Ciao Darwin Padania contro Mezzogiorno
- Autore:
- Fonte:
Ciao Darwin terza puntata Padania contro Mezzogiorno o "Terronia", nord contro sud insomma.
Dopo le elezioni regionali e la vittoria della Lega Nord, sembra la puntata pensata ad hoc, gli stereotipi a confronto.
La presentazione della puntata del 2 aprile 2010 sul sito di Ciao Darwin recita:
L'imprevedibile viaggio di Paolo Bonolis e Luca Laurenti alla ricerca dei caratteri antropologici dominanti nel terzo millennio ritorna con una nuova sfida. Il mondo Padania si scontra con quello del Mezzogiorno.
Due modi diversi di riflettere l'Italia. Il primo, capitanato da Fabio Testi, attore originario della veronese Peschiera del Garda, è quello dominato dalla solerzia e dall'iperattività spesso additata ai cittadini del Nord.
Il secondo gruppo è guidato dalla vulcanica attrice Tosca D'Aquino ed è il simbolo del culto della lentezza, non solo lavorativa ma anche paesaggistica. Lecce o Palermo non sono certo la frenetica Milano...
Già, è un gioco, basato sui cliché, i belli contro i brutti, i grassi contro i magri e questa volta uno stereotipo duro a morire, il nord lavoratore e solerte contro il sud lento e bello. Un gioco certo, si fa per ridere, per guardare le chiappe delle ballerine inquadrate sino al filo interdentale che le separa, le sfilate di abiti e biancheria intima dove spesso il cattivo gusto ha poco di simpatico, e dove a volte si soffre per la messa in ridicolo di persone che non si farebbero vedere in mutande nemmeno dalla madre.
Ma qui se non la finiamo di giocare con questo stereotipo del sud e del nord e non cominciamo a pensare che siamo un’Italia, una sola, dove la lentezza degli uni non può essere sostenuta dalla solerzia degli altri, dove la bellezza del paesaggio deve diventare quello che è una miniera d’oro, che però deve essere gestita e amministrata con solerzia ed efficienza, che saranno anche noiose ma indispensabili in alcune circostanze.
La bellissima signora del sud che dichiara che le donne del sud sono tutte casa e famiglia e quelle del nord pensano al lavoro, un po’ ti fa inalberare, perché anche tu povera “nordica” vorresti dedicarti di più alla famiglia, come le donne del mezzogiorno che abitando a Milano han dovuto dire addio ai ritmi del sud, perchè qui il pane costa caro, e anche il companatico e gli affitti, il canone tv si paga e allora ti vien da dire che il tuo lavoro e le tasse che paghi vanno anche a beneficio di quel sud che poi ti prendono per i fondelli facendo l’elogio della lentezza e della famiglia.
Prova ad andare piano al nord, a dire a uno che ti cerca al cellulare che lo avevi spento perché era lì’ora della pennica. Quello ha già cambiato fornitore nel frattempo. Sono difetti, sono gravi difetti, ma così va il mondo, non si chiede che cambi una mentalità millenaria scolpita dalla storia, dal territorio, dai dialetti e dalle tradizioni, questo no, ma se si mettessero da parte almeno un poco gli stereotipi per pensare che siamo tutti sulla "barca Italia" e che se vogliamo salvarci bisogna che tutti si diano da fare a buttare fuori l’acqua che entra dalle falle, altrimenti si affonda, insieme, ma si va a fondo.
E’ l’Italia bellezza, del sole e della nebbia, delle barzellette sul milanese e il napoletano, del risotto e dell'amatriciana, ma in tempi di crisi bisogna cambiare registro e superare lo stereotipo.