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Rassegna stampa, 18 maggio 2004

Autore:
Scalfi, Romano



Il Convegno internazionale "Bisanzio ortodossa e Occidente latino (950 anni della divisione delle Chiese e 800 della conquista di Costantinopoli da parte dei crociati)", a Mosca, 26-27 maggio, "servizio stampa del patriarcato", 17 maggio
L'evento, dedicato ai due dolorosi anniversari che si celebrano quest'anno, e che hanno impresso un'orma profonda sulla storia delle relazioni tra est e Ovest e sui destini della civiltà cristiana, è organizzato con la benedizione del patriarca e la partecipazione della chiesa ortodossa, dell'Accademia delle scienze e della Società imperiale palestinese. Oltre a studiosi ed ecclesiastici, si prevede la partecipazione di esponenti del Ministero degli esteri e del corpo diplomatico. Saranno presenti varie Chiese ortodosse, la Chiesa cattolica e altre confessioni.
Un primo blocco di problemi da esaminare sono le origini dell'estraneità tra la Chiesa in oriente e in occidente, che cosa successe nel 1054 e quali conseguenze ebbe la divisione per tutto il mondo cristiano.
Seguirà l'esame della cosiddetta "IV crociata": fu conseguenza ed esito della divisione ecclesiale o di interesse particolari dei partecipanti?
Uno dei temi sarà anche la sorte dei tesori sacri distrutti o rubati dai crociati.
Infine, un importante elemento sarà la riflessione sulle ripercussioni di tutti questi eventi sulla formazione e sviluppo della Rus' come nazione, stato, società e Chiesa.

Sul rispetto dei diritti costituzionali dei fedeli, "Ng religii", 12 maggio
Nella rubrica pro et contra vengono pubblicati due interventi sul tema.
Il primo, del filosofo ed esperto di problemi religiosi Sergej Ivanenko, si intitola La Costituzione non tollera riserve, e mette in luce alcuni pericoli esistenti oggi in Russia per la pace religiosa: 1. l'incremento dei conflitti tra le nazionalità; 2. il rafforzarsi di un fondamentalismo politicizzato; 3. la cosiddetta lotta contro le sette totalitarie; 4. la rivalità per ottenere lo status particolare di organizzazione religiosa.
È indubbio il nesso tra intolleranze etniche e religiose, per cui le autorità religiose hanno un'importante funzione pacificatrice. Tale funzione, in particolare spetterebbe al Consiglio interreligioso della Russia, fondato dalla Chiesa ortodossa, dalle principali organizzazioni musulmane, ebraiche e buddiste, che però ultimamente si è buttato soprattutto nella lotta contro le sette (campagna contro la costruzione degli edifici di culto krishnaiti a Mosca e in Chukotka).
Si ha inoltre l'impressione di un incremento del fondamentalismo ortodosso all'interno della Duma (fondamentalmente "Rodina"), e attraverso associazioni come l'Unione dei cittadini ortodossi e l'Unione della gioventù ortodossa, oppure programmi televisivi come "Russkij vzgljad" e pubblicazioni tipo "Radonezh".
L'autore fa notare che in Russia non esistono ancora strutture in grado di garantire un'effettiva pace religiosa; nel citato Consiglio interreligioso non vi sono né protestanti, né cattolici, né vecchi credenti. Nel Consiglio sulle associazioni religiose presso il Presidente della Repubblica esistente fino a poco tempo fa erano rappresentate le principali confessioni e religioni, ma esso non si riunisce da tempo, violando la disposizione di Putin del 17 marzo 2001 che prescriveva una riunione almeno ogni sei mesi. Nella composizione del Consiglio ratificato dal presidente il 7 febbraio scorso non vi sono né vecchi credenti (267 comunità registrate), né dirigenti dei due principali gruppi protestanti (battisti e pentecostali, rispettivamente 100.000 membri e 992 comunità, e 300.000 membri e 1398 comunità), mentre vi sono 5 vescovi della Chiesa ortodossa russa.
Si sta discutendo da tempo sul fatto che le organizzazioni religiose tradizionali devono avere più diritti delle altre, e ricevere un particolare status sanzionato dalla legge (cfr. i progetti promossi da Glaz'ev alla Duma), dimenticando che l'attuale Costituzione presuppone la parità di tutte le organizzazioni davanti alla legge.
Ha fatto rumore l'impressione che Putin appoggi l'idea di questo particolare status (cfr. il suo discorso a Soci il 26 marzo 2004), ma in realtà, esaminando attentamente questo suo discorso non si prevedono mutamenti o interventi legislativi: quindi le associazioni religiose sono "condannate" alla parità, e solo la consapevolezza di questo fatto potrà indurle al dialogo, da cui la pace religiosa non avrà che da guadagnare.
Il secondo articolo, del direttore dell'"Istituto di diritto e relazioni Chiese-stato" Igor' Ponkin, si intitola Parità e parità di diritti non sono la stessa cosa.
Sulla base della pratica esistente in paesi di tutto il mondo civile, si denota che gli Stati laici in realtà non hanno relazioni paritarie con tutte le confessioni esistenti al loro interno, ma rispettano gli equilibri e le maggioranze delle popolazioni nei confronti del fatto religioso. Anche la Russia dovrebbe adeguarsi a questo modello.
Sarebbero necessarie leggi che diano facilitazioni alle organizzazioni religiose della religioni tradizionali, anche se i progetti esistenti (tipo quelli del già citato Glaz'ev), sono delle "sciocchezze".

Sergej Kravetz, Chi sono gli ortodossi?, "Trud", 12 maggio
Intervista su questo tema abbastanza scottante per la russia odierna, a una delle figure più importanti della Chiesa ortodossa russa e vicine al patriarca (direttore dell'Enciclopedia ortodossa), anche se laico per formazione e attività.
Rispetto al problema di quanti si dicono ortodossi e di quanti praticano, Kravetz ricorda la vicenda del buon ladrone come emblematica della scelta interiore che attende ognuno, senza la quale nessuna statistica ha valore.

Secondo Convegno "Religione nella Russia che cambia", Perm' 11-12 maggio, "religare", 14 maggio
Il sito pubblica alcune interessanti relazioni sull'argomento: Ritratto confessionale della Russia, di R.A. Lopatkin, docente della cattedra di studio delle religioni all'Accademia Russa dei servizi di Stato; Politica confessionale della Russia, di A.A. Nurullaev, docente all'Università Druzhba narodov.

Appello degli ortodossi ucraini a sostegno dell'unione con la Chiesa ortodossa all'estero, "portal-credo.ru", 14 maggio
Il documento ha toni di acceso patriottismo e xenofobia (proviene dai gruppi fondamentalisti di Odessa che hanno recentemente cacciato dalla città il patriarca ucraino Filaret, con l'appoggio dell'Unione dei cittadini ortodossi russi).

Appello del patriarca Aleksij ai partecipanti al Concilio dei popoli della Bielorussia, Russia e Ucraina, "sedmica.ru", 17 maggio
Il 17-19 maggio in Ucraina si svolge questa manifestazione, dedicata ai 350 della riunione dell'Ucraina alla Russia (1654). Nel suo messaggio augurale Aleksij II sottolinea le preoccupazioni spirituali e morali dell'assemblea, invitandola a lavorare per il consolidamento della pace e della collaborazione tra i popoli.

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