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Rassegna stampa, 18 febbraio 2005

Fonte:
CulturaCattolica.it

Le sfide dei media cattolici in Russia, secondo il Direttore del settimanale “Svet Evangelia”


MADRID, mercoledì, 16 febbraio 2005 (ZENIT.org).- La vita dei giornalisti cattolici che vogliono dedicarsi all’informazione religiosa è difficile, riconosce Victor Khroul, Direttore del settimanale russo cattolico “Svet Evangelia” (“La luce del Vangelo”).

Direttore del Centro di Informazione della Conferenza dei Vescovi Cattolici di Russia, Khroul rivela in una intervista concessa a ZENIT che il maggior problema è la “mancanza di risorse”.

Il settimanale “Svet Evangelia” sta per compiere dieci anni ed ha ricevuto il premio Titus Bramsda della Unione Cattolica Internazionale della Stampa (UCIP).

Tuttavia, ha riconosciuto Khroul, “dobbiamo chiudere la rivista per problemi finanziari, e l’equipe si è disgregata. Molti giornalisti ora non vogliono tornare perché hanno famiglia e optano per lavori più solidi”.

“Anche se abbiamo ottenuto dei fondi per proseguire ancora per un anno, il prossimo anno staremo un’altra volta nella stessa situazione”, si è lamentato Khorul, che è anche docente di giornalismo all’Università Statale di Mosca.

“I cattolici russi non possono sussistere senza il sostegno estero, e sarebbe bene che si creasse una Fondazione per i media cattolici in Russia e nei paesi dell’Est Europa”.

Secondo il Direttore, “se lavoriamo insieme sarà meglio”. “Senza denaro non possiamo fare piani strategici né pensare ad iniziative comunicative”, ha continuato.

“Nel Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali, e in special modo l’Arcivescovo Presidente John P. Foley, sono preoccupati per questa situazione che stiamo patendo”, informa.

Per ciò che riguarda la relazione fra i mezzi di comunicazione generalisti russi e la comunità cattolica, Khroul spiega che “sono una minoranza così come i nostri media. E’ chiaro che non possiamo pensare di essere competitivi come per esempio in Francia il periodico cattolico ‘La Croix’, che compete con ‘Le Monde’”.

“I media non religiosi hanno una atteggiamento molto positivo di fronte alla Chiesa cattolica, anzi, aggiungerei che i loro atteggiamenti sono di profondo interesse”, ha proseguito.

“Di fatto, la nostra relazione con i media secolari dipende molto da ciò che possiamo offrire, ed è nostro lavoro farlo bene, ed essere disponibili”.

Il suo cellulare durante l’intervista lo avvisa in diverse occasioni di chiamate in attesa: “Essere trasparenti e dire la verità” è la chiave che ha sottolineato dopo aver spento il telefono.

“I giornalisti sono gente pigra e se dai loro una comunicato stampa ben fatto vanno a prendere l’informazione tale e quale, cambieranno qualcosa e lasceranno la notizia”, ha quindi riconosciuto apertamente.

“In Russia abbiamo incontri con i giornalisti dei grandi media almeno un paio di volte all’anno, vengono i Vescovi e in un clima informale si parla di tutto in maniera molto piacevole”, ha commentato.

“I giornalisti hanno tutti i nostri numeri di telefono, cellulari, e-mail..:”, ha quindi spiegato.

Comunque, non tutto è perfetto, ha aggiunto ancora a ZENIT: “Il nostro quotidiano cattolico, per esempio, non si può mettere in vendita dal giornalaio, ci accuserebbero di proselitismo e di voler rubare le anime e giocare sporco”.

“Tuttavia, il mio sogno è che si possa stare in internet, e colui che lo desidera lo va a cercare e se vuole più informazioni lo richiede con un solo click”, ha spiegato. “E dovrà essere però in russo e in inglese, poiché se usciremo solo in russo saremo un Chiesa in silenzio”.

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