Sanremo è Sanremo e ha già un vincitore: Povia
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Sanremo è Sanremo. Il Festival della Canzone italiana pur tra mille critiche rimane sempre e comunque uno spaccato reale della nostra società. Preceduto dalle polemiche suscitate dal testo della canzone presentata da Povia, il sipario è calato sulla prima puntata. Che dire delle canzoni? Bella quella presentata da Dolcenera, non male quella della figlia di Zucchero tra le nuove proposte. Pessima, davvero pessima quella di Masini: un coacervo di tesi trite e ritrite arrangiate col tipico sound masiniano. Ascoltando "L'Italia" la mente ritorna a quando Masini cantava: "Mi diceva quella gente che s'intende di canzoni hai la faccia da perdente mi dispiace non funzioni": forse chi glielo diceva non aveva poi tutti i torti!
Sanremo è Sanremo. C’è stata pure l’esibizione di Benigni nella puntata inaugurale e il giullare toscano non ha disatteso le aspettative. Anzi: lontano anni luce dal Benigni che legge magistralmente Dante, il comico toscano ha concentrato tutta la sua ironia sul Cavaliere. Venti, venticinque minuti di sproloquio su Berlusconi, il quale essendosi ridotto a dover occupare l’intero panorama politico a causa della manifesta incapacità dell’avversario, è rimasto anche l’unico su cui poter fare sfottò. Ironia della sorte ha voluto che l’esibizione di Benigni cadesse proprio nel giorno più difficile della vita politica del PD e allora ecco la battuta sul dimissionario Veltroni: «Più battuto di così povero Walter. Ho già lo slogan per te, rialzati Walter, abbiamo perso la Sardegna, ma rimane Stromboli, Capraia, l'Isola di Montecristo. C'è la maggioranza nelle Eolie da conquistare». Nel finale del suo sketch Benigni ha voluto far trionfare il pensiero debole e il conformismo democratico e ha sparato un pistolotto più che scontato sull’amore omosessuale - in platea c’erano Grillini e Del Noce - concluso dalla recita a memoria di una lettera che Oscar Wilde inviò dal carcere al ragazzo che amava.
Sanremo è Sanremo. La tanto discussa canzone di Povia alla fine non ha scandalizzato nessuno. Nessuno a parte i soliti noti. Musica orecchiabile e testo equilibrato, Povia ha raccontato la storia di un ragazzo conosciuto durante un viaggio in treno: Luca, che per un certo periodo della sua vita è stato gay e oggi, invece, è sposato e ha pure dei figli. Testo equilibrato dicevamo, che però non ha evitato la replica in diretta di Grillini che ha preteso e preso la parola da Bonolis (il quale ha gestito la contesa in modo eccellente) e che ha messo in campo la solita tribolata storia d'amore tra due uomini, storia per la quale nessuno più si commuove: e infatti non sono mancati i fischi. Davvero coraggioso Povia che ha sfidato le potenti lobbies gay vincendo la sua battaglia. Almeno per ora. C'è da scommettere che non tarderà a farsi sentire la voce dei paladini della libertà di pensiero sempre pronti a censurare chi dimostra di non avere un pensiero omologato al pensiero dominante.
“Luca era gay”, dunque, e Povia ha avuto il coraggio di cantare la storia di un ragazzo incontrato così, per caso, durante un viaggio in treno. Un altro Luca la cui storia si somma a quella raccontata recentemente dal settimanale Tempi: sosteniamo il coraggio di chi non ha paura della verità, sosteniamolo anche con piccoli gesti quali possono essere l’acquisto di un CD.