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Rassegna stampa, 11 febbraio 2004

Autore:
Scalfi, Romano



Primo piano

Concezione della politica religiosa della Federazione russa, religare.ru, 5 febbraio
È apparso il testo del documento ufficiale volto a costituire una normativa sulla politica religiosa dello Stato (se n'era già discusso in precedenza, cfr. Rassegna 24 novembre 2003), elaborato dall'Accademia russa dei Servizi di Stato presso il Presidente della Federazione Russa (cattedra di Scienze religiose).
La redazione del testo è stata curata da Ol'ga Vasil'eva, ordinaria della cattedra, e da Aleksandr Žuravskij e Aleksandr Kyrležev, docenti della medesima cattedra.
Vi si ribadisce la necessità di formulare i principi fondamentali della politica religiosa, dato l'"accrescersi dell'importanza del fattore religioso nei processi politici attuali, nella vita della società e dei cittadini, e anche in seguito al fatto che varie confessioni hanno formulato nelle proprie dottrine sociali la propria concezione dei rapporti con lo Stato".
Quanto alla "definizione e categorie fondamentali della politica religiosa", si dichiara che essa "è un sistema di azioni dello Stato laico nella sfera delle relazioni tra Stato e confessioni, e di realizzazione della libertà di coscienza e professione di fede tenendo conto della molteplicità di forme della religione nella società". Si cita la Costituzione, secondo cui "La Federazione Russa è uno Stato laico. Nessuna religione può ottenere lo status di statale o obbligatoria. Le associazioni religiose sono separate dallo Stato e uguali davanti alla legge".
La laicità dello stato, prosegue il documento, significa che lo Stato "non impiega nessuna ideologia religiosa in qualità di ufficiale; assicura pari diritti ai cittadini in campo di libertà di coscienza e professione religiosa, e non si associa a nessuna religione".
Non viene impedita l'espressione di religiosità all'interno della società, in quanto espressione di individui e gruppi sociali, e tale espressione non contraddice la laicità dello Stato, perché la religione è separata dallo Stato ma non dalla società civile. Lo Stato da parte sua contribuisce al formarsi di condizioni per l'autorganizzazione della società civile, al cui sviluppo contribuiscono realtà sia laiche che religiose.
Su questa base si accettano i concetti di laicità e di religiosità, mentre si respingono quelli di laicismo e di clericalismo, che implicano una costrizione nell'uno o nell'altro senso.
Scopo e compiti della politica religiosa dello stato sono la creazione di "condizioni favorevoli a uno sviluppo positivo e non conflittuale della vita religiosa nel paese e alla stabilità della società russa. La politica religiosa è volta ad assicurare i diritti fondamentali dei cittadini alla libertà di coscienza e professione religiosa, e anche alla salvaguardia e allo sviluppo delle tradizioni religiose storicamente formatesi dei popoli della Russia. La politica religiosa si realizza negli interessi nazionali della Federazione Russa, che in questo caso coincidono con il rispetto dei diritti dell'uomo, la salvaguardia e lo sviluppo delle tradizioni religiose dei popoli della Russia e il consolidamento dello Stato russo".
Ne discende la necessità di una politica volta:
In campo giuridico: ad assicurare il diritto costituzionale della persona alla libertà di coscienza e di professione religiosa; al perfezionamento della legislazione nel campo della libertà religiosa; alla conformazione tra le legislazioni federale e regionale tenendo conto delle peculiarità della situazione religiosa nei soggetti della Federazione Russa; alla registrazione delle associazioni religiose e al controllo sulla loro attività statutaria.
In campo culturale: a tener conto, da parte degli organi del potere statale che realizzano la politica religiosa, della pluralità etnoculturale e religiosa della Russia; a difendere il patrimonio spirituale, morale e culturale dei popoli della Russia, delle tradizioni religiose storiche; alla realizzazione di misure atte a sviluppare il potenziale spirituale, morale e pacificatore delle tradizioni religiose dei popoli della Russia.
In campo politico-sociale: a creare misure per consolidare nella società il rispetto di credenti e non credenti e dei valori della tolleranza religiosa, "contro fenomeni di estremismo religioso ed espansionismo cultural-religioso" (in conformità alla Concezione della sicurezza di Stato della Federazione Russa).
Tre sono gli strumenti metodologici di cui si avvale la politica religiosa: giuridico, culturologico e sociologico.
In particolare, lo strumento culturologico "consente allo Stato di mettere in luce la componente religiosa nelle tradizioni culturali dei popoli della Russia, di stabilire se la religione sia una tradizione culturale (dominante a livello nazionale oppure regionale), oppure un'innovazione culturale". "Nella sua politica religiosa lo Stato tien conto che oltre alle tradizioni culturali che hanno una lunga storia, sul territorio della Federazione Russa esistono e si sviluppano forme di religiosità che sono sottoculture religiose nuove (innovative) per i popoli della Russia (ad esempio, nuovi movimenti di origine straniera e russa, denominazioni neoprotestanti e nuove correnti orientali). La sottocultura è un sistema di norme e di valori che distingue la cultura di un certo gruppo dalle culture dominanti... Pur riconoscendo il contributo delle culture religiose dominanti, lo Stato rispetta le sottoculture religiose come tradizioni della minoranza, i cui diritti devono essere difesi in conformità ai valori dello Stato democratico di diritto. Nella sua politica della cultura e dell'istruzione lo Stato tiene presente il contributo delle tradizioni religiose dei popoli della Russia alla cultura nazionale".



NB. L'ambiguità sottesa al documento, peraltro formalmente corretto, potrebbe essere costituita dal ricorrente riferimento alle "tradizioni" dei popoli russi, ricordando che il cattolicesimo non è stato inserito a suo tempo tra le religioni tradizionali del paese. D'altro canto, c'è da chiedersi quanto l'ortodossia ufficiale oggi rispecchi la vera tradizione religiosa del popolo russo, e non abbia invece bisogno lei stessa di recuperare radicalmente la propria autentica Tradizione ecclesiale.


Eletto nuovo metropolita dei vecchi credenti, religare.ru, 11 febbraio
Pavel Korobov, Il nuovo metropolita dei vecchi credenti, "Kommersant", 11 febbraio, p. 8
Il 9 febbraio, nel corso del Concilio dei vecchi credenti è stato eletto il nuovo primate, il vescovo Adrian (Cetvergov) di Kazan' e Vjatka.

Dibattito sull'insegnamento della religione, blagovest-info, 5 febbraio
Il 5-6 febbraio presso la facoltà di filosofia dell'Università statale di Mosca si è svolto un convegno sull'insegnamento della religione, a cui hanno partecipato insegnanti ed esperti di varie città della Russia. Dibattuti i temi dell'insegnamento della religione e dell'apertura di nuove facoltà di teologie, del rapporto tra insegnamento, scientificità e confessionalismo. Molto ampio lo spettro dei pareri, discussione vivace e notevoli divergenze.

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