonabile ad una Società per Azioni e come tuttavia nella letteratura moderna uomo e donna siano rappresentati unicamente come malavitosi quando la loro unione è orientata al profitto (si pensi ai coniugi Thénardier de I miserabili o alla coppia inossidabile Diabolik - Eva Kant).
- «In mezzo a questo mare cercherò di scoprire quale stella sei, perché mi perderei se dovessi capire che stanotte non ci sei»: il partner è individuato e scelto come riferimento sicuro, un po’ come nella frase “ogni tuo desiderio è un ordine per me”. Viene da pensare a quella straordinaria poesia che Montale dedicò alla moglie Drusilla Tanzi. Nonostante fosse quasi cieca, egli vedeva la realtà attraverso gli occhi di lei: «Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale. (…) Non già perché con quattr’occhi forse si vede di più. / Con te le ho scese perché sapevo che di noi due / le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, / erano le tue.» (6)
L’amore tra uomo e donna non è quello evocato dall’incitazione “Ba-cio! Ba-cio! Ba-cio!”, che amici e ospiti sono soliti rivolgere agli sposi. Usanza innocua ma anche un po’ bizzarra, a ben pensarci, la cui origine si perde nella notte dei tempi, o almeno risale a Catullo: «O Imeneo Imene, Imene o Imeneo!» Conosco persone che mai (si) sposerebbero per non dover assoggettarsi a questo rito.
“Amore di transfert”, scriveva Freud, cui peraltro dobbiamo il nesso, così bene esplicitato da G.B. Contri, tra il pensiero del padre e la ricchezza che origina dalla differenza tra i sessi. (7)
Per parte mia, dedico questa pagina a Lucia Lochi, mia sposa da venticinque anni.
Il 6 aprile 1991 quei pirati, forse un po’ ingenui, eravamo noi. Poche ore dopo la cerimonia nuziale, salimmo a bordo di una coloratissima mongolfiera, come avevamo già fatto due anni prima a Metz: in occasione del bicentenario della Rivoluzione (1789-1989) avevamo solcato in silenzio i cieli di Francia, in mezzo a centinaia di mongolfiere dalle forme originalissime.
Nell’aprile 1991 salpavamo alla volta del bottino. Ora sappiamo che ci aspettava molto lavoro e qualche imprevisto. Oggi saremmo almeno in tre, perché verrebbe anche Niccolò…
La similitudine del volo mi piace: non è necessario avere studiato ingegneria aeronautica per sapere che un tragitto in mongolfiera è reso possibile proprio dalla presenza dei carichi a bordo della navicella: sono pesi che vanno amministrati con cura. Non è detto che Lucio Dalla lo sapesse. Non si tratta soltanto delle borse della spesa, quanto piuttosto dei pensieri: “portate gli uni i pensieri degli altri”. (8)

NOTE
1. Il testo della canzone è reperibile a questo link:
http://www.rockol.it/testi/5671510/lucio-dalla-la-sera-dei-miracoli
2. Come tra il ‘60 e il ‘68 il programma Non è mai troppo tardi, del maestro Alberto Manzi. Vette, appunto.
Molti anni dopo, la Rai mandò nuovamente inonda la trasmissione di Zavoli:
www.raistoria.rai.it/programmi-nuovi/la-notte-della-repubblica-25-anni-dopo/141/default.aspx
Rinvio anche a S. Zavoli, La notte della Repubblica, Mondadori, 1995.
3. http://www.ilfoglio.it/articoli/2012/03/01/il-magico-quotidiano-di-lucio-dalla-cantautore-felice___1-v-104183-rubriche_c300.htm
4. Nei giorni scorsi sono stato invitato ad un corso per insegnanti promosso da Diesse Lombardia: il tema era il valore della differenza. Avrei voluto proporre e commentare anche questa canzone, ma il poco tempo a disposizione non me l’ha consentito.
5. Quello di Fred Zinnemann è un messaggio lucido e netto, più ancora de L’uomo che uccise Liberty Valance, di John Ford (1962). Come fermare la violenza, i soprusi e l’ingiustizia? Con le armi o con il diritto? E che c’entra il rapporto tra uomo e donna?
6. E. Montale, 1967, in Xenia II, Satura (Mondadori 1971).
7. G.B. Contri, Odium Logicum, Seminario di Lavoro Psicoanalitico, 1986-87, pag. 28, reperibile in http://www.societaamicidelpensiero.com/it/index.htm
8. Debbo questa ottima parafrasi di Galati 6;2 a G.B. Contri, che ne parlò ad Urbino, a Letture Freudiane, 9 maggio 2009.


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