Attualità >> Mostre e Luoghi >> Luoghi

L’abbazia di Santa Maria di Sitria a Isola Fossara

Autore: Roda, Anna  Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it
domenica 6 settembre 2015

Silenzio e pace
L’Italia è ricca di luoghi incantevoli, densi di spiritualità. Molti sono noti e vedono l’arrivo di numerosi pellegrini e turisti, altri sono sconosciuti, spesso dopo un passato glorioso sono ora abbandonati, meta forse di qualche studioso o di qualche sperduto e casuale visitatore.
Così capita a questa meraviglia: l’abbazia di Santa Maria si trova in uno scenario spettacolare nel parco naturale del monte Cucco nell'eugubino, presso Isola Fossara, frazione del comune di Scheggia e Pascelupo in provincia di Perugia, quasi sulla linea di confine con la regione Marche. (Immagine 1/2/3)

La storia
Il sito venne fondato da san Romualdo (951-1027) (Immagine 4) attorno al 1014 come romitorio eremitico, in semplice pietra e legno, solo più tardi nel 1018-1020 venne eretto un monastero vero e proprio (Immagine 5/6/7) nel quale visse per sette anni lo stesso santo e poi anche san Pier Damiani (1007- 1072) (Immagine 8), sant'Albertino da Montone, il beato Tommaso da Costacciaro e Leone il Precense, quindi un luogo ricco di profonda santità e spiritualità. Il cenobio diviene importante e acquisisce possedimenti, fino ad essere però ceduto in commenda nel 1451 da papa Nicolò V. I beni di Sitria, nel 1836 vengono incamerati da Gregorio XVI ed assegnati a Fonte Avellana. Attualmente disabitato, anche perché il monastero non esiste più, è sotto la custodia dei monaci di Fonte Avellana, infatti per visitare la chiesa occorre rivolgersi a loro.

La chiesa
La chiesa di Sitria è un edificio religioso del XII sec. ca composto da un'unica navata separata, alla maniera benedettina, dal presbiterio tramite una scala in pietra di 8 gradini e transetto sporgente (Immagine 9/10/11). È di linee romanico-gotiche, presenta una copertura con volta ogivale in pietra e un altare abbellito da archetti trilobati, sorretti da 13 colonnine, delle quali la maggior parte furono rubate negli anni sessanta del ‘900 e successivamente ricostruite. Nel catino dell'abside si trova un affresco risalente al XVII secolo, raffigurante la Crocifissione, di autore ignoto. (Immagine 12)
La cripta sottostante (Immagine 13/14), attribuita dagli studiosi all’XI sec, quindi alla prima fase dell’edificio, alla quale si accede per un ingresso al centro della scalinata, molto elegante e suggestiva, presenta una volta sorretta da una colonna di granito con capitello (Immagine 15), quasi sicuramente proveniente da una costruzione preesistente di epoca romana, forse dalla vicina area archeologica di Sentinum.
Sulla sinistra si trova la stretta e lunga cella di san Romualdo: si tratta probabilmente dei resti dell’antica cella eremita del fondatore o dei suoi confratelli.
Il monastero
Il cenobio annesso che, sebbene fatiscente, esisteva ancora un secolo fa, è ora quasi completamente distrutto, se si eccettuano un salone con volta in pietra (forse l'antica sala capitolare) e un altro di medesima fattura al piano superiore. (Immagine 16/17)
Galleria di immagini

Immagine 1

Immagine 2

Immagine 3

Immagine 4

Immagine 5

Immagine 6

Immagine 7

Immagine 8

Immagine 9

Immagine 10

Immagine 11

Immagine 12

Immagine 13

Immagine 14

Immagine 15

Immagine 16

Immagine 17
 



Pagina:  1  2  3  4  5  6


© Copyright 1995-2010 | CulturaCattolica.it | Privacy Policy |Credits