Intervista con Svjatoslav Eshchenko, artista satirico
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D. Rinasce continuamente il dilemma: tradizione – non tradizione. Questo concetto può essere considerato sotto diversi punti di vista.
R. Meglio lasciarsi guidare dalla regola: guarda alla radice. La religione tradizionale, in sostanza, è quella che non stravolge la dottrina del suo fondatore. Ma da noi il concetto di tradizione si fonda su quanti anni una certa religione è conosciuta sul nostro territorio. Ma allora riprendiamo gli antichi culti pagani degli slavi; sono molto più tradizionali della Chiesa ortodossa russa!
D. L'ortodossia sarà in grado di superare la crisi morale del nostro paese?
R. La domanda va posta in altro modo, e precisamente: Vogliamo noi vivere da uomini civili? Vogliamo noi che le madri uccidano i figli non ancora nati e i nati uccidano i propri genitori? Gli artisti scherzano: 'La metà degli scolari, secondo i dati statistici, sognano di diventare killer, e due terze delle ragazze prostitute ben pagate': Evidentemente il perento è esagerato, ma egualmente è triste. E' un male che non sia diventato un fatto di elementare cultura il comportamento ed il rispetto reciproco. Una volta lo era. Lo era ed è passato. Di tutta la cultura russa è rimasta soltanto la vodka. Al posto delle baiane nelle mani, le banane sugli orecchi (assonanza in russo: bajana v ruchach - banany v ushach)
Il nostro tempo è un'epoca di valori complessi. I bambini già sanno che cosa sia 'l'amore': è una moda di cui ci si può occupare fin dai banchi della scuola; e che cosa è la famiglia? Un peso. Le tradizioni familiari che un tempo erano strettamente legate con quelle religiose, già da tempo sono state distrutte fin dalle fondamenta. Da dove prendere l'educazione morale?
Dove fondare il patriottismo? Dalle bocche dei radicali non fai che sentire: "Noi siamo russi ortodossi". E questo, fra il resto, spaventa gi ebrei e i musulmani. In ogni caso il nostro paese è plurinazionale. Per questo nelle scuole occorre insegnare non soltanto l'ortodossia, ma anche i precetti di Maometto, di Budda, di Krisna e di altri. Non bisogna temere che il popolo segua altre religioni. In compenso i vostri avranno meno possibilità di diventare banditi o prostitute.
D. Per discutere della religione occorre avere un'esperienza personale di inserimento nella tradizione. Personalmente non oso parlare di ortodossia con un ortodosso.
R. Io sono nato nell'ortodossia. Dicono che durante i primi quattro anni d'età ero veramente un bambino angelico. La mamma era una santa donna, una moglie saggia. E' stata lei a volermi chiamare Svjatoslav. Mentre mi portava in grembo, secondo le sue parole, aveva udito una voce che invitava a chiamarmi Svjatoslav. Fin dalla mia infanzia io vedevo come la nonna pregava davanti all'icona. Era un'icona miracolosa della Madre di Dio, appositamente scritta per la nostra famiglia. Questa icona salvò tutti i nostri militari e salvò i civili dalle armate nemiche. Nessuno dei nostri antenati cui toccò in sorte di fare la guerra, perì in guerra. Né io, né mio padre non abbiamo fatto il servizio militare. E' stato un bene perché ambedue eravamo troppo allegri e nell'esercito occorre essere seri. Gli artisti è meglio lasciarli da parte. Quando avevo appena cinque anni la nonna mi faceva imparare a memoria il Padre nostro, l'inno alla Madre di Dio, la preghiera all'Angelo custode, la preghiera 'santo Dio, santo forte…Di notte io pensavo a tutte queste cose e pregavo affinché Dio mi proteggesse. La nonna teneva nascosta l'icona, perché il padre era iscritto al partito. A 27 anni egli divenne dirigente della filarmonica di Voronezh, ma quando i capi del partito vennero a sapere che lui credeva in Dio e che perfino frequentava segretamente la chiesa, lo licenziarono
D. Dunque la fede ti è venuta attraverso i parenti?
R. Sì e no. Le mie 'università spirituali' si svolsero durante l'era del 'ristagno', quando la maggioranza pensava che Dio non esistesse. A scuola alla domanda: 'Chi ha parlato seriamente di Dio?' rispondevano con una risata. Che la nonna mi abbia convinto dell'esistenza di Dio è stato un grande suo merito. Inizialmente pure io ridevo. Io dicevo a mio zio: "Nonna Lisa e nonna Ol'ja sono così ridicole che credono in Dio. Ma lo zio, figlio di nonna Lisa, inaspettatamente mi apostrofò: "Perché ritieni che le nonne che sono più vecchie e più sagge di noi, pensino erroneamente?" Questo pensiero mi sembrò fazioso: se i nostri scienziati e i nostri capi di partito dicono che Dio non c'è, vuol dire che non c'è!
Una volta, per la prima volta vidi per bene un cristallo di neve e compresi che nessuno all'infuori di Dio poteva fare questa cosa. Ero ancora piccolo, ma così, improvvisamente compresi che là in alto ci doveva essere un maestro perfetto capace di fare i cristalli di neve. Ed io mi dissi: 'stupidi questi scienziati'! Dicono che Dio non esiste, ma Dio c'è.
Non so trattenermi dal raccontare un aneddoto dei tempi sovietici. La maestrina proclama: "Dio non c'è! Su, ragazzi facciamo le corna a lui" I ragazzi si divertono della lezione allegra, ma uno, il saggio Vovoćka con aria sorniona: "Marivanna, se Dio non c'è, a chi facciamo le corna? Ma se per caso ci fosse, non è forse meglio essere prudenti prima di fare le corna?"
D. I tempi sono cambiati. I comunisti non sono più obbligati ad andare in chiesa di nascosto. Piuttosto c'è un'altra esagerazione…
R. Mi piace ciò che ha detto Zadornov: l'uomo di talento lavora secondo il proprio talento; l'uomo senza talento si barcamena da burocrate, se poi gli manca anche la coscienza, si dà alla politica. Naturalmente il mondo non è privo di persone oneste; ma i politici onesti si possono contare sulle dita delle mani. Gli altri sono quelli che non vogliono lavorare e vivono con i soldi dei loro elettori. Tutto sommato essi conducono una vita parassitaria. Non seminano, non raccolgono e non sono affamati. Se il Signore si interessa degli uccelli del cielo, dei politici si interessa satana. Il capo suggerisce al politico di diventare ortodosso, e lui subito, benché non creda, proclama. "Io sono ortodosso".
D. I bigotti non vengono purificati entrando in Chiesa?
R. Sì, il fuoco delle candele della benedizione pasquale purifica questa gente da tutti i peccati, ma solo nel caso che Cristo venga con questa benedizione. E qui non c'è nessuna garanzia. Si può costruire una chiesa alta fino cielo, si può cantare l'Akatist come un cantante di un opera, ma se lo scopo non è uno scopo spirituale, se verte nella sfera del capitale o della politica, tutto è inutile.
Come l'aneddoto del 'nuovo ricco' che finisce in inferno. I diavoli lo trascinano dentro, ma lui punta i piedi e si mette a gridare: "Che state facendo, siete imbestialiti?! Io devo andare in paradiso! Ho dato in offerta 500 dollari per la costruzione della chiesa". I diavoli ribattono: "Macchè paradiso! Sul tuo conto abbiamo qui tutto un incartamento". Il peccatore si difende: "Il padre mi ha rimesso tutti i peccati e mi ha assicurato il paradiso". Allora i diavoli telefonano al capo dell'inferno: "Capo, c'è qui un certo tale ecc., ecc…". Risponde il capo: "Lo conosco, lo conosco" e intanto fa passare la sua agenda; ecco 'mascalzone, imbroglione, mantenuto, traffico di narcotici, mafioso ecc, ecc.' Immediatamente nella caldaia…" però c'è un impiccio; il padre gli ha rimesso i peccati per 500 dollari. Il capo dell'inferno ci pensa un secondo, due secondi, poi deciso: "Ridategli i 500 dollari, e poi… in padella!" Ho raccontato questo aneddoto ad uno dei nostri gerarchi ortodossi: Lui si mise a ridere di tutto cuore e poi soggiunse: "500 dollari si possono ridare".