Le chiese ortodosse in Russia alternative alla Chiesa ortodossa del Patriarcato di Mosca
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1. Chiesa catacombale fondata dal vescovo Andrej (Uchtomskij) fucilato nel 1937. Oggi i fedeli di questa chiesa si distinguono per nazionalismo esasperato ed antisemitismo, a differenza del loro vescovo fondatore, ecumenista e moderato. Il loro capo è il vescovo Amvrosij (Sivers-Smirnov).
2. Danilovcy. Chiesa catacombale fondata negli anni '20 dal vescovo Fedor (Pozdeevskij). Oggi è registrata come Chiesa ortodossa cattolica (kafoliceskaja) russa. Di questa giurisdizione a Mosca ci sono due chiese. I fedeli si richiamano al metropolita Michail (Anashkin) che nella sua gioventù frequentava la Chiesa cattolica di S. Luigi dei Francesi. Ordinato diacono cattolico a Riga, nel 1992 si separò dalla Chiesa cattolica.
3. Chiesa dei Veri Cristiani Ortodossi. Anche essa chiesa catacombale staccatasi dal Patriarca Sergij per le sue pubbliche dichiarazioni di fedeltà al regime comunista. Ora è guidata dal vescovo Sergij (Moiseenko).
4. Chiesa Ortodossa della Rinascita, fondata nel 2000 dal vescovo Stefan (Linickij). Vi fa parte anche il sacerdote Gleb Jakunin, già deputato alla Duma per il partito "Scelta della Russia", noto dissidente perseguitato dal regime comunista, ridotto allo stato laicale dalla Chiesa del Patriarcato nel 1993 per non aver obbedito alla disposizione sinodale di non militare, come sacerdote, in un partito politico, scomunicato nel 1996 per aver aderito ad un'altra giurisdizione ecclesiale.
5. Chiesa Ortodossa Russa Autonoma. Ha il suo centro a Suzdal, fondata dal vescovo Valentin (Rucancev). Antiecumenica e conservatrice. Circa la metà della città è passata a questa nuova giurisdizione.
6. Chiesa Orientale dell'Apocalisse di S. Giovanni il Teologo (S. Giovanni Evangelista) fondata dall'attuale vescovo Lazar' (Vasil'ev), metropolita di tutta la Siberia.
7. Chiesa del Patriarcato ortodosso di Kiev alla quale aderì il sacerdote Adrian nel 1993, ordinato vescovo nel 1994.
Questo pullulare di chiese attorno al Patriarcato di Mosca è una ferita non soltanto per gli ortodossi, ma nello stesso tempo anche per i cattolici. Una chiesa divisa in se stessa trova sempre difficoltà nel rapporto con le altre Chiese. In particolare è comprensibile che il Patriarcato di Mosca debba essere in qualche modo sensibile ai fondamentalisti ortodossi nazionalisti, perché sono quelli che nel loro integralismo sono più disposti a favorire ulteriori divisioni. La divisione all'interno della propria chiesa è il vero problema dell'ecumenismo (questo vale naturalmente anche per i cattolici); gli altri problemi, quelli di cui normalmente si chiacchiera, sono problemi di facciata.