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Maternità surrogata. Un mercato globale con il corpo della donne

Fonte:
CulturaCattolica.it
Le discussioni sulla maternità surrogata e sulle conseguenze per la madre surrogata sono relativamente nuove. La maggior parte dei paesi europei non hanno regolazioni o legislazioni su questo argomento. C’è bisogno di uno scambio di informazioni e di esperienze per rafforzare la nostra conoscenza e i nostri argomenti

La posizione della lobby delle donne svedesi
La lobby delle donne svedesi si oppone fermamente alla maternità surrogata. La nostra posizione è che la maternità surrogata è un mercato con il corpo delle donne e dei bambini così come una minaccia per i loro diritti umani e integrità fisica. In una dichiarazione congiunta alla nostra Assemblea Generale nel 2011, la lobby delle donne svedesi ed i suoi membri hanno dichiarato il sostegno alla Risoluzione del Parlamento europeo del 5 aprile 2011 sulle priorità e questioni accessorie di una nuova politica europea per la lotta alla violenza contro le donne (2010/2209 (INI)) . La risoluzione spinge gli stati affinché la maternità surrogata sia considerata uno sfruttamento del corpo della donna e dei suoi organi riproduttivi.
Svezia e maternità surrogata. Perché abbiamo ragione di preoccuparci.
La maternità surrogata è tutt’oggi vietata in Svezia. Tuttavia non c’è una legislazione che regola il fatto che i cittadini svedesi usino della maternità surrogata all’estero e che i bambini nati in questo modo possano essere portati in Svezia. Negli ultimi due anni la questione è stata sollevata per un dibattito e il governo svedese ha proposto un’indagine per esaminare la possibilità di aprire la maternità surrogata in Svezia. In vista dell’indagine nel dibattito pubblico è stata monitorata la tendenza di come il problema verrà inquadrato. Nel Marzo di quest’anno, il consiglio medico-etico ha commentato il report. La maggioranza dei membri ha dichiarato di essere positivamente orientati verso l’apertura della maternità surrogata “altruistica” in Svezia.
La Lobby delle donne Svedesi ha reagito a questa posizione. Noi abbiamo espresso riserve riguardo la loro non problematica comprensione della surrogazione altruistica, anche per il fatto che la preparazione dell’indagine è stata posta all’attenzione del Ministro della Giustizia in riferimento allo status parentale. C’è una mancanza di prospettiva verso i diritti delle donne. La Lobby delle Donne svedesi è stata attiva nel dibattito intorno a questo argomento ed ha scritto diverse lettere al Ministro della Giustizia e anche al Ministro Sociale e il concilio Medico-Etico.
Insieme ad altre organizzazioni di donne abbiamo lanciato la campagna “femministe contro la surrogazione”. Attraverso la campagna noi forniamo un forum alternativo ai piani femministi dove l’attenzione è posta sull’integrità del corpo delle donne e non sui diritti dei genitori senza figli al di sopra dei diritti umani basilari delle donne.
Noi lavoriamo anche attivamente per influenzare e impegnare le parti politiche in questa materia. Per esempio organizzando seminari e meetings ai quali invitare i rappresentanti di parte.
Maternità surrogata commerciale ed altruistica
Diversamente dalla maternità surrogata commerciale, le madri surrogate altruistiche non dovrebbero chiedere alcun compenso per il sacrificio del loro corpo ma farlo solo per scopi meramente altruistici. La surrogazione altruistica è basata sulla buona volontà di altre donne, l’auto sacrificio e la disposizione dei loro propri corpi e organi riproduttivi senza alcuna remunerazione per l’intero corso della gravidanza, dove si aspetta che esse donino il loro bimbo che hanno portato in grembo per nove mesi.
L’esperienza dei paesi dove la surrogazione altruistica è legale, come la gran Bretagna, l’Olanda e gli Stati Uniti mostra che là dove la surrogazione altruistica è stata legalizzata, quella commerciale ne è seguita di conseguenza. Ci sono solo pochi mezzi per controllare che non ci saranno soldi o compensi coinvolti nel processo, o la pressione sociale o la relazione di potere tra le parti in causa a determinare la decisione. Questi argomenti sono stati di poco interesse nel dibattito pubblico e non sono stati propriamente presi in considerazione.
Diseguaglianza sociale ed economica
Nella maggior parte dei casi di surrogazione commerciale, l’acquisto viene dai paesi occidentali e le madri surrogate dai paesi del terzo mondo o in via di sviluppo. C’è un diseguale bilancio di potere tra gli acquirenti e le madri surrogate. Le persone occidentali fanno pressioni sulla situazione economica vulnerabile di queste donne, nella loro richiesta di un bambino. Diventare una madre surrogata è un modo per la donna in posizione socialmente vulnerabile di vendere ciò che un diritto umano fondamentale dovrebbe proteggere loro dall’essere forzato a vendere: i loro stessi corpi.
Parlare di libera volontà e scelta delle donne in questi contesti è veramente problematico. Uno studio sulle madri surrogate in Anand (India) ha rivelato che il 50% erano illetterate e che molte di esse non potevano nemmeno leggere il contratto che stavano per firmare per entrare in questo “commercio di corpi”. Firmare il contratto significa firmare la rinuncia al diritto sul proprio corpo. Loro sono dipendenti da qualcun altro che assicura la loro comprensione dei termini del richiedente e i loro diritti durante la gravidanza. Queste donne spesso vengono da contesti poveri e le loro condizioni di vita non permettono un buona gamma di scelte quando la possibilità è tra guadagnarsi da vivere o di fare una scelta che non comprometta la loro integrità fisica.
Gli acquirenti fanno spesso domande su come la madre surrogata vive la sua vita, per esempio, per quanto riguarda la sua dieta, l’esercizio fisico e l’attività sessuale. La conseguenza è una “servitù della gleba temporanea”, dal momento che la donna non ha più il diritto di decidere sul proprio corpo e stile di vita. È altresì importante ricordare che la legalizzazione nei paesi occidentali non aiuta le madri surrogate in paesi vulnerabili. I clienti che provengono da paesi in cui la maternità surrogata è legale, come la Gran Bretagna e Paesi Bassi ancora fanno uso di madri surrogate da queste parti del mondo.
Conseguenze mediche
Gli effetti della gravidanza, sia fisici che psicologici, sono impossibili da prevedere. Ogni gravidanza è unica, come ogni donna e ogni bambino è unico. Quello che sappiamo però è che commissionare a una donna di essere incinta e di fare il parto è una delle cose più pericolose per una donna fertile. Una gravidanza non è mai priva di rischi. Alcuni dei rischi, diversi dalla morte, sono incontinenza fecale (3%), depressione (12,5%), preeclampsia (7%) e malattia di Graves (6%). Le statistiche si riferiscono a donne svedesi sotto le condizioni del nostro paese, non alle condizioni che ci sono ad esempio in India. I bambini nati da madri di maternità surrogata in India sono più spesso nati da un parto cesareo in quanto i bambini sono troppo grandi per la madre. Ciò comporta un’ulteriore rischio di complicanze, sia nella situazione attuale che in gravidanze future.
Conseguenze etiche
Il diritto di stipulare un accordo con un altro individuo non è mai assoluto, e non lo è mai stato. E’ vietato accordarsi per un crimine, per esempio un omicidio, e non si può entrare in un accordo in cui ti vendi come schiavo ad un’altra persona, anche se entrambe le parti sono in pieno possesso delle loro facoltà. La libertà contrattuale è limitata. La Lobby delle donne svedesi vede la maternità surrogata come un contratto di servitù della gleba temporanea, dove la madre surrogata ha rinunciato al suo diritto all’integrità fisica durante la gravidanza, e quindi il contratto è da ritenersi non valido. La base di un contratto è la possibilità di far rispettare il suo compimento. Che cosa succede se la madre surrogata cambia idea? Pensiamo di coinvolgere la polizia e costringerla a compiere il suo obbligo contrattuale? Possiamo negarle il diritto di aborto? Possono gli acquirenti richiedere un rimborso o indennizzo se non porta a compimento la gravidanza o se ha un aborto spontaneo? Il sistema giudiziario non può e non deve far rispettare la realizzazione di un contratto in cui una donna rinuncia suoi diritti umani.
Trascuratezza di una prospettiva di diritti umani nel dibattito sulla surrogazione
L’aspetto di vulnerabilità sociale ed economica, tuttavia tangibile, non è la ragione principale per cui la maternità surrogata dovrebbe essere illegale. Permettere la maternità surrogata vuol dire fare uso dei corpi delle donne e degli organi riproduttivi per la gioia di qualcun altro, a detrimento della donna stessa. Ci spingiamo per il diritto all’integrità fisica e per i fondamentali diritti dei bambini sui diritti umani di averne, che in realtà non sono un diritto umano, ma sono stati trattati come tali nel discorso sulla maternità surrogata. Noi rinunciamo alla prospettiva di un approccio di mercato liberale alla maternità surrogata e al diritto degli acquirenti che sono in prima linea, mentre i diritti delle donne sono sempre negoziati. La Lobby delle donne svedesi sta sollevando il tema perché stiamo assistendo a un tendenza verso uno smantellamento di tali diritti fondamentali a favore della volontà delle persone a diventare genitori in nome della loro realizzazione individuale. La questione della maternità surrogata è stata trattata nel discorso dei diritti riproduttivi di genitori senza figli di avere un bambino, quando la prospettiva dei diritti umani è l’unica plausibile per affrontare questo problema. Troviamo che l’inchiesta in Svezia è stata portata avanti un una prospettiva sbagliata e che l’insieme di voci che chiedono un’indagine non è fatta in nome e in prospettiva dei diritti umani. Invitiamo pertanto il governo svedese a vietare la maternità surrogata.
Porre fine all’industria della surrogazione che riduce il corpo delle donne a un container!
Avere un approccio femminista alla surrogazione significa rigettare l’idea che la donna possa essere usata come container e che la loro capacità riproduttiva possa essere comprata. Il diritto all’integrità è un diritto che non dovrebbe essere negoziato in nessuna forma di contratto, esso rimane un mercato del corpo delle donne e dei bambini. I diritti delle donne e dei bambini, non l’interesse del compratore, devono essere il centro del dibattito intorno alla maternità surrogata.

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