Il Corriere (The Mule) - regia di Clint Eastwood (2019)
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Il Corriere (The Mule) regia di Clint Eastwood (2019)
• "....volevo essere qualcuno là fuori, visto il disastro di casa mia.." commenta con grande amarezza Earl Stone, anziano coltivatore di fiori ornamentali, che vede fallire il lavoro di tutta una vita a causa del commercio globalizzato via Amazon e constata con profonda tristezza di aver sacrificato i legami con la moglie e i figli divenuti a lui estranei dopo una lontananza durata decenni. Il fallimento dell' attività è come un tsunami che investe Earl e lo fa sprofondare in una solitudine esistenziale che, per la prima volta in vita sua, gli fa prendere coscienza dei tanti errori compiuti dalla sua latitanza affettiva e dal proprio individualismo egocentrico. Fino a quando, invitato alla festa di fidanzamento dell'unica nipote che ha mantenuto un rapporto con lui, incontra un giovane ospite che gli propone un lavoro rischioso, ma economicamente molto redditizio: fare il corriere della droga per un cartello messicano. Chi può sospettare un 89enne di essere trafficante di cocaina?
• Inizialmente tutto procede bene e il vecchio riesce a riscattare dal pignoramento la sua casa; poi succedono una serie di imprevisti che complicano i viaggi di Earl mettendo in discussione un lavoro chiaramente vantaggioso, ma che diventa pericoloso. La solitudine, la vecchiaia con i suoi inciampi, il passo che si fa sempre più lento ed insicuro, la malinconia che lo prende quando si accorge che anche questa scorciatoia per ridare un senso agli ultimi anni della sua vita non basta a riempire un grande vuoto: ecco, l'insieme di questi fattori accentua la crisi della senilità di Earl. Allora il desiderio di riallacciare rapporti familiari trascurati e perduti nel corso del tempo, spingono il protagonista a disobbedire ai datori del nuovo lavoro.
Cosa succederà?
• Il film è lo specchio di una biografia esistenziale: quella dell'attore e regista Clint Eastwood, come lo è stato "The old man and gun" interpretato da Robert Redford. Ambedue gli attori sono stati per 50 anni delle icone cinematografiche e hanno scelto quasi sempre personaggi idealisti, positivi. Paradossalmente nelle storie (veramente accadute) di questi due film, Redford e Eastwood hanno rivestito ruoli di personaggi trasgressori della legge per raccontare se stessi, un rapinatore di banche e un trafficante di droga . Ritengo che a loro interessasse fare in questi due film solo un elogio della vecchiaia che non vuole arrendersi e vuole mettersi alla prova in modo da chiudere una carriera con una strepitosa recitazione. Ma Earl dice alla fine di questo struggente film : "Ho comprato tutto, ma non il tempo".
Ho usato l'aggettivo struggente per definire quest'opera del regista perché mi ha ricordato la straordinaria malinconia e tenerezza presente in due film che ho sempre apprezzato come i migliori da lui girati ed interpretati, cioè : "The Million Dollar Baby" e "Gran Torino".
Nel primo avevamo la scoperta di una paternità affettuosa e paziente da parte del vecchio allenatore verso la giovane pugile; nel secondo, un vecchio bisbetico razzista accetta la compagnia di un ragazzo vicino di casa, lo fa diventare grande introducendolo alla realtà, salvandolo dalle grinfie di una gang.
• "... ti amo oggi, più di ieri, per sempre domani ..." : Earl , ormai consapevole di essere vicino allo scoccare del gong finale della partita della sua vita, ha ritrovato se stesso e il "sospiro segreto del cuore" (Alessandro Manzoni) che aveva per lungo tempo smarrito .
Giovanni Mocchetti