Il quadro confessionale
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Lo spazio confessionale della Russia attuale è estremamente ricco, differenziato ed eterogeneo.
Nel registro statale del Ministero di Giustizia già 1 gennaio 2003 erano registrate 21.448 associazioni religiose che rappresentano più di 60 confessioni, chiese, correnti e denominazioni religiose. Inoltre un gran numero di associazioni religiose operano senza essere registrate e non hanno ancora ricevuto lo status di persona giuridica.
Questa complessità, questa differenziazione dello spazio confessionale, in questo ultimi anni è avvenuto nella maggioranza dei paesi di questo mondo.
Attualmente in ogni provincia, regione o repubblica della Russia, vivono persone di 50 - 60 nazionalità diverse che professano 20 – 30 confessioni o movimenti religiosi diversi. Oggi in Russia operano almeno 40 chiese cristiane.
Fra tutte queste la Chiesa ortodossa occupa il primo posto. Secondo i dati forniti dal Ministero di Giustizia al 1 gennaio 2003 sono state registrate 11.299 comunità ortodosse (al 1 gennaio 2004, 11.525) che costituiscono il 53% di tutte le associazioni religiose. Alla Chiesa ortodossa russa del Patriarcato di Mosca si devono aggiungere altre 162 associazioni ortodosse di altre denominazioni e 288 associazione degli ortodossi vecchio – credenti
Le associazioni protestanti registrate al 1 gennaio 2003 sono 4.764 (circa altrettante operano senza registrazione). Nel 1992 erano 510. I cattolici, compresi i greco – cattolici (4 comunità) contano 272 associazioni registrate, la Chiesa armena 61 associazioni.
L'islam ha registrato 3467 associazioni (nel 1992 erano 1216) occupando così il secondo posto per numero di fedeli e il terzo per numero di associazioni. Inoltre i buddisti hanno registrato 218 associazioni, gli ebrei 270, i crishma 97. A tutto questo si aggiungono 550 associazioni religiose di varie confessioni e movimenti religiose numericamente poco rilevanti.
Non tutte le chiese erano preparate ad affrontare questa situazione. Soprattutto non era preparata la Chiesa ortodossa. Essa da secoli portava il suo insegnamento fra le masse puntando sul sostegno dello stato, il quale reprimeva in tutte le maniere i concorrenti dell'ortodossia.. Ma oggi, secondo la legge che separa dallo stato le associazioni religiose, in base alle norme democratiche del mondo attuale, la Chiesa ortodossa è stata privata di questo sostegno. C'è da aggiungere che, durante gli anni della politica dell'ateismo di stato, essa ha perso l'esperienza e l'abitudine della attività missionaria fra i vari ceti della popolazione. Nello stesso tempo le associazioni protestanti, proprio negli anni della persecuzione e della repressione, hanno acquisito una ricca esperienza di missionarietà che, in clima di libertà ha immediatamente portato i suoi frutti.
A mio parere il problema della Chiesa ortodossa non è assolutamente riducibile alla concorrenza delle altre confessioni e in particolare dei missionari stranieri e dei nuovi movimenti religiosi. Le capacità ed il grado di influenza di questi ultimi viene esagerato dai pubblicisti religiosi e dai mass media.
Il problema sta in altri termini. La Chiesa ortodossa russa oggi è fortemente in ritardo sia nell'approfondimento teologico sia nella pratica pastorale – missionaria. L'affermazione positiva dell'ortodossia, dei suoi ideali e della sua dignità sono sostituiti dalla lotta contro le altre confessioni, dalla polemica spietata, dal desiderio di screditare in tutte le maniere i suoi oppositori – concorrenti. In altre parole l'identità positiva del cristianesimo ortodosso (ciò per cui la sua dottrina è migliore della dottrina degli altri) è sostituita da una identità negativa (ciò per cui le confessioni di fede degli altri sono peggiori).
In verità esiste veramente una rinascita della Chiesa ortodossa russa (come del resto di altre confessioni: islam, ebrei, protestanti ed altri) sul piano del restaurazione della gerarchia e dell'incremento delle parrocchie, dei monasteri, degli istituti educativi, di opere caritative, la ripresa della vita ecclesiastica e dello sviluppo del pensiero teologico
Si ha l'impressione che né la Chiesa ortodossa russa e neppure altre confessioni, in prima fila quelle tradizionali, non hanno ancora compreso che il mondo, la Russia, gli stessi russi sono cambiati. Nel ritorno in massa dei russi alla religione, il cui livello più alto si è avuto negli anni 1992 – 1994 il merito della Chiesa, se vogliamo dire la verità, fu assai limitato. Non è stata la sua predicazione, né la sua azione missionaria a portare le masse in Chiesa. Loro stesse sono venute a cercare una nuova identità ed un nuovo sistema di concezione del mondo e nuovi valori che sostituissero i valori socialisti perduti. Questa è la causa del relativo maggior successo di molte associazioni protestati e di predicatori stranieri in Russia: essi stessi cercano, invitano ed accolgono gli uomini smarriti dopo la caduta dei valori del sistema socialista.
Quali conseguenze possiamo trarre dal ritratto confessionale della Russia sopra esposto?
Anzitutto occorre riconoscere la realtà e le ragioni che hanno determinato la situazione attuale. La sua eterogeneità e differenziazione, nell'intreccio con la pluriformalità della situazione etnica della popolazione, costituiscono la ricchezza culturale della Russia, ma nello stesso tempo nascondono in sé la possibilità di far esplodere le contraddizioni ed i conflitti sul terreno nazionale e religioso. Il presupposto per raggiungere una concordia in una società plurinazionale e pluriconfessionale è l'educazione, una premurosa azione culturale fra le masse, per disporle alla tolleranza nazionale e religiosa, per formare una coscienza ed un comportamento adeguati. Non esiste per noi altra scelta, non c'è altra via per raggiungere la pace e l'accordo nella società, straziata attualmente dai contrasti religiosi e nazionali.
In secondo luogo per raggiungere la pace e la concordia nella società pluriconfessionale è altrettanto urgente il dialogo. Qui non trattiamo di un dialogo dottrinale e neppure come uno debba comportarsi in conformità ai suoi dogmi e ai suoi canoni, ma semplicemente di cercare interessi e valori comuni capaci di riunire gli sforzi di tutte le associazioni sociali e delle confessioni religiose per il bene di tutta la società, della nostra Russia, di trovare la capacità di ascoltarsi e di comprendersi vicendevolmente, pur confessando religioni diverse.