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L’Abbazia di San Felice a Giano dell’Umbria

Autore: Roda, Anna  Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it
sabato 2 maggio 2015

Sulle origini degli antichi
A ridosso dei Monti Martani, in posizione panoramica sopra una piccola valle, si trova il borgo di Giano dell’Umbria, il cui nome deriva dall’omonima divinità pagana. L’insediamento fu edificato dal console Caio Flaminio nel III secolo a.C., venne distrutto dai Longobardi e ricostruito intorno al X sec. presso un castello. (Immagine 1)
Ancora oggi il paese conserva la struttura medioevale con le caratteristiche cinte murarie che per tre giri proteggono l’abitato. (Immagine 2)

L’Abbazia di San Felice
La storia
Nei dintorni, in un ambiente naturale ancora intatto, si trova l’antica Abbazia di San Felice, vero capolavoro dell’arte romanica umbra (Immagine 3/4). La chiesa e l’annesso cenobio benedettino vennero edificati tra l’XI e il XII secolo, in particolare la chiesa fu eretta su una precedente del 950, edificio forse edificato a sua volta su un altro più antico a difesa del sarcofago di san Felice. A fronte di ciò appare quindi molto probabile l’ipotes di un riutilizzo dei materiali delle precedenti costruzioni, infatti sono anteriori al X secolo colonne, colonnine, plutei e capitelli.
La struttura architettonica con pianta a tre navate absidate, presbitero rialzato sulla cripta, trifora in facciata, portale strombazzo ed comune alle coeve basiliche spoletine, una tipologia di romanico umbro con influssi lombardi. (Immagine 5)
Nel 1373 papa Gregorio XI pose l'Abbazia di San Felice sotto la giurisdizione dell'Abbazia di Santa Croce di Sassovivo, seguendone le sorti e la decadenza avvenuta nel corso del XV secolo. Nel 1450 papa Niccolò V affidò la cura del complesso abbaziale alla Congregazione perugina degli Eremitani di Sant'Agostino, i quali presero formale possesso di San Felice nel 1496. Durante quegli anni il complesso, che versava in stato di degrado, fu sottoposto ad interventi di restauro che, a partire dal 1452, durarono quasi trent'anni. Nel 1798 gli Agostiniani, a causa della loro condotta, furono allontanati dall'abbazia e i beni di questa furono confiscati e devoluti al Comune di Spoleto. Dal 1803 al 1810 la struttura fu retta dai Passionisti.
Nel 1814 il sacerdote romano Gaspare del Bufalo (Immagine 6), che insieme ad altri sacerdoti intendeva fondare una congregazione, ritenne che quel luogo fosse il più adatto per portare a compimento il suo progetto. Cosicché nel 1815, grazie all'appoggio di papa Pio VII e con l'aiuto della popolazione di Giano dell'Umbria, il missionario si stabilì nei locali del convento e il 15 agosto dello stesso anno nacque, con una solenne cerimonia, la congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue.
Nel 1860, a seguito della soppressione delle corporazioni religiose, il complesso di San Felice fu abbandonato dai Missionari bufalini, che vi fecero rientro solamente nel 1937. Da allora l'abbazia è custodita dai sacerdoti di San Gaspare, che oggi ne hanno fatto un centro di accoglienza e spiritualità. (Immagine 7)

La struttura attuale
L'aspetto attuale della chiesa risale al restauro realizzato tra il 1955 e il 1958, quando fu necessario rinforzare le strutture mediante travi di cemento armato, predisporre le fondamenta di cui la chiesa era priva, eliminare e sovrastrutture barocche e quelle trasformazioni che nel corso dei secoli la stessa aveva subito. L'esito finale decretò, tuttavia, la scomparsa non solo degli affreschi barocchi, ma anche di quelli d'età umanistica che i barocchi avevano ricoperto.

La facciata
La facciata è frutto di numerosi rimaneggiamenti e presenta la tipica e semplice struttura a capanna: al centro si nota una trifora, le cui due colonnine sono databili IV-V secolo; il portale d'accesso, sollevato dal piano stradale da quattro gradini, è strombato, con archi a tutto sesto e un architrave in travertino decorato con foglie piatte terminanti ad uncino. (Immagine 8/9)

Gli interni
L'interno è diviso in tre navate: la centrale, più alta delle altre e coperta da volta a botte (esempio raro in Umbria), è interrotta da due archi trasversali. Le navate laterali, invece, sono coperte da volte a crociera. (Immagine 10/11)
Una moderna ripida scalinata in travertino conduce al presbiterio e alle tre absidi con catino circolare. Il presbiterio è molto rialzato perché copre tutta la cripta sottostante. Le costruzioni abbaziali sorgono sul lato destro della chiesa con sviluppo «a L». (Immagine 12)
La cripta risale alla stessa epoca della chiesa (anche se qui si riscontra un più largo uso di materiale di recupero) e conserva l'arca che costudisce le reliquie del santo. La è cripta divisa in tre navate da due pilastri a croce, nonché da semicolonne che dividono l'abside centrale da quelle laterali e contiene l’arca con le reliquie di san Felice. (Immagine 13/14)
La zona absidale esterna presenta una elegante decorazione a loggia nell’abside maggiore. (Immagine 15/16)

L’antica abbazia
Le costruzioni abbaziali (Immagine 17) sorgono sul lato destro della chiesa con sviluppo «a L» (Immagine 18).
Il chiostro, in pilastri di mattoni a pianta rettangolare, si data XIV-XV secolo (Immagine 19). La costruzione del portico e del primo loggiato risale alla prima metà del XVI secolo, il secondo loggiato venne invece terminato nel XVIII. Sopra ogni pilastro sono affrescati busti di santi e beati. Gli affreschi sulle pareti raffigurano le storie della vita di San Felice. All'interno del quadrato del chiostro si trova una cisterna per la raccolta delle acque piovane.
Galleria di immagini

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