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Antichità ad Avella (Av)

Autore: Roda, Anna  Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it
sabato 6 settembre 2014

Le vestigia dell’antico
Molte località nel centro-sud dell’Italia si chiamano con termini derivati dalla nux Abellana (nocciola): Avellino, Avellana, Avella… Ecco quindi la località che visiteremo in questo numero, Avella, un piccolo paese oggi di circa 8000 abitanti, ma che ha avuto un illustre passato, ancora testimoniato da imponenti resti archeologici e medioevali.

La storia
L’antica Abella, il cui abitato in parte coincideva in età sannitica e romana con il più orientale dei due nuclei dell’attuale centro storico, era di rilievo, fra i centri medio-piccoli della Campania, anche se superata in importanza e grandezza dalla vicina Nola. Il centro si trova sulla via che collegava e collega ancor oggi la pianura Campana con la valle del Sabato e il Sannio Irpino, strada meno agevole della Via Appia (che utilizzava il valico di Arpaia); la posizione e la coltivazione della pregiata nux Abellana costituivano una risorsa economica, alla quale si aggiungevano lo sfruttamento dei boschi e l’allevamento nelle zone più alte.
L’unico avvenimento storico di un certo rilievo di cui si sappia da fonti scritte è la fedeltà a Roma durante la guerra sociale (91 a.C.-89 a.C.) che fu punita nell’87 a.C. con la distruzione da parte dei sanniti che ancora occupavano Nola.
Si sono ritrovati resti e manufatti che testimoniano la presenza di un insediamento fin dall’età preistorica (2000 aC), ma i ritrovamenti si fanno più organici dal 700 aC, con la fase iniziale della colonizzazione greca e la presenza degli Etruschi a Nola. Dal V sec. aC Abella era, come il resto della regione, sotto l’egemonia sannitica e più tardi, assunse carattere di Città, come dimostrano i resti di abitazioni trovati a Nord dell’anfiteatro. L’area urbana, di circa 25 ettari di estensione (la metà circa di Pompei), occupava una zona leggermente sopraelevata a Sud della fuoriuscita del fiume dalle montagne e abbastanza interessata dal riporto dalle alluvioni, che hanno esercitato anche nell’antichità effetti devastanti tutt’intorno; l’impianto urbanistico ortogonale, che è pervenuto in parte, sembra essere stato regolarizzato dopo la distruzione dell’87 a.C. Le mura hanno un tracciato ad andamento regolare per tutta la metà orientale e la sola parte ben conservata, incorporata nell’anfiteatro, è in opera cementizia con paramento in opus incertum, con blocchetti irregolari di varie dimensioni, per cui può essere datata dopo la seconda guerra punica, che interessò più direttamente la vicina Nola, e quindi al II secolo a.C.

La città romana
Non molto dopo la distruzione operata dai Sanniti, viene costituita ad Abella, così come a Nola ed a Pompei, una colonia da parte di Silla. Ne è testimonianza la spartizione dei terreni da attribuire ai coloni (centuriazione) nella parte in pianura del territorio che non è altro che la continuazione di quella dei territorio nolano e di cui si sono conservate alcune delle vie principali e tracce di altro. Sono infatti riconoscibili ed in parte ricostruibili tre decumani in direzione Est-Ovest e otto Cardines in direzione Nord-Sud che delimitavano quadrati di m 715 per lato (centuriae) costituiti da cento particelle da due iugeri, anche se le quote singole erano in quest’epoca alquanto superiori a tale misura, mentre le vie principali della città ed anche quelle di collegamento con altri centri conservavano un orientamento diverso.
Nella città sorsero fin dall’età tardo-repubblicana edifici pubblici e furono ricostruiti quelli privati, anche se in qualche area periferica quale quella attigua all’anfiteatro subentrarono degli orti al posto di abitazioni, il che è da mettere in rapporto con l’accentramento sempre maggiore della popolazione, specie in un centro senza grandi attività economiche oltre l’agricoltura e l’allevamento, nelle ville rustiche del territorio che erano i centri di latifondi gestiti con l’impiego degli schiavi.
Tra questi edifici il meglio noto è l’anfiteatro (Immagine 1), eretto in opus reticulatum in tufo forse non molto dopo la deduzione della colonia, come quello di Pompei, di cui ricalca all’incirca le dimensioni. Fu appoggiato all’angolo sud-orientale delle mura ed in parte al pendio naturale, e solo la parte meridionale poggia su grosse costruzioni a volta, mentre l’arena si trova sotto il livello circostante. Sono ben conservati i due vomitorii (Immagine 2) principali nell’asse maggiore dell’ellisse (itinera magna) con ambienti laterali, e il podio che divideva la curva dall’arena, e dei sedili in tufo dell’ima cavea interrotti in corrispondenza dell’asse minore da podii (tribunali) (Immagine 3); è rimasto abbastanza per permettere la ricostruzione. Nel tardo impero fu iniziata la costruzione di stalle nel podio, poi rimasta interrotta dagli eventi che precipitarono con la dissoluzione dell’impero romano d’Occidente. (Immagine 4)
Nella zona del "Santissimo" sono conservate imponenti costruzioni a volta di un edificio probabilmente pubblico che era forse in rapporto con la piazza del foro che vari indizi fanno supporre nelle vicinanze della chiesa di S. Pietro.
Nel territorio sono forse provenienti da ville rustiche, ubicate in collina ed in parte lungo le strade che uscivano dalla città e con quelle della centuriazione, vari monumenti funerari di età tardo-repubblicana e del I secolo dell’impero (Immagine 5), evidentemente di famiglie dell’Ordo (notabilatu) e di altre che possedevano terreni. La loro tipologia adotta lo schema di un corpo quadrato con o senza camera sepolcrale e sormontato da un’edicola o da un piano superiore circolare o poligonale, terminato da una cuspide, mentre il tipo circolare con camera circolare è un’eccezione relativamente antica.
Nel monumento con edicola nel recinto del campo sportivo è stata trovata anche la testa, ritratto del defunto, in calcare locale, dell’inizio dell’età imperiale. Nel tardo impero, Abella parrebbe essersi gradualmente dissolta come città in seguito alle invasioni, quali quella di Alarico che distrusse Nola.

Il castello di San Michele
Il complesso monumentale del Castello di Avella (Immagine 6), attestato sui rilievi collinari che bordano ad Est la pianura campana, occupa una collina dai fianchi scoscesi situata sulla destra del fiume Clanis; alle sue spalle si stagliano i monti di Avella , barriera naturale che separa il comprensorio avellano-baianese dalla Valle Caudina. Il sito gode di una posizione strategica di controllo del territorio circostante,a guardia di un itinerario naturale che attraverso il passo di Monteforte Irpino mette in comunicazione la pianura campana con la valle del Sabato e conduce verso la Puglia e la costa adriatica. (Immagine 7)


La struttura
La sommità della collina (m 320 s.l.m.) è occupata dalle strutture della rocca, dominata dalla mole di una torre cilindrica su base troncoconica saldata alle imponenti strutture del donjon .(Immagine 8) Due cinte murarie (Immagine 9), sviluppandosi a diversa quota, cingono le pendici del colle e si ricongiungono sul lato settentrionale, alla base della rocca. La prima,datata ad epoca longobarda, ha una piantaellittica e abbraccia una superficie di circa mq 10.000; del circuito si conservano dieci semitorri (una è inglobata alla base dell’angolo settentrionale del donjon) delle quali cinque a sezione troncoconica e quattro di forma troncopiramidale. (Immagine 10) La seconda cinta, a pianta poligonale, prevede una porta carraia nell’angolo sud-orientale e nove torri, tutte quadrangolari eccetto quella dell’angolo sud occidentale della fortificazione, a pianta pentagonale; la superficie racchiusa all’interno del circuito è di circa mq. 21.000. (Immagine 11)
Nell’area compresa tra le due cinte murarie, in forte pendio verso sud, sono- visibili i resti di numerosi ambienti riferibili a strutture abitative; l’unico edificio conservato in elevato è una grande cisterna a pianta rettangolare, situata immediatamente all’interno della cinta muraria interna. (Immagine 12)
Galleria di immagini

Immagine 1

Immagine 2

Immagine 3

Immagine 4

Immagine 5

Immagine 6

Immagine 7

Immagine 8

Immagine 9

Immagine 10

Immagine 11

Immagine 12



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