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Olga Sedakova

Fonte:
CulturaCattolica.it
Intervista di Olga Sedakova apparsa in traduzione italiana sulla rivista 'Nuova Europa' n. 4 - 2005.

Presentiamo alcuni stralci dell'intervista di Olga Sedakova apparsa in traduzione italiana sulla rivista 'Nuova Europa' n. 4 - 2005. La Sedakova è un'ortodossa di Mosca, allieva di Averincev, ha scritto le sue prime poesie nel samizdat. Ha ricevuto il premio Solov'ev (1998) in Vaticano e la laurea honoris causa presso la facoltà teologica ortodossa di Minsk nel 2003.

Quando rimuovono le 'sentinelle' dal tempio non resta che sperare nell'unica cosa che propriamente ci è stata trasmessa: in Dio

L'uomo considerato in se stesso, per sua natura, non può essere secolarizzato, né mai lo è stato. Secolarizzate sono le strutture della società.
La separazione dallo stato, con ogni evidenza, è irrevocabile. Ma la società è un'altra cosa
Chi avrebbe potuto immaginare ciò che sarebbe venuto fuori dalla piccola comunità cristiana degli inizi? Ma probabilmente per ottenere la stessa cosa è indispensabile la stessa forza che era presente nel cristianesimo delle origini.

L'anima è stata cacciata da tutto ciò che è pubblico, non dallo Stato, ma proprio dalla sfera pubblica. Mi sembra che questa situazione comporti un gravissimo rischio. E' la perdita del significato della vita comune dell'umanità, di cui scriveva Hanna Arendt.
Occorre fare qualche cosa per superare l'imbarbarimento psicologico dell'uomo moderno. Si sta creando un uomo che non sente e non vede, in qualche modo astratto, dai sentimenti quasi atrofizzati, che rispondono soltanto a stimoli forti.
L'umanità d'oggi, come nel passato, ha bisogno di una istanza autorevole. L'istanza mondana non ha questa forza.
Penso che oggi la forma più diffusa di ateismo sia l'indifferenza, ossia l'ateismo nel senso etimologico della parola: non anti-teismo, ma a-teismo. Penso che da questa indifferenza non possa derivare nulla di buono. Ma esiste un nuovo tipo di ateismo attivo, che non è rivolto tanto contro l'Essere divino, quanto contro il mondo e l'uomo. Non l'indifferenza, ma il cinismo puro. E' anche esso una forma di fondamentalismo

L'arte, come qualsiasi espressione artistica e, più ampiamente, qualsiasi espressione umana, va intesa come un dono. Se non si ha nulla da donare, non serve affliggere la gente. Temo che la mia posizione sia talmente anacronistica che nessuno mi potrà capire.

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