Giù la maschera!

Autore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it
giovedì 4 giugno 2015

Rispondo al Comunicato Stampa della Serenissima Grande Loggia di San Marino. N.B.: La chiarezza sui principi e la dichiarazione dell’impossibilità per un cattolico di aderire alla Massoneria non toglie la possibilità di una stima e di un rispetto per le persone. Quel rispetto che avrei desiderato anche per il «Papa Emerito».
Ho letto il Comunicato Stampa della Serenissima gran Loggia di San Marino.
Veramente illuminante. E se qualcuno non avesse capito di che cosa si tratta quando si parla di Massoneria ora, leggendo, è tutto più chiaro.
Partiamo dall’affermazione «Don Mangiarotti dichiara che la massoneria rappresenta un Centro di Potere, è come se noi dicessimo che “La Massoneria è contro la Chiesa” perché è piena di Maniaci Sessuali e di Pedofili.» Sembra un avvertimento in pieno stile mafioso. Come chi tira il sasso nascondendo la mano.
E poi la vile accusa, senza documentazione, con lo stile del «sappiamo che…» rivolta a Papa Benedetto XVI: «… di cui sarebbe troppo facile ricordare i trascorsi giovanili, l’opera volta a far prevalere una Chiesa arroccata nel suo dogma, su una Chiesa sensibile alle problematiche sociali, sino all’abbandono del Soglio Pontificio ed all’inconsueto [a tacere d’altro] ruolo di Emerito».

Mettetevi d’accordo! La Massoneria Italiana (Grande Oriente d’Italia – Palazzo Giustiniani. Non so se è il vostro riferimento) in una pubblicità a pagamento sul Corriere della Sera del 10 febbraio 1996, così proclama: «Convinti come siamo che la Verità è con noi». Voi dite invece: «Nessuno nella vera Massoneria sosterrà mai di essere detentore del vero, ma piuttosto sosterrà con forza di “sapere di non sapere”». Fateci capire qual è la «vera massoneria», grazie.

Ribadisco comunque quello che ho affermato, citando quanto la Chiesa ha detto (e io non ho parlato di scomunica) «Rimane immutato il giudizio negativo della Chiesa nei riguardi delle associazioni massoniche, poiché i loro principi sono stati sempre considerati inconciliabili con la dottrina della Chiesa e perciò l’iscrizione a esse rimane proibita. I fedeli che appartengono alle associazioni massoniche sono in stato di peccato grave e non possono accedere alla Santa Comunione. Non compete alle autorità ecclesiastiche locali di pronunciarsi sulla natura delle associazioni massoniche con un giudizio che implichi deroga a quanto sopra stabilito».

Aggiungo quello che i Vescovi dell’Emilia Romagna hanno scritto e che si trova in un documento pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana: «Anche quando, come già si è detto, non vi fosse un’obbligazione esplicita di professare il relativismo come dottrina, tuttavia la forza relativizzante di una tale fraternità, per la sua stessa logica intrinseca ha in sé la capacità di trasformare la struttura dell’atto di fede in modo così radicale da non essere accettabile da parte di un cristiano, «al quale cara è la sua fede» (Leone XIII).
Alla luce di queste affermazioni è opportuno precisare che la Massoneria, quantunque pro- muova un atteggiamento relativistico (in particolare verso i dogmi cattolici), tuttavia custodisce rigidamente i propri “‘principi” o “dogmi” iniziatici. Tale “processo” massonico (intellettuale e morale) si comprende meglio alla luce dei continui richiami dell’“Alchimia esoterica” (ad esempio: “morte-rinascita simbolica”, “solve et coagula”) che si riscontrano nella letteratura di Maestri massoni (3° grado) più esperti in tematiche esoteriche e iniziatiche». Sarebbe opportuno allora che la Massoneria Sammarinese, così pronta a offrire documentazione sui principi in materia religiosa che professa, sia ugualmente pronta a pubblicare i rituali che osserva (soprattutto anche in riferimento agli Alti Gradi). Sarebbe un passo avanti nella comprensione reciproca.

N.B.: La chiarezza sui principi e la dichiarazione dell’impossibilità per un cattolico di aderire alla Massoneria non toglie la possibilità di una stima e di un rispetto per le persone. Quel rispetto che avrei desiderato anche per il «Papa Emerito».

QUI il Comunicato della Loggia, che non mi èp stato possibile reperire sul loro sito

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Tribuna del 4 giugno 2015


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