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La basilichetta di San Pietro a Porto Venere

Autore: Roda, Anna  Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it
sabato 8 agosto 2015

La chiesa sulla roccia
Mai nome fu più appropriato per una chiesa. La posizione sullo sperone di roccia che immette nel golfo di Porto Venere, rende l’antica basilica di San Pietro un faro, faro materiale per le navi che veleggiavano di fronte alla costa impervia e nel mare pericoloso, faro spirituale fondato saldamente sulla roccia, chiaro richiamo all’apostolo “Pietra” e alla parabola evangelica. (Immagine 1/2)

La storia
Costruita sullo sperone roccioso all’estremità del paese di Porto Venere che da sul mare aperto, la chiesa fu fondata sugli antichi resti del tempio pagano dedicato alla dea Venere Ericina . La parte più antica, forse addirittura del V secolo di tipologia siriaca a pianta quadrata, alla destra dell’ingresso, è ancor oggi identificabile grazie alla presenza della pavimentazione circolare realizzata con sottili lastre di pietre a marmi di vario genere.
Come tutte le chiese, anche San Pietro venne rinnovata nei secoli: alla veste romanica (1198) subentrò poi, in seguito a burrascose vicende politiche, l’attuale veste gotica, frutto di lavori di modifica, ad opera dei genovesi, dal 1256 al 1277, che intervennero per quanto possibile sul ristretto spazio a disposizione. (Immagine 4)
Nel 1494 un grave incendio colpì il paese e coinvolse anche la chiesa di San Pietro, in seguito danneggiata dagli attacchi della flotta di Carlo VII, venne saccheggiata più volte dei suoi materiali che vennero usati per gli impieghi più svariati ed in periodo napoleonico le sue rovine vennero destinate a batteria militare per la difesa del golfo spezzino.
Perse il titolo di parrocchiale sul finire del XIV secolo, in favore della chiesa di San Lorenzo, e venne officiata dal clero secolare fino al 1798. (Immagine 5)
Il restauro della chiesa è relativamente recente, dal 1929 al 1934.

L’edificio
Entrando nella piccola chiesa si ha la sensazione di trovarsi in un unico ambiente, ma ad uno sguardo più attento si può riconoscere la divisione in tre navate, le laterali più strette e la centrale più ampia che conduce lo sguardo all’altare in marmo bianco di semplice fattura. (Immagine 6)
L’interno della chiesa è decorato, come parte della facciata, a strisce orizzontali bianche e nere; al presbiterio sono affiancate due piccole cappelle laterali a pianta quadrata con copertura a volte ogivali su pilastri polistili, quella a sinistra è sormontata dalla torre campanaria che sale a sezione quadrata sino a chiudersi a piramide e decorata, su ogni lato, da due file verticali di bifore che, oltre ad avere una funzione decorativa, hanno il compito di alleggerire la struttura della torre. Grazie ad una ripida scaletta esterna si può giungere quasi a livello della cuspide campanaria: da questa piattaforma si gode uno spettacolo straordinario. (Immagine 7/8/9)
Sul lato destro rispetto all’ingresso decentrato, si apre un suggestivo loggiato con ariose finestre. Da questa posizione si può ammirare la sottostante grotta dedicata al poeta romantico Byron. (Immagine 10)
Galleria di immagini

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Immagine 10
  



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