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2017 09 28 MESSICO: Ritrovato il corpo del sacerdote rapito. Nuova imponente marcia in Messico contro il gender e pro-famiglia

Autore: Mazzucchelli, Don Pinuccio  Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it
martedì 27 settembre 2016

Domenica al termine dell’Angelus il papa ha pregato per due questioni che riguardano il Messico: sacerdoti Uccisi e difesa della famiglia contro l’ideologia gender dilagante.

Facendo riferimento al recente assassinio di due sacerdoti in Messico e il rapimento di un altro prete nel Stato del Michoacan, Papa Francesco ha assicurato la sua preghiera
“per il caro popolo messicano, perché cessi la violenza che in questi giorni ha colpito anche alcuni sacerdoti”.

MESSICO - Ritrovato il corpo del sacerdote rapito il 19 settembre
Durante la Messa che domenica 25 settembre, ha celebrato a San Rafael de Puruándiro, il Card. Alberto Suárez Inda ha annunciato che era stato trovato il corpo senza vita del sacerdote José Alfredo Lopez Guillen, in una zona del comune, nello stato di Michoacan. Il sacerdote era stato rapito lunedì 19 settembre.
Il corpo è stato trovato nella località nota come “La Guayaba” nel comune di Michoacan, non lontano dal luogo dove don Lopez Guillen era parroco, nella chiesa della Santissima Trinità.
Il Card. Suárez Inda, Arcivescovo di Morelia, ha annunciato la triste notizia ai suoi fedeli durante la Messa, malgrado le autorità di polizia abbiano confermato l’omicidio solo più tardi, indicando che il sacerdote è morto per i colpi di arma da fuoco ricevuti.
(Agenzia Fides 26/09/2016)

Questo assassinio segue l’omicidio di due sacerdoti sequestrati domenica 18 nella parrocchia della Colonia Petromax, in Messico.

I due presbiteri erano scomparsi domenica a Poza Rica de Hidalgo. Insieme a loro era stato sequestrato anche l’autista del veicolo sul quale viaggiavano, che è stato trovato vivo nelle scorse ore ed è attualmente sotto protezione della Polizia locale.
La zona in cui si è verificato il sequestro è molto pericolosa, in quanto teatro di una sanguinosa guerra tra due gruppi dediti al narcotraffico: “Los Zetas” e “Jalisco Nueva Generación”. In Messico dal 2006, anno di inizio di una lotta contro i trafficanti di droga, sono 170mila le persone che hanno perso la vita e 28mila quelle sequestrate.
I sacerdoti sarebbero stati dapprima torturati e poi eliminati con un colpo di pistola alla testa. La stampa locale – come riporta Il Sismografo – afferma inoltre che tre persone sospettate dell’omicidio sarebbero state arrestate dalla Polizia.

Sulla questione gender il Papa chiede una “speciale attenzione pastorale e culturale in tutto il mondo”. Per questo è assordante il silenzio in Italia mentre è in atto il tentativo di imporre questa teoria nella scuola. Certo reagire e resistere provocherà reazioni e forse anche denunce ma è questo il martirio che è chiesto a noi (per ora).

Messico - Nuova imponente marcia in Messico contro il gender e pro-famiglia

“Mi associo ben volentieri ai vescovi del Messico nel sostenere l’impegno della Chiesa e della società civile in favore della famiglia e della vita, che in questo tempo richiedono speciale attenzione pastorale e culturale in tutto il mondo”. Il giorno successivo a quello in cui decine di migliaia di messicani si sono riversati in strada per manifestare contro il tentativo di legalizzare il matrimonio omosessuale, giunge dalla finestra del Palazzo Apostolico, a margine dell’Angelus di ieri, il sostegno di Papa Francesco.

Dopo le mobilitazioni in 122 città del Paese del 10 settembre scorso, il Messico ha conosciuto un nuovo straordinario successo del Frente National por la Familia, il coordinamento di varie associazioni che si è costituito allo scopo di dissuadere il presidente della Repubblica, Enrique Peña Nieto, dalla legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso e dall’imposizione dell’ideologia gender ad alunni minorenni.
La stampa locale parla di almeno 400mila persone radunate a Città del Messico, sabato scorso. Il bianco è stato il colore che ha monopolizzato l’ingente manifestazione. Un lungo fiume tinto con la sfumatura della purezza ha attraversato festosamente le strade della capitale messicana. Il corteo, partito dall’Auditorio Nacional, ha raggiunto la piazza in cui è situato l’Ángel de la Independencia.

Sotto la statua che raffigura il cherubino, è stato letto un manifesto in dieci punti da sottoporre alla presidenza della Repubblica. I manifestanti chiedono – tra le varie cose – il riconoscimento del matrimonio tra uomo e donna come fondamento della famiglia; la promozione di politiche pro-famiglia; il diritto dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e valori; il diritto dei bambini orfani ad essere adottati da una madre e un padre.
I quattro punti sono racchiusi in una proposta di legge di iniziativa popolare – firmata da oltre 200mila persone – che è stata depositata in Senato nel febbraio scorso, e che attende ancora di essere discussa.
Fernando Guzman, uno degli organizzatori della manifestazione, ha descritto quella di sabato scorso come “una giornata allegra, intensa, propositiva”, durante la quale il popolo messicano ha potuto ribadire la richiesta al presidente Peña Nieto di aprire un dialogo con il Frente National por la Familia.

“Una cosa – ha aggiunto Guzman – è il rispetto pieno delle persone omosessuali, altra cosa è insegnare ai bambini che non sono maschi o femmine, ma che sono ciò che vogliono essere”. Il rappresentante delle associazioni familiari ha affermato che “questo non è giusto, va contro il terzo articolo della Costituzione e contro il diritto dei genitori ad educare i propri figli”.

Attualmente in Messico i matrimoni tra persone dello stesso sesso sono legali soltanto in alcuni Stati del Paese, ma l’anno scorso la Corte Suprema ha dichiarato l’incostituzionalità del divieto di tali unioni ed ha avviato così il progetto di riforma guidato dal presidente Peña Nieto. La sua intenzione è di modificare l’art. 4 della Costituzione per riconoscere le nozze gay come “un diritto umano”. Il popolo messicano continua a sfoderare il diritto di chi non può difendersi, i bambini, a crescere in una famiglia composta da madre e padre.


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