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2016 05 25 EUROPA - martirio bianco contro chi difende la famiglia e la libertà di religione ISRAELE - fondamentalisti ebraici terrorizzano i cristiani NIGERIA - ritrovata una delle studentesse rapite da Boko Haram SIRIA – ALEPPO: La Scuola di Terra Santa

Autore: Mazzucchelli, Don Pinuccio  Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it
martedì 24 maggio 2016

EUROPA - martirio bianco contro chi difende la famiglia e la libertà di religione

IL CASO: Spagna, il clero anti gender andrà alla sbarra

Si avvicina la persecuzione per il clero spagnolo che non intende piegarsi alla dittatura gay. L’arcivescovo di Valencia Antonio Cañizares è finito nel mirino di diverse associazioni Lgbt e dell’ideologo di Podemos Juan Carlos Monedero. Il motivo? Aver parlato di “impero gay” a proposito dell’inculturazione di gender e omofobia in atto da tempo nella società spagnola.
Ormai vescovi e sacerdoti spagnoli sono costretti al martirio bianco, ma quello che è accaduto nel corso di una conferenza dell’Università cattolica di Valencia, dove ha sede la sezione spagnola dell’Istituto Giovanni Paolo II per gli studi sulla famiglia, rappresenta un deciso cambio di passo. Cañizares infatti rischia una denuncia penale alla corte spagnola per istigazione all’odio, causa intentata dalla lobby gay Lambda, collettivo valenciano per i diritti Lgbt retto da Mar Ortega.
Secondo quanto riferito dal portale cattolico religion y libertad, Cañizares ha tenuto una lectio magistralis sulla deriva odierna. Il cardinale ha denunciato «l’escalation contro la famiglia portata avanti dai politici, aiutati tra gli altri dai poteri lobbisti come l’impero gay e certe ideologhe femministe». Inoltre ha criticato le leggi che fomentano l’ideologia del gender definita «la più insidiosa che ci sia stata in tutta la storia dell’umanità», in riferimento alla legge che consente ai bambini di poter mutare genere a seconda delle circostanze.
di Andrea Zambiano 23-05-2016 LNBQ

Washington: le parole del cardinale Robert Sarah

La difesa della famiglia non consiste in una “guerra ideologica”, ma “si tratta in realtà di difendere noi stessi, i nostri figli e le generazioni future da una ideologia demoniaca (quella del gender ndr.) che dice che i bambini non hanno bisogno di una mamma e un papà. Questa ideologia nega la natura umana e mira ad estirpare Dio da intere generazioni”.
Forti e chiare sono risuonate a Washington le parole del cardinale Robert Sarah, prefetto della Congregazione vaticana per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. Intervenuto al tradizionale National Prayer Breakfast il porporato africano, già protagonista su questi temi al doppio sinodo sulla famiglia, ha detto che “la battaglia per preservare le radici del genere umano è forse la più grande sfida che il nostro mondo ha dovuto affrontare fin dalle sue origini”. Per questo Sarah non ha mancato di richiamare agli oltre mille partecipanti l’esempio di San Giovanni Battista, che pagò con il martirio la difesa della santità del matrimonio.
“Non abbiate paura di proclamare la verità con amore, in particolare sul matrimonio secondo il disegno di Dio”, nella consapevolezza che oggi i cristiani devono confrontarsi con una persecuzione che non è soltanto fatta di violenze fisiche, ma anche “politica, ideologica e culturale”. Soprattutto nel nostro mondo “occidentale” questa forma di persecuzione, definita spesso come martirio bianco, non è difficile da riscontrare. D’altra parte, ha sottolineato il cardinale, l’orizzonte culturale in cui l’Occidente si muove è quello di un generale misunderstanding per cui “il bene diventa male, il bello è il brutto, l’amore diventa la soddisfazione di primordiali istinti sessuali, e la verità è relativa. (…) Oggi, nelle società avanzate, tutti i tipi di immoralità non solo vengono accettate e tollerate, ma anche promosse come un bene sociale”. Si capisce quindi come andare controcorrente non possa che comportare una qualche forma di persecuzione.

COSA POTREBBE ACCADERE? L’attacco è alla libertà di religione in generale, però sarà soprattutto la Chiesa cattolica a pagare.

In un ambito più strettamente ecclesiastico, è altrettanto chiaro che affermare in pubblico da parte di un sacerdote o di un uomo di Chiesa un insegnamento religioso o morale lesivo dell’uguaglianza tra unione civile omosessuale e matrimonio naturale diventerà ben presto reato. Per l’Italia non sarà necessario aspettare l’approvazione del ddl Scalfarotto. Già la Cirinnà pone le basi per tutto questo. In Francia, se un sacerdote dall’ambone critica una legge dello Stato rischia da 3 a 6 mesi di reclusione. Non credo sia per questo che in Italia non si sente più nessun sacerdote che in un’omelia parli di aborto o di omosessualità, però il problema esiste ed è senz’altro lesivo della libertà di religione. Abbiamo già avuto il caso di qualche vescovo costretto ad asseragliarsi in episcopio per aver detto che l’omosessualità è un disordine, in futuro vescovi di questo tipo, se ce ne saranno ancora, potrebbero subire pressioni più gravi.
Del resto, la legge Cirinnà non parla in nessun caso di diritto all’obiezione di coscienza per motivi morali o religiosi. Un insegnante di scuola cattolica o un catechista di parrocchia non potrà fare obiezione di coscienza davanti all’imposizione di parlare in un certo modo dell’omosessualità. E, se non farà, come è probabile che avvenga in ampia misura, una preventiva censura condiscendevole verso i nuovi orientamenti, incontrerà seri guai. Come oggi viene licenziata una farmacista di una farmacia comunale che si rifiuti di vendere la pillola del giorno dopo perché potenzialmente abortiva, così in futuro un insegnante o un catechista subiranno pressioni ed angherie per aver continuato ad insegnare quanto è diventato proibito. La Chiesa diventerà Chiesa del silenzio oppure, se vorrà convivere senza essere perseguitata, dovrà non entrare più in nessuno di questi argomenti.

Di Stefano Fontana (direttore dell'Osservatorio internazionale Cardinale Van Thuan sulla Dottrina sociale della Chiesa www.retiunificate.it) 

ALTRE NOTIZIE

ISRAELE - fondamentalisti ebraici terrorizzano i cristiani
Continuano le dichiarazioni del rabbino estremista Bentzion Gopstein, leader del gruppo Lehava, fermamente contrario alla presenza di cristiani e musulmani in Israele. Come riferiscono ad Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs) fonti della Chiesa locale, già nell’agosto del 2015 Gopstein aveva ufficialmente chiesto al governo di dare fuoco a tutte le chiese presenti nel Paese. Mentre a dicembre dello scorso anno il leader fanatico ha invitato le autorità a vietare la celebrazione del Natale.
La Chiesa locale ha presentato una denuncia ufficiale contro Gopstein
«Le ricorrenti intimidazioni e provocazioni rappresentano una vera e propria minaccia alla convivenza pacifica in Israele», hanno dichiarato i vescovi del Patriarcato Latino di Gerusalemme a proposito delle affermazioni del rabbino. La Chiesa locale ha presentato una ufficiale denuncia contro Gopstein, che recentemente è stato interrogato dalla polizia. In passato l’uomo è stato più volte arrestato e interrogato ma non si è mai giunti ad una condanna.
I fedeli si chiedono: “quale sarà il prossimo obiettivo?
I cristiani d’Israele ora hanno paura e temono che le affermazioni del leader fanatico favoriscano nuovi attacchi da parte dei fondamentalisti ebraici. «Dopo l’incendio alla Chiesa della Moltiplicazione dei pani e dei pesci del giugno 2015 a Tabgha, i fedeli si chiedono: “quale sarà il prossimo obiettivo?», racconta ad Acs il vescovo ausiliare di Gerusalemme, mons. Wiliam Shomali.
Numerosi atti vandalici e attacchi ai danni di siti religiosi cristiani e musulmani
L’episodio cui il presule fa riferimento, avvenuto a Tabgha sul lago di Tiberiade, si inserisce in una serie di numerosi atti vandalici e attacchi ai danni di siti religiosi cristiani e musulmani, commessi negli ultimi anni da estremisti ebraici riuniti in un movimento dal nome Price Tag [Etichetta del prezzo]. Dai graffiti offensivi e minatori quali «morte ai cristiani» o «vi crocifiggeremo» trovati sulle mura del monastero greco-ortodosso della Santa Croce a Gerusalemme nel febbraio 2012, alle scritte anticristiane del gennaio 2016 sulla Basilica della Dormizione di Maria della città santa.
Nella Chiesa e nella comunità di fedeli cresce l’insicurezza e la sensazione di vulnerabilità
Le dichiarazioni di Gopstein complicano dunque un quadro già di per sé delicato, alimentando nella Chiesa e nella comunità di fedeli l’insicurezza e la sensazione di vulnerabilità. Tuttavia, come spiega ad Acs padre David Neuhaus, responsabile della pastorale per i cristiani di madrelingua ebraica, «la retorica di Gopstein non è la più grave difficoltà che dobbiamo affrontare in Israele. Cristiani e musulmani qui sono perfettamente coscienti che la discriminazione è viva e vegeta in un Paese che si autodefinisce come Stato ebraico».
Padre Neuhaus chiede una campagna di educazione tra gli ebrei ortodossi
​Padre Neuhaus ritiene inoltre che, pur essendo per ora gli attacchi fisici e verbali ai cristiani piuttosto limitati, persone come Gopstein abbiano i loro sostenitori. «Sono convinto che molti israeliani condividano il suo punto di vista. E anche se altri sono sicuramente disgustati da simili affermazioni, credo che sia urgentemente necessaria una campagna di educazione tra gli ebrei ortodossi, che possa insegnare il rispetto per le altre religioni». (Radio Vaticana 20 05 2016)

NIGERIA - ritrovata una delle studentesse rapite da Boko Haram
Traumatizzata, ma in buone condizioni. È la giovane ritrovata ieri nel nord est della Nigeria, nella foresta di Sambisa, considerata la roccaforte dei Boko Haram: faceva parte delle 276 studentesse di Chibok, nello Stato del Borno, presa d’assalto dal gruppo estremista nell’aprile del 2014. Poche ore dopo il sequestro, decine di ragazze riuscirono a fuggire, ma di oltre 200 non si seppe più nulla. La diciannovenne è stata ritrovata da un gruppo di milizie civili: con lei c’era un bambino di pochi mesi ed un uomo, arrestato perché ritenuto il jihadista a cui la giovane sarebbe stata data in sposa dai miliziani. Forse già in giornata potrebbe essere trasferita ad Abuja per incontrare il presidente Muhammadu Buhari. Della vicenda Giada Aquilino ha parlato col padre comboniano Efrem Tresoldi, direttore della rivista Nigrizia:

R. – La cosa importante che penso ci dica questa liberazione è che la ragazza ha rivelato che le giovani rapite sarebbero tutte nella foresta di Sambisa, al confine con il Camerun. Questo dovrebbe dare un incentivo al governo di Muhammadu Buhari di portare avanti con più decisione la loro liberazione. Pare che ci siano tutte, eccetto sei che sono morte, secondo la rivelazione di Amina, la ragazza ritrovata.
D. – È possibile che la giovane fosse stata data forzatamente in sposa ad un miliziano?
R. – È la condizione a cui vengono sottoposte le ragazze: forzate a sposare i loro rapitori. Quindi è molto probabile.. Speriamo quindi che questa liberazione possa spingere il governo di Buhari a fare qualcosa di più serio per liberarle.
D. – Il medico del villaggio dov’è rientrata la ragazza ha detto che la giovane è traumatizzata, ha un bambino – probabilmente suo – e forse è vittima di violenza sessuale: come agiscono gli estremisti?
R. – Per loro non c’è alcun rispetto per le persone. Si può immaginare che queste ragazzine siano state vittime di violenza sessuale, viste le maniere che i miliziani hanno usato finora, servendosi addirittura di bambine e bambini come kamikaze, imbottendoli di dinamite, così da farli saltare in aria causando la morte di decine di migliaia di persone proprio nello Stato del Borno, nel nord est del Paese.
(Radio Vaticana 19 05 2016)

SIRIA – ALEPPO: La Scuola di Terra Santa colpita da un missile
Sabato 21 maggio, verso le 18, un missile ha colpito la Scuola di Terra Santa di Aleppo (Siria), ferendo due persone e uccidendo una signora tra gli ospiti anziani che nella Scuola avevano trovato rifugio. Lo rende noto il sito web della Custodia di Terra Santa, sottolineando che la Scuola, circondata dal grande parco, era considerata fino ad oggi uno dei pochi posti sicuri della città; i Frati l’avevano adattata a luogo di accoglienza e di sosta, durante questa guerra che sta distruggendo Aleppo.
Lo scorso anno, alcune aule sono state attrezzate per accogliere una ventina di persone anziane, fuggite dalle loro case bombardate. Mentre alcuni anziani erano riuniti per la ricreazione del pomeriggio, il missile ha attraversato il muro.
(22 05 2016 ZENIT)

MESSICO - Rapimento durante la Messa, il Vescovo denuncia “andiamo sempre peggio”
Di fronte all'ondata di violenza che continua a colpire Veracruz, il Vescovo della diocesi di Córdoba, sua Ecc. Mons. Eduardo Patiño Leal, non ha potuto fare a meno di dichiarare che "andiamo sempre peggio". Il Vescovo, secondo quanto informa la nota pervenuta a Fides, ha fatto riferimento al rapimento di un parrocchiano, padre di famiglia, in piena celebrazione eucaristica, avvenuto nella chiesa di Santa Rita da Cascia nel porto di Veracruz, sabato scorso, 21 maggio, quasi sicuramente a scopo di estorsione.
Il Vescovo ha condannato il fatto, considerandolo un attacco alla comunità e anche una profanazione del luogo sacro, atto contro la dignità di ogni cittadino, bambino o adulto, perché questo fatto danneggia la loro salute fisica e psicologica.
"Non è possibile che accadano questi fatti, allora le chiese non possono essere più luoghi di pace e comunione ?" ha detto Mons. Patiño Leal, che ha aggiunto: "andiamo sempre peggio, i fatti parlano da sé, non c'è nessuno che può negarlo".
Il Vescovo di Córdoba ha fatto queste dichiarazioni in un breve colloquio con la stampa locale, domenica pomeriggio, 22 maggio, durante il quale ha ribadito: "Come abbiamo detto mese dopo mese, da diversi anni, vogliamo la pace! Voi del governo, controllate perché non c'è sicurezza, perché troviamo liberi tanti delinquenti… quando accadono queste cose, evidentemente qualcuno non fa il proprio lavoro o addirittura ci viene da pensare che c'è una possibile complicità, soprattutto quando le cose accadono in pieno giorno, quando l'intera popolazione ha bisogno di pace per il lavoro, per le imprese, per la scuola".
(Agenzia Fides, 24/05/2016)


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