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Catechismo dell'universo quotidiano

L’abbazia dimenticata: San Benedetto in Alpe

Autore: Roda, Anna  Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it
giovedì 10 dicembre 2015

Le origini
Non ci sono documenti che ci indichino con certezza quando ebbe origine l'insediamento monastico e quando fu eretta l'abbazia.
A partire da indagini storico artistiche sulla cripta, si è ipotizzato l’inizio dell’insediamento attorno alla prima metà del XI secolo. A fronte di ciò abbiamo numerosi documenti antichi che riguardano, o comunque citano, l'abbazia di San Benedetto in Alpe. Le fonti relative all'abbazia risalgono agli inizi del secolo XI, mentre prima pare ci fossero in questa zona nuclei di eremiti. (Immagine 1)

I documenti ci dicono che l’abbazia di San Benedetto nel XII secolo era una delle più ricche e potenti abbazie dell'Appennino tosco-romagnolo. I possedimenti dell'abbazia si estendevano nelle diocesi di Forlì, Forlimpopoli, Faenza e Firenze. Il monastero raggiunse l'apice della sua influenza durante il XIII secolo, quando anche i fabbricati che lo componevano assunsero notevoli dimensioni: tutta l'area dell'attuale abitato di Poggio era infatti allora probabilmente occupata dalle celle dei monaci, le quali su due file formavano un borgo ai lati della strada rettilinea che ancora oggi parte dalla chiesa abbaziale. I secoli XIV e XV segnano la decadenza dell'abbazia, che vede progressivamente diminuire i suoi monaci, finché nel 1499 l'abate di San Benedetto consegna i pochi beni e i privilegi che ancora l'abbazia possedeva nelle mani di papa Alessandro VI. Dopo essere passata all'amministrazione dell'abbazia di Vallombrosa, nel 1526 viene concessa per sempre al Capitolo della basilica di San Lorenzo di Firenze. Ridotta l'abbazia a semplice parrocchia, in tempi più recenti, i fabbricati furono trascurati, con la conseguenza incuria che ancora oggi li caratterizza. (Immagine 2)

La chiesa abbaziale e il complesso monastico
Come tanti altri antichi edifici, il complesso abbaziale mostra componenti che risalgono a epoche diverse, dal medioevo ai primi decenni del XVIII secolo, infatti l'iscrizione di una lapide vicina alla porta di ingresso attesta che i lavori di ricostruzione della chiesa furono completati nel 1723.
La chiesa è ad aula unica, coperta da un tetto a capriate lignee. Cinque gli altari sono addossati alle pareti con colonne laterali di stile rinascimentale coronate da capitelli corinzi. (Immagine 3)

In una nicchia fra l'ingresso e l'altare con Sant'Antonio, a destra, è ospitato un pregevole manufatto; si tratta di un fonte battesimale costituito da una grande vasca di marmo che poggia su una colonna di pietra. Dei medesimi materiali è stata realizzata la pila per l'acquasanta.
Sempre a destra troviamo il primo altare che ospita un quadro raffigurante Sant'Antonio abate, mentre il secondo altare presenta un quadro che raffigura la Madonna del rosario. Da un'iscrizione sul quadro medesimo ricaviamo che il quadro risale al 1633. L'immagine della Madonna è contornata da 15 quadretti rappresentanti i misteri del rosario.

Tra gli altari di sinistra notiamo il primo altare che offre, in una nicchia, una statua raffigurante la Madonna.

In una nicchia dell'altare maggiore è ospitata una statua della Madonna col Bambino, che durante l’inverno trova un’altra collocazione. Nelle due colonne laterali dell'altare maggiore, sopra i capitelli, sono scolpiti due grandi vasi dai quali si sprigionano fiamme.
In alto, davanti all'altare maggiore, è stato collocato un crocifisso ligneo scolpito e dipinto di scuola fiorentina del Quattrocento. (Immagine 4)

Le originali forme scomparse
Possiamo supporre che la forma originale della chiesa antica fosse a croce latina, la navata centrale terminava con abside semicircolare mentre i bracci del transetto erano semicircolari all'interno e forse rettilinei all'esterno. L'antica chiesa aveva una grande cripta posta sotto il presbiterio e l'altare maggiore, con diramazione sotto i due transetti. Il complesso abbaziale comprendeva anche il convento, il chiostro e un sistema fortificato.
Il Capitolo della basilica di San Lorenzo di Firenze, decise di abbattere il muro e la cappella di sinistra e di ricostruirla spostandola tutta sulla destra. Ciò però provocò La demolizione di metà del chiostro dell'antico monastero. In tal modo la nuova chiesa veniva ad essere più piccola della vecchia, perdendo la forma della croce latina, il pregevole abside, la cripta e le cappelle sull'asse minore della croce.
L'ampia area che era occupata dalla vecchia chiesa diventò un campo e poi un prato, mentre oggi l'area è prevalentemente sterrata e necessita di un incisivo intervento di miglioramento. (Immagine 5)

Per fortuna non tutto dell'originario edificio medioevale è andato completamente perso. Le parti dell'abbazia che si sono conservate sono solo frammenti, ma alcuni sono resti importanti; in particolare ricordiamo: l'alto campanile a vela; l'attacco dell'abside semicircolare; il grande arco di accesso al pronao, già di ingresso al convento e ora alla chiesa; una torre di vedetta munita di feritoie balestriere; elementi (le colonne di pietra) di una porzione del chiostro con il pozzo, ora non più centrale ma addossato al muro della chiesa; ma soprattutto la cripta del transetto di destra. (Immagine 6/7)

La cripta
La maggior parte della cripta dell'antica chiesa è rimasta coinvolta nella demolizione settecentesca. E’ rimasta intatta, ed è tuttora molto suggestiva, la parte corrispondente al transetto di destra.
La forma è quasi quadrata, con quattro archi sorretti da due artistiche colonne, alte, senza il piedistallo e il capitello, m. 1,25 e con una circonferenza ai due capi di cm. 86. Le colonne sono a forma quadrata, coi lati slabbrati, in modo che assumono la forma ottagonale. Tali colonne sono piantate nel centro della cripta, sono sormontate da capitelli che imitano lo stile bizantino. Da ciascun capitello partono quattro archi che vanno ad appoggiarsi sulle colonne aderenti al muro e toccano terra. L'arco che va verso l'altra colonna poggia sull'altro capitello, e quello che va verso la piccola finestra si biforca e poggia, lateralmente alla finestra, in una colonna adiacente al muro fino a terra. Da ciascun capitello partono ancora altri quattro crinali dirigentesi al centro dell'arco e formanti volte a botte e a crociera.
La cripta attualmente ospita le presunte reliquie dei martiri cristiani Primo e Feliciano, che in precedenza erano collocate sotto l'altare maggiore. (Immagine 8/9)

Gli scavi archeologici del 1987, compiuti in una porzione dell'area dove sorgeva l'antica chiesa, hanno messo in luce i resti della parte centrale della cripta, che risultata suddivisa in tre navate da pilastrini ottagoni con terminazione quadrata, in arenaria, su cui poggiavano capitelli a tronco di piramide. L'accesso si apriva sulla navata mediante due scale disposte simmetricamente. (Immagine 10/11)
Galleria di immagini

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