Attualità >> Mostre e Luoghi >> Luoghi

Il battistero di Ascoli Piceno, arca di Salvezza

Autore: Roda, Anna  Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it
martedì 3 febbraio 2015

Il Battistero di Ascoli Piceno è un monumento semplice ed austero di stile romanico, uno tra i migliori esempi di arte religiosa italiana.
La sua struttura si mostra solida e massiccia completamente realizzata da blocchi squadrati di travertino, alcuni riutilizzati e provenienti da altri edifici, altri si ritiene da un preesistente fabbricato. Alla base del lato est del monumento si nota la presenza di reperti di mura romane. (Immagine 1)
La storia
L'inizio della sua costruzione è di difficile datazione, tuttavia si ipotizza, dai rinvenimenti archeologici del secolo XIX che la parte interna dell'edificio sia stata un tempio pagano del foro ascolano dedicato forse ad Ercole. La sua riqualificazione e riadattamento come battistero potrebbe essere avvenuta nel V - VI secolo. Alcuni archeologi si sbilanciano verso il VI secolo a motivo della forma ottagonale adottata per l'interno che accomuna il battistero ascolano a quello di San Giovanni a Firenze, al battistero degli Ariani di Ravenna. Il primo restauro della struttura avvenne in tempi anteriori al IX secolo, poi nuovi interventi di risarcimento ebbero luogo intorno all'XI-XII secolo, come evidenziano i decori triangolari e le riquadrature dell'ingresso principale. (Immagine 2)

La struttura. Gli esterni
Il corpo di fabbrica si sviluppa da una base quadrata sormontata da un tiburio ottagonale, aperto da 4 monofore, sovrastato da una cupola circolare arricchita da una lanterna a base quadrata e cuspidata alla sommità, utile per dare luce all'interno. I lati esterni del tiburio sono abbelliti da arcate trifore cieche a pieno sesto, nella porzione esposta ad est ci sono due bifore anch'esse cieche. La serie di questi archetti fu aggiunta nell'intervento di conservazione del XII secolo. (Immagine 3)
In origine il monumento aveva tre ingressi che simboleggiavano la Santissima Trinità e le tre Chiese: Militante, costituita dai battezzati, fedeli a Cristo ed al papa; Purgante, che comprende le anime del purgatorio che si preparavano a raggiungere il cielo e Trionfante rappresentata da santi, angeli ed anime che beneficiano della salvezza.
L’accesso aperto ad est è stato rimurato secoli or sono, mentre attualmente si può entrare all'interno del battistero attraverso due porte. Un ingresso si apre su piazza Arringo, è incorniciato da stipiti a riquadrature rettangolari e guarnito, al di sopra dell'architrave, da tre triangoli, i più piccoli laterali posti in corrispondenza delle riquadrature, ed il maggiore centrale solcato da una fenditura orizzontale. L’altro ingresso fronteggia la parete del duomo che ospita la porta della Musa e si mostra con un paramento di pietre lavorate in diversi periodi, stipiti di gusto romano ed architrave a bassorilievo che reca una treccia di corde annodate, decorazione molto diffusa nell'anno 1000. (Immagine 4)

Gli interni
L'aula interna ha una pianta ottagonale irregolare, tipicamente romana, con nicchie in corrispondenza degli angoli della base quadrata esterna. (Immagine 5) I lati interni dell'ottagono misurano ognuno 5,5 metri, la larghezza dell'aula è di metri 9,14 per un lato e di metri 9 per l'altro. All'interno del monumento è possibile osservare, al centro della pavimentazione, in corrispondenza della verticale dell'oculo della cupola, la vasca circolare o piscina, datata tra il V secolo ed il VI secolo, riscoperta nel 1839, ed usata, secondo il rito cristiano, per il battesimo ad immersione. (Immagine 6) Questa unica vasca era utilizzata sia per battezzare gli uomini che le donne assistiti rispettivamente da diaconi e diaconesse. Sul lato destro un fonte battesimale, del XIV secolo - XV secolo, posto su di una colonna tortile. Sull'altare la pala, olio su tela, Battesimo di Cristo, del XVI secolo, attribuita a Venceslao Corrigioli di Reggio, che attualmente è custodita in deposito. (Immagine 7)

La simbologia
Dense di simbologia è la struttura del battistero, e non solo di quello ascolano.
Il quadrato rappresenta la terra ed i suoi 4 elementi: aria, terra, fuoco ed acqua, i quattro punti cardinali, le quattro stagioni e le quattro età della vita umana. La porzione superiore del tiburio, a perimetro ottagonale, richiama alla mente il battesimo descritto da san Pietro nella sua prima lettera (3,20-21) « quando ai giorni di Noè, la pazienza di Dio stava aspettando che fosse fabbricata l’arca, ove pochi, cioè otto anime, si salvarono sopra l’acqua. Alla qual figura corrisponde ora il battesimo che vi salva…»
L’ottagono, oltre ad essere simbolo frequentato anche presso i pagani (basti pensare che i mausolei imperiali erano a pianta ottagonale), e riferimenti vetero testamentari, ha anche importanti riferimenti al Nuovo Testamento. Cristo risorto, infatti appare alle donne, il giorno dopo il sabato, cioè l’ottavo giorno, il giorno quindi aperto alla Salvezza, il giorno che completa la creazione di Dio con la nuova creatura Cristo Gesù. (Immagine 8)
La cupola a pianta circolare, come il cerchio e la sfera, rappresenta l'eternità quindi il paradiso dei credenti.
Galleria di immagini

Immagine 1

Immagine 2

Immagine 3

Immagine 4

Immagine 5

Immagine 6

Immagine 7

Immagine 8
 



Pagina:  1  2  3  4  5  6


© Copyright 1995-2010 | CulturaCattolica.it | Privacy Policy |Credits