Il senso religioso in 16 film 6 - "Green book" di Peter Farrelly
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“Green Book” regia di Peter Farrelly (2018)
1962. Perché Don,un giovane pianista di colore raffinato, colto, elegante, si reca a tenere concerti in Alabama (USA) dove la segregazione razziale è istituzionalizzata da una secolare pregiudizio, così radicato nella
cultura del vivere quotidiano, che esiste, solo per uomini e donne di colore, un’apposita lista di hotel dove possono soggiornare? (green book). Inoltre: cosa c’è di più distante da questo pianista, dell’italoamericano Villalonga, ex buttafuori, un autista che divora cibo, beve come una spugna,
sboccato nel linguaggio, volgare nel comportamento? Eppure, i fatti che accadono durante il viaggio diventano l’ occasione per un’imprevedibile, sorprendente scoperta della verità di sé da parte di queste due persone, solo in apparenza diverse ed inconciliabili. Saltano, on the road, i ruoli sociali (ricco/povero); la razza (colored/bianco); gli opposti caratteri (l’uno rozzo, aggressivo ignorante/l’altro corretto e formalmente educato). Accade così la bellezza e l’affezione di un riconoscimento che darà origine ad una grande e profonda amicizia. “…non basta il talento, ci vuole coraggio per cambiare il cuore della gente...” rispondendo alla nostra domanda iniziale. Infatti: Cosa accade nelle sequenze narranti la parte conclusiva di questo film?