Attualità >> Mostre e Luoghi >> Luoghi

La chiesa campestre di San Salvatore a Casorezzo

Autore: Roda, Anna  Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it
venerdì 4 novembre 2016

L’oratorio tra i campi
L’abitato di Casorezzoha origine Intorno all’anno Mille.All’epoca era costituito solo da un castello con quattro torri, circondato da un fossato e posto tra folti boschi (fra le sue mura sorgeva l’antica chiesa dedicata a San Giorgio); il castello altro non era che una costruzione utilizzata come casa di campagna per svaghi di caccia e pesca di patrizi milanesi. Attorno alla fortificazione venne man mano aggregandosi un borgo.
In origine situato tra i campi aperti, sulla vecchia strada campestre che da Casorezzo conduce a Busto Garolfo, sulla direttrice Castel Seprio-Pavia, l’oratorio di San Salvatore è un piccolo edificio absidato in muratura e pietra.

La storia
L’oratorio di San Salvatore, nel corso della sua vita millenaria non è mai venuto meno alla sua funzione spirituale ed è tuttora sede di cerimonie religiose. (Immagine 1)
In plebe Parabiago, loco Consourezo, ecclesia Sancti Salvatoris cum S. Hilario: così alla fine del secolo XIII il Liber Notitiae Sanctorum Mediolani ricorda la cappella di Casorezzo, cui dovrebbe già riferirsi l’ecclesia campestris Domino Salvatori fra i confinanti di una vigna donata nel 922 dall’arciprete di Dairago a S. Ambrogio a Milano.
Il presbiterio , un tempo rivolto ad occidente, risale al secolo XVII, quando mantenendo i lati lunghi dell’aula romanica, databile alla prima metà del secolo XI, fu invertito l’orientamento. Uno scavo del 1991 all’interno dell’edificio ha rinvenuto strutture la cui interpretazione lascia spazio a riconsiderazioni in merito alla sua struttura. Se è plausibile che i due muri con andamento est-ovest appartengano ad un’aula altomedievale, diverso è il caso delle fondazioni riemerse a ridosso della controfacciata, riferite all’abside romanica, e delle spalle di emiciclo inglobate nella facciata, assegnate a una fase rinascimentale. Tale complessa restituzione si mostra però incompatibile con le monofore orientali, poste all’altezza degli ipotetici cantonali, e con il perimetrale sud romanico, che come dimostra un lacerto dipinto in fase con la Visitazione giungeva all’attuale controfacciata. Le strutture rinvenute appartengono perciò a fasi preromaniche, mentre romaniche sono le spalle dell’abside demolita. (Immagine 2)
Negli scorsi decenni peraltro sono state recate alla chiesa numerose violenze: il rifacimento della copertura con il rialzo della struttura originaria di circa 40 cm, dovuta alla creazione di un cordolo di calcestruzzo a sostegno del tetto; la demolizione dell’antico Lazzaretto; la creazione di inutili svuotamenti sotto affresco, dall’esterno, per la formazione di intercapedini; l’apertura di nuove finestre che ha causato la demolizione di parte dell’antica finestrella e la distruzione degli affreschi certamente esistenti sotto l’intonaco. (Immagine 3/4)

Gli affreschi
Numerosi e di epoche diverse sono gli affreschi che decorano le pareti della cappella.
Del ciclo cristologico svolto sui perimetrali si conservano due scene integre e tre frammentarie, sufficienti ad individuare una successione coerente pur in presenza di due maestranze agli antipodi. I due registri sud (a sinistra entrando), separati da una banda rossa con tituli, erano delimitati in alto da meandro assonometrico e in basso da velario o paramento di finte crustae. La narrazione si apriva in alto a sud-est con l’Annunciazione (Immagine 5/6), non divisa in due episodi apocrifi, poiché la striscia bianca accanto alla brocca non costituisce un divisorio, bensì un’architettura su cui poggia il trono della Vergine. Segue la Visitazione (Immagine 7), in cui l’abbraccio tra Maria ed Elisabetta è osservato da due figure che scostano le cortine. Dopo una plausibile Andata a Betlemme e una quasi certa Natività, fra la più occidentale delle tre monofore e la primitiva controfacciata si intuisce l’Adorazione dei Magi. Nel registro inferiore, da sinistra a destra, dopo una scena perduta (Sogno dei Magi?) ecco la Presentazione al Tempio (Immagine 8/9): le mani velate, Simeone accoglie Cristo proteso dalla Vergine, di fronte ad un altare sotto ciborio cupolato e corona votiva, mentre Giuseppe porge due colombe per il sacrificio sotto gli occhi della profetessa Anna. Dovevano seguire la Strage degli Innocenti, la Fuga in Egitto e Gesù fra i dottori del Tempio, di cui si conserva parte della quinta architettonica (piuttosto che l’improbabile Incontro con Afrodisio). Dopo l’ipotetico Giudizio finale in controfacciata i due registri nord ospitavano storie della Passione, iniziando in alto a sinistra verosimilmente con l’Entrata in Gerusalemme, entro un’ossatura di cornici tricrome a bande puntinate e meandro assonometrico, con bande a reticolo di semicerchi opposti a scandire gli episodi. Quanto rimane si concentra attorno alla Sacra conversazione (Immagine 10) di Giorgio da Serono (1522): alla sua destra, in basso, la Deposizione (Immagine 11/12) con il particolare delle Pie donne al Sepolcro (Immagine 13), probabilmente già precedute dalla Resurrezione; a sinistra, un angelo che trafigge qualcosa di perduto con un dardo suggerisce la Discesa al Limbo, sopra la quale un brandello di tovaglia fa pensare all’Ultima Cena. Ancor più a sinistra, in basso, un giovane santo stringe una croce (XIII sec.) e figure di alcuni santi. (Immagine 14/15)
La compresenza di botteghe tanto diverse mostra come nella pittura lombarda del secolo XI coesistessero binari formali indipendenti. I dipinti nord, di cultura romanico-occidentale, metallica e smaltata, trovano affinità in S. Stefano a Bizzozero, ma ancor di più nel volto murato nell’arco presbiteriale (ora sottotetto) di S. Trinità a Capolago, per una cronologia orientabile alla parte centrale del secolo xi. I dipinti della parete opposta traggono monumentalità e naturalezza dal classicismo bizantino, a cavallo fra i secoli xi e xii, evidenziando strette rispondenze con le figure del registro alto (ora sottotetto) di S. Calocero a Civate.
Galleria di immagini

Immagine 1

Immagine 2

Immagine 3

Immagine 4

Immagine 5

Immagine 6

Immagine 7

Immagine 8

Immagine 9

Immagine 11

Immagine 12

Immagine 13

Immagine 14

Immagine 15
 



Pagina:  1  2  3  4  5  6


© Copyright 1995-2010 | CulturaCattolica.it | Privacy Policy |Credits