Marie Heurtin - dal buio alla luce
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Marie Heurtin – dal buio alla luce
La scena finale, quando Marie si reca sulla tomba di suor Marguerite e col viso (è cieca, oltre che sordomuta) rivolto al cielo “parla” colla lingua dei segni raccontandole quanto è accaduto di nuovo, questa scena paragonata alla scena iniziale quando Marie urla, strepita e si muove come un animale danno la misura del percorso educativo fatto.
Ma l’educazione di Marie non è un fatto di conoscenze e di tecniche che si possono instillare anche in una persona sordo/cieca, l’educazione di Marie è il frutto di più vocazioni.
Certamente quella di suor Marguerite, che vede nell’arrivo in convento di Marie una possibilità di precisare la propria vocazione claustrale, dedicandosi a lei per donarle una capacità di relazione col mondo attraverso la lingua dei segni: cammino faticoso e lento e quando pare che non ci sia nulla da fare, dopo la scena magistrale della ribellione in refettorio, Marie mostra finalmente di capire che la pressione esercitata sul suo braccio corrisponde alla definizione dell’oggetto che la provoca (il primo oggetto in assoluto è il suo amatissimo coltellino) e diventa affamata di conoscere il mondo che la circonda.
C’è la vocazione dei genitori, che riconoscono la propria mancanza di strumenti per aiutare Marie nella sua situazione ma non rinchiudono se stessi e la figlia in questo limite e cercano aiuto presso le suore, anche a costo di un distacco: e l’abbraccio che Marie riserva loro quando dopo molti anni li reincontra in visita al convento dice tutta la gratitudine per aver saputo guardare al bene della figlia.
C’è anche la vocazione di Marie a diventare una persona, consapevole di esserlo e di avere una umanità da sviluppare e far crescere: quando suor Marguerite si allontana perché malata dal convento, Marie regredisce e torna ad atteggiamenti iniziali di rifiuto e di isolamento, certamente perché si sente tradita; ma quando Marguerite sta male e sta per morire, Marie in modo determinato e pacato mostra che il suo posto è accanto a Marguerite che può e deve curare (contrariamente al parere della madre superiora) ; responsabilmente lo fa, non ha paura della morte perché Marguerite gliel’ ha spiegata (la scena della morte della suora anziana); infine Marie responsabilmente resta incardinata tra le suore del convento, dove presta la sua opera ad insegnare ad altre ragazze la lingua dei segni, consentendo anche a loro una relazione col mondo e la possibilità di goderne.