Il senso religioso in 16 film 12 - “L’inchiesta” di D. Damiani
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“L’inchiesta” regia di Damiano Damiani (1986)
Sono trascorsi sei anni dalla crocefissione di Cristo e i suoi seguaci diffondono l’assurda diceria che il suo cadavere sia risorto. L’imperatore Tiberio invia a Gerusalemme un suo funzionario, Tito Valerio Tauro per indagare sulla scomparsa del corpo dell’uomo di Nazareth. Attraverso gli incontri con
i testimoni, l’itinerario di Tauro, denso di una curiosità sempre più inquieta, diventa spirituale, al punto da convincersi che Cristo sia ancora vivo, tanto resta affascinato dal mistero della figura di questo Ebreo morto in croce. Si traveste da giudeo per cercarLo nel deserto, dove sembra possa avere trovato rifugio presso una comunità di lebbrosi. Gli sembra di vedere Cristo sulla riva del lago di Tiberiade, ma la sua figura si dilegua.
Durante la ricerca, Tauro detta mentalmente questa lettera all’imperatore Tiberio: “…se c’è qualcuno che chiede di essere liberato, non dagli eserciti, ma dagli insegnamenti di un uomo crocefisso, allora il mondo sta già cambiando; questo è ciò che temevi, non è vero Tiberio, mio amato imperatore?...”. Prima di addentrarsi nel deserto, rivolgendosi a Trifone, guardia del corpo di Pilato, Tauro afferma: “…con questa spada, Roma ha conquistato il mondo. Lungo questo filo sottile corre la logica e la morale nella quale sono cresciuto. E se fosse tutto? E niente? Aiutami, Trifone! Spingimi nel mistero….”. Tutta l’indagine, piena di attesa e di domande irrisolte, diventa per Tauro un autentico battesimo di desiderio.