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Mostre ottobre 2014

Autore: Roda, Anna  Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it
sabato 4 ottobre 2014

Ripresa dell’anno a pieno ritmo e già ci fa dimenticare le vacanze, ma le domeniche possono ancora essere occasione per un arricchimento dello sguardo e dello spirito. Ecco le nostre proposte per ottobre, con una selezione che inizia nel Nord Italia e si conclude nel Sud.

Partiamo per il nostro viaggio da Torino con una mostra di arte contemporanea che vuole proporre una rivisitazione di un grande scultore dell’Ottocento italiano, Medardo Rosso (1858-1928). L’artista fotografava le proprie sculture dando testimonianza di come la fotografia appartenesse di diritto alla sua poetica; Angelo Garoglio, facendo tesoro della ricerca e degli intenti di Rosso, ci racconta la sua visione, presentando al pubblico le immagini delle due cere su gesso Bambino ebreo ( 1892-93) e Bambino al sole ( 1892), di cui la prima sarà visibile al pubblico per la prima volta. Dopo aver scoperto l’enorme fertilità contenuta nelle opere plastiche e nelle elaborazioni fotografiche di Medardo Rosso, Angelo Garoglio ha puntato il suo obbiettivo su Bambino al sole e Bambino ebreo, due gessi ricoperti di cera che risalgono al 1892. La lezione di Rosso è complessa; infatti fa appello alla creatività: l’artista deve attraverso manipolazioni del materiale fotografico, affidate alla sua invenzione, creare qualcosa di nuovo, qualcosa di fluido che solo il controllo della luce può far nascere. E’ una scelta difficile e ispirata ma nei suggerimenti impliciti nella lezione di Rosso, Garoglio ha saputo cogliere spunti di novità creativa facendo affidamento su un’affinità elettiva nella contemplazione e manipolazione della materia.

Spostiamoci ora a Milano per una serie di interessanti ed importanti mostre. La prima riguarda uno dei Maestri dell’Ottocento lombardo, Emilio Longoni alla Galleria Maspes. Emilio Longoni (1859 – 1932), è uno tra i grandi esponenti del Divisionismo, la cui esperienza artistica è stata fortemente caratterizzata dall’amicizia e collaborazione con Giovanni Segantini. l’esposizione ripercorrerà la carriera artistica di Longoni attraverso una selezione di venticinque opere, tutte provenienti da collezioni private, che toccheranno il primo periodo delle nature morte, la sfera degli affetti infantili, dedicata ai ritratti di fanciulli dell’ultima decade del XIX Secolo, passando poi per i luoghi incontaminati della montagna, e approdando negli anni venti alle vedute del lago di Garda .Nato a Barlassina nel 1859, Emilio Longoni frequenta l’Accademia di Brera dove conosce il celebre pittore Giovanni Segantini e con il quale instaura un forte legame artistico ma soprattutto personale, tanto da essere presentato nel 1882 ai fratelli Grubicy e da soggiornare insieme per due anni (1882-1884) in Brianza per un periodo di intenso lavoro comune: entrambi futuri esponenti del Divisionismo, seppur divisi dalla varietà dei loro soggetti, fondono la loro arte su una nuova percezione del colore, sperimentando la tecnica divisionista e l’espressione della luce. Nel 1885 Longoni si trasferisce sul Lago Maggiore ma l’anno successivo rientra a Milano adibendo il suo appartamento a studio e cominciando a dedicarsi alla realizzazione di ritratti e dettagliate rappresentazioni di nature morte, che incontrano il gusto della borghesia dell’epoca. La sua attività procede poi con opere a carattere sociale, tra le più celebri e conosciute dell’artista, in particolare “L’oratore dello sciopero” presentato nel 1891 alla Prima Triennale di Brera insieme allo straordinario quadro “Le due madri” di Segantini. L’ultimo decennio dell’Ottocento è caratterizzato da un interessante e sentito tema, dedicato alla sfera infantile, come “Ritratto alla bambola” o “Bambino con trombetta e cavallino” in cui viene indagata la miseria dei bambini tramutata in grande dignità dalle dolci pennellate dei loro piccoli sorrisi. Con l’inizio del Novecento il suo avvicinamento alla spiritualità buddhista lo porta a ricercare la pace nella natura incontaminata d’alta montagna, soggiornando per alcuni mesi soprattutto nella zona del Bernina, con la realizzazione di una serie di raffigurazioni di laghetti alpini. Il maestoso e incontaminato paesaggio alpino costituisce dunque uno dei soggetti prediletti delle tele del Longoni, che raffigurerà con fedeltà e piena adesione verista.

Passiamo ora ad un importante artista del Novecento, Mario Sironi ( 1885-1961). L’Annunciazione appartiene al periodo della produzione di Sironi in cui l’artista, per il decennio dal 1930 in poi, si dedica ai lavori monumentali adottando una composizione multicentrica, spesso a riquadri, governata da una spazialità e una prospettiva prerinascimentali. Sironi realizza una scena in cui l’Arcangelo si presenta a Maria in un ambiente sacro come dimostra l’inginocchiatoio, la piccola finestra che si affaccia su una torre campanaria medioevale e un piccolo libro sacro bianco. L’Arcangelo è, in modo originale, molto più imponente della Madonna, creando una composizione cosi riuscita da renderla una delle più belle e importanti vetrate sacre del secolo scorso in Italia. La mostra è accompagnata da un video, di Noris e Mavroudis, concepito come narrazione del processo creativo compiuto da Mario Sironi nell’ideazione della vetrata e mostra il legame diretto tra cartone preparatorio, spazio ed esito finale; una colomba bianca, simbolo ricorrente nelle illustrazioni dell’annuncio dell’Arcangelo Gabriele a Maria e materializzazione della presenza divina nell’iconografia Cristiana, ne è l’elemento chiave. Il video, allestito nella stessa sala dove viene esposta l’opera di Sironi, offre una sequenza di inquadrature che seguono le traiettorie imprevedibili della colomba all’interno della chiesa. Il volo della colomba guida lo sguardo dello spettatore alla scoperta degli spazi architettonici che con la loro imponenza e rigidità si contrappongono ai movimenti liberi e sincopati delle ali.

Concludiamo la rassegna meneghina con due interessanti mostre fotografiche. La prima è una rassegna monografica dedicata al fotografo brasiliano Salgado (1944). La mostra, da titolo Genesi, comprende ben 245 immagini in bianco e nero suddivise in 5 sezioni e compongono un viaggio unico alla scoperta del nostro pianeta. Nella Genesi di Salgado, gli esseri viventi ricevono la luce della creazione insieme allo sfondo. La natura – lo sfondo – ha una potenza visiva – davvero impressionante – che la pone in primo piano: insieme ai protagonisti. Nelle fotografie la natura e la vita vengono, letteralmente – e con una maestria tecnica quasi incredibile – percettibilmente fuse. La luce e l’ombra – natura anch’esse – con una gamma di contrasti resi possibile dal bianco e nero, sembrano darsi una mano nell’azione che è alla base della fotografia capace di generare una visione del mondo.

La seconda mostra fotografica si trova al Museo di Scienze Naturali e comprende le immagini della Terra prese dal cielo. La mostra è un racconto in immagini del nostro pianeta attraverso 103 fotografie a colori, di grandi dimensioni, che fanno parte del più ampio progetto La Terra vista dal cielo - La Terre vue du ciel: un inventario dei più bei paesaggi del mondo fotografati dall’alto, con lo scopo di testimoniarne la bellezza e di preservarla attraverso un costante lavoro di monitoraggio dei luoghi. Dagli oceani alle vette delle montagne, dalla savana africana ai ghiacciai antartici, dai crateri vulcanici ai deserti africani, questi scatti attestano un profondo rispetto e amore per la Terra, tanto da essere diventate delle immagini simbolo, come il celebre cuore di Voh in Nuova Caledonia. Dalle immagini del mondo visto dal cielo un rapido volo verso la Terra: in mostra sono presenti anche uccelli tassidermizzati, crani, splendidi minerali, fossili da toccare, conchiglie mai esposte, insetti rari, semi e frutti curiosi, provenienti dalle collezioni del Museo di Storia Naturale che dialogano con le immagini di Yann Arthus-Bertrand.

Il nostro viaggio continua a Trento, presso il Castello del Buonconsiglio per una mostra monografica su un bizzarro pittore del Cinquecento, Dosso Dossi. L’Ariosto, nel XXXIII canto dell’ Orlando Furioso, cita i fratelli Dossi tra i pittori la cui fama sempre starà fin che si legga e scriva al pari di Leonardo, Mantegna, Bellini, Michelangelo, Raffaello, Sebastiano del Piombo e Tiziano. Dosso, il più famoso dei fratelli Dossi, raggiunse gloria, fortuna ed ebbe commissioni dalle più importanti corti rinascimentali italiane. La mostra, allestita in quelle stesse sale che tra il 1531 ed il 1532 lo videro protagonista a Trento assieme al fratello Battista nella decorazione del Magno Palazzo del Castello del Buonconsiglio, racconta lo straordinario percorso di questo eccentrico pittore del Rinascimento. La rassegna propone una quarantina di dipinti che mettono a confronto le opere di Dosso e Battista tracciando le tappe artistiche di Dosso alla corte di Alfonso d’Este a Ferrara, a Pesaro presso la duchessa Eleonora d’Urbino fino a Trento al servizio del principe vescovo Bernardo Cles. Questi magnifici dipinti realizzati da Dosso nel corso della sua lunga e fortunata carriera dialogheranno con gli affreschi del castello. La rassegna ricorda anche il legame che unì i Dossi alla città del Concilio: Trento fu infatti la città che diede i natali a Niccolò Lutteri il padre di Dosso e Battista, e dove visse prima di trasferirsi a Mirandola sul finire del Quattrocento. Verosimilmente un giovanissimo Dosso iniziò da Mirandola un percorso formativo che lo portò a conoscere i più grandi maestri del Rinascimento. Nella complessa pittura di Dosso, originale, elegante ed allegorica, affiora costantemente l’influenza dei grandi maestri: da Venezia apprende la lezione di Giorgione, da Roma conobbe la maestria di Raffaello, con Tiziano vi fu un costante colloquio artistico, a Ferrara incontrò Michelangelo. Dagli inizi del Cinquecento divenne ben presto il pittore favorito dei duchi di Ferrara, abbandonando la corte soltanto in due occasioni, la prima a Pesaro al servizio della duchessa Eleonora di Urbino e la seconda a Trento quando affrescò diversi ambienti del Castello del Buonconsiglio. Trovò committenze intelligenti, stimolanti, non contrarie, anzi apertissime ad accogliere le sue meravigliose creazioni che risentono e risuonano di storie sacre, mitologiche con il filtro dell’invenzione, delle conoscenze alchemiche, di una sottile vena di intelligente ironia e divertimento.

La cittadina di Comacchio (Fe) rende onore ad uno scultore italiano forse poco noto ai più, ma sicuramente di grande ingegno e capacità creativa, Nicola Sebastio ( 1914 – 2005). Sotto la guida artistica di Giorgio Morandi, Sebastio ha improntato tutta la sua produzione artistica sulla riflessione della condizione umana e sull’icona sacra della croce, simbolo di morte e resurrezione, dolore e rinascita. Molto legato a Comacchio, città in cui ha stretto amicizie importanti e durature, Sebastio è un mistico che nelle sue opere esprime il dolore dell’uomo e lo esalta con la simbologia della croce, rimarcando l’eterna, instancabile aspirazione all’infinito. Tra le importanti commissioni realizzate dall’artista, figurano una statua per il Duomo di Milano, ma anche croci, altari e arredi per chiese, fonti battesimali in tutta Italia e per l’Abbazia di Pomposa.

Giungiamo a Firenze per una mostra che intende, attraverso la bellezza dei manufatti, rendere evidente la religiosità dei Medici. Nel 1616 veniva consacrata con cerimonia solenne la ‘Cappella delle Reliquie’ in Palazzo Pitti, luogo simbolo della devozione delle granduchesse di Toscana e degli ultimi granduchi della famiglia Medici. Costruita da Cosimo I negli anni Sessanta del Cinquecento, la cappella, a pianta ottagonale, dal 1610 fu oggetto di importanti lavori di abbellimento voluti dall’arciduchessa d’Austria e granduchessa di Toscana Maria Maddalena d’Asburgo, moglie di Cosimo II de’ Medici, per custodirvi i reliquiari preziosi che costituivano una parte importante delle sue collezioni. Altrettanto decisivo fu il ruolo di Cristina di Lorena, suocera di Maria Maddalena, alla quale si deve la creazione del primo, cospicuo nucleo di reliquiari confluito poi alla sua morte nella raccolta della nuora. In pochi anni Maria Maddalena riunì nella ‘Cappella delle Reliquie’ uno straordinario insieme di opere che fu accresciuto ulteriormente dalla granduchessa Vittoria della Rovere e da suo figlio, il granduca Cosimo III, diventando uno dei più vasti tesori sacri d’Europa. Attraverso un minuzioso lavoro di archivio la mostra intende restituire un’immagine di queste preziosissime collezioni, testimonianza della profonda devozione della famiglia granducale e al contempo simbolo di prestigio e di magnificenza, fonte di denaro e coagulo di identità collettiva.

Arriviamo a Senigallia (An) per una bellissima mostra riguardante una delle opere pittoriche più belle e misteriose della storia dell’arte italiana. Si tratta della pala d’altare eseguita da Pietro Perugino, uno dei maggiori artisti del Rinascimento italiano, raffigurante la Madonna col Bambino e i Santi Giovanni Battista, Ludovico, Francesco, Pietro, Paolo e Giacomo Maggiore(?), conservata nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, dove, sino agli inizi del Novecento, si custodiva anche la Madonna di Senigallia di Piero della Francesca. Proprio questo capolavoro di Perugino rappresenta il fulcro della La Grazia e La Luce. Accanto a questa pala verranno esposte opere pittoriche di Giovanni Santi, Timoteo Viti, Lorenzo d’Alessandro, Pietro Paolo Agabiti, Carlo e Vittore Crivelli, Nicola d’Ancona, Antonio da Fabriano, Bernardino di Mariotto, Stefano Folchetti, Francesco di Ottaviano, Dionisio e Girolamo Nardini, Pietro Alemanno, Ludovico Urbani, Marcantonio di Andrea di Bartolo. Pregevoli testimonianze della straordinaria stagione artistica rinascimentale della fine del XV secolo, attraversata da reminiscenze del passato e da straordinari slanci verso nuove forme espressive.

Concludiamo con una rassegna d’arte moderna ad Acri (Cs), in cui si mettono a confronto due importanti pittori Fontana (1899-1968) e Vasarely. (1906-1997). La visione poetica di Fontana esercita una fortissima influenza negli ambienti dell’arte sia con lo Spazialismo, così come concepito nei vari manifesti (tra cui: Manifesto Blanco, Buenos Aires 1946; Manifesto dell'Arte Spaziale, Milano 1951; Movimento Spaziale per la Televisione, Milano 1952), sia su artisti come Manzoni, Castellani, fondatori di Azimuth.
La Op Art di Vasarely, la cui mostra a Buenos Aires del 1958 entusiasma molti artisti sudamericani, determina il trasferimento a Parigi di questi giovani artisti che frequentano attivamente il grande maestro seguendo, assieme a molti altri colleghi francesi, i dictat dell'arte ottico-cinetica. La mostra del MACA trova nei due maestri i fili conduttori di una serie di esperienze artistiche e creative tuttora vive e vitali nell’arte contemporanea, e soprattutto, prende a esempio le loro figure quali paradigmi dell’artista immerso nella realtà che lo circonda, anticipatore e interprete dei cambiamenti culturali della sua epoca.

Come Elegia
Torino – Spazio Don Chisciotte (Via della Rocca 37)
15 ottobre 2014 – 9 novembre 2014
Orari: martedì – sabato 10.30-12.30/15.30-19.30
Informazioni: www.fondazionebottarilattes.it

Emilio Longoni. Atmosfere
Milano – Galleria Maspes (Via Manzoni 45)
18 settembre 2014 – 18 ottobre 2014
Orari: martedì – sabato 10.00-13.00/15.00-19.00
Informazioni: www.galleriamaspes.com
Ingresso libero

Mario Sironi. L’Annunciazione
Milano – Palazzo Cusani (Via Brera 15)
11 ottobre 2014 – 4 novembre 2014
Orari: sabato – domenica 11.00-19.30, su appuntamento per orari diversi
Informazioni: www.rivolidue.org
Ingresso libero

Sebastião Salgado. Genesi
Milano – Palazzo della Ragione
27 giugno 2014 – 2 novembre 2014
Orari: martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30-20.30, giovedì e sabato 9.30-22.30, chiuso lunedì
Biglietti:10€ intero, 8,50€ ridotto, 5€ scuole
Informazioni: www.mostrasalgado.it

Yann Arthus-Bertrand. La Terra vista dal cielo.
Milano – Museo di Storia Naturale
24 giugno 2014 – 19 ottobre 2014
Orari: martedì – domenica 9.30-19.30, chiuso lunedì
Biglietti: 5€ intero, 3€ ridotto
Informazioni: www.comune.milano.it/museostorianaturale

Dosso Dossi. Rinascimenti eccentrici al Castello del Buonconsiglio
Trento – Castello del Buonconsiglio
12 luglio 2014 – 2 novembre 2014
Orari: tutti i giorni 10.00-18.00, chiuso lunedì
Biglietti: 8€ intero, 5€ ridotto
Informazioni: www.buonconsiglio.it

La Bellezza della vita. Storie d’arte e d’amicizia
Comacchio (Fe) – Galleria d’Arte moderna di Palazzo Bellini (Via Agatopisto 5)
13 settembre 2014 – 2 novembre 2014
Orari: tutti i giorni 9.00-12.00/15.00/18.00
Informazioni: www.nicolasebastio.tumblr.com
Ingresso libero

Puro, semplice e naturale nell’arte a Firenze tra Cinque e Seicento
Firenze – Galleria degli Uffizi
17 giugno 2014 – 2 novembre 2014
Orari: martedì – domenica 8.15-18.50, chiuso lunedì
Biglietti: 11€ intero, 5,50€ ridotto
Informazioni: www.unannoadarte.it/purosemplicenaturale/servizi.html

Sacri splendori. Il Tesoro della Cappella delle Reliquie
Firenze – Palazzo Pitti (Museo degli Argenti)
20 maggio 2014 – 28 settembre 2014
Orari: lunedì – domenica 8.15-18.15, chiuso primo e ultimo lunedì del mese
Biglietti: 7€ intero, 3,50€ ridotto
Informazioni: www.uffizi.firenze.it
La Grazie e la Luce
Senigallia (An) – Palazzo del Duca e Pinacoteca Diocesana
14 giugno 2014 – 2 novembre 2014
Orari: giorni feriali 15.00-19.00, giorni festivi e sabato 10.00-13.00/15.00-19.00
Biglietti: 4€ intero, 3€ ridotto

Vasarely – Fontana. Due mondi, due culture, due scuole a confronto
Acri (Cs) – MACA (Museo Arte Contemporanea Acri)
12 luglio 2014 – 19 ottobre 2014
Orari: martedì – sabato 9.00-13.00/16.00-20.00, domenica 10.00-13.00/16.00-20.00
Biglietti: 8€
Informazioni: 0119422568


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