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2016 10 19 PAKISTAN - Rinviata l’udienza della Corte Suprema per il caso di Asia Bibi ALEPPO - il grido di dolore delle Carmelitane PAPA FRANCESCO - Ecumenismo del sangue MILANO - Genocidio cristiani: Regione Lombardia approva mozione

Autore: Mazzucchelli, Don Pinuccio  Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it
mercoledì 19 ottobre 2016

PAKISTAN - Rinviata l’udienza della Corte Suprema per il caso di Asia Bibi
E’ stata rinviata l’udienza davanti alla Corte Suprema del Pakistan per il caso di Asia Bibi. La donna cristiana condannata a morte per blasfemia in primo grado (nel 2010) e in appello (nel 2014) attendeva nel carcere di Multan gli esiti dell’udienza fissata per questa mattina, 13 ottobre, davanti alla sezione penale della Corte a Islamabad. Come appreso da Fides, giunto il turno del caso “Asia Bibi contro lo stato”, uno dei tre giudici, membri del collegio giudicante di quella sezione, ha rifiutato di far parte del collegio e di deliberare sullo specifico caso. “La cancelleria della Corte ha dunque disposto un rinvio: attendiamo nei prossimi giorni la data della prossima udienza”, ha spiegato a Fides l’avvocato di Asia Bibi, il musulmano Saiful Malook, sorpreso per la circostanza.
“E’ stato un rinvio inaspettato”, rimarca a Fides Joseph Nadeem, tutore della famiglia della donna, presente alla Corte insieme con il marito di Asia, Ashiq Masih. “Non sappiamo le motivazioni di tale gesto. E’ un ostacolo imprevisto: speravamo in una rapida soluzione del caso. Aspetteremo ancora ma non perdiamo la speranza”, osserva. “Confidiamo in Dio e nella giustizia”, conclude. (Agenzia Fides 13/10/2016)

ALEPPO - il grido di dolore delle Carmelitane
“Non possiamo più accettarlo!”. È il grido di dolore che le Carmelitane di Aleppo hanno lanciato l’11 ottobre scorso scrivendo ad Aiuto alla Chiesa che Soffre.
“I bombardamenti sulla parte est di Aleppo sono numerosi, ma la situazione nella parte occidentale della città non è migliore, nonostante i media non ne parlino. Questa parzialità dell’informazione ci fa soffrire, perché siamo quotidianamente testimoni delle sofferenze vissute nei numerosi quartieri occidentali della città: morti e feriti si contano anche lì a decine ogni giorno. Un sacerdote – affermano le Carmelitane – è arrivato da noi in lacrime: abita a Midan, un quartiere popolare da tre anni incessantemente bersaglio di attentati. Da una settimana non fa altro che dare sepoltura alle vittime civili. In un altro quartiere molto popolare e a maggioranza islamica, vicino l’ospedale San Luigi, qualche giorno fa degli obici hanno fatto una decina di morti e più di 70 feriti”.
La situazione ha superato ormai il limite della sopportazione umana. “Non possiamo più accettarlo – prosegue la lettera – e domandiamo la fine dei combattimenti in ogni parte della città, oltre ad un’informazione un po’ più obiettiva”.
Ad Aleppo i Cristiani sono passati da 160.000 presenze prima della guerra a 40.000 nello scorso aprile. Le stime più aggiornate (settembre) parlano di 35.000 cristiani. Aiuto alla Chiesa che Soffre, solo nelle ultime settimane, ha garantito alla diocesi di Aleppo progetti per 110.000 euro, e altri, per un totale di 250.000 euro, sono in fase di finanziamento.

Papa Francesco - Il nemico non sbaglia, sa bene riconoscere dove è Gesù.
Ecumenismo del sangue
“Il nemico ci insegna l’ecumenismo del sangue. Terroristi perseguitano cristiani senza distinzioni”
Il Papa riceve in udienza il Christian World Communions

C’è un “ecumenismo della preghiera” verso quel Gesù che è Gesù “di tutti” e non “il mio” o “il tuo” Gesù, e un “ecumenismo del cammino” che si realizza con l’aiuto e la carità verso il prossimo. Poi c’è un altro ecumenismo, “l’ecumenismo del sangue”, che è quello che ci insegna “il nemico”, ovvero tutti i terroristi e tagliagole che infestano il mondo odierno e che quando perseguitano le minoranze non si pongono il problema se esse siano luterane, ortodosse o cattoliche. “Loro riconoscono uno solo: il cristiano”.
È con crudo realismo che Papa Francesco si rivolge ai partecipanti alla Conferenza dei segretari del Christian World Communions, ricevuti stamane nell’Auletta dell’Aula Paolo VI. È questa un’organizzazione internazionale di incontro di famiglie di chiese con comuni radici teologiche e storiche, il cui scopo è di migliorare la conoscenza reciproca e condividere informazioni, relazioni e documenti di consenso teologico. (…)
“Pregare insieme: l’ecumenismo della preghiera, gli uni per gli altri e tutti per l’unità. E poi, l’ecumenismo del lavoro per tanti bisognosi, per tanti uomini e donne che oggi soffrono ingiustizie, guerre… queste cose terribili. Tutti insieme dobbiamo aiutare”, ha sottolineato il Papa, “la carità verso il prossimo. Questo è ecumenismo. Questa è già unità. Unità in cammino con Gesù”.
C’è poi un altro ecumenismo da riconoscere, oggi tanto attuale, che è “l’ecumenismo del sangue”. “Quando i terroristi o le potenze mondiali perseguitano le minoranze cristiane o i cristiani, quando fanno questo non si domandano: ‘Ma tu sei luterano? Tu sei ortodosso? Tu sei cattolico? Tu sei riformato? Tu sei pentecostale?’, no. ‘Tu sei cristiano’. Loro riconoscono uno solo: il cristiano”, ha denunciato Bergoglio.
“Il nemico non sbaglia, sa bene riconoscere dove è Gesù”. E tutti noi, oggi, siamo purtroppo ampiamente testimoni di questo macabro fiuto. Basti pensare ai frati ortodossi copti sgozzati sulle spiagge della Libia, ad esempio. “Sono nostri fratelli”, ha sottolineato il Papa, “loro hanno dato testimonianza di Gesù e sono morti dicendo: ‘Gesù aiutami!’. Con il nome: hanno confessato il nome di Gesù”.
Quindi, ha concluso il Vescovo di Roma, davanti a questa ondata di terrore che mira alla divisione e alla paura, bisogna ricordare questi tre obiettivi fondamentali: “Ecumenismo della preghiera, ecumenismo del cammino; ecumenismo del sangue” che “il nemico ci insegna”.

BUONE NOTIZIE

MILANO - Genocidio cristiani: Regione Lombardia approva mozione
“Il 12 ottobre in Regione Lombardia è stata approvata una mozione che qualifica giuridicamente come genocidio le persecuzioni dell’ISIS ai danni delle minoranze religiose. È un fatto politicamente importante”. Lo ha dichiarato il direttore di ACS-Italia Alessandro Monteduro.
“L’atto impegna il Presidente e la Giunta regionale a richiedere a Parlamento e Governo nazionali il riconoscimento della qualifica di genocidio per gli atti perpetrati dal sedicente Stato Islamico contro le comunità cristiana e yazida. Impegna anche a sollecitare il Ministero degli Esteri affinché istituisca un Tavolo di consultazione permanente con le organizzazioni non profit direttamente impegnate nell’aiuto a quelle minoranze, affinché sia fornito il sostegno istituzionale possibile e adeguato”.
Non si tratta di un atto isolato. “Dopo una risoluzione del Parlamento Europeo, una della Camera dei Rappresentanti USA, una mozione della Camera dei Comuni del Regno Unito e le audizioni della Helsinki Commission sul genocidio in atto in Medio Oriente, finalmente, grazie alla Regione Lombardia, e in particolare all’impegno dell’Assessore Cristina Cappellini, si muove qualcosa anche in Italia. La nostra nazione – prosegue Monteduro – ha un ruolo importante nella lotta contro l’ISIS in Iraq e Siria, come riconosciuto un paio di settimane fa anche dal Segretario di Stato USA Kerry. Perché allora Parlamento e Governo non si pronunciano ancora con atti formali? Per riconoscere il genocidio nel giugno scorso sono state presentate due mozioni da circa un centinaio di parlamentari. ACS-Italia ne ha sollecitato la votazione agli inizi di settembre scrivendo ai Presidenti Grasso e Boldrini e ai Presidenti dei Gruppi parlamentari, ma siamo ancora in attesa.”.
Come ha dichiarato mons. Emil Shimoun Nona, Arcivescovo di Mosul dei Caldei (Iraq), in un recente incontro con la nostra Fondazione, “si può parlare certamente di genocidio per descrivere quello che accade ai cristiani e alle altre minoranze. È genocidio al 100%. Il nostro problema è che oggi non si parla più della situazione delle minoranze in Iraq. Dire che quello che accade è un genocidio è molto importante per far conoscere alla comunità internazionale la situazione dei nostri cristiani”. Oggi la Regione Lombardia si è pronunciata formalmente. Le minoranze oppresse attendono altrettanto dal Parlamento e dal Governo italiani.
Zenit 5 October, 2016 SALVATORE CERNUZIO

MILANO - SOS Christians. Milano sabato 29 ottobre alle ore 16
La sezione italiana della Fondazione Pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre organizza, insieme alla Regione Lombardia, in particolare all’Assessorato alle Culture, Identità e Autonomie guidato da Cristina Cappellini, e alla redazione de Gli Occhi della Guerra, l’evento SOS Christians per richiamare l’attenzione nazionale e internazionale sulla situazione di persecuzione che affligge milioni di Cristiani in diverse aree del mondo, dal Medio Oriente alla Nigeria, fino al Pakistan.
Il convegno è aperto al pubblico e si terrà a Milano sabato 29 ottobre alle ore 16 (Auditorium Gaber di Palazzo Pirelli, v. F. Filzi 22). Interverranno, tra gli altri, testimoni provenienti dai territori in cui la persecuzione è più cruenta. Le conclusioni saranno affidate al Presidente di ACS-Italia, Alfredo Mantovano, e al Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni.
“Per Aiuto alla Chiesa che Soffre – ha spiegato il suo direttore Alessandro Monteduro – il valore della testimonianza è centrale. Raccontare del dramma della comunità religiosa maggiormente perseguitata al mondo, quella cristiana, e farlo con testimoni che arrivano direttamente dai luoghi della sofferenza, è perno essenziale della nostra missione. Dopo l’evento di Fontana di Trevi a Roma, e la mostra sulla persecuzione anticristiana al Meeting di Rimini, il 29 ottobre a Milano proveremo dunque ad accendere nuovamente le luci sui 200 milioni di Cristiani perseguitati o discriminati nel mondo”.
L’evento è stato organizzato “per ricordare all’opinione pubblica e alla comunità internazionale il dramma che i Cristiani, in nome della loro fede, vivono ogni giorno sulla loro pelle”, afferma l’Assessore Cappellini. È “un dramma che, a seguito della nascita dello Stato Islamico ha assunto via via le sembianze di un vero genocidio, tanto che a breve sarà discussa una mozione in Consiglio regionale con l’intento di sensibilizzare le istituzioni nazionali, ossia Parlamento e Governo, sul tema del riconoscimento della qualifica di “genocidio” alle persecuzioni perpetrate dallo Stato Islamico. In linea con tutte le iniziative che ho già voluto mettere in campo, come Assessorato e come Giunta, il 29 ottobre prossimo, insieme alla Fondazione Aiuto alla Chiesa che Soffre e ai giornalisti de Gli Occhi della Guerra riaccenderemo i riflettori su un dramma purtroppo ancora ignorato dalle istituzioni, dalla politica, dalla maggioranza dei media e dell’opinione pubblica. L’evento è aperto a tutti e avrà una valenza internazionale”.


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