Rassegna stampa, 17 maggio 2004
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Primo piano: le trattative con la Chiesa all'estero
Pavel Korobov, Intervista al metropolita Lavr, "Kommersant", 14 maggio, p. 7
Secondo il primate della Chiesa ortodossa russa all'estero, giunto oggi a Mosca, la visita dovrebbe portare alla soluzione dei problemi che ancora ostacolano l'unità tra le due Chiese.
Lavr ha parole di critica per l'operato del patriarca di Costantinopoli, che "non corrisponde alle norme canoniche della Chiesa ortodossa, tentando di allargare la propria giurisdizione nei territori canonici della Chiesa russa". Bisognerà studiare un sistema di coesistenza e di collaborazione tra le parrocchie delle due giurisdizioni del Patriarcato di Mosca e della Chiesa ortodossa russa all'estero, assicurando alle strutture di quest'ultima una certa autonomia amministrativa. Chiarisce infine che la visita ha lo scopo di approfondire la reciproca conoscenza, mentre la firma di atti riguardanti l'unità canonica, pastorale e pratica verranno redatti nel corso dei lavori della commissione mista.
Intervista del patriarca Aleksij, "Interfax", 13 maggio
Fa una breve panoramica degli impegni della delegazione, che parteciperà ad alcune cerimonie, oltre che agli incontri di lavoro con il Patriarca e il Santo Sinodo, si recherà a San Pietroburgo, Ekaterinburg (dove fu assassinata la famiglia reale), e nei luoghi di san Serafim di Sarov.
Ha dichiarato ottimisticamente: "Ritengo che oggi siamo testimoni di un notevole passo in avanti nel nostro avvicinamento alla Chiesa ortodossa all'estero. Il ripristino della comunione eucaristica sarà deciso dal Concilio dei vescovi del patriarcato di Mosca, che si svolgerà il 3-8 ottobre, che esaminerà i frutti del lavoro della commissione mista su questi temi... se ci sarà buona volontà da ambo le parti, non ci vorrà poi molto tempo per ripristinare la comunione di preghiera".
Viktor Potapov, Se ci sarà, sarà chiamata "unione del presidente", "Golos Ameriki", 14 maggio
Intervista al sacerdote della Chiesa ortodossa russa all'estero, in occasione della visita ufficiale a Mosca della delegazione della sua Chiesa, guidata dal primate Lavr. Questi fa una storia della preparazione del nuovo passo tra le due Chiese (definito un "processo abbastanza lungo e complesso), attraverso convegni atti a chiarire il passato storico.
Putin ha certamente dato a questo processo un contributo positivo, perché interessato all'unità della diaspora in tutto il mondo.
Tra i fedeli della chiesa russa all'estero, gli accesi oppositori dell'unione con Mosca se ne sono già andati, riunendosi intorno al metropolita Vitalij, in Canada (sono in tutto 3-4 parrocchie), mentre la stragrande maggioranza è indifferente o favorevole all'unione.
Servizio sull'ortodossia, "VVP", maggio 2004
Sulla nuova rivista mensile di economia ("Prodotto lordo interno"), realizzata evidentemente con il pieno appoggio del Cremlino (visto il tono dell'editoriale, le lettere di congratulazioni, la qualità della pubblicazione), appare un'ampia rubrica intitolata "Io credo!", dedicata alla Chiesa ortodossa. In questo numero appaiono:
1. il messaggio pasquale del patriarca Aleksij;
2. il suo discorso per la rielezione del presidente Putin;
3. un resoconto delle celebrazioni pasquali con numerose foto del presidente;
4. un'intervista al vescovo Longin di Saratov sulla restituzione delle chiese, sui doveri morali dei credenti e il loro impegno nella società, sull'opportunità di una legge (simile a quella esistente in Bulgaria) che riconosca l'ortodossia non solo come una religione tradizionale, ma come l'unica tradizionale. Si affronta anche il problema della restituzione dei beni ecclesiastici e del diritto della Chiesa ortodossa a un ruolo educativo e formativo nella società (scuola, esercito, opere sociali).
5. una cronaca degli avvenimenti, in cui si mettono in rilievo il discorso di condanna del patriarca delle discordie etniche, e il recente seminario comune tra esponenti della Chiesa ortodossa e i battisti (svoltosi il 15 aprile all'OVCS).
6. una rassegna stampa, in cui si sottolinea che la maggioranza dei russi festeggia la Pasqua (NB. anche se con il pranzo pasquale; la cifra di quelli che vanno alla liturgia anche qui è il 4%); è riportato poi un discorso del metropolita Kirill sui valori cristiani dell'Europa e la nomina del ministro Sokolov a presidente della commissione governativa per le associazioni religiose.
7. una raccolta di fondi per la ristrutturazione di una chiesa ortodossa.
È abbastanza evidente che dietro quest'iniziativa c'è il desiderio di vedere un'alleanza tra trono e altare in funzione del rafforzamento del potere.
Kirill Vasilenko, Solo non confessare. La Chiesa ortodossa russa propone ai cattolici le sue regole del gioco, "Vremja novostej", 12 maggio
Articolo molto critico sugli esiti della commissione mista cattolico-ortodossa: "Le trattative per l'amicizia tra Chiesa ortodossa russa e cattolica sono entrate per l'ennesima volta in un vicolo cieco". Il motivo della conclusione è che il patriarcato di Mosca ha ricusato di prendere sul serio la proposta della conferenza episcopale cattolica di stilare un "codice di comportamento comune", che "dettagli le regole di lavoro e di attività missionaria dei sacerdoti cattolici, e le varianti di collaborazione missionaria con il clero ortodosso, e che ponga infine un punto fermo alle annose dispute tra il vaticano e Mosca sul proselitismo".
Padre Chaplin ha detto che tale codice esiste già, ed è il documento "Pro Russia" del 1992, che secondo lui non viene quasi applicato. Ha inoltre chiarito quali azioni dei cattolici rivestono, secondo lui, un carattere di proselitismo (l'autore cita a questo punto i casi dell'orfanotrofio Rodnicjok, della televisione di Novosibirsk ecc.), aggiungendo che vanno risolte queste situazioni conflittuali, altrimenti "nessun codice di comportamento riscuoterà alcuna fiducia".
Il pubblicista descrive poi l'operato della parte cattolica, dicendo che "padre Igor' Kovalevskij ha tentato di convincere ancora una volta i colleghi ortodossi che la Chiesa cattolica non ha mai avuto e non ha direttive di proselitismo, o scopi di cattolicizzare la Russia. "Abbiamo commesso degli errori, alcuni fatti suscitano sconcerto e possono essere interpretati da parte ortodossa come proselitismo, ma questa non è una prassi deliberata, ha detto facendo atto di pentimento". Padre Igor' ha espresso la speranza che il gruppo di lavoro non si trasformi in un tribunale contro i cattolici, e si è addirittura azzardato a preannunciare un certo miglioramento nelle relazioni tra il Vaticano e la Chiesa ortodossa russa, venendo però sconfessato da padre Vsevolod. "Umanamente nutro simpatia per l'ottimismo di padre Igor', ma siamo ancora ben lontani da una reale soluzione dei problemi", ha dichiarato infatti".